Na een avond uit met zijn beste vriend Cyprien betrapt André zijn vrouw Berthe op overspel. Vernederd, woedend en verdrietig verlaat hij de echtelijke woning. Wat te doen? Met Cyprien praat hij veelvuldig over de beslommeringen van het huwelijk en het leven van alleenstaanden in een grote stad. Moet André zijn huwelijk proberen te redden, misschien zelf een buitenechtelijke relatie aangaan, of de voorkeur geven aan eenzaamheid?
Charles Marie Georges Huysmans was a French novelist who published his works as Joris-Karl Huysmans. AKA: J.-K. Huysmans.
He is most famous for the novel À rebours (Against Nature). His style is remarkable for its idiosyncratic use of the French language, wide-ranging vocabulary, wealth of detailed and sensuous description, and biting, satirical wit.
The novels are also noteworthy for their encyclopedic documentation, ranging from the catalogue of decadent Latin authors in À rebours to the discussion of the symbiology of Christian architecture in La cathédrale. Huysmans' work expresses a disgust with modern life and a deep pessimism, which led the author first to the philosophy of Arthur Schopenhauer then to the teachings of the Catholic Church.
And then the character of her husband seemed to her prematurely old. After her father's grumbling affection, her uncle's upright rigidity, she would have liked a freer rein, the benefit of childish intimacies. André had adopted a paternal and benevolent manner. He was always on the defensive and, behind a display of affection, sought to take the measure of his wife. Not to shock her directly, not to fly red rags in her face, to keep hold of her so that she wasn't too aware of the leash, wrap the harshness of a refusal in a delicate tenderness, such was his method. Moreover, when she sought to impose her will on him through a hidden war, as formerly on her father, he promptly took into account the force of her calculated inertia, her tireless cunning.
An illuminating transition in style before Huysmans departs from naturalism. You get to see some of what excites him, and makes his writing exciting, in little flairs buried in the semi-unremarkable determinism.
Ed è di nuovo letteratura putrida, di nuovo naturalismo francese, e ci sto d'incanto, nonostante i bassifondi, nonostante i miasmi di una Parigi che sprofonda nell'inedia, nel conformismo stantio, tra l'odore nauseabondo di cavoli marci e canali di scolo. Tra artisti squattrinati, meretrici a buon mercato e volti avvinazzati. Ma Parigi, in letteratura, vince a mani basse. È l'ambientazione a me più gradita, da qualsiasi angolazione la si osservi. Non è solo "arredo urbano", non si limita a fare da sfondo alle storie, bensì è parte integrante della Storia, scritta anche così. Parigi intriga, illude, dissimula e inevitabilmente disillude.
Così è per Andrè e Cyprien, compagni di vita e di sventure. Il primo è uno scrittore sulla via del fallimento - editoriale, sentimentale - il secondo un pittore cinico e sibillino, che sbarca il lunario come può e che ha una visione del tutto personale, e negativa, riguardo i rapporti con l'altro sesso, che si sa "le donne distruggono tutto, pure le amicizie tra uomini". Attraverso i loro incontri, le conversazioni, i cafè e le bettole frequentate, ritroviamo le difficoltà del vivere quotidiano, le preoccupazioni, i sogni infranti, le delusioni. Vite di coppia perché ognuno di loro ha i propri grattacapi e le proprie vicissitudini con le donne. Odiate, dileggiate, sfruttate, amate a metà o per paura, eppure, i due protagonisti, non possono far altro che tendere alle loro rassicuranti cure, alle loro braccia possenti e materne. Da feroci detrattori del conformismo matrimoniale, a pavidi poltroni alla ricerca della sicurezza domestica. Non è forse questa la vita di un buon 90% di noi?!
In tutto questo, c'è da menzionare lo stile tipicamente Huysmans, già adocchiato in Controcorrente, ma che qui risulta meno ampolloso, meno barocco. Tuttavia, non mancano lunghe descrizioni dettagliate di ambienti, suppellettili, colori, immagini, sfumature, odori, sensazioni. Il naturalismo, poi, finisce per far spazio a un decadentismo appena appena abbozzato ma già vivo e presente, pronto a esplodere in molte delle sue opere successive.
inalmente disponibile in Italia da oggi, giovedì 3 marzo 2022, Vite di coppia di Joris-Karl Huysmans. Visto che dopo aver letto la prefazione del mio amatissimo Pierre Jourde ho pensato: "E ora come faccio a fare un commento all'altezza di questo libro?" Ho pensato di proporvi un articolo diverso, come ho già fatto per Delitto e Castigo e Guerra e pace, ovvero scrivervi alcuni motivi per leggere Vite di coppia di Joris-Karl Huysmans.
