Inizia tutto con uno scambio di ricette. È così che Francesca, bibliotecaria milanese, conosce Fabio, ingegnere romano. Solo che il blog è quasi del tutto femminile, per cui Fabio non ci ha pensato nemmeno un secondo e, semplicemente, si è finto una donna facendo entrare in scena Maria. Doveva essere solo un gioco, il desiderio innocente di avere accesso a un circolo di persone che condividono la stessa passione per i fornelli, ma tra i due piano piano si sviluppa un’intesa. Di mail in mail, dai consigli di cucina passano a raccontarsi le loro vite: Francesca è sposata, con una famiglia caotica da gestire e una vita fin troppo pianificata; Fabio/Maria è più sregolato, single, reduce dall’ennesimo fallimento sentimentale. Diversissimi sulla carta, hanno invece un’istintiva affinità nell’approccio ai fornelli e alla vita. All’impiattamento preferiscono la sostanza e, come parola chiave, la “semplicità”: ingredienti genuini e tanta cura, in cucina come nei rapporti affettivi. Protetti dalle loro tastiere e da 632 chilometri di distanza, costruiscono un’amicizia complice e giocosa, sempre più stretta. Superano perfino un incontro a Roma in cui Fabio convince un’amica a prendere il suo posto pur di coprire la sua bugia, finché la verità emerge. Faranno pace? Si innamoreranno o resteranno amici?
Una lettura davvero gradevole e divertente, che si svolge tutta online, su Whatsapp o via mail e che mi ha ricordato molto Tootsie, il film degli anni '80 con Dustin Hoffman e Jessica Lange. (E immagino che il film sia stato in parte d'ispirazione, visto che alla fine viene anche citato... Ma io già lo avevo pensato!) Nata su un blog di cucina, tra ricette regionali romane e liguri, l'amicizia tra Francesca e Maria (ovvero Fabio) cresce e si sviluppa, con svolte - non tanto - inattese. Una sorta di Le ho mai raccontato del vento del nord all'italiana, anche più credibile, se vogliamo, in cui la passione per la cucina, - sempre più attuale, visti i sempre più frequenti programmi TV a essa dedicati - serve come punto d'incontro. Chissà se ci sarà un seguito. A me piacerebbe tanto.
Non male, ma le voci sono poco caratterizzate nonostante la presenza di due autori. Soporifere le spiegazioni culinarie tecniche - ma, d’altronde, io sono quella che pianta la padella sul fuoco e si mette a leggere. XD
Ja, ganz nett zu lesender E-Mail Roman mit sehr, sehr vielen Rezepten, die im Anhang gerne nochmal sortiert auftauchen dürften. Flott zu lesen, Note: 3+
Molto molto leggero, scorrevole e veloce. Non è un romanzo. Si legge in due ore, è un racconto fatto di whatsapp e mail, tra due personaggi che alla fine non si sa bene cosa diventeranno. È un susseguirsi di battute e di episodi veloci e immediati che rendono il tutto molto leggero e molto veloce. Ho apprezzato l’ironia e la scherzosità di alcuni passaggi. Libro curioso e ricco di ricette da cui prendere spunto. Non è un capolavoro, ma tant’è. Se volete passare qualche ora spensierata è perfetto.
Non so se Elena Dallorso e Francesco Nicchiarelli mi abbiano conquistato di più con la loro scrittura o con le loro ricette. Una cosa è certa: mamma mia, che fame! Specie all’inizio, quando è tutto un trionfo dei primi piatti della cucina tradizionale romana, vi giuro che avevo l’acquolina in bocca!
Come avrete letto nella trama del libro, tutto comincia con uno scambio di ricette. Solo che Fabio, sentendosi un po’ a disagio a commentare all’interno di un blog di cucina a quasi esclusivo appannaggio di utenti donne, decide di diventare Maria per poter convidere con altre persone il suo amore per la cucina.
