Due giovani veterinari attraversano la foresta siberiana per raggiungere un raro esemplare di tigre bianca, ma nel cammino vengono travolti da una violentissima bufera. A salvarli è un misterioso bambino comparso dal nulla, che li accompagna davanti a una piccola baita di legno. Il padrone di casa, un vecchio altrettanto misterioso di nome Filaret, li accoglie al tepore della stufa, prepara una tisana fumante e li incanta per tutta la notte, fino allo spuntar del sole, narrando storie di spiriti e sciamani, cacciatori e viaggiatori, cercatori d’oro, briganti e pionieri di quelle terre selvagge. Nelle parole di Filaret, Maxim e Aleksej intravedono la possibilità di una ricchezza diversa, spirituale e naturale. I miti della Taiga riprendono vita attraverso la voce del vecchio cantastorie, gli spiriti millenari affollano ancora una volta la foresta, e il soffio della grande tigre Amba anima ogni cosa.
Nicolai Lilin is a Russian writer of Siberian origin. He was born and grew up in Transnistria, which declared its independence in 1990 but has never been recognized as a state. In 2004 he moved to Italy. In 2009 he published in Italy for Einaudi "Siberian education", his first novel, written directly in Italian. The book has been translated into 19 languages and distributed in 24 countries, and has reached the interest of cinema. It will become a movie directed by Gabriele Salvatores, starring John Malkovic as Grandfather Kuzja. In April 2010 he released his second novel, "Free Fall" (or "Sniper"), and for October 2011 we are waiting for the release of the new novel "The breath of the dark". He currently writes for magazine L'Espresso and he founded Kolima Contemporary Culture, an exhibition space which also hosts cultural events in Milan. Among its activities he is also a tattoo artist, he studied for many years the traditional Siberian criminal tattoos and learned his techniques and complex codes.
"Il senso dell'esistenza di ogni creatura sta nel generare vita. Non esiste condanna peggiore di quella di vivere senza contribuire alla vita degli altri, senza aiutare chi ha bisogno, senza portare in questo mondo amore e speranza".
Romanzo affascinante e profondamente evocativo, che non è soltanto un viaggio attraverso le terre selvagge della Siberia, ma anche un'immersione nelle tradizioni orali e nei racconti ancestrali che da secoli si tramandano tra gli abitanti della Taiga.
Lo stile raggiunge una dolcezza quasi ipnotica, con una prosa che scorre lieve e avvolgente come il vento tra gli alberi secolari della foresta. Ogni frase, intessuta di un lirismo delicato, accarezza il lettore e lo trascina in un mondo incantato, sospeso tra mito e realtà. Le storie narrate all'interno del romanzo sono piccoli gioielli di letteratura orale, capaci di incantare con la loro semplicità e profondità.
Il cuore del romanzo risiede proprio nelle leggende raccontate dall'anziano Filaret ai due giovani protagonisti, Maxim e Aleksej. Ogni leggenda è una porta che si apre su un universo di simboli, credenze e saggezze antiche. Sono racconti che parlano di spiriti, sciamani, cacciatori e creature leggendarie, ma anche di un rapporto profondo e rispettoso tra l'uomo e la natura.
Lilin dimostra di essere un maestro nel tratteggiare atmosfere dense di significato e nel dare voce a una cultura antica e spesso dimenticata. E' un romanzo che si legge con il cuore aperto e la mente attenta, capace di trasportare il lettore in un mondo lontano e, al tempo stesso, di parlargli in modo intimo e universale.
👉 Fortemente consigliato a chi ama le narrazioni intrise di magia, a chi cerca un libro capace di emozionare e a chi desidera riscoprire la bellezza delle storie raccontate attorno a un fuoco nella notte siberiana.
è stato bellissimo immaginare la neve, il freddo e poi il calore di una baita e delle storie raccontate dal misterioso ospite dei due veterinari, in viaggio per salvare un cucciolo di tigre. Chi è davvero Filaret, il vecchio che li accoglie, è qualcosa che i due scopriranno alla fine del libro.
La natura della Siberia, anche se selvaggia, è pura poesia. I suoi elementi vivono in un armonico insieme dove bene e male si bilanciano, ma dove i sentimenti puri prevalgono sulla meschinità, avidità e cattiveria, quasi sempre frutto della mente umana.
Vyuga - lo spirito dell'inverno che cerca il suo amato; Il bambino di sale - nella lotta fra distruzione e amore, lo spirito del bambino aiuta gli uomini di buon cuore in difficoltà; Lo sciamano nero - bellissima storia di amore e sacrificio; La sposa dell'orso - che noi oggi conosciamo come Masha e orso, racconto di come seguire la propria natura sia la sola via per essere felici; La principessa tatuata - altro racconto d'amore nonostante le diversità; L'uomo che voleva essere padrone di tutto - l'avidità non permette di capire davvero quali sono le cose più importanti.
Libro leggero nello stile e piacevole nel contenuto, le leggende sono raccontate da un misterioso viandante intorno a un fuoco e anche questa ambientazione aiuta a immergersi nella lettura, come se anche il lettore fosse presente alla narrazione. Ogni capitolo racchiude una storia e perciò la lettura può tranquillamente essere interrotta per più giorno senza per questo perdere il filo del discorso. Una lettura piacevole e leggera, con una morale importante, anche se appena appena accennata
Non so se le leggende e le storie raccontate in questo libro siano davvero parte della mitologia siberiana, se Lilin le abbia inventate di sana pianta, o se si sia ispirato a racconti locali per narrarli a modo suo. Non lo so, e non mi interessa; perché sono storie bellissime, emozionanti e magiche che portano tutte a riflettere sul nostro rapporto con la natura e sul fatto che l'homo sapiens non ne è padrone, ma ne fa parte.