Vite di coppia di Joris-Karl Huysmans
Un mese fa, sui social scrivevo: "Oggi vi parlo di un incontro che non poteva non avvenire. Quello tra me e Prehistorica editore e lo faccio con una foto che risale alla metà di gennaio: io con l'espressione divisa tra il timore e la felicità: Vite di coppia di Huysmans tra le mie mani. All'improvviso ho di nuovo diciott'anni e sono un dandy che attinge a piene mani da splendore e miseria. Sogno di condurre una vita frivola (all'apparenza) dividendomi tra giornate nei caffè, discutendo di poesia e arte, e notti sui libri o viceversa. Io, che amai e consumai Controcorrente come si fa con gli oggetti preferiti, chissà se avrei mai immaginato che qualche anno dopo avrei ricoperto un piccolo ruolo in una casa editrice che sta facendo una cosa grandissima: pubblicare letteratura. Pubblicare Huysman". Se non è destino questo, io proprio non lo so. RECENSIONE COMPLETA: www.lalettricecontrocorrente.it
Première rencontre avec Huysmans. Je ne doute pas qu’il y en aura d’autres. C’est pourtant la plus vieille et la plus racontée des histoires: un homme dont le ménage se délite trouve sa femme en train de le tromper. Loin de tout vaudeville ou de tout pittoresque, s’ensuit alors la redécouverte de sa vie de jeune homme, de cocotte en amourette, cherchant à combler dans sa vie le besoin sexuel autant que le besoin de faire briller sa cuisine (oui, bon, on est au XIXe, les mecs sont pas au top du féminisme…). C’est presque du naturalisme (sans le faste de Zola) mais il y a quelque chose de différent dans la plume. C’est piquant, il y a beaucoup d’humour, et en même temps tranchant. Des recherches linguistiques avec un flux de mots qui n’existent pas (plus?), argot, adjectivation de substantifs, etc. Bref quelque chose d’assez moderne. En lisant Houellebecq, j’ai découvert qu’il est amateur de Huysmans… je ne suis pas surpris!
ummmmm... it was not very good no, i don't think this author is a fan of women! 2 artist dudes looking for a wife so they can have a free housekeeper vibe
Deze laat 19e eeuwse roman over twee misogyne kunstenaars met Peter Pan syndroom is vooral aardig door de zeer gedetailleerde observaties van Parijs en zijn bewoners uit die tijd .
Finalmente in italiano! Un plauso alla Prehistorica Editore di aver finalmente tradotto in italiano questo romanzo del 1881 che si può annoverare nella categoria letteratura perché tratteggia in modo esemplare comportamenti umani universali dando un valore a ogni singola parola. Huysmans racconta la vita del dandy partendo dal tradimento di una moglie e dal conseguente abbandono del letto coniugale da parte dello scrittore André che non vuole lo scandalo e cerca di rifarsi una vita. Peccato che riemergeranno tutte le sue croniche insicurezze sui rapporti, sul suo lavoro, sulla vita in generale, in balia di "crisi donnesche" devastanti.
Accanto a lui l'amico Cyprien, un pittore che ha un diverso atteggiamento nei confronti della vita e dei rapporti a due. Entrambi sono fondamentalmente dei mediocri nel loro lavoro, non si distinguono per bellezza o doti particolari, entrambi vanno in crisi (il decadentismo vince, qui) e la risoluzione di tutto chiude un cerchio in modo sorprendente per tutti e due e per il lettore. Nel mezzo minuziose descrizioni tipiche del naturalismo, soffermandosi sul "brutto" e innalzandolo ad arte.
Nell'approcciarvi a quest'opera dimenticate il politicamente corretto. I protagonisti non hanno un'elevata opinione delle donne e della vita di coppia: "Mi sono sposato perché quel momento lì era venuto, perché ero stanco di mangiare in un piatto di terraglia il pasto freddo preparato dalla donna di servizio o dalla portinaia" dice André. Tra cinismo e speranze, disillusione e timori, si arriverà a un nuovo equilibrio. Huysmans ci regala un capolavoro.
Frase preferita: "Conosceva abbastanza la vita per non ignorare che l'intelligenza, la distinzione sono magre risorse per attrarre certe ragazze che, viceversa, s'incapricciano del più orribile cafone solo perché ha l'occhio lascivo o feroce, che se ne innamorano alla follia per motivi incomprensibili a loro stesse".
