Sono Cristina, ho trent'anni e faccio l'investigatrice digitale sfruttando i social network! Per il resto: mai una gioia. Ho una madre insopportabile e le mie amiche vivono a centinaia di chilometri da me. Il mio ex mi ha lasciata un anno fa con un sms e da allora sono dannatamente sola, a parte Carmen, la mia coinquilina. Ma questo sarà il mio anno! Zero aspettative! Rispetterò alla lettere le "regole della perfetta seduttrice": puntare, sedurre, colpire e abbandonare. Tutto chiaro. Forse. Spero.
Lea Landucci insegna improvvisazione teatrale e nel tempo libero fa l'ingegnere informatico. Adora i romance e ne parla sul blog chicklit.it "Mai una gioia" è il suo primo romanzo.
4+ ⭐️ Una storia carina, ironica e divertente ma al tempo stesso profonda, che parla di crescita/accettazione personale e di amicizia con la A maiuscola più che di amore; che fa riflettere pur facendoti mantenere il sorriso sulle labbra e lasciandoti con la speranza nel cuore, perché la gioia prima o poi arriva ❤️
Cristina è un piccolo genio della tecnologia; non per niente è un ingegnere informatico che lavora per un’agenzia investigativa che, sfruttando e hackerando le informazioni sul web, ottiene informazioni sui clienti. Geniale nel lavoro, ma mezzo disastro nella vita di tutti i giorni Cristina, con le sue enormi fobie maniacali, non riesce a fidarsi di nessuno, almeno fin quando, trascinata dalle sue migliori amiche a Milano per festeggiare il nuovo anno, decide che quello entrante sarà solo il suo anno e qualcuno, da là su, sembra ascoltarla. Mai una gioia: amori e altri inciampi è il romanzo d'esordio della simpaticissima Lea Landucci, che sin dal principio della sua “carriera” social, ho iniziato per caso a seguire. Seguendola nel tempo, ho iniziato a farmi un’idea su di lei, ma mai mi sarei aspettata un romanzo così, anche perché con un titolo così eloquente, mi sarei immaginata tutt'altro. È stato emozionante, intrigante e coinvolgente, da leggere tutto d’un fiato. La protagonista è una simpaticissima ragazza innamorata della sua meravigliosa città, Firenze, del suo lavoro e della sua fantastica cagnolina Carmen. La trama è divisa in quattro parti e rappresenta l'evoluzione e la crescita di Cristina, che sin dal principio ho immaginato fosse Lea, anche se lei ha successivamente smentito. Nella prima parte del romanzo troviamo una protagonista pacata, alla quale vanno bene tutte le cose come stanno e che non si aspetta niente di più dalla sua vita. Proseguendo con la lettura, assistiamo ad una crescita graduale di Cristina, che però lascia ancora troppo spazio agli altri e meno a se stessa. Solo alla fine, dopo svariate vicissitudini, troveremo una Cristina matura che ha finalmente capito di essere la cosa più importante della sua vita, dopo Carmen ovviamente! Anche i personaggi che la circondando cambiano, affrontano le proprie paure e cercano di essere felici. L’amore è il leit motiv del romanzo, ma non quello tra uomo e donna, ma l'amore per se stessi e per le amiche con le quali Cristina è cresciuta ed ha un rapporto autentico e familiare. Sabrina è l’amica fashion che abita a Milano e che dopo una grande delusione d’amore, ha deciso di ignorare completamente i sentimenti e dedicarsi solo al divertimento, tra le lenzuola e non; Daniela, invece, è un’attrice e vive a Roma insieme al suo fidanzato. Entrambe cercano di spronare da sempre Cristina a lasciarsi andare, sia con gli uomini che nella vita in generale; nonostante la distanza che le separa, la loro amicizia dura dai tempi della scuola ed ognuna dà il suo contributo a questa strana famiglia. Altri due importanti personaggi sono Madre, da sempre fissata con le calorie e che non fa altro che criticare le scelte di vita della protagonista ed il padre di Cristina, che cerca di essere sempre presente per la famiglia e con il quale ella ha un dolcissimo rapporto. La loro separazione credo che abbia molto influito sul carattere della nostra Cristina. Questo romanzo fa riflettere sull'importanza che dobbiamo dare a noi stessi, perché la vita è la nostra; le scelte che facciamo, giuste o sbagliate che siano, devono essere fatte solo pensando al nostro bene e non agli altri, perché potremmo rifiutare una grande occasione.
Con il termine “mai una gioia” noi giovani ragazze moderne, si lo so mi sono definita una giovane ragazza alla soglia dei 37 anni, intendiamo quel particolare momento in cui la vita ci fa capire che stiamo sbagliando su ogni fronte. La nostra protagonista è piena di mai una gioia. Mai una gioia al lavoro dove non viene premiata per il suo grande talento. Mai una gioia con Madre, la donna che l’ha messa al mondo e non perde occasione per criticare la sua forma fisica. E infine mai una gioia in amore dove c’è un ex insistente che ritorna solo per chiedere soldi.
Ed eccomi tornata nel mio caro e familiare mondo del Mai-una-gioia. Non che lo abbia mai realmente abbandonato. Anzi, ormai ho arredato il mio angolino di sfiga con gusto, dotandolo di tutti i comfort, visto che ormai ci ho preso la residenza.
Cristina Aurori è la protagonista di questo romanzo d’esordio di Lea Landucci la giovane donna che sui suoi profili social, in ogni story, mette la faccia tosta e la sua toscaneggine doc che la rende uno spasso continuo. La protagonista rispecchia molto l’autrice, una ragazza simpatica frizzante che ti fa subito sentire parte del suo mondo rosa shocking nel quale svolge la professione di investigatrice digitale, dove tramite un’analisi di profili dati e identità degli account social, scova tradimenti e malefatte dei suoi clienti.
Cristina è una donna spiritosa che non perde occasione per stare zitta. Il suo rapporto con il cibo è altalenante e le sue forme rotonde le vanne strette tanto da farci quasi amare la sua perenne pigrizia. In amore è un disastro annunciato, le sue relazioni sono sempre andate a rotoli e l’unico amore della sua vita al momento è la sua cagnolona Carmen che la segue baldanzosa in ogni avventura. A farle da spalla su cui piangere, ma soprattutto come compagne di avventura, troviamo le sue due migliori amiche Sabrina e Daniela, con le quali forma un trio di pazze-folli che vi faranno passare delle ore stupende tra le pagine di questo romanzo. Il loro è un legame speciale, ci sono sempre l’una per l’altra, nel bene e nel male, anche se sono caratterialmente molto diverse e vivono in tre città lontane. Ed è proprio a causa della festa di capodanno di Cavalli a Milano a cui Daniela le invita, che Cristina fa un incontro con uno strano avvocato che le farà perdere la testa o almeno passare delle ore spensierate. Ma un viaggio inaspettato a Tokyo rimescola le carte in tavola, e per Cristina il rientro in Italia segnerà il punto di svolta di tutta la sua vita con cui riuscirà a trovare la sua rinascita come donna, cosa che fino a quel momento aveva sempre messo da parte per occuparsi dei problemi degli altri.
La vita non regala nulla, a volte concede, più spesso prende e pretende. Prima lo imparo e meglio è. Ora che sono al punto di svolta, ora che comprendo quanto la mia inerzia mi abbia zittita e condizionata, ecco che torna la sindrome da parlata non supervisionata. Stavolta però ha una forma diversa, è stata innescata da un silenzio fatto di mancanza di azioni, non di parole.
Questo romanzo è il percorso motivazionale della protagonista che da sfigata colossale e amica del mai una gioia, rinasce a nuova vita prendendo consapevolezza finalmente della sua bellezza interiore ed esteriore anche con qualche chilo di troppo. Cristina riscopre il valore dell’amicizia vera e sincera con Daniela e Sabrina, rivaluta il suo non-rapporto con Madre, esternandole finalmente ciò che ha sempre pensato delle sue frecciatine e riuscendo così a instaurare una nuova connessione di amore madre-figlia. continua su https://www.vanitiromancebook.com/boo...