"La Siberia è fatta di queste storie. Se uno vuol vivere qui, capire questo posto e farne parte, deve imparare ad ascoltare, a far entrare dentro di sé le leggende su cui si regge la nostra terra. Qui non esistono norme, regole, o altre forme di potere umano. L'unico potere è quello della natura, che ispira agli uomini leggende tramandate di generazione in generazione, proprio come in una buona famigliasi condividono le cose più preziose. Nelle nostre leggende è racchiusa l'essenza dell'anima siberiana. Puoi avere scienza e tecnologia, puoi rompere la terra e tirarne fuori tutti i tesori che nasconde, ma non troverai mai la felicità. Il vero tesoro è l'armonia con il mondo intorno a te, l'equilibrio tra tutte le creature viventi."
Di nuovo la Siberia. Quando scrive, Lilin sembra sempre tornare alla sua terra: raccontarla è un viaggio, un legame che si rinsalda, l’offerta di un panorama a cui tendere, da cui imparare. Torna, dunque, la Tigre di "Favole fuorilegge", ma la cornice è diversa: non più una serie di racconti con valenza storica, ma il presente che abbraccia le storie senza tempo della Taiga siberiana.
Devo dire che con le raccolte di racconti finora mi sono trovata male, non mi hanno appassionato per niente. Questa no, mi ha affascinata, anche perché è a sua volta, raccontata in modo diverso. C'è una trama, una storia che unisce ogni singolo racconto. Sono rimasta "spiazzata" quando mi sono resa conto che è ambientata in tempi moderni, mentre io pensavo di essere tornata indietro nel tempo, a metà o fine '800. Un cucciolo di tigre è in gravi condizioni e due veterinari sono in viaggio per salvarla. Ma una tormenta di neve li blocca nei boschi della Siberia. Ma sul loro cammino si imbattono in una baita e nel vecchio Filaret. Al riparo, confortati da un te caldo e da un camino scoppiettante, i tre parlano per tutta la notte. O meglio, sarà principalmente Filaret a raccontare diverse storie, sui miti e leggende della Siberia. Come dicevo prima, alla fine di ogni racconto si ritorna "al presente" e i tre discutono su ciò che ha raccontato loro Filaret. Mi sono piaciute tutte, ognuna ha una sua particolarità, un tema ma tutte sono scritte in modo delicato, leggero, magico, tanto da dare l'impressione di essere state scritte in un'epoca diversa. Una di queste ha attirato la mia attenzione e la mia curiosità. Tutti conoscono Masha e Orso, ma io solo di nome e per aver visto qualche immagine ma mi fermo qui. Ecco, una è La sposa dell'orso ed è la storia da cui è ripresa proprio Masha e Orso. Nella maggior parte si parla del conflitto tra il bene e il male, ma anche dell'amore e delle sue contraddizioni e dell' avidità. Bella l'idea di inserire, ad ogni inizio di racconto, un disegno che "rappresenta" visivamente ciò che verrà narrato, così come mi è piaciuta la copertina.
"Se impari ad ascoltare più con il cuore che con le orecchie, scoprirai che all'origine di ogni fiaba e di ogni leggenda c'è una storia vera."
"Tutte le storie che cancellano le frontiere tra l'uomo e il mondo animale servono solo a lavarci la coscienza dallo scempio di cui siamo colpevoli. [...] La realtà è che il nostro modo di stare al mondo distrugge tutti i meccanismi della natura: devastiamo ecosistemi in nome del nostro consumo sfrenato, soffochiamo il pianeta per un briciolo di comodità in più. La nostra evoluzione nega ogni principio della vita naturale: l'unica cosa che ci interessa davvero è prolungare all'inverosimile la nostra, di vita."
"Capiva che la casa dell'uomo non coincide con il perimetro dell'abitazione in cui vive, ma è grande come tutta la Terra ed è formata da montagne e foreste, dai mari e dai fiumi, dal cielo."
★★★★✰: "Lo sciamano nero", "La sposa dell'orso", "La principessa tatuata", "L'uomo che voleva essere il padrone di tutto" ★★★✰✰: "Il bambino di sale"
❝ Si avvicinò al fuoco, si stiracchiò ed infine, con la solita voce calda, cominciò a raccontare un’altra storia. ❞ — Non potevo leggere “Le leggende della tigre” di Nicolai Lilin in un periodo migliore di questo perché con queste temperature glaciali è ancora più facile immaginare di essere insieme a Maxim e Aleksej in una zaimka, raccolti attorno al fuoco, bevendo una tisana calda e ascoltando i miti della Taiga raccontati dal misterioso Filaret. Ancora una volta, lo stile di Lilin è inconfondibile nella narrazione di fiabe siberiane che spaziano tra quelle di cercatori dʼoro e quelle di spiriti delle terre selvagge, e leggendole sembra di tornare bambini. Gli dò 5 leggende su 5.
“Puoi avere scienza e tecnologia, puoi rompere la terra e tirarne fuori tutti i tesori che nasconde, ma non troverai mai la felicità. Il vero tesoro è l’armonia con il mondo intorno a te, l’equilibrio tra tutte le cose viventi.” Un piccolo libro che riesce a dare grandi emozioni. Ho adorato tutte le leggende del popolo siberiano, semplici racconti che contengono grandi insegnamenti. Un bel libro, scorrevole che si legge in poco tempo.
Uno splendido viaggio nelle leggende siberiane che avvolgono natura e mistero, un libro piacevole la leggere nelle giornate fredde con una tazza fumante di tisana magari davanti un camino Lo consiglio
Una bellissima lettura per tutti, grandi e piccoli sognatori amanti delle leggende, scorrevole e breve ma ben curato nei minimi particolari. Sicuramente consigliatissimo!