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Gisella

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Questa è la storia di una donna comune che si accompagna, sfiorandoli, agli eventi di più generazioni. Gisella diventa una serva in casa di parenti, dopo la rovina del padre che perde tutto al gioco e con le donne. Gisella è una moderna Cenerentola che sa di possedere un bene per lei inestimabile, la sua bellezza, non provocante, non eccessiva, come andava di moda a quei tempi, ma dai caratteri fini e delicati che le avrebbero dovuto far trovare un buon marito.

Gisella investe i suoi sogni nella volontà di rivalsa, desiderando con tutte le sue forze un buon matrimonio che l’avrebbe tirata via dalla condizione miserabile in cui l’aveva gettata il padre. E lei, forte di un’infanzia negata, ha quell’obiettivo in testa: l’evoluzione del suo stato, l’abbandono della casa degli zii che l’avevano accolta pur facendola sentire sempre in debito. La zia, soprattutto, la invita a rammendare più e più volte il salvabile dei suoi indumenti privandola del piacere di sentirsi alla pari di sua cugina. È l’invidia della zia per il suo personale aggraziato, nel confronto con la figlia mascolina e piuttosto grezza nei modi. È la gelosia della zia per la simpatia istintiva che lo zio prova nei confronti di Gisella. Eppure lei tace, subisce, lavora in casa e nell’attività di famiglia, isolandosi quei pochi momenti dinanzi allo specchio della sua camera per osservare e gioire delle sue gambe sottili fino alle cosce rotonde.

Gisella preferisce lasciare un fidanzatino tenero ma spiantato per un nauseante impiegato di banca che sarebbe diventato con il tempo direttore. Poi un figlio a cui dedicare tutto l’amore che le era mancato nell’infanzia, la guerra, la caduta del fascismo, le disavventure giudiziarie del marito plagiato dal desiderio di rivalsa di Gisella e, quindi, la sua lontananza che vedrà la trasformazione/liberazione della ragazza.
Gisella si concede allo zio dopo averlo provocato con astuzia realizzando in questo modo la sua personale vendetta nei confronti della zia. Gisella gioca maliziosamente con Bill, il soldato americano che vuole sposarla. E dopo esser tornata a casa degli zii, ha un primo moto di genuinità, in quel sentimento di autentica nostalgia della casa dell’adolescenza, l’unica che aveva conosciuto davvero.

È questa la storia di una piccola donna, graziosa, ma in fondo una delle tante che si barcamena tra le rovine della vita. È una storia piacevole nel modo in cui viene narrata, nel suo evolversi pressoché scontato, in quel muoversi nella provincia italiana, prima toscana poi emiliana, che deve fare i conti prima di tutto con l’indifferenza. Cassola è semplice e diretto, usa il dialogo più che il racconto, tralascia le disquisizioni storiche così come quelle psicologiche.

Gisella si racconta con le sue azioni ed il lettore non giudica né rimprovera, ma semplicemente segue l’andamento della sua vita, fino a quando la osserva a Bologna, in una casa borghese nei pressi della stazione che prende il tè con le amiche e ricorda di esser stata in fondo una buona moglie.

201 pages, Paperback

First published January 1, 1988

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About the author

Carlo Cassola

108 books48 followers
(Roma, 1917 - Montecarlo di Lucca, 1987)
Frequenta il Ginnasio-Liceo "Tasso" e in seguito l'"Umberto I", per poi iscriversi, nel 1935, alla Facoltà di Giurisprudenza dell’ Università di Roma. L’attività letteraria era già cominciata negli anni ’30: tra il ’37 e il ’40, egli aveva licenziato diversi racconti, (alcuni dei quali pubblicati sulle riviste “Meridiano di Roma” e “Letteratura”), in seguito riuniti nel volume “La visita” (1942). Pare evidente, negli scritti succitati, la suggestione dei “Dublinesi” di Joyce (“In Joyce scoprii il primo scrittore che concentrasse la sua attenzione su quegli aspetti della vita che per me erano sempre stati i più importanti e di cui gli altri sembravano non accorgersi nemmeno”), primo passo verso quella poetica del quotidiano avviata a divenire la sua cifra stilistica abituale. In buona misura ambientati in Toscana, nella zona compresa tra Volterra e Marina di Cecina (“Per affetto e per organica intelligenza di poesia, Cassola ne ha fatto non una provincia, e sia pure la sua provincia, ma un luogo, anzi il luogo dell’anima”, ebbe ad affermare Mario Luzi), i successivi lavori dello scrittore sembrano avvicinarsi, seppur percorrendo gli abituali sentieri lirico-intimistici, a tematiche neorealistiche e resistenziali: “Fausto e Anna” (1952), “Il taglio del bosco” (1954), “Esiliati” e “La ragazza di via Valadier” (1956), “La ragazza di Bube” (1960) son tra le sue cose più riuscite, certo quelle che gli danno il successo ed una notorietà assai vasta. Sono, anche, le opere destinate a procuragli l’ostilità di gran parte della critica, espressa tramite recensioni impietose (“La ragazza di Bube” è definito da C.Annoni “la scatola cellofanata per la società del boom”) e, a volte, feroci (Italo Calvino parla di “romanzi sbiaditi come l’acqua della rigovernatura dei piatti, in cui nuota l’unto dei sentimenti ricucinati”). Tutto ciò non muta la direzione della sua ricerca di narratore, intesa come d’uso a “squarciare il velo opaco che nasconde le cose”: c’è, filo rosso ineliminabile dell’intero suo universo, una profonda sfiducia nella storia, che mai gli verrà perdonata in tempi di accalorato dibattito ideologico. Peraltro, il prosieguo del suo discorso viene in effetti inficiato dall’insistere sull’equivalenza saggezza-rassegnazione, evidente nei vari “Un cuore arido” (1961), “Il cacciatore” (1964), “Storia di Ada” (1967), “Paura e tristezza” (1970), “Monte Mario” (1973), “Troppo tardi” (1975), “L’antagonista” (1976), “Il ribelle” (1980). Nell’ultimo decennio della sua esistenza, egli si dedica vieppiù a un’intensa attività pacifista, ecologista, antimilitarista, espressa in testi quali “La lezione della storia” e “Letteratura e disarmo” (1978), “Contro le armi” (1980), “Diritto alla sopravvivenza” (1982),“La rivoluzione disarmista” (1983).