Ed è così che inizia a scriversi con Francesca. Complice la distanza, lei sta a Milano e lui a Roma, e la facilità con cui tendiamo ad aprirci con degli estranei, (ancora meglio se tramite e-mail), i due iniziano a conoscersi e ad affezionarsi l’uno all’altra, scambiandosi non solo ricette e trucchi per una riuscita migliore, ma anche delle confidenze.
Considerando la scelta narrativa compiuta dai due autori, mancano del tutto le descrizioni delle ambientazioni, oppure i momenti di pausa di cui il narratore il più delle volte si serve per raccontare meglio un episodio o gli stati d’animo dei personaggi. Eppure, devo dirvi che non ne ho sentito per nulla la mancanza.
La storia (non riesco a chiamare "romanzo" questa raccolta di e-mail e messaggi su WhatsApp) è leggera, carina e appetitosa, grazie soprattutto alla marea di ricette descritte nei più piccoli dettagli. Il libro si legge volentieri in due-tre ore, proprio per via dell'assenza totale di descrizioni e narrazioni. I personaggi sono abbastanza caratterizzati: li si riesce a inquadrare attraverso le risposte dei loro interlocutori; tuttavia sono alquanto stereotipati, perciò immaginarli non è difficile. Non mi ha lasciato molto (a parte la fame), forse un pochino di curiosità. Ogni tanto ci vuole un racconto non impegnativo: mi è sembrato di guardare una commedia senza troppe pretese, che strappa comunque qualche sorriso. Quindi come mai ho dato solo due stelle? Appunto perché non è un romanzo vero e proprio e perché l'idea non è nuova, basti pensare a "Le ho mai raccontato del vento del nord?", a "C'è posta per te", etc. L'originalità starebbe forse nelle ricette? Non saprei. Ho apprezzato comunque molto le cinque leggi della nonna Wanda nell'appendice alla fine.
Ascoltato. La lettura a più voci ha aggiunto nel mio sentire qualcosa di originale in un testo che propone diverse ricette per appassionati di cucina, caratteristica che potrebbe non essere attrattiva per tutti. L'idea è buona, ingredienti e personaggi si mescolano con naturalezza e i dialoghi sono divertenti, le situazioni realistiche, mi è sembrato di assistere a una proiezione, nonostante il susseguirsi di tutti gli indirizzi mail che, nella lettura diretta, a un certo punto avrei troncato alla "chiocciola" e, nel caso dell'ascolto, ho dovuto sorbire uno a uno nella loro interezza. L'annosa rivalità tra Milano e Roma: qui si scioglie come il burro o il cioccolato. Nel finale ho ritrovato la torta che è appartenuta anche alla mia infanzia. Il finale aperto mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, per buttarla sul palato, ma considero questa scelta allineata al ritmo e al contenuto di tutta la storia: salata e dolce quanto basta
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Audiolibro. Leggero, senza pretese, mi ha indotto all’ascolto per un tema che amo trovarmi nei libri: la cucina. L’intreccio è carino, alcuni dettagli su cui si deve soprassedere in favore della leggerezza che si propone di avere la storia. Il fatto di svolgersi solo e unicamente tramite lo scambio di mail e messaggi fa perdere qualche sfumatura, ma ancora, non vuole essere un capolavoro della letteratura, e dunque.
Un romanzo spiritoso e romantico, “Signoramia” di Elena Dallorso e Francesco Nicchiarelli, attraverso messaggi ed e-mail ci fa sognare il rapporto che si instaura, con scambi di ricette di cucina, tra Francesca e Maria o meglio Francesca e Fabio.
Ganz gut so als leichte Sommerlektüre und die Rezepte klingen ungassbar lecker und sehr praktisch dass man alles nach kochen könnte. Es war mein erster Roman der nur aus Nachrichten oder Mails bestand und es war erfrischend. Gegen Ende hat es sich etwas gezogen aber es wurde dann auch wieder leichter und hat Spaß gemacht.
