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Andrà tutto bene: Gli scrittori al tempo della quarantena

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Oggi la paura ha un nuovo Covid-19. Per sconfiggerlo l’unica strada è rimanere a casa. Tra le quattro mura che ci hanno sempre protetto e che ora, però, sono diventate confini invalicabili. Sono diventate quasi un nemico. E invece, giorno dopo giorno, chi da sempre lavora con le parole ha scoperto che le stanze, le finestre, anche gli angoli più remoti di casa sono ali verso il mondo. Ognuno di loro ha così scelto il modo per dare vita a questa magia.
Dalle loro case, ventisei scrittori tra i più importanti del panorama italiano hanno dato un senso a questi giorni scegliendo di fronteggiare l’emergenza anche con le armi della letteratura. Per portare la loro quotidianità ai lettori che li amano. E hanno deciso di farlo insieme alla casa editrice Garzanti, devolvendo tutto il ricavato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
C’è chi ha voluto parlare delle sue giornate, delle routine consolidate, delle novità che strappano un sorriso. Delle lacrime che non si riescono a fermare, ma anche della forza della natura che scioglie il nodo in gola. Di convivenze forzate, come di distanze dalle persone care che sembrano insormontabili. C’è chi racconta di vicini sconosciuti che non lo sono più e del lavoro che cambia nei suoi strumenti ma non nella sua sostanza. Alcuni ammettono l’errore di aver pensato che non poteva essere tutto vero o danno voce agli animali che, invece, sono felici che sia tutto vero. Altri affidano le riflessioni su questi strani giorni alla voce dei personaggi amatissimi che hanno creato. Tutti sono sicuri che usciremo più consapevoli di quello che è davvero importante e che ci incontreremo, ci abbracceremo e passeggeremo presto tutti insieme. Sono sicuri che la solidarietà sarà il valore che porteremo con noi senza poterne più fare a meno.
Tutti loro sono convinti che le parole, i libri, le storie, uniscono. Creano vincoli invisibili che spezzano ogni barriera. Mentre leggiamo non siamo mai soli. E siamo forti. E tutto appare come sarà. Perché andrà tutto bene.

Ritanna Armeni, Stefania Auci, Alice Basso, Barbara Bellomo, Gianni Biondillo, Caterina Bonvicini, Federica Bosco, Marco Buticchi, Cristina Caboni, Donato Carrisi, Anna Dalton, Giuseppe Festa, Antonella Frontani, Enrico Galiano, Alessia Gazzola, Elisabetta Gnone, Massimo Gramellini, Jhumpa Lahiri, Florence Noiville, Clara Sánchez, Giada Sundas, Silvia Truzzi, Ilaria Tuti, Hans Tuzzi, Marco Vichi, Andrea Vitali.

290 pages, Kindle Edition

First published April 9, 2020

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About the author

Ritanna Armeni

17 books24 followers
Journalist and author who worked as editorial director for Noi Donne magazine, then for Il Manifesto and in the editorial team of L'Unita and Rinascita. She was an anchor to a show on La7 television channel called "Otto e Mezzo," along with Giuliano Ferrara.

In 1998, she became spokeswoman for the former secretary of the Italian hard-line communist party and later president of the House of Deputies, Fausto Bertinotti.

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Displaying 1 - 28 of 28 reviews
Profile Image for Tanabrus.
1,981 reviews202 followers
May 7, 2020
Testimonianze lampo dall'Italia in isolamento per la pandemia.
Contributi di ventisei autori, alcuni di ottimo livello come ovviamente Alice Basso che ci omaggia di un nuovo racconto della nostra ghostwriter preferita, o Federica Bosco che come per gran parte dei nomi coinvolti non conoscevo minimamente.
Per il resto si ondeggia tra l'interessante e il passabile, con punte di noiosità o imbarazzo.

Ma anche questo era prevedibile: un libro nato d'impeto, ventisei scrittori e scrittrici che cercano di esprimere la loro visione di questa situazione assurda, forse imprevedibile, di sicuro inattesa e disastrosa. Ognuno col proprio punto di vista, ognuno con la propria esperienza personale.
Chi ha un lavoro da portare avanti malgrado la pandemia, chi invece cerca di scrivere, con più o meno successo. Chi è da solo e chi è in famiglia, chi ha solo il partner e chi ha figli a carico. Chi è in un appartamento in città e chi invece si ritrova a contatto con la natura.
Le tante sfaccettature di questi mesi irreali.