Un chick-lit all'italiana, ambientato tra Firenze e Milano, non è qualcosa di semplicissimo da mettere su carta, ma la Landucci ci prova e con un buon risultato. Non siamo ai livelli di "I love shopping" o "Il diavolo veste Prada" sia chiaro, lì già l'ambientazione riveste un ruolo fondamentale, ma ho sorriso tanto per tutti gli "inciampi" in cui si imbatte Cristina, la nostra protagonista. Oltre alle tante scene divertenti tanta importanza viene data al valore dell'amicizia e come, in momenti difficili, se è una di quelle con la A maiuscola, può tirarti fuori dai guai.
Mai una gioia - amori e altri inciampi è il chick lit d'esordio di Lea Landucci. L'autrice è una persona che ho avuto modo di conoscere anche di persona ed è veramente simpatica, motivo per cui ero proprio curiosa di leggere questa sua prima commedia; il titolo “mai una gioia” poi rispecchia molte di noi, chi non lo ha mai detto (o pensato) almeno una volta? Io ormai ho smesso di contarle! La protagonista di questo romanzo, Cristina, è una trentenne pessimista, insicura e decisamente sfortunata, soprattutto negli affari di cuore. Nel lavoro però non la batte nessuno, scelta interessante quella della sua professione, non credo mi sia mai capitato di leggere di una investigatrice digitale, e di social e tradimenti se ne parla parecchio in questo libro. Cristina è una di quelle protagoniste femminili nelle quali ci si rispecchia facilmente, e questo è uno dei punti forti del romanzo, ma non l'unico. È infatti il forte legame che unisce Cristina e le sue due migliori amiche Daniela e Serena che mi ha colpita particolarmente, soprattutto considerando che vivono in tre città diverse. La loro amicizia è speciale, ci sono sempre l'una per l'altra, nel bene e nel male, anche se sono caratterialmente molto diverse tra di loro (capirete cosa intendo quando lo leggerete!). La lettura è in generale molto semplice e scorrevole, ho iniziato e finito il romanzo in poche ore. Lea ci sa fare con le parole, con i dialoghi e la sua penna è particolarmente ironica. C'è solo un dettaglio di cui ho avvertito un po' la mancanza: il trasporto per un protagonista maschile. Io sono una romanticona, adoro innamorarmi dei protagonisti maschili, ma in questo caso non è stato così. Questo perché il romanzo si concentra principalmente sul percorso di crescita personale e di accettazione di Cristina, sulle sue avventure e disavventure, in poche parole su tutto quello che le capita prima di trovare quello giusto e raggiungere il tanto agognato happy ending in cui tutte speriamo. Se cercate una lettura leggera e divertente Mai una gioia - amori e altri inciampi è una lettura che consiglio! Un buon esordio direi!
Punto di vista: prima persona, di Cristina Sensualità: non descritta, lasciata all'immaginazione Caratteristiche: chick lit, rom-com, ironico Stile narrativo: scorrevole, semplice Tipo di finale: auto-conclusivo
Mai Una Gioia ha come protagonista Cristina, un ingegnere informatico che lavora in uno studio investigativo digitale. Cristina è sopravvissuta ad una relazione super tossica, e sta ancora raccogliendo i pezzi. Le sue amiche poi abitano a km di distanza, sua madre proprio fa fatica ad accettarla e niente, mai una Gioia. A parte Carmen, la sua coinquilina. Mai una gioia ha tutte le caratteristiche del chicklit: una donna in carriera (o quasi), un interesse amoroso misterioso e affascinante, eventi comici e al limite del possibile. Eppure, in un romanzo all’apparenza fatto di semplicità e leggerezza si trovano gli alti e bassi della vita, la malattia mentale, la depressione e altri elementi che non sono mai inseriti per caso ma anzi, rendono la storia solo più vicina a noi. Ho adorato la comicità di Cristina e i rapporti che ha con le sue amiche, pronte a supportarsi anche a km di distanza. Ma sopratutto, Mai Una Gioia mi ha sconvolta sul finale: non so ancora se sono felice della scelta di Cristina, e non vedo l’ora di leggere Una Gioia per capirlo!
Di valutare questa lettura proprio non me la sento: fidandomi di un inaspettato parere entusiastico, mi aspettavo una storia divertente quanto Bridget Jones o Il diavolo veste Prada o la serie di I love shopping, qualcosa che mi facesse ridere dalla prima all'ultima pagina (o poco meno). Invece mi sono trovata a fare due sorrisetti stentati, più per l'incredulità che per il divertimento. La protagonista non mi è piaciuta, i personaggi di contorno neppure; i colpi di scena li ho intuiti in anticipo. Mi sono un po' annoiata durante la lettura e, arrivata quasi alla fine, sono stata tentata di mollare il libro come per dispetto. L'ho finito, ma non mi ha lasciato niente. Lo salvo giusto perchè è scorrevole e su alcuni refusi e piccoli errori, alla fine, si può anche sorvolare.
Cristina Aurori, la protagonista del frizzante chick lit, scritto da Lea Landucci, è una di noi. Siamo tutte noi, quando la vita non va mai come dovrebbe andare e soprattutto, quando sembra andare bene e poi… mai una gioia. Alzi la mano chi non l’ha mai detto! Cristina è una ragazza semplice, intelligente, in perfetto equilibrio tra una vita abbastanza monotona, l’esuberanza di una madre che per fortuna vede poco e la dolcezza di un papà che è la sua roccia. Alle spalle ha una relazione finita male, nel peggiore dei modi, con un tradimento. Però, c’è anche molto di più. In primis, Carmen, la sua cagnolona e compagna di vita. Poi le sue super amiche: Sabrina, la bella, e Daniela, la pazza. E per finire il suo collega e amico Vieri. Così, nel meraviglioso centro di Firenze, si svolge la quotidianità di Cristina, impegnata in un lavoro particolare e coinvolgente, ovvero l’investigazione digitale. Cristina spia i social network di altre persone, per scoprirne le magagne. Tutto, nel suo mondo, procede quasi senza intoppi e neanche con troppe emozioni, fino alla serata di Capodanno, a Milano. Qui incontra Mr Sexy, e il resto… Si scoprirà leggendo. Questo libro è il classico chick lit, ovvero è precisamente quello che mi aspetto quando leggo una storia di questo genere. Disavventure varie della protagonista, amiche che ti sorreggono e ti riempiono la vita, indecisione e tira e molla in amore. Non ho apprezzato tutti i comportamenti di Cristina, mio parere personale, ma ho letto con velocità e piacere questo romanzo, e credo sia una delle cose fondamentali quando si comincia una lettura, soprattutto in questo periodo un po’ particolare delle nostre vite. Lea Landucci è quindi riuscita a farmi entrare nella storia, con un linguaggio semplice, amichevole e pulito. Posso dire che la lettura mi ha lasciato qualche piccolo dubbio (cosa avrei fatto io al suo posto?), ma anche qualche sorriso, perciò mi sento di consigliare questo libro.
Aspettavo questo libro, un po' per la tanta pubblicità che è stata fatta, un po' perché seguendo il profilo di Lea Landucci, la curiosità era tanta. Devo ammettere che non è stato semplice entrare nella storia, diciamo che non è stato amore fin dalla prima parola, ma con l'andare avanti nella lettura, mi sono resa conto che non stavo impazzendo per la storia perché stavo trovando troppe similitudini con me stessa. Sì, sembra un controsenso, lo so. La storia ci fa conoscere Cristina, e il titolo del libro rappresenta la vita di molti: Mai una gioia! Questo romanzo non gira attorno alla storia d'amore, e anche questo non mi ha fatto impazzire inizialmente, ma poi... beh ho cambiato idea. Insomma, questa è una storia da assaporare, da vivere, ma soprattutto da capire. La storia d'amore c'è, tendo a precisarlo per le romantiche come me, però non è quello il punto. Il punto è Cristina, la sua vita, le sue amiche, la sua famiglia... l'amore verso se stessi. È una cosa che faccio di rado, ma voglio lasciarvi una frase del libro: "Una volta una tizia mi disse che la felicità è prima di tutto una responsabilità: bisogna lottare per raggiungerla, lo dobbiamo a noi stesse". Ecco, questo - credo - sia il fulcro di tutto e l'ho adorato. Finita la lettura ammetto di aver sbirciato le recensioni di alcune blogger (volevo sapere se i miei pensieri fossero condivisi) e ho più volte letto che il finale non fosse scontato, che avrebbe stupito molti... ma sapete che vi dico? Questo è stato l'unico finale che avrei accettato e in cui speravo. Quindi... questa è stata una lettura veloce, scorrevole, il testo è ben scritto e ben strutturato. Avevo molte aspettative su questo romanzo, non lo nego, e ammetto che forse mi aspettavo di fare più risate ma in realtà questa storia mi ha lasciato molto di più, e credo che l'importante sia proprio questo. Lea, hai fatto un ottimo lavoro, non sono nessuno per dirtelo, ma complimenti.
