Vigili del Fuoco, già al lavoro fra le macerie. I pochi abitanti ancora lucidi riescono a collaborare, indirizzando i soccorritori verso le case dove sicuramente ci sono persone e a quel punto è il cane ad avventurarsi sul suolo pericolante per segnalare con il suo abbaio caratteristico la presenza di esseri umani. Vivi o morti. La memoria del terremoto è ancora fresca, e il racconto di Marco ci avvicina a quella notte d'inferno con il coraggio e la speranza di chi ci ha lavorato, con la pietas e il dolore di chi ha anche visto la gente morire, e con la gioia di aver riportato alla luce i vivi. Per capire come è arrivato fin lì, Marco ripercorre i suoi primi passi da soccorritore, gli ideali che lo hanno ispirato e le esperienze in Croce Rossa , fino all'incontro con il cane straordinario che lo ha accompagnato proprio in quei giorni. Un cane speciale per il quale Marco nutre la tenerezza di un «padre». E anche noi non potremo evitare di fare lo stesso.