Edito dalla Prehistorica Editore (casa editrice da me scoperta alla Fiera del Libro di Torino), in una meravigliosa veste grafica, e arricchito da una prefazione di Pierre Jourde, “Vite di coppia” ha rappresentato il mio primo incontro con Joris-Karl Huysmans, del quale non avevo mai letto in versione integrale nessun romanzo. La vicenda è ambientata sullo sfondo della Parigi di fine 1800, un macrocosmo evocato con fenomenale potenza letteraria, popolato da operai ubriaconi, artisti sfaccendati, borghesi e prostitute…lo stesso sfondo che ci aveva raccontato, con simile risultato, il buon Emile Zola e che ha rappresentato il motivo principale per cui ho resistito nella lettura. Perché, onestamente, a parte la bellezza di questa rappresentazione, bella perché onesta e dettagliata, la storia ha poco da dirci. I protagonisti, André e Cyprien, sono due giovani artisti di poca ambizione e scarso talento, e profondamente misogini: André entra in crisi matrimoniale dopo il tradimento della moglie e saltella da un’avventura all’altra maledicendo ma cercando le donne, Cyprien è uno scapolo incallito che insite nel voler restare solo per garantire la sua tranquillità, sicuro di non aver bisogno di nessuno…La fine del romanzo smentirà entrambi. Li ho trovati due personaggi buffi e talvolta ridicoli e fastidiosi ma sinceri con il loro pensiero non politically correct: oggi di certo avrebbero sollevato scalpore, pur essendo, nella loro povera mente limitata e maschilista, molto simili a tanto tanti uomini del presente, la cui debolezza viene poi smentita dalla realtà dei fatti. Quattro stelle a Huysmans per la lucidità con la quale tratteggia i bassifondi del mondo parigino di fine Ottocento.
Wat is er nou leuker dan een kunstenaarsroman? Een roman over twee kunstenaars.
Deze vond ik voortreffelijk vertaald, interessant, en behalve misantropisch ook wel heel nadrukkelijk (nadrukkelijker nog dan ik van 19de-eeuwse auteurs gewend ben) misogyn.
Met een voorbeeldig nawoord van de vertalers (dat hier online staat); en een voorwoord van Sander Blink vol interessante verwijzingen naar obscure en door Huysmans beïnvloede Nederlandse romans, maar ook een beetje meanderend en slordig geredigeerd door de uitgever, met taal- en stijlfouten zoals je die in de vertaling en het nawoord bepaald niet zult aantreffen.
Ik las de tekst in de e-boekversie, die als nadeel heeft dat de alinea’s slechts miniem inspringen, zodat je heel goed moet turen om alle alineascheidingen te kunnen zien. Helaas is in uitgeversland de vormgeving van het papieren boek blijkbaar nog steeds maatgevend (terwijl de daarvoor gebruikte fonts en andere vormgevingsaspecten, zoals de grootte van een inspringing, voor een e-reader niet altijd ideaal zijn). Jammer dat het e-boek wat dat betreft nog steeds een stiefkindje blijft.
Un romanzo francese dell’800 che non assomiglia agli altri. È come se fosse stata tolta la patina presente solitamente in questi romanzi. Come scritto nella prefazione, si tratta di un esempio applicato del gusto naturalista per l’ignobile, il basso, il sudicio. Huysmans è definito lo scrittore del disgusto, presta attenzione ai dettagli brutti, sporchi e puzzolenti della vita. E nel descrivere i rapporti tra le coppie presenti nella narrazione, si spinge un po’ più avanti del consueto, con alcun riferimenti (sempre molto blandi) al sesso. L’ho trovato “unico” e mai banale.
Concubinage, mariage, ou vie de garçon solitaire et pantouflarde?
Dans "En ménage", Huysmans passe en revue les avantages et inconvénients de ces choix de vie qu'expérimente notre pauvre André, mais qui somme toute conduisent au même résultat:
C’est égal, dis donc, c’est cela qui dégote toutes les morales connues. Bien qu’elles bifurquent, les deux routes conduisent au même rond-point. Au fond, le concubinage et le mariage se valent puisqu’ils nous ont, l’un et l’autre, débarrassés des préoccupations artistiques et des tristesses charnelles.
