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Siamo Palermo
Siamo ovvero siamo fatti della stessa pasta di cui è fatta questa città. Simonetta Agnello Hornby e Mimmo Cuticchio si sono incontrati in anni recenti, ne è nata un’amicizia, ne è nata un’intesa che ha destato la visione a due voci di Palermo, Capitale italiana della Cultura 2018. Simonetta e Mimmo raccontano e si raccontano, obbedendo al fascinoso labirinto che storia e memoria disegnano per loro. Ecco allora la Palermo della guerra, la Palermo vista dal mare e attraverso le trasparenze delle acque dolci che ancora la attraversavano, la Palermo della ricostruzione selvaggia, la Palermo dei morti per mafia. Ecco i vicoli della “munnizza”, i palazzi nobiliari, le statue del Serpotta, magnifiche e sensuali, le prostitute (la bionda Nicoletta che faceva sollevare le pietre sulle quali camminava), il cuntista che fa roteare la spada per impressionare il pubblico, le grandi figure della Chiesa che si sono schierate con i poveri e contro la mafia, le atmosfere di sangue degli anni Novanta, lo Spasimo e Palazzo Butera, Palazzo Branciforte, l’arte e le isole pedonali.
Simonetta e Mimmo evocano una città che guarda all’Europa, non solo in ragione della sua bellezza e delle sue contraddizioni, ma anche per il desiderio di futuro che vengono esprimendo le istituzioni e le nuove generazioni.
Simonetta e Mimmo evocano una città che guarda all’Europa, non solo in ragione della sua bellezza e delle sue contraddizioni, ma anche per il desiderio di futuro che vengono esprimendo le istituzioni e le nuove generazioni.
204 pages, Kindle Edition
First published September 10, 2019
About the author
Simonetta Agnello Hornby
46 books266 followersSimonetta Agnello Hornby is an Italian lawyer and writer born in Palermo in 1945, who later acquired British citizenship. She left Sicily at the age of 21 to get married in England. Simonetta Agnello Hornby studied English at Cambridge before returning to her native Sicily to complete a law degree. Armed with a Fullbright grant she moved to America for a year to furthered her studies. She returned to the UK to begin a legal career and to live and later marry the Englishman she had met in Cambridge with whom she had two children. She has been living in London since 1972, and is the President of the Special Education Needs and Disabilities Court.
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Community Reviews
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
June 22, 2020
Basta dare un colpo d'occhio alla mia libreria per capire che tra le terre dove vorrei sempre ritornare la Sicilia ha un posto principalissimo. Non per niente ha uno scaffale dedicato.
Negli ultimi anni ho per fortuna sempre avuto modo di tornare in quell'isola meravigliosa, e quando non lo posso fare viaggiando lo faccio con le letture: da Leonardo Sciascia a Gesualdo Bufalino, da Andrea Camilleri a Simonetta Hornby, da Gesualdo Bufalino a Dacia Maraini a Vincenzo Consolo fino all'immenso capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa le occasioni di certo non mancano.
Questo "siamo Palermo" fa eccezione perchè non è un romanzo nè nella struttura nè nelle intenzioni. E' una passeggiata, una scoperta di angoli caratteristici quanto sconosciuti del capoluogo siculo che hanno la possibilità di raccontare più da vicino quella città millenaria che ha conosciuto così tante civilizzazioni diverse. La parte raccontata dalla Hornby è quella che mi ha colpito meno, non solo perchè conoscevo già la sua storia e le sue opere, ma soprattutto perchè lei, donna ribelle in una società patriarcale, figlia giovane di una famiglia nobile convertitasi con successo in borghese, incarna molto bene quella radice reale che fa da base a tanti stereotipi sulla decaduta nobiltà siciliana. Stereotipi di cui si è letto molto (forse troppo: ma dei "leoni di Sicilia " parlerò quando sarà il momento.)