Prendete due bookblogger: una è nota per essere un po' stronza, per rimbalzare malamente tutti gli autopubblicati che le scrivono speranzosi e, soprattutto, per detestare i romanzi "rosa". L’altra, invece, è famosa per la sua ironia, la simpatia e la gentilezza!
Quale catastrofe si sarà potuta scatenare quando la blogger simpatica ha chiesto a quella un po’ stronza di farle da beta-reader per il suo romanzo autopubblicato e appartenente al genere tanto vituperato? Nessuna! Perché la blogger un po’ stronza ha accettato di leggerlo (di nascosto!) e se ne è innamorata, tanto da aver aspettato di avere tra le mani la copia cartacea perché “qua va fatta foto degna” per potervene parlare come si deve!
La prima blogger sono io (e non dite che non ci eravate arrivati!), la seconda è Lea Landucci, conosciuta qui nell’Instagram come … Il romanzo in questione è il suo esordio, “Mai una gioia: amori e altri inciampi” e io, oltre ad aver riso, pianto e averlo amato, mi beo di apparire nei ringraziamenti (ché ogni tanto una gioia, invece, arriva!).
«Una volta una tizia mi disse che la felicità è prima di tutto una responsabilità: bisogna lottare per raggiungerla, lo dobbiamo a noi stesse.»
Quando il mio Boss Federica mi ha chiesto se volevo leggere in anteprima il romanzo di una scrittrice esordiente ero molto indecisa. A essere sincera avevo un po' paura perché leggere il romanzo d’esordio di un’autrice è sempre un salto nel vuoto. Sono contenta di essermi lanciata perché sono caduta su una nuvola soffice fatta di risate, dolcezza e senso di famiglia. MAI UNA GIOIA. AMORI E ALTRI INCIAMPI è il romanzo d’esordio di Lea Landucci e come inizio posso garantirvi che è una bomba. Questo romanzo non è la classica commedia romantica, ma è la storia di Cristina Aurori, delle sue avventure e delle sue disavventure nella vita lavorativa e in quella sentimentale. È la storia di un’amicizia al femminile nata sui banchi di scuola che resiste alle distanze e alle differenze caratteriali. E poi c’è anche la storia d’amore, quella che arriva quando meno te lo aspetti e alla fine ti rapisce il cuore.
“Il pensiero positivo vede l’invisibile sente l’intangibile e realizza l’impossibile.”
Cristina è il centro del libro ed io l’ho amata nella sua completezza. È divertente, intelligente, sarcastica, tanto sicura e professionale sul lavoro quanto insicura e sfigata in amore. È lei che ci racconta in prima persona la sua storia e lo fa con semplicità e simpatia. È una ragazza stramba, parla spesso da sola e affibbia nomignoli divertenti a ogni persona. Il suo “flusso di coscienza non supervisionato” durate la lettura mi ha fatto morire dalle risate. Il rapporto che ha con le sue amiche d’infanzia Sabrina e Daniela è bellissimo. Tutte noi vorremmo avere delle amiche che ti sostengono e supportano nei momenti difficili, che ti accompagnano e ridono con te in quelli felici, ma che ti strigliano e ti scuotono quando stai sbagliando. Secondo me c’è proprio l’amicizia al femminile alla base di questo libro; un’amicizia incondizionata, senza secondi fini, che anche quando l’amore ti delude ti scalda il cuore e te lo cura. Una menzione speciale la devo fare al cagnolino Carmen, che per Cristina è un’amica, una confidente e un’ancora di salvezza quando tutto va a rotoli. E poi sì, c’è la storia d’amore. Cristina è una donna insicura, che s’innamora facilmente e spesso chiude gli occhi davanti alle mancanze del compagno per paura di restare sola. Non riesce a vedere quanto è bella sia fuori sia dentro e soltanto un avvenimento imprevisto le farà aprire gli occhi e capire che lei si ama così com’è. L’accettazione di se stesse è un altro punto focale del romanzo. Inizialmente Cristina vede in se stessa soltanto i difetti, ma alla fine, cambiando, apre gli occhi e realizza che lei è perfetta e si piace così, con i suoi innumerevoli difetti ma con altrettanti infiniti pregi. Del ragazzo non vorrei parlarne per paura di svelare troppo e rovinare la storia.
La vita non regala nulla, a volte concede, più spesso prende e pretende.
Complimenti a Lea Landucci che con il suo romanzo d’esordio ci ha fatto capire le enormi potenzialità che ha. Spero che non ci faccia aspettare troppo per il prossimo libro. In conclusione, consiglio assolutamente la lettura perché è un libro divertente, romantico e ti fa capire che è importante accettare se stessi con i propri pregi e i propri difetti.
Finisco questo libro con la frenesia di rileggere gli ultimi capitoli, è successo di tutto e di più e mi ritrovo a non voler abbandonare Cristina che racchiude con quel mai una gioia tutte le nostre esistenze. Cristina è goffa sincera forte e imprevedibile, i suoi dialoghi soprattutto quelli con le sue amiche e sorelle mancate Sabrina e Daniela sono talmente esilaranti che mi sono ritrovata più di una volta a ridere da sola e come una matta, non mi succedeva da un pezzo. Ingegnere informatico immersa nel mai una gioia nell'ambito lavorativo quando gli capita l'occasione della sua vita si scontra con il mai una gioia nell'ambito sentimentale. Cristina ci ricorda che cadiamo perché siamo in piedi e che ogni inciampo deve essere vissuto come un regalo. Conosciamo fin da subito il Mr Sexy Michele ma ad un certo punto si introduce un certo ortopedico fisioterapista improvvisato Alex e tutto cambia, non posso svelare troppo della trama ma mia cara Cri se alla fine non avessi fatto la scelta giusta io... Non posso non parlare dei genitori più pazzi del mondo, una madre troppo presa dalla perfezione e il suo giovane compagno martire e un papà tenero che non riesce a presentare la sua nuova compagna a una figlia che del divorzio dei genitori ormai si è ampiamente abituata. Brava Lea poi con una postfazione come quella di Bianca Marconero...
Ironico e divertente, ma a tratti eccessivo. Le vicissitudini della protagonista sono un crescendo di situazioni al limite che sembrano senza via di uscita. Una lettura nell'insieme piacevole.
Tre stelline e mezzo. È ben scritto e appassionante. Divertente ma anche profondo. Una storia affascinante e piena di sorprese. Cristina è una donna intelligente, acuta, intrigante. Un brutto anatroccolo che non sa di essere già Cigno. Finale sorprendente perché si nei romanzi rosa l'amore trionfa sempre, ma in questo trionfa in modi che non potete immaginare.
Sapete quanto adori i chick lit e dal momento che conoscevo Lea già come appassionata di questo genere letterario, non avevo dubbi che avrei apprezzato il suo romanzo. Lo ammetto, ero molto curiosa e non sapevo che aspettarmi dalla trama di Mai una Gioia, l'unica cosa di cui ero certa è che avrei riso e l'ho fatto, anche se il testo ha spesso una comicità più sottile rispetto a ciò che avrei immaginato dal titolo. Sono rimasta molto soddisfatta dalla sua lettura poiché da un lato ha tutte le caratteristiche basi di questo tipo di Romance (una protagonista con un pizzico di eccentrico, con un lavoro molto interessante e una serie di eventi disastrosi che le capitano), dall'altro l'autrice è stata capace di distinguersi, di non descrivere banalmente solo delle vicende amorose, ma di parlare di vita, degli alti e bassi quotidiani che posso capitare a tutte noi.