Però il senso del libro non era certo la qualità dei contributi, o una loro ipotetica imprescindibilità.
Tutti gli autori hanno collaborato gratuitamente per questo libro, i cui ricavi saranno devoluti all'ospedale di Bergamo.
Un modo per essere vicini alla zona più colpita da questo virus.
Per cui va benissimo così.



(E comunque qualche appunto sui nomi i cui contributi mi sono piaciuti me lo son preso, eh.)
Profile Image for Gauss74.
467 reviews94 followers
May 27, 2021
Era la primavera inoltrata del 2020, e passeggiavo per il centro del mio paese, cercando di riprendermi dall' ubriacatura per la troppa libertà, dopo il termine pochi giorni prima della quarantena che aveva sconvolto (e sconvolge tuttora) le vite di tutti; davanti alla vetrina della libreria/cartoleria che non frequento mai, trovo questo libro. Non si poteva rinunciare.

Non si poteva rinunciare perchè sin da quando nel cuore della quarantena ho cominciato a rendermi conto della gravità storica di quello che ci stava succedendo, ho cominciato a domandarmi come gli scrittori avrebbero conservato il ricordo di quello che avrebbero visto. E' una curiosità che mi rimane anche dopo aver finito "Andrà tutto bene", sono ancora qui che aspetto di vedere come le varie culture del mondo immortaleranno gli eventi nei loro libri e nei loro film, magari un po' deluso per la scelta degli autori di "Un posto al sole" di ignorare la pandemia nella cronaca fotoromanzata della loro Napoli.

"Andrà tutto bene" è' l'impatto del lockdown, è il ritorno ai giorni eroici della prima ondata ad opera di una squadra di scrittori del gruppo editoriale Mauri Spagnol, che hanno aderito ad una lodevole iniziativa di beneficenza a favore dell' ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. E' un ritorno che ci fa rivivere in parte l'atmosfera di quei tempi, l'impossibilità di pensare che toccasse proprio a noi, lo stesso progressivo diffondersi del morbo tra la sbigottita incredulità della gente che avevamo potuto leggere nella Peste di Albert Camus.

E poi la quarantena, vissuta però in modo assai diverso dalla grande maggioranza delle persone, almeno credo. Perchè queste sono impressioni di un collettivo di scrittori di professione, che hanno molto in comune nelle loro vite e poco magari con quelle di altri. L'abitudine ed il piacere dell'isolamento nella maggioranza dei casi uno scrittore li conosceva già da prima; la solidità finanziaria è diversa rispetto a quella di un italiano medio; la stessa intelligenza emotiva che ha dovuto farsi carico di tutti è pensabile che sia molto più alta rispetto alla media, e quanto sopra emerge dalle pagine di "Andrà tutto bene". Arrivo a dire che una certa severità di giudizio nei confronti della gente che si faceva forza cantando dai balconi o disegnando arcobaleni con quello che sarà lo slogan della resistenza "Andrà tutto bene" (due immagini da non dimenticare - le ennesime), sembra rivelare una sottile ombra della spocchia dello scrittore.

Molto belle le pagine che parlano della didattica a distanza e del peso che ha rappresentato e rappresenta per le giovani generazioni. Io non ho figli, è un aspetto che davvero non avevo colto, spesso in quelle settimane ho ceduto alla tentazione di incolpare quei ragazzi come irresponsabili untori colpevoli di tutto. Altrettanto belle le pagine che con grande poeticità descrivono come in ben poco tempo la natura si sia riappropriata dei luoghi che la massa umana le aveva rubato. Mi porterò nel cuore le immagini dei delfini tra i canali di Venezia o delle balenottere nello stretto di Messina.

Qualcosa secondo me manca però. Manca il peso psicologico di chi ha perso un reddito. Manca la rabbia del barista che potrebbe lavorare, e non può. Manca la follia strisciante di persone che non possono per carattere rinunciare al contatto umano, alla movida, alla vita rumorosa e che hanno dovuto rinunciare a tutto. Manca il pianto dei nostri anziani rinchiusi nelle case di riposo, circondati da morte e privato del conforto dei loro cari. Credo che il principale difetto di "Andrà tutto bene" sia che l'umanità che contiene non è una umanità completa. Forse è solo una umanità minoritaria, diversa da quella che stava seduta davanti al capo della protezione civile che faceva la conta dei morti alle sei di sera (mamma mia che rito spaventoso era diventato), quella che si metteva in fila all'uscita dei supermercati a distanza di due metri timorosa di tutto, quella che cercava in rete le mascherine introvabili.