Letto in un giorno😂 molto leggero, scorrevole e carino questo scambio di email tra i due protagonisti. Anche se sono rimasta un po’ delusa dal finale☹️ mi aspettavo qualcosa in più
L’amore per la cucina è quello che unisce i due protagonisti. Da un sito di ricette iniziano un fitto scambio di mail riguardanti le ricette tipiche del luogo in cui vivono, Milano e Roma. Francesca è una ricercatrice e bibliotecaria con un marito e due figli, mentre Fabio, che si finge Maria per sentirsi a suo agio nel sito mistressinthekitchen.com, è un ingegnere single alla ricerca di una donna con cui condividere la sua vita.
La lettura è scorrevole per la semplicità della comunicazione dei due protagonisti e anche molto divertente per gli inconvenienti che si possono creare quando ti fingi di essere di un altro sesso. Intrigante e allo stesso tempo reale. Il finale lascia il lettore all’immaginazione.
Carino, piacevole, uno scaccia pensieri. Ho sempre avuto un debole per i romanzi epistolari e qua tra mail e messaggi mi sono divertita. Mi aspettavo, però, una storia più coinvolgente, un approfondimento maggiore del rapporto tra Francesca e Maria/Fabio, cosa che non è avvenuta. Se le ricette erano molto dettagliate, tutto il resto della storia mi è sembrato scarno e abbozzato. E io ho deciso di leggere il romanzo per la storia, non per il cibo (che diciamocelo: io addirittura odio cucinare) e invece mi sono trovata davanti a pagine e pagine di ricette che dopo un po' hanno incominciato ad annoiarmi. Detto questo, l'umorismo e le vicende dei personaggi sono stati carini, mi hanno intrattenuta. Non è un romanzo indimenticabile, ma se qualcuno che ama cucinare vuole staccare il cervello per un po', questo libro potrebbe fare al caso suo.
Uno dei libri più brutti letti quest'anno. Inizia tutto con una ricetta di Cacio e Pepe pubblicata su un blog da una food blogger milanese, a cui un appassionato di cucina romano replica, sotto le mentite spoglie della "signora Maria". Da qui, si sviluppa una storia che va avanti solo fra chilometriche conversazioni su whatsapp e via mail, del tutto improponibile dal punto di vista stilistico (non basta trasporre un dialogo nella forma di un messaggio, intendo dire) e dal punto di vista della credibilità. personaggi appena abbozzati, andamento soporifero. Abbandonato e sconsigliato, a dispetto del firmamento di stelle che lo circonda
Un sito che parla di cucina, un uomo che ci si iscrive fingendosi donna per imbarazzo, un amicizia che nasce innocente per poi diventare qualcosa di più. Ma cosa? Il libro finisce tronco(auspico un seguito quanto prima), ed alla fine, a mio avviso, non ha mai un vero decollo emotivo. È scritto tutto in forma di mail(e pure in maniera poco chiara a volte, visto che i destinatari cambiano ma graficamente non viene sempre evidenziato), spesso molto brevi, e risulta piuttosto freddo, come tipo di narrazione. Non mi ha fatto impazzire, ma non mi spiace averlo letto.
Ganz anders als alle anderen Bücher, allein schon, weil es NUR in Textnachrichten geschrieben ist. Deshalb konnte ich das Buch auch an einem Tag durchlesen. Aber wirklich ganz weirde Situationen, die Sprache ist so gekünstelt und der Autor, der die Protagonistin verführen will, sagt 1. sie hätte 3 Fehler; Ihren Mann, ihren Sohn und ihre Tochter (der Mann ja gut, aber die KINDER?!) Und 2. Das Wort “schwul” schon wieder ins lächerliche zieht. Ich weiß nicht, für welche Zielgruppe dieses Buch ist, aber komisch war’s auf jeden Fall.