André est un bourgeois, à la vie bien installée, et dont la vie est rythmée par les salons dansants et les humiliations fréquentes de sa femme Berthe, étroite d'esprit, qui le considère en effet comme un moins que rien sinon comme un porte-monnaie sur pattes:
Elle était arrivée à raffiner l’âcreté des morsures ; de même que la plupart des femmes, elle considérait, du reste, son mari comme une bête de somme et s’indignait que, malgré les coups d’aiguillons, il ne travaillât pas d’arrache-pied afin de lui permettre à elle d’augmenter encore le nombre de ses fantaisies. Si autrefois elle prenait son père pour un banquier, elle trouvait juste au moins qu’il ne lui allouât qu’une somme en rapport avec ses moyens ; maintenant elle eût trouvé naturel que son mari se saignât aux quatre membres, qu’il trimât ainsi qu’un mercenaire, à seule fin de lui fournir le pouvoir de dépenser plus.
Le mariage y est décrit par l'auteur comme une source infinie d'ennuis et par définition faux: si on s'aime, à quoi bon se marier, c'est ce que prouvera d'aileurs les deux femmes avec qui André finira en "concubinage"...
Trompé par sa femme dès le début du roman, André se réveille désabusé de son comas social, dont le mariage représente le point le plus culminant de ce corsetage. Il prend alors la décision de se libérer en fuyant sa femme castratrice et ce petit monde faux qui l'accompagne, et retrouve ainsi le bonheur, le vrai:
...savourant la paix d’un homme constamment déboutonné et en pantoufles, il rappela peu à peu ses manies de garçon, s’épanouit dans un bonheur de sans-gêne et de bonne chère ; il se trouva, en un mot, parfaitement heureux [...] "Il glissait à douce apathie, à un besoin grandissant de ne bouger, à une sorte de béatitude flamande, assise, heureuse simplement d’avoir le ventre plein et les pieds au chaud.
Ce répis est pourtant de courte durée, car André est dévoré par une "crise juponnière" qui lui fait rencontrer Jeanne, avec qui il retombe amoureux. Malheureusement et comme toujours avec Huysmans, tout part à "veau-l'eau": la nouveauté fait place lentement mais inexorablement à l'ennui. Le romantisme des débuts est insidieusement remplacé par un réalisme cru avec sa routine quotidienne. Ainsi les relations humaines, qu'elles se matérialisent par un concubinage ou un mariage, ne sont qu'une pièce de théâtre, où chacun y joue son petit rôle. Tous ces artifices, comme par exemple le maquillage qui y est decrit comme un travestissement, ne font que retarder la triste réalité quotidienne ... Une fois le rideau baissé, les protagonistes éreintés font enfin tomber le masque. Et alors Huysmans prend un malain plaisir à gratter derrière ce vernis social pour y décrire le caractère cru du train-train quotidien avec son lot de petits tue-l'amours:
Le renouveau de leurs amours étant épuisé, André et Jeanne n’eurent bientôt plus que de béates tendresses, de maternelles satisfactions à coucher quelquefois ensemble, à s’allonger simplement pour être l’un près de l’autre, pour causer avant de se camper dos à dos et de dormir. Ils goûtèrent alors ces bonheurs monotones des vieux mariages rompus par les inévitables et faibles querelles, nées d’un ronflement continu, ou d’une bousculade maladroite des corps, pendant la nuit.
Il existe cependant des individus vivant en dehors de cette comédie sociale. Ils sont à chercher dans les classes ouvrières, comme par exemple Mélanie, une sorte d'antithèse de Berthe...
Enfin Huysmans conclue son roman par un constat lucide de la misère humaine, et ce spleen fin de siècle:
— Ah, vois-tu, mon cher, le monsieur Gringoneur qui a inventé les cartes ne se doutait certes pas de l’importance qu’acquerrait sa découverte. Il s’imaginait, le brave homme, avoir simplement égayé l’ennui d’un gâteux et d’un fou et il faisait sans le savoir une œuvre plus grandiose et plus pie : il contribuait à supprimer le libre-échange de la sottise humaine ! Car, enfin, je mets de côté les joueurs d’ici. Sots ou non, bien ou mal élevés, la plupart sont des concubins ou des époux qui s’attardent dans les brasseries par haine et par fatigue de leurs femmes et Dieu sait si je les excuse ! Mais, dans les salons, dans le monde, les cartes ne servent qu’à masquer la misère des propos, la faiblesse des intelligences, la nullité des personnes qui, réunies entre elles, ne peuvent rien se dire ; c’est prodigieux tout de même comme l’ineptie des classes bourgeoises trouve son compte dans le silence d’une partie de wisth !