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14 (18%)
1 star
1 (1%)
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Serena.
81 reviews18 followers
September 19, 2017
Due stelline, forse due e mezzo, ma non di più. Devo ammettere che questo libro mi ha un po' deluso. Si fa leggere, per carità, anche perchè a me Cassola piace molto, ma questa storia... boh. Sarà che la protagonista mi è stata antipatica praticamente da subito, ma proprio non è riuscito a farmi provare nulla. A parte un crescendo di antipatia nei confronti di Gisella.
Profile Image for Cristina's Chronicles.
310 reviews24 followers
March 26, 2016
Gli do due stelline solo perchè sono riuscita ad arrivare all'ultima pagina senza abbandonare il libro a metà.

Questa storia non mi è piaciuta per niente. Gisella, la protagonista, non riesce a decidere una cosa e ad essere coerente con sé stessa, critica gli altri e poi fa peggio di quelli che ha criticato...e poi continua a lamentarsi per tutto. Insopportabile.

Non mi è piaciuto lo stile della scrittura e non mi è piaciuto che non ci fossero i capitoli ma solo due macro sequenze di eventi.

Se volete saperne di più trovate la recensione completa su http://littleirishluck.blogspot.it
Profile Image for Michela Silvestri.
25 reviews5 followers
January 27, 2022
Due stelle e mezzo, ma purtroppo non di più. La lettura è molto scorrevole grazie alla scrittura limpida di Cassola, che si riconferma piacermi molto. La storia però non è interessante e la protagonista è nient’altro che odiosa: il suo carattere è del tutto volatile, non si riesce mai ad inquadrarla forse perché l’autore per primo non l’ha inquadrata nella sua stesura; non riesce a prendere una decisione e ad essere coerente con quella, è continuamente scontenta di tutto e di tutti eppure non fa niente, nonostante abbia spesso la possibilità di agire. Unico spunto degno di nota è la descrizione della quotidianità e della mentalità femminile dell’epoca. Perciò accattivante il periodo storico in cui è ambientata la vicenda, ovvero quello della Seconda Guerra Mondiale e del dopoguerra, ma non ci sono riferimenti storici importanti ad eccezione di qualche rimando ai fascisti, ai comunisti e agli americani, e questo è stato un peccato: tutt’altra cosa rispetto a “La Ragazza di Bube”. Nel complesso, la vicenda della protagonista, così come la Storia che le fa da sfondo, scorrono quasi in sordina. Fastidiosi poi gli improvvisi salti temporali nel racconto, anche se mi rendo conto necessari per non allungare troppo il brodo. Mi aspettavo sicuramente di più da Cassola, ma probabilmente questa non è tra le sue opere più celebri per un motivo.
9 reviews
August 14, 2024
La protagonista è una donna antipatica e fredda, però la narrazione della storia è scorrevole e piacevole a mio giudizio.
Profile Image for Silvia Feliceconunlibro.
113 reviews32 followers
February 10, 2021
Cassola è autentico, sa cogliere l'essenziale delle emozioni umane e le riporta nelle sue storie, realistiche e quotidiane.⁣

Gisella è la storia di una ragazza, poi donna, moglie, madre, che una vita difficile ha reso cinica e disillusa. Ma qualche seme malevolo doveva già nascondersi in lei: bella, fredda e calcolatrice, questa protagonista non nasconde disprezzo per gli uomini e rabbia per le donne. E non nega di usare tutti come burattini a suo piacimento, per vincere quella che per lei è una battaglia tra chi ce la fa e chi soccombe alla miseria. Come un ragno Gisella tesse la sua tela pronta a fare vittime senza batter ciglio pur di conquistare la vita borghese che pensa di meritare, senza accorgersi che lasciando indietro i sentimenti, tutto ciò che avrà sarà un'esistenza vuota, senza umanità. Una protagonista odiosa, tanto da rendere questo romanzo di non facile apprezzamento.⁣

Quel che è certo è che con le sue storie di vita quotidiana, Cassola ci ricorda che anche le persone anonime e per niente speciali hanno qualcosa da dare, su cui farci riflettere.⁣

https://www.instagram.com/silvia_feli...
Profile Image for Edoardo Bergamin.
15 reviews1 follower
November 11, 2019
L’aspetto più mirevole di Gisella è basarsi per intero su una figura apertamente odiosa, da ricordare con fastidio anche a mesi di distanza. Ce ne va. Ma che flow la prima parte, Cassola.
Displaying 1 - 6 of 6 reviews

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