3.5 stelle in realtà, ma come sempre qui non esistono i mezzi voti.
La tematica centrale di questo libro e la sua ambientazione sicuramente non sono particolarmente inedite: letteratura e cinematografia sono infatti piene di opere che parlano di quell'élite che dalla vita sembra aver ottenuto qualsiasi cosa (ricchezza, benessere, un futuro raggiante, amici).
Nello specifico qui si segue uno spaccato di vita di alcuni ragazzi della Roma bene, che passano le serate tra alcool, droghe, prostitute e violenza.
Le loro esplosioni di aggressività non sono generate da un odio ben inquadrato verso una specifica categoria di persone, quanto dal fascino che per loro ha la sensazione di onnipotenza che tali gesti generano. Sentono di poter fare tutto rimanendo immuni dalle conseguenze, potendo approfittare dei più deboli, incutendo timore nel prossimo e ottenendo ogni cosa di cui hanno voglia.
Non conoscono il pentimento, anzi vanno fieri delle loro imprese e ad un certo punto sono l'unica cosa che gli dà veramente soddisfazione e che li fa sentire vivi.
In una vita scandita da precisi obiettivi e ambizioni, con sentieri già delineati da famiglie facoltose con lunghe tradizioni professionali impossibili da interrompere, questi ragazzi si sentono liberi solo quando esplodono verso gli indifesi.
Se da questo romanzo vi aspettate una redenzione, un barlume di speranza, non lo troverete. Il finale è spietato esattamente come i protagonisti del romanzo, finisce di tratteggiare un ritratto senza sconti di una parte di gioventù che ha tutto, ma che allo stesso tempo non prova niente. La loro follia è lucida, non perdono mai il controllo nemmeno in quelli che sembrano gesti totalmente irrazionali ed inspiegabili.
Lo stile di scrittura è molto essenziale, privo di fronzoli e discontinuo per via della presenza di note inserite direttamente nel testo, e non a piè di pagina: questa scelta seppur possa stranire all'inizio, penso che aiuti ancora di più a conferire al testo un'impronta quasi 'di cronaca', impedendo di formare una qualsiasi empatia con i suoi personaggi.
Unico neo: ho trovato forse un po' frettolosa la spiegazione finale sul presunto motivo che spinge il protagonista a rendersi autore di tali violenze efferate, ossia la privazione dell'amore materno. è un elemento che compare poco all'interno del romanzo, per poi tornare sul finale in modo poco approfondito.