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Tipacci da hotel: Diario di una receptionist

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Nell'arco di tre anni, in un percorso che mi porta da stagista a direttrice, racconto delle difficoltà trovate nell'approcciarmi a un lavoro totalmente nuovo e sconosciuto, del rapporto con i colleghi e, soprattutto, a descrivere i personaggi strani che ho incontrato, che mi hanno dato lo spunto per riorganizzare tutte le note e gli appunti che avevo raccolto nel tempo, quasi per gioco. Ho terminato la stesura del romanzo in forma diaristica già due anni fa, sottoponendolo per divertimento ad amici e parenti, soprattutto ai miei ex colleghi, che avrebbero ritrovato tra le pagine episodi e personaggi realmente accaduti ed esistiti, rispettivamente. Sarebbe stata un'occasione per rivivere insieme dei ricordi piacevoli e in seguito mi sono resa conto che avrebbe potuto rappresentare un'occasione per informare, introdurre e avvicinare futuri giovani receptionist a questa professione, nonché per divertire gli attuali receptionist, che si sarebbero riconosciuti nelle esperienze e nelle sensazioni che si vivono e che si provano in questo meraviglioso settore.

272 pages, Paperback

Published January 1, 2019

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Profile Image for Eros Rubbuano.
Author 1 book26 followers
October 8, 2019

Gemma Formisano all’interno del suo romanzo parla della sua esperienza come receptionist in un hotel quattro stelle di Napoli, sia dal lato relazionale con i colleghi sia con i clienti. Quest’ultimi molte volte se ne escono con richieste strane o con un una maleducazione mia vista. Questi tipi di persone vengono chiamate, in modo più o meno amorevole “Tipacci da Hotel”.


Il libro di Gemma Formisano non è una perla della letteratura moderna però riesce a farti passare un momento di totale relax ridendo per le varie vicende che succedono nel hotel in cui lavora lasciandoti anche una domanda interiore, che alcune volte mi sono fatto io durante la lettura, che si può riassumere in “Ma io sono un tipaccio da hotel?”. Quante volte ci capita magari di fare qualche strafalcione con la lingua inglese e quando entriamo in camera ci mettiamo in un “angolino” a soffrire per l’errore commesso. Oppure quante volte ci capita di andare in una stanza e magari non trovarla come richiesta (con un letto in meno, con una salvietta o una coperta in meno) e quindi ci tocca andare alla reception a chiedere in un inglese maccheronico di aggiungere quello che manca.

Ritornando a parlare del libro grazie alla decisione di scriverlo in formato “diario” e allo stile di scrittura di Gemma Formisano rende la lettura più “amichevole” e divertente ,ma soprattutto pi fluida. Infatti grazie a queste caratteristiche la lettura risulta scorrevole, appena si finisce un “capitolo” se ne legge un altro fino a leggere buona parte del libro come se si fosse letto solo un capitolo. Un ultima cosa che vorrei dire è che grazie alla leggerezza di questo libro potete staccare la spina del vostro cervello durante una giornata lavorativa,ma anche godervi una sana lettura sotto l’ombrellone.
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