La vera scoperta è invece quella di Mimmo Cuticchio, quel vecchio insciarpato dal sorriso accattivante che ammicca dalla quarta di copertina. Ha la faccia di uno col quale vorresti andare a cena una sera. Se poi scopri che è uno degli ultimi maestri di quell'arte meravigliosa e morente che è l'opera dei pupi, arte capace come nessuna di raccontare la Sicilia e la sua gente, la voglia raddoppia. Ho la sensazione di non poter dire di aver imparato qualcosa della Sicilia se non si è capito come è possibile che per secoli sulla bocca dei servi della gleba delle miniere e del feudalesimo siciliano abbiano potuto comparire i nomi di Orlando e dei dodici paladini dell' imperatore, sia pure associati a quelli di bellissime marionette che popolano un palco.
Che cosa resta dunque,dopo aver girato l'ultima pagina, dopo aver fatto l'ultimo passo di questa passeggiata? dal punto di vista quantitativo, forse poco per chi amava già da prima la letteratura siciliana. In realtà tra queste pagine le immagini ed i caratteri visti e rivisti si colorano di un'infinità di sfumature che nessun romanzo (forse proprio il gattopardo fa eccezione) potrà mai dare con tanta vita come le descrizioni di un vecchio maestro dell'opera dei pupi e di una anziana signora della piccola nobiltà decaduta divenuta magistrato inglese.
Ad ottobre tornerò a Palermo (Sars-Coronavirus-2 permettendo). Forse, mi convincerò a portare questo libriccino con me.
Negli ultimi anni ho per fortuna sempre avuto modo di tornare in quell'isola meravigliosa, e quando non lo posso fare viaggiando lo faccio con le letture: da Leonardo Sciascia a Gesualdo Bufalino, da Andrea Camilleri a Simonetta Hornby, da Gesualdo Bufalino a Dacia Maraini a Vincenzo Consolo fino all'immenso capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa le occasioni di certo non mancano.
Questo "siamo Palermo" fa eccezione perchè non è un romanzo nè nella struttura nè nelle intenzioni. E' una passeggiata, una scoperta di angoli caratteristici quanto sconosciuti del capoluogo siculo che hanno la possibilità di raccontare più da vicino quella città millenaria che ha conosciuto così tante civilizzazioni diverse. La parte raccontata dalla Hornby è quella che mi ha colpito meno, non solo perchè conoscevo già la sua storia e le sue opere, ma soprattutto perchè lei, donna ribelle in una società patriarcale, figlia giovane di una famiglia nobile convertitasi con successo in borghese, incarna molto bene quella radice reale che fa da base a tanti stereotipi sulla decaduta nobiltà siciliana. Stereotipi di cui si è letto molto (forse troppo: ma dei "leoni di Sicilia " parlerò quando sarà il momento.)
La vera scoperta è invece quella di Mimmo Cuticchio, quel vecchio insciarpato dal sorriso accattivante che ammicca dalla quarta di copertina. Ha la faccia di uno col quale vorresti andare a cena una sera. Se poi scopri che è uno degli ultimi maestri di quell'arte meravigliosa e morente che è l'opera dei pupi, arte capace come nessuna di raccontare la Sicilia e la sua gente, la voglia raddoppia. Ho la sensazione di non poter dire di aver imparato qualcosa della Sicilia se non si è capito come è possibile che per secoli sulla bocca dei servi della gleba delle miniere e del feudalesimo siciliano abbiano potuto comparire i nomi di Orlando e dei dodici paladini dell' imperatore, sia pure associati a quelli di bellissime marionette che popolano un palco.
Che cosa resta dunque,dopo aver girato l'ultima pagina, dopo aver fatto l'ultimo passo di questa passeggiata? dal punto di vista quantitativo, forse poco per chi amava già da prima la letteratura siciliana. In realtà tra queste pagine le immagini ed i caratteri visti e rivisti si colorano di un'infinità di sfumature che nessun romanzo (forse proprio il gattopardo fa eccezione) potrà mai dare con tanta vita come le descrizioni di un vecchio maestro dell'opera dei pupi e di una anziana signora della piccola nobiltà decaduta divenuta magistrato inglese.
Ad ottobre tornerò a Palermo (Sars-Coronavirus-2 permettendo). Forse, mi convincerò a portare questo libriccino con me.