Cristina è, infatti, una persona nella quale ci si si può rispecchiare per vari aspetti. Intelligente, ma un po' imbranata, molto sorridente, ma anche tanto pessimista, brava a consigliare gli altri, ma che vive molte delle sue situazioni chiudendo gli occhi. Capelli ricci ribelli e un fisico non esattamente da fotomodella, riconosce i suoi pregi solo sul lavoro, mentre si sminuisce nel resto. E' una donna in carriera, che sulla soglia dei trentanni lavora come investigatrice informatica, ossia si occupa principalmente di fare data analysis in particolar modo ricerche sui social network per scoprire se i sospetti del clienti sui tradimento sono veri o no. Lea non parla solo dei suoi problemi di cuore, della disastrosa rottura con l'ex, di come non abbia più speranza di innamorarsi e di cerca in modi più o meno giusti di reagire di fronte agli inaspettati sentimenti nei confronti delle nuove figure maschili che incontrerà nel suo percorso, anzi quello è solo l'elemento di contorno: ci descrive una donna a tutto tondo, le sue insicurezze, i suoi successi lavorativi, l'amicizia vera, ma anche la suo solitudine interiore, in poche parole ci racconta delle sue cadute e del suo rialzarsi, di come affrontare gli ostacoli della vita e lottare per un lieto fine, arrivando ad accettare finalmente sé stessi, compresi quei chili di troppo e quelle figuracce fatte.
Cristina è una persona frizzante, con una famiglia un po' particolare, soprattutto la madre ingombrante e criticona, ma almeno può sempre contare su due amiche eccezionali, che anche vivendo ormai lontano, l'appoggiano sempre: Daniela e Sabrina, tre persone super diverse, ma che insieme si combina alla perfezione. Uno degli elementi più belli del romanzo è proprio leggere della loro amicizia in primo piano e che è un po' quella che noi tutti vorremmo trovare nella vita, stile protagoniste di The Bold Type. La parte Romance c'è, ma è solo uno dei tanti aspetti del libro in questione e devo dire che avrei preferito un po' più di attenzione nei confronti del personaggio maschile, che viene in parte oscurato, non posso dirvi di più perché svelare chi sarà il suo vero amore è un super spoiler.
Possiamo dire perciò che quella che passa come una lettura molto leggera, in realtà si dimostra parecchio riflessiva, un percorso di crescita interiore e una trama non proprio banale visto i colpi di scena inaspettati che dividono il testo in quattro parti, sopratutto l'epilogo non è scontato. Anche lo stile di scrittura è ironico e piacevole, un ottimo romanzo d'esordio.
Carissime non so voi ma in questo periodo di quarantena io sono più orientata a leggere libri leggeri che mi facciano coinvolgere e mi distraggano in modo che il mio #iorestoacasa sia più sopportabile. Cosa ci può essere di più leggero e divertente di un cick-lit? Io amo la Sophie Kinsella, la Kristan Higgins, Lindsey Kelk, Ali McManara, Cécile Bertord, oltre ad amare Charlotte Lays (Carlotta Pugi) e Rebecca Quasi che spaziano in altro genere ma hanno quello spiccato senso dell' umorismo che non farsi almeno una gran bella risate nei loro libri è impossibile.
Quando ho visto la presentazione di Mai una gioia: amori e altri inciampi di Lea Landucci sono andata sullo store Amazon e visto che era nel programma kindle Unlimited non ci ho pensato più di tanto e click, preso.
Cristina è un ingegnere informatico e lavora presso una società come investigatrice digitale. Un lavoro che ama e che fa con determinazione e passione, e che le calza a pennello. Vive in un appartamentino nella sua amata Firenze insieme alla dolce compagna pelosa. Ha due amiche che sono due sorelle per scelta non di sangue: Sabrina e Daniela. Come da cliché ha una madre ipercritica con la delicatezza di un carrarmato verso la sua unica figlia e un padre insicuro ma dolce e affettuoso. Entrambi a modo loro la amano profondamente.
Come personaggio non considero Cristina un'imbranata, non mi ha dato assolutamente quella percezione ma solo un po' goffa. Anche sul quel "goffa" però non sono pienamente d'accordo. È solo molto insicura, schiacciata dalla personalità della madre e da una passata delusione amorosa. Ora passiamo alla mia modesta opinione su questa commedia. La proprietà di linguaggio e la preparazione culturale dell'autrice è innegabile ed è quello che ho apprezzato maggiormente. Il libro è ben strutturato e ben scritto. Anche se a volte mi sono persa in alcuni dialoghi perché non mi era ben chiaro chi parlasse. La prima metà del libro è stata molto lenta perché caratterizzata più che altro da monologhi da parte della nostra protagonista e dai suoi film mentali. A tratti ho fatto un po' fatica a proseguire la lettura, ma dopo più della metà del libro finalmente la storia comincia a prendere quel ritmo che piace a me.
Essendo un chick-lit avevo delle aspettative ben precise. Se leggo una commedia devo almeno dover sorridere se non proprio ridere, per me è imprescindibile. Per quanto riguarda il lato ironico e divertente, ahimè, non è pervenuto. Questa storia non mi ha regalato neanche un piccolo sorriso.
Mi è piaciuta però la "crescita" della protagonista che in realtà è più una maggiore consapevolezza e stima di se stessa. Anche il suo bellissimo rapporto con le sue due amiche è degno di nota. La parte sentimentale è quella che ho gradito di più che mi ha portato a voler scoprire chi sarebbe stato il prescelto tra i più spasimanti nel tanto agognato happy ending.
Sono parecchi anni che macino libri su libri e ciò probabilmente mi rende un po' esigente e con la voglia di trovare sempre qualcosa di nuovo. Ma naturalmente i libri sono soggettivi, e con questo appunto vi mando un bacio e un arrivederci alla prossima. Virgy voto: 3 e mezzo
《Lei, la non scelta, quella che ormai non più cucciola e con la sua andatura claudicante aveva perso la speranza di essere adottata; io la lasciata, quella che sull'orlo dei trent'anni, stava davvero perdendo la speranza di essere scelta ancora da qualcuno》. . Una lettura scorrevole, piacevole, divertente, ironica, con elementi profondi che invitano alla riflessione. . Lea Landucci, autrice del romance, è una book influecer, chicklit.italia, con molteplici passioni, dal teatro alla lettura fino alla scrittura, di cui il romanzo è frutto e in cui scopriamo la sua penna! . Leggere il suo romanzo è stato molto interessante e istruttivo, per certi versi, in quanto ho potuto cogliere molteplici spunti che mi hanno dato l'opportunità di poter riflettere su situazioni del passato e su quelle presenti della mia vita, per migliorarmi e inquadarle nella giusta prospettiva. . Tante le tematiche sviluppate: il tradimento, la sfiducia in sé stessi, il valore dell'amicizia, avere il coraggio di chiedere un aiuto professionale per darsi l'opportunità di cambiare in meglio, le seconde possibilità, l'amore per gli animali, l'accettazione di sé e delle altre persone, le relazioni tossiche, ecc. . Il romanzo presenta principalmente le vicende di Cristina, la cui storia si interseca con quella delle sue due migliori amiche, in un evolversi di crescita e maturazione. . Non solo chick-lit ma anche a tratti romanzo di suspense, abbiamo un momento shock che destabilizza il tutto, come un treno che deraglia ma che poi viene ristabilito sui binari per riprendere la sua corsa. Assisteremo a un finale inaspettato, non prevedibile ma sicuramente giusto. . Un invito a raggiungere, afferrare e stringere la propria meritata felicità! Una lettura che merita! . 《La felicità è prima di tutto una responsabilità: bisogna lottare per raggiungerla, lo dobbiamo a noi stesse》. .
Gran bell’inizio per quest’autrice esordiente! È stata una sorpresa, positiva fortunatamente; già il titolo di suo mi aveva attirata, quando poi ho letto la sponsorizzazione di Bianca Marconero, non ho potuto tirarmi indietro. E se continuate a leggere capirete perché questo libro mi ha convinto.
