Da Ave Mary a Istruzioni per diventare fascisti, io di @michimurgia mi fido. Ho iniziato a fidarmi ciecamente di lei quando, nel programma condotto da Corrado Augias, qualche anno fa raccontò – con parole che mi ritornano in mente almeno una volta a settimana (strappandomi ogni volta una risata) – la sua esperienza di lettura con quel «libroide» ideato da un noto nome delle amare classifiche di libri italiane. Da allora, qualsiasi prodotto abbia letto, visto o ascoltato, realizzato da Michela Murgia, è sempre stato – a qualunque livello – un’esperienza incredibilmente costruttiva. Il suo femminismo è quello che vorrei si insegnasse a scuola dal primo giorno delle elementari, e che sorvegliasse le cose importanti nelle sale dei bottoni più potenti (amerei un triumulierato insieme a Lilli Gruber e Daria Bignardi). Sebbene Morgana non nasca direttamente dalla carta, sulla carta ci sta molto bene. Prima di oggi, in un mondo dove ogni prodotto (soprattutto audio e visivo) di cui fruiamo tende sempre di più alla brevità, ero spaventato dalla durata di ogni episodio, pertanto al podcast omonimo non mi ci ero mai approcciato. Ovviamente lo conoscevo da tempo, moltissimi me ne avevano parlato, e la bellissima illustrazione che campeggia anche sulla copertina del libro mi è spuntata più volte sotto gli occhi, sia su Spotify che sui social. Potrei concludere già qui dicendo che le mie paure erano totalmente infondate: li ho divorati entrambi, sia il libro che ogni singola puntata del podcast non contenuto nell’edizione cartacea, in poco più di una settimana in cui le mie migliori amiche sono state proprio Michela Murgia e Chiara Tagliaferri, entrambe autrici dei testi di Morgana. Ogni storia contenuta nel volume è chiaramente frutto di un lavoro di ricerca approfondito sulle vite e le opere delle donne di cui le autrici hanno deciso di parlare: Vivienne Westwood, Zaha Hadid, Moira Orfei, Santa Caterina da Siena e Moana Pozzi sono solo cinque delle dieci che compongono la raccolta e di cui io, prima di gettarmi nella lettura, conoscevo veramente molto poco. Le biografie di queste donne, veicolate attraverso un racconto lineare, chiaro ma mai banale, dimostrano tutta la loro eccezionalità di esseri umani fuori dagli schemi (dove lo schema non è altro che una millenaria gabbia di genere), molto più intensamente complesse rispetto alla dicotomia “santa” e “puttxna” che la tradizione patriarcale continua a tramandarci. Per fortuna ho riempito la mia vita di morgane che sono sicuro approverebbero queste donne, ed è proprio a loro che consiglio la lettura (o l’ascolto) di queste storie. Su tre letture, questa è risultata la migliore esperienza per aprire il mio 2020 letterario; di conseguenza su Morgana - che di cattivo non ha veramente niente se non la leggenda dietro il nome - non posso dire altro che bene.