October 5, 2022
Libro scritto a quattro mani che descrive Palermo nelle sue bellezze e contraddizioni. Dopo essere stata capitale della cultura 2018, la Agnello Hornby e Cuticchio hanno deciso di continuare la collaborazione iniziata in quel periodo con questo libro.
Il libro è diviso in due parti raccontate separatamente dalla Agnello prima e Cuticchio poi. Personalmente ho apprezzato più la seconda parte pur essendo stata attratta dal cognome della famosa scrittrice.
Entrambi raccontano Palermo: le strade, i monumenti, la storia filtrando il racconto attraverso esperienze personali o personali interpretazioni della storia della città e della Sicilia tutta.
La parte scritta dalla Agnello Hornby mi è sembrata un po' meno personale e un po' più fantasiosa, infarcita di considerazioni non sempre pienamente condivisibi (vedi storia della prostituzione). Inoltre riporta questo orgoglio un po' sterile di riaffermarsi come isola(ta) rispetto al Regni di Napoli e questa presunta superiorità che, con gli occhi di un esterno sembra un po' esagerata...
La parte di Cuticchio l'ho sentita invece più intima e sentita. La storia dell'arte dei pupi e la sua evoluzione nel tempo. I suoi ricordi di figlio di artigiani mi hanno fatto sentite una Palermo più vivida e meno stereotipata.
La differenza credo sia anche nel modo di vivere la città. La prima ha deciso di vivere lontano dalla sua città non contribuendo ad affermare questa presunta superiorità. Il secondo, pur avendo successo in diverse parti del mondo, ha investito nella dua città, per farla crescere culturalmente e dare un'alternativa e opportunità alle persone che ci vivono.
Il libro è diviso in due parti raccontate separatamente dalla Agnello prima e Cuticchio poi. Personalmente ho apprezzato più la seconda parte pur essendo stata attratta dal cognome della famosa scrittrice.
Entrambi raccontano Palermo: le strade, i monumenti, la storia filtrando il racconto attraverso esperienze personali o personali interpretazioni della storia della città e della Sicilia tutta.
La parte scritta dalla Agnello Hornby mi è sembrata un po' meno personale e un po' più fantasiosa, infarcita di considerazioni non sempre pienamente condivisibi (vedi storia della prostituzione). Inoltre riporta questo orgoglio un po' sterile di riaffermarsi come isola(ta) rispetto al Regni di Napoli e questa presunta superiorità che, con gli occhi di un esterno sembra un po' esagerata...
La parte di Cuticchio l'ho sentita invece più intima e sentita. La storia dell'arte dei pupi e la sua evoluzione nel tempo. I suoi ricordi di figlio di artigiani mi hanno fatto sentite una Palermo più vivida e meno stereotipata.
La differenza credo sia anche nel modo di vivere la città. La prima ha deciso di vivere lontano dalla sua città non contribuendo ad affermare questa presunta superiorità. Il secondo, pur avendo successo in diverse parti del mondo, ha investito nella dua città, per farla crescere culturalmente e dare un'alternativa e opportunità alle persone che ci vivono.
August 28, 2022
Ho conosciuto tardi Palermo ma, come mi succede per le città portuali, l'ho sentita subito "vicina". Il suo fascino decadente me l'ha fatta amare (e non ci torno da tanto, troppo). Questa passeggiata/saggio ha avuto il potere di farmi passeggiare attraverso le sue strade, celebrando la ricchezza delle vestigia del passato e denunciando le storture del presente. La figura di Mimmo Cuticchio è stata una assoluta scoperta.
July 4, 2020
Una passeggiata piena di storie, ricordi, leggende e pensieri
January 30, 2021
Libro traboccante di colori, di atmosfere, di cultura, di arte, di aromi e profumi: ogni pagina richiama l'incanto di Palermo
September 12, 2022
Mi aspettavo molto di più ma per la maggior parte del tempo mi sono un po' annoiata.
January 31, 2022
Una raccolta di storie, leggende, luoghi e personaggi utile per i turisti o per chi, in generale, voglia visitare la città.
Nulla di particolarmente approfondito.
Nulla di particolarmente approfondito.
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