❝ Come chi, vedendo all’improvviso l’annuncio di un turno di chiusura sulle locandine del teatro dove pensava di comprarsi qualche risata, se ne resta lì a contemplare desolatamente le porte d’ingresso, Cyprien e André, dopo avere sperato nelle gioiose vertigini del vino, guardavano ora, atterriti, i loro bicchieri. ❞
Pensavo che dopo aver letto “Controcorrente”, non avrei più trovato in altri romanzi di Joris-Karl Huysmans ciò che più mi aveva affascinato di Des Esseintes (almeno una volta al giorno* mi capita di pensare all’episodio in cui osserva il gioco di colori creato dalla luce che si riflette sulle pietre preziose incastonate sul carapace della sua tartaruga che muore inesorabilmente sotto il peso di cotanta bellezza = best metafora della vita, I guess). Ma con “Vite di coppia” (pubblicato per la prima volta in italiano da Prehistorica Editore) mi sono dovuta ricredere, perché i due protagonisti André e Cyprien sono dei dandy in piena regola che sembrano aver gettato le basi per la genesi di quel pazzo di Des Esseintes, dato che quello di quest’ultimo è senza alcun dubbio un decadentismo più completo e più sviluppato. André è uno scrittore la cui crisi lavorativa si riflette nella sfera privata, scoprendo che la moglie se la fa con un bel giovane (no spoiler: è una scena del primissimo capitolo), mentre Cyprien è un pittore da quattro soldi che crede di essere fico ma alla fine le donne non se lo filano di pezza. LI AMO. Vorrei essere convinta come loro. Le descrizioni di Parigi alla fine dell’Ottocento sono ciò che più mi hanno rapita di questo romanzo: maleodorante, sudicia, invasa da ratti alla ricerca di cibo e costellata di prostitute alla ricerca del prossimo cliente. LA AMO. Giuro che avrei voluto bermi qualcosa in loro compagnia in uno di quei caffè dove i fiori marciscono nei vasi, le mosche volano sopra al cibo e il pavimento è appiccicoso. Gli dò 5 bicchieri di mazagran su 5.
*Ok, forse non una volta al giorno, ma comunque ci penso sempre tantissimo perché è un’immagine stupenda.
Conoscevo Huysmans per il famigerato A ritroso, che tanto ispirò Oscar Wilde. Ecco, quello che ho letto non sembra neanche scritto dallo stesso autore, se non fosse per lo stile elaborato che ogni tanto riemerge, nonostante l’ostinata ricerca di semplicità e oggettività.
Questa volta siamo testimoni dei problemi della gente comune in una Parigi bohémien e malinconica, che colpiscono inevitabilmente anche le relazioni sentimentali: le difficoltà economiche in qualche modo sembrano inaridire anche i sentimenti e diventa sempre più difficile trovare un’anima con cui condividere la vita. Triste… ma bello… e scritto divinamente.
Tanti complimenti per la scelta della copertina, che rende magnificamente lo spleen dei personaggi e il progressivo isolamento in una città dove le persone possono trovarsi vicine fisicamente ma distanti spiritualmente ed emotivamente.
Interessante perché ci parla, in termini poco consueti, della società piccolo borghese della Parigi di fine '800. Lo stile è ricercato ma le descrizioni particolareggiate di situazioni scabrose e di ambienti sudici e per la nostra sensibilità repellenti formano un contrasto assai peculiare. I protagonisti si muovono secondo logiche a noi incomprensibili in uno scenario del tutto inaspettato per un lettore dei nostri giorni. Consigliato solo a chi particolarmente interessato. Non è un libro di facile lettura.
Een verhaal over een stel lapzwansen (mannen), die zich op hun 30ste opstellen als oude van dagen. Er gebeurt niet heel veel in het boek, het zijn meestal beschouwingen door hoofdpersonen en prachtige, rijke beschrijvingen van mensen, omgeving en situaties. Her en der behoorlijk vrouwonvriendelijk, maar de heren komen er ook niet bepaald goed vanaf. Wat een stel minkukkels! Gelezen met de leesclub van Lovink.
Aardig beeld van hoe de Franse 'gentlemen' in Parijs begin vorige eeuw over relaties en vrouwen dachten. De archaïsche taal en gebruiken zijn verrassend en ondanks dat het bij tijd en wijle erg zwaarmoedig is, nooppt het wel tot doorlezen. Het kabbelt iets te lang door, daarom maar drie sterren van mij.
Nul La version kindle est pleine de fautes de frappes, ce qui rend la lecture difficile/ Les personnages sont trop misogynies peut attachants et beaucoup trop d'humour noire En conclusion a éviter