"Rientra in te stesso e se non ti vedi ancora bello, imita lo scultore di una statua che deve diventare bella. Egli toglie, appiana, liscia, ripulisce le impurità, fino a che non si mostri la bellezza che rifulge sul volto". Che posto ha la bellezza nella vita dell'uomo, e qual è il suo significato? Per Plotino essa è manifestazione visibile del per mezzo della contemplazione del bello l'uomo può intraprendere quel cammino di purificazione, di riscoperta di sé e di elevazione spirituale che lo riconduce alla scintilla divina da cui tutto scaturisce. Questo itinerario viene qui delineato attraverso il trattato "Sulla bellezza" e una selezione di testi dalle "Enneadi" che ci guidano alla scoperta del più grande spirito laico del mondo antico.
La funzione della bellezza Plotino scrive magnificamente, come del resto lo stesso Platone. Nato in Egitto e greco per formazione, visse (203-270 d. C.) a Roma nel periodo della decadenza; un periodo di forte crisi che però già avvertiva i fermenti di un cambiamento.
La formazione 'greca' del filosofo penso abbia notevolmente contribuito al consolidamento di un humus fecondo per un radicato rinnovamento. La bellezza riveste una funzione importantissima nel suo itinerario di pensiero, un pensiero filosofico marcatamente animato dall'orientamento spirituale. Si tratta di un percorso che nasce dalla contemplazione della natura, che porta al risveglio della consapevolezza cosmica per giungere alla scoperta dell'interiorità. Bellezza, quindi, come ponte verso la spiritualità.
La cura di questo interessante volumetto è affidata alla studiosa Benedetta Selene Zorzi che coadiuva il lettore con belle introduzioni ai brani scelti di Plotino, l'iniziatore del neoplatonismo che costituisce uno dei pilastri della cultura occidentale, della nostra identità. Ma il filosofo ci avverte : "Bisogna credere che alcune cose siano da vedersi con lo spirito" .