L’inizio scoppiettante ci presenta Sabrina, Daniela e Cristina, che sono amiche per la pelle da tantissimi anni e stranamente la loro diversità ha cementato questo rapporto, facendo sì che si completassero e si sostenessero nei periodi bui della loro vita. Ora, alla soglia dei trent’anni, sembra essere Cristina, la protagonista di questo romanzo, ad avere maggiormente bisogno della vicinanza delle amiche: vive a Firenze con Carmen, una bella cucciolona di labrador che il suo amato e tanto saggio babbo le ha regalato e che lei ha imparato ad amare con tutta se stessa. Da un anno esatto il suo fidanzato, Roberto, l’ha lasciata e da allora la sua vita sentimentale langue; ecco perché per il nuovo anno ormai alle porte il suo obiettivo sarà di seguire i suggerimenti della più spregiudicata delle tre, Sabrina, che ha un motto: puntare, sedurre, colpire e abbandonare; questa è la ricetta per non soffrire in amore e Sabri la segue alla lettera… Quindi ha invitato a Milano, città in cui vive e lavora, Daniela (che abita a Roma) e Cristina per iniziare assieme l’anno.E proprio alla festa di Capodanno Cristina conosce casualmente Mr. Sexy, alias Michele Marini, un giovane ed attraente avvocato con il quale trascorre la notte a parlare e ad aspettare l’alba che sorge sui tetti di Milano. Michele è un tipo strano, ma sembra interessato a Cristina e la loro storia sembra procedere, anche se con qualche scossone: l’uomo sa essere dolce e passionale, e il cuore romantico e bisognoso d’amore di Cristina cede.
Il nuovo anno parrebbe quindi essere iniziato sotto i migliori auspici per Cristina: Mr. Sexy la corteggia e il sesso con lui è stratosferico; al lavoro ci sono importanti novità e una promozione è nell’aria; le sue sedute dalla strizzacervelli sembrano dare i primi risultati. Ma poi ci sono anche le rogne: Roberto torna a farsi vivo, Daniela attraversa un periodo nero e chiede il suo aiuto professionale, la madre l’assilla continuamente e il padre stenta a presentarle la sua nuova compagna… Insomma, la nostra Cristina non ha davvero un attimo di tregua! Un viaggio per lavoro a Tokyo cambia però tutte le carte in tavola: al suo rientro, appena uscita dall'aeroporto, la donna è vittima di un incidente, che la costringe per un certo periodo in ospedale; per tutto questo lungo periodo Michele non si fa sentire, mentre l’ortopedico che l’ha in cura, uomo dolcissimo e attraente, sembra provare per lei un interesse più che professionale. Ma Cristina è malinconica, la degenza e la scomparsa di Michele la mettono in uno stato depressivo e solo grazie a un profondo lavoro su se stessa, alla vicinanza delle amiche e dei famigliari, riuscirà a ritrovare la sua naturale gioia di vivere e con essa anche l’amore. Cristina è un personaggio riuscitissimo e soprattutto è una di noi: il suo rapporto intenso con il cibo, un fisico non statuario e morbido, la sua perenne pigrizia, ce la fanno amare fin da subito. Ma non è solo questo: è spiritosa, romantica e la sua ironia non risparmia niente e nessuno; ha reazioni spontanee e sincere, ama e difende a spada tratta le persone della sua vita; è pasticciona. In amore è pessimista: è convinta di non piacere, timorosa di non essere ricambiata e terrorizzata al pensiero di soffrire. Tuttavia nell’arco della storia riesce a cambiare notevolmente, grazie all’aiuto della sua psicologa, ma soprattutto grazie al lavoro fatto su se stessa. Certo non è un passaggio indolore, la fase malinconica ne è la prova; le sue scelte professionali e sentimentali la mettono a dura prova, ma alla fine tutto questo la rende più forte, più sicura di sé e capisce di valere ben più di quello che inizialmente pensava. Riscopre la sua bella persona, anche con qualche chilo in più, ma gioiosa, serena e determinata. Grazie a questa presa di coscienza, cambia anche il rapporto con la madre: questa donna è invadente e ossessivamente fissata con il cibo, la dieta, l’aspetto esteriore e l’eleganza. Ha fatto penare Cristina per tanti anni, ma deve infine scendere a più miti consigli e accettare la sua bella figliola per quella che è. Ho ammirato invece il padre: un uomo equilibrato, che è sempre stato il punto di riferimento di Cristina; colui che con la sua dolce saggezza ha saputo esserle vicino nei momenti bui, il genitore che la conosce e la capisce meglio e che l’aiuta anche nella gestione di Carmen. Di Sabrina e Daniela non parlo, se non per dire che sono due vere amiche: pur abitando lontane, si fanno in quattro per stare accanto a Cristina e i dialoghi che intercorrono tra le tre spesso sono stati fonte di puro divertimento.
Sebbene tutto il libro sia scritto in uno stile molto divertente e frizzante, certi brani sono davvero uno spasso: non avete idea delle grasse risate che mi sono fatta leggendo del pomeriggio al centro estetico, a Milano; o del viaggio in aereo verso Tokyo; e la parlantina post operatoria di Cristina? Sappiate che lo stesso medico che l’ha visitata non ha saputo trattenere le risa, mentre io avevo le lacrime agli occhi per il tanto ridere… Tuttavia il romanzo offre anche tanti interessanti spunti di riflessione, sulla vita e sull’amore; sul coraggio e sul dolore della perdita; sulle rinunce che si fanno per amore; su quanto talvolta non si riesca a vedere e riconoscere il proprio valore; e su quanto spesso le cose belle nascano quando meno te lo aspetti; sull’amore che arriva all’improvviso, dopo che lo abbiamo tanto cercato, rincorso e voluto. Poi basta un clic, un momento perfetto e un gesto improvviso per capire che una persona inaspettatamente può diventare il nostro futuro… Lea Landucci ha saputo scrivere una commedia intelligente, dove ironia e sensibilità si mescolano sapientemente e dove il lettore si perde tra una risata e un pensiero più profondo, per ritrovarsi alla fine con il sorriso sulle labbra e la gioia di aver letto qualcosa di inaspettato e gratificante.
Mai una gioia – amori e altri inciampi di Lea Landucci, chick-lit rom com in uscita self oggi, 31 marzo.
Quando Lea di Chicklit Italia mi ha contattata per chiedermi se avrei voluto partecipare al Review Party per il suo primo romanzo ho risposto subito di sì perché credo che la solidarietà tra bookblogger sia fondamentale e perché avevo voglia di leggere qualcosa di fresco. Chi segue le stories di Lea su Instagram sa quanto lei sia travolgente, il suo successo su IG è merito della faccia tosta, della parlantina svelta, della sua ‘toscanaggine’ e del suo modo di fare così coinvolgendo che ti fa sentire subito a casa, come se stessi ascoltando parlare una persona a te cara. Tutte queste caratteristiche speravo di riscontrarle nella protagonista che ha ideato e non sono rimasta per niente delusa. Un buon esordio che vi farà passare qualche ora spensierata e tutte noi sappiamo quanto ce ne sia bisogno in questo periodo. Per finirlo, lo stesso giorno in cui mi è stato inviato al kindle, ho tirato quasi le due di notte (lo faccio molto raramente perché sono vecchia dentro) perché nella parte finale Lea vi farà penare non poco, impedendovi di mollare la lettura.
Cristina è la protagonista di Mai una gioia, ma senza le sue due migliori amiche, Daniela e Sabrina, non potrebbe definirsi completa e così seguiremo anche le loro vicende sentimentali. Facciamo la conoscenza di questo terzetto la sera di Natale, quando sono solite trovarsi, provviste degli avanzi del pranzo in famiglia, per festeggiare insieme questa ricorrenza e ripercorrere le loro ultime peripezie. Sono ormai un paio d’anni che il lavoro le ha portate a vivere distanti, Daniela a Roma e Sabrina a Milano, ma nessuna distanza può mettersi in mezzo a un’amicizia così solida e importante.
