Agosto 1914. All'indomani della dichiarazione di guerra della Germania alla Francia, Marc Bloch lascia Parigi per raggiungere il fronte. Ufficiale di fanteria, condivide con i suoi compagni la dura quotidianità della vita di trincea, il caos degli scontri a fuoco con il nemico, la paura della morte sempre in agguato, il dolore per le tante perdite. Di quegli anni terribili, da cui uscirà con la consapevolezza del proprio mestiere di storico, ci darà nei "Ricordi di guerra 1914-1915" un resoconto appassionante e pervaso da una sobria umanità, scegliendo di raccontare solo ciò che ha visto e vissuto di persona e proprio per questo rendendo la sua una testimonianza generale. Questa esperienza individuale sarà in seguito ripensata da Bloch nelle "Riflessioni". Lo storico studia la guerra come "un immenso esperimento di psicologia sociale" e, partendo dagli stati d'animo collettivi che consentono ai pregiudizi di trasformare una cattiva percezione in leggenda, analizza la formazione e la diffusione delle false notizie che hanno circolato nelle trincee. Imbocca così una strada di ricerca che impronterà tutta la sua opera, costituendo una corrente d'indagine che darà vita a un feconda scuola di pensiero che è ancora oggi di grande attualità.
Marc Léopold Benjamin Bloch (6 July 1886 in Lyon – 16 June 1944 in Saint-Didier-de-Formans) was a medieval historian, University Professor and French Army officer. Bloch was a founder of the Annales School, best known for his pioneering studies French Rural History and Feudal Society and his posthumously-published unfinished meditation on the writing of history, The Historian's Craft. He was captured and shot by the Gestapo during the German occupation of France for his work in the French Resistance.
Πώς μπορεί ένα κείμενο που γράφτηκε το 1919 να είναι τόσο επίκαιρο σήμερα;Και όμως,ο Μαρκ Μπλοχ το καταφέρνει. Oι μετέπειτα γνώσεις μας για το ρόλο της προπαγάνδας,ιδιαίτερα την περίοδο του Μεσοπολέμου, θα συμπληρωθούν με αυτό το άρθρο του σπουδαίου αυτού ιστορικού,που προέβλεψε ότι οι "Ψευδείς ειδήσεις" θα κυριαρχήσουν τον σύντομο 20ο αιώνα,για να δανειστώ τη φράση του Χόμπσμπάουμ. Εξαιρετική η εισαγωγή του Olivier Levy-Dumoulin.
Toccanti testimonianze, utilizzate poi nel piccolo articolo che, figlio del suo tempo, attribuisce le fake news a movimenti psicologici. Un grande Bloch, che nelle righe finali (che non spoilererò!) lancia un avviso ironico e tragico.
Intéressant, illustré par de nombreux exemples concrets (peu être un peu trop ? ). Une écriture plutôt littéraire agréable car peu courante parmis les historiens.
“Somos los muertos. Hace pocos días vivíamos, cantábamos auroras, veíamos el rojo del crepúsculo, amábamos, éramos amados. Ahora yacemos, en los campos de Flandes”.
“Una falsa notizia nasce sempre da rappresentazioni collettive che preesistono alla sua nascita; essa solo apparentemente è fortuita o, più precisamente, tutto ciò che in essa vi è di fortuito è l'incidente iniziale, assolutamente insignificante, che fa scattare il lavoro dell'immaginazione; ma questa messa in moto ha luogo soltanto perché le immaginazioni sono già preparate e in silenzioso fermento. Ad esempio, un avvenimento, una percezione inesatta che non andasse nella direzione verso cui già tendono le menti di tutti, potrebbe al massimo costituire l'origine di un errore individuale, ma non di una falsa notizia popolare e largamente diffusa. Se posso servirmi di un'espressione a cui i sociologi hanno spesso dato, a mio parere, un valore troppo metafisico, ma che è comodo e, dopo tutto, ricco di senso, la falsa notizia è lo specchio in cui ‘la coscienza collettiva’ contempla i propri lineamenti.”
I found Marc Bloch's limited account pompous and myopic. The only redeeming quality was his use of unique colors and the description of the church at Pont-de-Neuville.
Come si formano e si diffondono le false notizie. Quali sono i legami tra queste e i periodi storici che l'umanità attraversa? Piccolo libro, grande riflessione. Molto attuale. Da leggere.