Ultimo romanzo di Cecile Bertod, trama? Ma quale trama? Assolutamente sopravvalutata, perché quando scrive lei potrebbe incantarmi anche con il bugiardino dell’ibuprofene. È una maga dell’ironia caustica, principessa indiscussa del sarcasmo..beffarda, sagace, canzonatoria, sardonica e chi più ne ha più ne metta..io so solo che è sempre capace di allietarmi e divertirmi...praticamente la mia dispensatrice ufficiale di buon umore. Ma veniamo a noi...Dorothy Dorfman, una donna un perché, bibliotecaria single perennemente in bolletta, telenovelas dipendente, serata tipica? pigiamone in pile orsacchiottato, divano e tv sintonizzata su Love Legacy, si è ritrovata per caso, e contro la volontà dei più, a vivere in un condominio super chic, il posto meno adatto a lei e difende il suo status di inquilina con le unghie e con i denti, battendosi a suo modo contro il regolamento condominiale e contro il resto dei condomini che vogliono ingabbiarla in un mondo fatto di zerbini neri senza fantasia, vasi cinesi e ferree regole sull’utilizzo della lavatrice comune.
“Sono il «Pensa a Doth». L’esempio che tira su nei momenti di depressione. Quella che sta peggio. Chiunque tu sia, qualsiasi cosa tu abbia combinato, sappi che c’è sempre speranza. C’è sempre un gradino più in basso del tuo ed è già occupato dalla sottoscritta.”
Portavoce di questa manica di manigoldi sarà Chaz Kline, avvocato di prestigio, erede dell’azienda di famiglia K.K. e soprattutto amministratore di condominio. Un uomo formale e forbito, completamente sommerso dal lavoro e dalle responsabilità, costantemente occupato ed ostile alla vita mondana, “Ha barattato l’anima con un navigatore satellitare hi-tech.”, il nostro paladino della giustizia perennemente in gilet è la persona preposta a sconfiggere le stranezze della sovversiva del 4b e ne nasceranno scenette mordaci e pungenti con dialoghi al vetriolo ed assolutamente taglienti.
“A come Arpia. B come Bruco melmoso e Brutto scemo. C come Canaglia, sinonimo di mascalzone, furfante, manigoldo. Probabile alterazione del termine germanico mundwalt. Persona capace di azioni malvagie, come piegare gli angolini delle pagine. Oh, bene, ho finalmente trovato un’utilità al mio lavoro part-time.”
Un attimo per favore...mi stavo dimenticando del protagonista indiscusso di questa storia, il reale manipolatore e burattinaio della vita di Doth, pochi centimetri di simil pelle nera e carta, dispensatore di consigli inutili, il solo ed inimitabile “libro delle risposte” che la porterà a compiere la scelta più inaspettata della sua esistenza, perché, su suggerimento del suddetto libro, in barba ad ogni umana comprensione Doth, in una serata di rimuginazioni psicotiche premerà il bottone per il piano terra e aperte le porte, ta da, davanti a lei Duke Kline, la sua infatuazione televisiva preferita, l’attore più quotato del momento, ubriaco ed in fuga dai paparazzi e stranamente interessato a lei.
“Perché posso anche credere che una stella precipiti accidentalmente nella mia vita, ma che voglia restarci finché morte non ci separi no. Non è un libro di fantascienza. Questa è la realtà. E i sogni si avverano solo se ti chiami Cenerentola. Io mi chiamo Dorothy. Nel mio futuro letterario ci sono al massimo un ciclone, una casa ridotta in pezzi e uno spaventapasseri senza cuore.”
Avete già sentito la marcia nuziale in sottofondo? Farfalle svolazzanti dentro stomaci sensibili? Aspettate, troppo presto per trarre conclusioni affrettate, prima dell’eventuale lieto fine ci saranno risate a crepapelle e figure barbine in fila alle poste...ve lo avevo detto o no che la trama era sopravvalutata e che l’importante sarebbe stato tutto quello che c’è tra il prologo e l’epilogo!
“Doth?»
«Ehm, sì?»
«Non volevi andare a dormire?» suppone, gelido, indicandomi la camera da letto.
«Chaz, io…»
«Entra dentro» mi ordina.
«Ti giuro che…»
«Ho detto dentro!» tuona e io, guardandolo negli occhi, notando quelle sottilissime venature rossastre che minacciano bufera, non ho più alcun dubbio. Magari un giallo, forse un noir, ma questo non è un rosa. Non lo sarà mai.”
In conclusione...una storia particolare, ma irriverente e frizzante, consigliata a chiunque voglia passare qualche ora con la mente leggera ed il sorriso sulle labbra..un’autrice geniale e sempre coinvolgente che spero con tutte le mie forze, soprattutto per la mia sanità mentale, non smetta mai di scrivere perché abbiamo tutti bisogno di leggerezza ed ironia.