Cristina vive a Firenze, città che l’autrice conosce come le sue tasche, e fa un lavoro piuttosto particolare, è un’investigatrice digitale. Lei ha il compito di scovare indizi in rete per comprovare tradimenti e truffe. I social sono importanti in questa storia e vengono spesso citati, d’altronde Lea è piuttosto esperta e ha voluto mettere in campo alcune delle sue conoscenze per rendere il personaggio di Cristina più credibile possibile. Ammetto di aver immaginato Lea nei panni di Cristina durante tutta la lettura, anche la voce era la sua e mi piacerebbe sapere se anche per lei è stato così o se ha scelto un presta volto per la sua protagonista.
La carriera di Cristina è piuttosto lanciata, è davvero brava nel suo lavoro e pare che all’orizzonte si prospetti una promozione, ma non è il momento di pensare a quello perché prima c’è da prepararsi per il veglione di Capodanno in quel di Milano a una super esclusiva festa di Cavalli. Potrebbe andare tutto liscio? Stiamo parlando di Cristina! Ecco quindi che fa il suo trionfale ingresso in scena Madre, la donna che l’ha messa al mondo, ma non ha mai speso nemmeno un attimo del suo tempo per comprenderla. Madre è un personaggio tosto e ingombrante, non manca mai una frase sul peso di Cristina e sul suo vestirsi in modo sciatto. Secondo Madre se non si dà una regolata al più presto si ritroverà zitella con la sola compagnia della sua stupenda cagnolona Carmen (tantissimi cuoricini per lei ❤❤❤). Quando Madre arriva per Cristina il mal di testa è assicurato, digerirla è davvero difficile e Cristina non fa nulla per nascondere la propria insofferenza. Per fortuna a fare da contrappeso alla madre c’è il papà, lui sì che sa essere una spalla per Cristina. È vero la sua insicurezza ogni tanto è eccessiva, ma per Cri c’è sempre, sia che si tratti di curare il suo cuore spezzato, sia che debba tenere con sé Carmen quando Cri passa qualche giorno fuori Firenze.
Sarà proprio durante il viaggio a Milano che la vita di Cristina comincerà a farsi più stimolante grazie a un incontro inaspettato…un incontro che le creerà non pochi grattacapi, ma che le permetterà di uscire dal suo guscio e rimettersi in gioco.
E qui mi taccio perché non voglio svelarvi nulla di questo uomo del mistero visto che nella trama non viene nemmeno citato, sappiate solo che l’ho trovato un personaggio intrigante nella sua ambiguità e che come Cristina ci sono cascata con tutte le scarpe e ho temuto ci stesse nascondendo qualcosa.
Mai una gioia – amori e altri inciampi è un libro che si legge tutto d’un fiato grazie alla scrittura semplice e lineare di Lea, i dialoghi sono azzeccati e donano ulteriore ritmo alla narrazione, anche le descrizioni sono ben misurate. Un romanzo all’insegna della leggerezza che però nasconde parecchie sorprese. La caratterizzazione dei personaggi è buona, a volte un filino macchiettistica, ma in un chick-lit questo non guasta, e l’evoluzione della storia è appassionante e mai banale. Davvero un buon esordio, complimenti Lea.
Il genere chick-lit è spesso oggetto di pregiudizi ma con questo libro Lea ha dimostrato che c'è molto di più nel romance della semplice storia d'amore.
"Mai una gioia: amori e altri inciampi" è uno chick-lit scritto in prima persona, la voce narrante è quella della protagonista stessa, Cristina, che distrugge ogni prototipo della protagonista per antonomasia. Cristina infatti non è perfetta: non è bellissima,non ha un fisico da sballo, fa un mestiere da cervellona e ama mangiare tante schifezze e guardare Netflix. Questo connubio, sicuramente non la fa sentire perfetta quando si guarda allo specchio ma, la rende perfetta per chi legge la sua storia proprio perché è impossibile non immedesimarsi e rispecchiarsi in lei. A dare man forte a tutto ciò è la scrittura dell'autrice: ironica, pungente, diretta e assolutamente semplice e scorrevole. E' quasi automatico sentire la sua voce nelle orecchie, durante la lettura; si percepisce in ogni singola parola quello che è Lea Landucci, e chi la segue potrà confermare.
Per quanto riguarda le descrizioni non sono eccessive, vanno dritte al punto anzi, se proprio devo trovare il pelo nell'uovo, avrei preferito qualche approfondimento sui personaggi maschili. Inoltre, con mia piacevole sorpresa, ho trovato un solo refuso in tutta la narrazione, e solo qualche piccola mancanza di punteggiatura.
Per quanto riguarda l'aspetto del contenuto, quindi la storia vera e propria, non ho assolutamente nulla di negativo da dire: Cristina ci racconta la sue disavventure, i suoi <> perenni ma allo stesso tempo ci mostra il suo percorso introspettivo verso la felicità e la serenità con se stessa. Infatti, nonostante il suo mostrarsi forte e sicura di se, lei si è sempre creata molti problemi legati al suo aspetto e al suo carattere, per i quali si è sempre eretta dei muri intorno a se, non rendendosene conto. Come vi dicevo, Cristina non è la tipica protagonista perfetta anzi in quasi ogni parte della narrazione ci mostra le sue fragilità, ce le fa percepire e fare nostre. Ci mostra il modo in cui il nostro aspetto fisico incida sulle relazioni sociali: ci saranno sempre delle persone che implicitamente o esplicitamente ti faranno sentire inadeguata o imperfetta, finché non inizierai a crederlo anche tu...Però ci mostra anche che forse tutti i <> sono tali perché li vediamo noi in una determinata prospettiva e che bisogna cambiarla per capire che in realtà sono tutta forza che si accumula in noi stessi, sono esperienze che ci rendono quello che siamo e che ci fanno apprezzare quello che siamo ed abbiamo, a lungo andare.
Molto bello è il modo in cui l'autrice ha inserito nella storia delle cose davvero importanti come l'amicizia, la famiglia e la presenza di un cane nella propria vita. E' bello il modo in cui ha parlato di queste cose, dandogli rilevanza implicitamente, semplicemente raccontando la quotidianità della protagonista. Facendo questo però ha fatti in modo di far percepire a chi legge che il cambiamento di Cristina non sarebbe mai potuto avvenire senza le persone, e gli animali, che la amano. Un altro aspetto che mi è piaciuto e che è giusto tenere in considerazione è il modo in cui Lea, attraverso la voce di Cristina, abbia mostrato Firenze in tutta la sua meraviglia: dall'aspetto prettamente artistico/architettonico a quello culinario.
In conclusione, credo sia stata una delle letture che più mi hanno coinvolta di quest'anno, una delle più complete.
Cristina ha trent'anni, ingegnere informatico molto competente, vive a Firenze e lavora per una società come investigatrice digitale: scopre tutto su tutti analizzando, sviscerando i profili sui social network! Parallelamente il resto della sua vita non è così brillante, anzi in tutto il resto è particolarmente sfigata ed imbranata. Ha i genitori divorziati, una Madre veramente insopportabile, un padre dolce, tranquillo ma anche insicuro. Fortunatamente ha una famiglia acquisita, le sue migliori amiche, Sabrina e Daniela, che però vivono a centinaia di chilometri da lei, una a Milano e l'altra a Roma. Il suo ex, Roberto, l'ha lasciata da circa un anno con un SMS, il giorno di Natale.... da allora si sente dannatamente sola, vive con Carmen, il suo cane, la sua amica ideale e comprensiva, si barcamena tra la sua "mania dei maniaci", la sindrome da parlata non supervisionata e la propensione all'innamoramento istantaneo (naturalmente non ricambiato). In poche parole il trionfo del "mai una gioia"... Ma quest'anno ha deciso che sarà IL SUO anno! Zero aspettative, godersi tutto ciò che arriva, con molta leggerezza d'animo...Con il solo obiettivo di avere un giorno veramente felice, uno solo, che ci vuole!!! Idee chiare e determinazione. Forse.....
Libro d'esordio per Lea Landucci che ho deciso di leggere, nonostante non sia il mio genere preferito, per la coloratissima copertina ma soprattutto per il titolo..."Mai una gioia", chi non l'ha mai detto nel corso della sua vita...io personalmente ho perso il conto... La mia curiosità è stata ben ripagata perché la trama non è così scontata, non segue i soliti cliché del romanzo rosa. La protagonista Cristina, che narra in prima persona, è un personaggio ben creato, una donna normale, non la classica ragazza peefettina, ha i suoi rotolini di ciccia ed una massa di ricci ribelli, non segue le mode nel vestire e fa un lavoro interessante ed inusuale. La sua famiglia non è quella del Mulino Bianco, genitori separati credo per palese incompatibilità di carattere, infatti la Madre, che Cristina chiama proprio così, è veramente insopportabile, egocentrica, fissata con la linea, ma soprattutto non dispensa mai elogi per la figlia, anzi la sminuisce e la critica sempre. Al contrario il padre è un buono, presente quando serve anche se insicuro e titubante, come fosse un delitto rifarsi una vita con un'altra donna, ed evita per questo di presentarla a Cristina. Molto bello il legame con le sue due amiche, così diverse caratterialmente, lontane centinaia di chilometri ma comunque onnipresenti nella vita di Cristina, danno supporto, sdrammatizzano le situazioni più tristi, dispensano consigli, anche se spesso diametralmente opposti, praticamente tutto ciò che dovrebbe fare una vera amica. La cosa che più mi ha colpito è l'ironia, la battuta, la mancanza di banalità tipica del genere, i personaggi non sono affatto stereotipati, il finale non scontato come potrebbe sembrare.. In questo libro c'è veramente uno spaccato di vita di qualsiasi trentenne dei giorni nostri, con avventure, disavventure, amore, tradimento, bivi in cui è difficilissimo scegliere la strada giusta, amicizia vera, il tutto raccontato con uno stile leggero, piacevole ed una massiccia dose di ironia e simpatia, credo tipicamente toscana. Che dire, l'inizio è stato molto spumeggiante, col botto, e ciò fa ben sperare per i prossimi romanzi della bravissima Lea Landucci. Complimenti!!
«Una volta una tizia mi disse che la felicità è prima di tutto una responsabilità: bisogna lottare per raggiungerla, lo dobbiamo a noi stesse.»
Quando il mio Boss Federica mi ha chiesto se volevo leggere in anteprima il romanzo di una scrittrice esordiente ero molto indecisa. A essere sincera avevo un po' paura perché leggere il romanzo d’esordio di un’autrice è sempre un salto nel vuoto. Sono contenta di essermi lanciata perché sono caduta su una nuvola soffice fatta di risate, dolcezza e senso di famiglia. MAI UNA GIOIA. AMORI E ALTRI INCIAMPI è il romanzo d’esordio di Lea Landucci e come inizio posso garantirvi che è una bomba. Questo romanzo non è la classica commedia romantica, ma è la storia di Cristina Aurori, delle sue avventure e delle sue disavventure nella vita lavorativa e in quella sentimentale. È la storia di un’amicizia al femminile nata sui banchi di scuola che resiste alle distanze e alle differenze caratteriali. E poi c’è anche la storia d’amore, quella che arriva quando meno te lo aspetti e alla fine ti rapisce il cuore.
“Il pensiero positivo vede l’invisibile sente l’intangibile e realizza l’impossibile.”
Cristina è il centro del libro ed io l’ho amata nella sua completezza. È divertente, intelligente, sarcastica, tanto sicura e professionale sul lavoro quanto insicura e sfigata in amore. È lei che ci racconta in prima persona la sua storia e lo fa con semplicità e simpatia. È una ragazza stramba, parla spesso da sola e affibbia nomignoli divertenti a ogni persona. Il suo “flusso di coscienza non supervisionato” durate la lettura mi ha fatto morire dalle risate. Il rapporto che ha con le sue amiche d’infanzia Sabrina e Daniela è bellissimo. Tutte noi vorremmo avere delle amiche che ti sostengono e supportano nei momenti difficili, che ti accompagnano e ridono con te in quelli felici, ma che ti strigliano e ti scuotono quando stai sbagliando. Secondo me c’è proprio l’amicizia al femminile alla base di questo libro; un’amicizia incondizionata, senza secondi fini, che anche quando l’amore ti delude ti scalda il cuore e te lo cura. Una menzione speciale la devo fare al cagnolino Carmen, che per Cristina è un’amica, una confidente e un’ancora di salvezza quando tutto va a rotoli. E poi sì, c’è la storia d’amore. Cristina è una donna insicura, che s’innamora facilmente e spesso chiude gli occhi davanti alle mancanze del compagno per paura di restare sola. Non riesce a vedere quanto è bella sia fuori sia dentro e soltanto un avvenimento imprevisto le farà aprire gli occhi e capire che lei si ama così com’è. L’accettazione di se stesse è un altro punto focale del romanzo. Inizialmente Cristina vede in se stessa soltanto i difetti, ma alla fine, cambiando, apre gli occhi e realizza che lei è perfetta e si piace così, con i suoi innumerevoli difetti ma con altrettanti infiniti pregi. Del ragazzo non vorrei parlarne per paura di svelare troppo e rovinare la storia.
La vita non regala nulla, a volte concede, più spesso prende e pretende.
Complimenti a Lea Landucci che con il suo romanzo d’esordio ci ha fatto capire le enormi potenzialità che ha. Spero che non ci faccia aspettare troppo per il prossimo libro. In conclusione, consiglio assolutamente la lettura perché è un libro divertente, romantico e ti fa capire che è importante accettare se stessi con i propri pregi e i propri difetti.
"Mai una gioia: amori e altri inciampi" è il romanzo di esordio di Lea Landucci, ed è stata la lettura del mese per il nostro Super Gruppo 😊 una commedia romantica, un chick lit con tanto umorismo... eccoci nella vita di Cristina, l'ho subito amata perché è una di noi: il suo rapporto difficile con il cibo, un fisico diciamo... un po' morbido, la sua pigrizia 😂 come fai a non amarla 😊💗 ha trent'anni e vive nella fantastica Firenze ed è una brillante investigatrice digitale... cioè, con due tocchi scopre tutto di tutti, analizzando i profili social, da Facebook ad Instagram ecc. ...e risolve tutto con puntualità e competenza... peccato che la sua vita invece è "Mai una gioia"!!! 😂
Ha i genitori separati, la madre è odiosa e la critica in tutto e per tutto invece il padre e dolcissimo forse un po' troppo insicuro. Cristina ha due amiche speciali: Sabrina e Daniela, la loro è una bellissima amicizia... che nonostante i caratteri molto diversi e i casi della vita che le ha portate a vivere lontano l'una dall'altra... il legame è talmente forte ed unico che per qualsiasi cosa o problema si ritrovano e si aiutano!!! ❤️
Puntuale è la loro “cena degli avanzi” dove si riuniscono ed ognuna di loro porta qualcosa di riciclato dal pranzo di Natale fatto in famiglia: metà teglia di lasagne, panettoni mezzi mangiati, un assaggio di abbacchio o cappone, capitone, frutta candita, un po' di torrone ecc. ... l'importante è stare insieme e mangiare, anche se alla fine Sabrina non tocca mai nulla... mangiano solo Cristina e Daniela... lei invece mangia vagonate di cioccolato alla nocciola e non ingrassa nemmeno di un grammo 😂😂😂 Bastarda!! 🤪
Cristina lo scorso anno è stata lasciata dal ragazzo, con un SMS, proprio il giorno di Natale... e le ragazze le sono state vicine... ma per quest'anno ha deciso che sarà IL SUO anno! 😊 E Sabrina infatti ha organizzato il Capodanno a Milano: alla festa organizzata da Cavalli! 🎉 Ed è proprio lì che Cristina conosce casualmente "Mr. Sexy", un giovane ed attraente avvocato con il quale praticamente trascorre tutta la notte a parlare e ad aspettare l’alba sorgere sui tetti di Milano ❤️ come andrà a finire???
Complimenti Lea per il tuo romanzo d’esordio 👍🏻 e felicissime per averlo scelto come lettura del mese!! Super consigliato... perché è una lettura divertente e romantica q.b. 😊 eppoi ti fa capire che è importante accettarsi per come siamo senza affannarsi per cambiare!!
❤️❤️❤️
Amicizia 🐾🐶 "Carmen è bionda e florida, ha gli occhi più comprensivi che abbia mai incontrato. Un’amica ideale, affettuosa, indispensabile, con cui condividere il letto nei momenti più tristi o quando c’è il temporale. A parte l’aspetto siamo molto simili: pasticcione, lunatiche, permalose, pigre e un po’ rotte... Quando usciamo passeggiamo in silenzio, consapevoli che basta la vicinanza l’una dell’altra per farci sentire al sicuro." 🥰 🐶🐾
Questo romanzo mi ha colta di sorpresa, il mio giudizio infatti è mutato in più di un'occasione nel corso della lettura maturando, alla fine, una consapevolezza inaspettata, un processo simile, in un certo senso, a quello vissuto dalla protagonista di questo libro. Mi sono trovata a leggere la prima parte di questa storia senza che scattasse la scintilla, pur apprezzando la scorrevolezza e lo stile di scrittura. In particolare c'era una dinamica che sospettavo nascondesse qualcosa di non positivo e per questo ogni volta che la vicenda spostava il suo riflettore su di essa non riuscivo a godermi il momento, a condividere la felicità della protagonista, percependo un campanello d'allarme continuo (i miei sospetti hanno successivamente trovato conferma). Arrivata, poi, a un certo punto della narrazione che ha ribaltato e rimescolato tutte le carte in gioco, sono rimasta interdetta e delusa dall'espediente utilizzato dall'autrice, che ho trovato fuori luogo (espediente narrativo che in generale non apprezzo particolarmente). È bastato tuttavia proseguire per un paio di capitoli che, improvvisamente, l'intero romanzo ha acquistato ai miei occhi un senso nuovo e sono arrivata alla fine di questa storia, soddisfattissima del finale e innamorata del modo in cui l'autrice abbia dato voce a una storia così reale e vera nei suoi sviluppi, nei suoi momenti di pausa e progressione. Cristina mi è apparsa infatti come un bozzolo, bloccata da molteplici elementi della sua vita e aspetti di se stessa che, senza rendersene conto, l'hanno tenuta cristallizzata in questa forma, una stasi di cui però progressivamente ha iniziato a prendere consapevolezza fino a uscirne con una maturazione del tutto nuova, come il bruco nel suo processo di metamorfosi. Leggere questo romanzo è stato come ascoltare la storia di quella che potrebbe essere stata un'amica o una conoscente ed è per questo che la consiglio a chi cerca una storia meno da sogno e più vicina a noi. P. S. Faccio un appello (scherzoso e con affetto) a Bianca Marconero, chi ha letto la bonus track sa che non sto delirando, affinché trovi un passatempo diverso dal tormentare quel povero Brando, a cui sono tanto affezionata, e che si merita dopo tanto soffrire un po' di tregua.
Nel corso della lettura dei primi capitoli ho temuto che questo romanzo potesse sfociare in una serie di cliché: la donna brillante che non va d'accordo con il suo aspetto, single - infelicemente single - e con due migliori amiche, bellissime, intraprendenti, il mondo apparentemente ai loro piedi, ma meno acute e che di lei hanno fermamente bisogno. In un primo momento non nego di aver pensato (temuto, più che altro) che a un certo punto si sarebbero rivelate delle grandissime str***e egoiste, e al diavolo gli anni di amicizia, ognuno pensa al proprio quadrato; del resto il libro si chiama "Mai una gioia". Invece Lea Landucci, pur seguendo un filo narrativo abbastanza comune in questo genere letterario (cui ormai sono sinceramente affezionata) è riuscita a ribaltare gran parte degli stereotipi, portandomi letteralmente fino all'epilogo con pochissime certezze, il fiato sospeso, un sacco di dubbi (non solo su ciò che sarebbe potuto accadere, ma più che altro su cosa io volevo che accadesse), e un finale ancora tutto da giocare. Ed è questo che più mi è piaciuto di questa lettura. Spesso si inizia un romanzo rosa con una certezza quasi matematica di come la trama andrà a svilupparsi: è normale, e tutto sommato se i lettori continuano a leggerli, vuol dire che va bene così, che piace così. Però a me l'abbattimento degli stereotipi piace sempre, e arrivare a fine libro con una partita ancora in gioco mi mantiene in un piacevole stato di trepidazione. "Mai una gioia", poi, non ha il sapore di una prima scrittura: scorre perfettamente tra momenti di pura ironia, e altri di dolorose realtà. Mi lascia con il desiderio di leggere altro di ciò che Lea Landucci ha da dire, da scrivere. Spero che questo desiderio si concretizzi presto.
P.S. "Mai una gioia" si è anche guadagnato più di qualche post-it sulla mia "wall of quotes". Ci sono frasi che sono vere e proprie perle.
Questa recensione è stata fatta in un breve flusso di coscienza tempo 2 minuti dalla fine del romanzo. Non ci sono troppe parole per descriverlo: è bellissimo! Ben scritto, leggero, scorrevole e divertente! In un paio di giorni in compagnia di Cristina mi sono rattristata tantissimo nel rendermi conto che un romanzo così bello fosse già finito! In Cristina ho sentito il tono, la voce e il mitico accento di Lea! Leggendo si ride tanto, in modo più che piacevole, c’è da dire che più di una volta mia sorella mi ha guardata storta mentre ridevo da sola come un cretina… ma ne è davvero valsa la pena, in quanto questa storia affronta argomenti importanti, che non possono essere in questo letti, senza un po’ di ironia! Lea affronta il tema dell’amore, in tutte le sue possibili meravigliose forme… amore si, ma per chi? Amore per Carmen, la sua cagnolina meravigliosamente affezionata a lei: l’affetto che proviamo verso i nostri animali non è forse una delle più pure forme d’amore? Poi l’amore di Cristina verso le sue due migliori amiche pazze! Amicizia che ho vissuto con una dolcezza infinita, che mi ha ricordato quella che ho io con le mie amiche, tre pazzoidi, sempre pronte a sostenersi, ma tanto anche ad insultarci (sempre con amore… s’intende ahahah), con i nostri discorsetti alla “smettila di piangerti addosso e reagisci e smetti di rompere le palle”! nella storia di Cristina la vicinanza alle sue migliori amiche è fondamentale per la sua crescita. L’amore verso gli uomini, verso forse l’amore stesso, che rispecchia i sentimenti di una donna forse un po’ abbandonata a sé stessa dal suo ex (dio mio quanto accidenti ho desiderato vederlo mezzo stecchito a terra senza poter più dire cavolate) ed infime l’amore di Cristina verso sé stessa e verso la vita stessa, i due tipi di amore più importanti nella vita perché amare sé stessi è importante e tutti noi dovremmo farlo e dovremmo vivere con più allegria e positività! - Marta
Non sapevo cosa aspettarmi da questo romanzo, perché ne avevo sentito parlare e sapevo che non era 'solo una storia d'amore'. Ovviamente, senza nulla togliere alle storie d'amore.
Questa è la storia di Cristina, ingegnere informatico che ama il suo lavoro, il suo cane e le sue amiche quasi più della sua stessa vita.
Anno nuovo vita nuova? Bene, Cristina ha promesso alle sue amiche di poter raccontare loro il suo 'giorno più felice' e così decide che forse è il momento di prendere in mano le redini della sua vita.
Che dire, lo stile è impeccabile e la narrazione ha ritmo, ho letto questo libro in pochissimo tempo e mi ha fatto ridere, riflettere e un po' anche commuovere.
La cosa che ho trovato esilarante? Devo dire grazie a Cristina per avermi fatto risparmiare un sacco di soldi dalla psicologa, perché c'è andata lei al posto mio e mi ha permesso di "assistere alle sedute". Ho trovato tantissimi punti in comune fra me e Cristina ed è stato questo a coinvolgermi molto durante la lettura.
Riuscivo a capire Cristina: le sue paranoie, le sue emozioni contrastanti, la sua frustrazione e... devo dire che la maggior parte delle volte ancor prima che Cristina esprimesse un pensiero -soprattutto se negativo- io l'avevo già formulato.
Insomma, intesa vincente con Cristina Aurori, anzi se non avessi accantonato lo studio di ingegneria, probabilmente fra dieci anni sarei letteralmente come lei.
Come dicevo, non sapevo cosa aspettarmi e sono stata piacevolmente sorpresa! Un bel romanzo interessante, realistico e scorrevole. Ora mi resta solo da leggere il seguito!