Poi è venuta l' estate, e poi la seconda ondata. La parte zozza della pandemia, quella che non aveva l'eroismo della novità, l'adrenalinica consapevolezza della tragedia ma anche di avere lo sguardo dell'umanità intera addosso, quella che sommava lo stress del lavoro a quella del pericolo del contagio (se devo abbracciare la mia ragazza me lo impedisci, però se ci sono di mezzo i soldi mi ci mandi al lavoro e chi se ne frega del contagio, vero, bastardo?), quella del vaccino che serve solo ad arricchire BigPharma e del vaccino che c'è solo per i ricchi, per mia madre non c'è. Ed è stata una umanità ancora diversa, peggiore, cinica e disillusa, che si è scornata con la tragedia senza almeno avere il sostegno dell'adrenalina, e neanche quello di un tempo che si era improvvisamente dilatato. E verranno i mesi della pandemia putrida, quella dell'impoverimento, dei debiti da pagare, del MES da restituire, dell' imbestialimento morale e della ricerca di un capro espiatorio.

Ma saranno storie diverse, che dovranno essere raccontate su libri diversi, che non ho voglia di leggere. Conservo ancora una di quelle mascherine di stoffa blu che una grandissima azienda del mio territorio aveva regalato ai cittadini, preziosa come l'oro. Ancora mi fermo, quando il lavoro me lo concede, a sedere sotto il frondoso carrubo cresciuto nel campo a fianco di casa mia, dove mi fermavo in quei giorni. Forse non è andato tutto bene, ma pretendo di credere che qualcosa di buono sia rimasto in questo sfacelo, e non sono disposto ad ascoltare le filippiche degli odiatori di professione. Non più. Mi sento di doverlo, a tutta quella gente che se ne è andata via, e che sta ancora partendo.
Profile Image for Rowizyx.
390 reviews155 followers
December 27, 2020
Devo dire che l'ho preso solo per il racconto di Alice Basso e quello mi ha pienamente soddisfatta, credo che Vani sia la testimonianza più onesta di molte altre, nel raccontare il suo momentaneo solliev "pappappero, io amo la vita a casa solitaria e senza estranei tra i piedi" (che abbiamo vissuto in tanti freelance che son riusciti a continuare a lavorare quasi senza cambiamenti, diciamolo) per poi per rendersi conto che buona parte delle persone che ama invece sono o hanno dei cari in prima linea, a cominciare da Berganza, e ha un sacco di motivi per farsela sotto.

Per il resto devo dire che le testimonianze della quarantena sono un po' tutte simili e alla lunga mi hanno un po' stancato. Comunque è un libro che ha fatto del bene e mi ha fatto piacere sostenere questa beneficienza.
Profile Image for Theut.
1,886 reviews36 followers
May 10, 2020
Doverosa premessa: i proventi (tutti) della vendita di questo ebook (presto anche libro cartaceo) saranno devoluti in beneficenza all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Per questo motivo lo ri-comprerei: si aiuta un ospedale facendo una delle cose più belle del mondo (leggere!).

Però... però i racconti sono brutti. Non so come altro dirlo. Non tutti, naturalmente.
Gli autori che solitamente leggo (ne cito solo 3: Basso, Biondillo, Bosco) spiccano, e fin qui ok. Ho scoperto un autore di cui vorrei leggere di più (non so se come romanziere o come saggista, Tuzzi), forse due.
In mezzo una marea di racconti in cui il lamentarsi è l'unica occupazione, in una marea di luoghi comuni che si sentono in questo periodo che mi hanno fatto quasi dire: "mai più autori italiani". E comunque un bel po' sono finiti in black list (sia come stile sia come "idee") :P
Profile Image for Georgiana 1792.
2,422 reviews162 followers
April 27, 2020
Faccio una piccola riflessione sul fatto che nell'arco di questa quarantena le nostre situazioni psicologiche cambiano da un giorno all'altro. Quello che ieri mi faceva star bene leggere, vedere in un video, ascoltare, oggi mi scoraggia, mi esaspera. Perché siamo partiti armati di buona volontà, ma poi ci siamo resi conto che era insufficiente, che anche se stiamo bene chiusi in casa con la nostra piccola famiglia, cominciamo a non avere pazienza con gli altri, quelli che sono a casa loro e che stanno cercando di scongiurare la paura o la noia facendo/inoltrando video/foto/meme che vorrebbero essere spiritosi, ma che nessuno ha più voglia di ricevere; quelli che cercano di aggirare i decreti del Presidente del Consiglio con mille sotterfugi furbi (che fanno infuriare chi gioca pulito).
Quindi leggere questi diari di quarantena è stato a volte un po' ripetitivo e monotono, con le eccezioni di Alice Basso e Alessia Gazzola, che la quarantena l'hanno fatta fare ai loro personaggi, che sono quasi dei parenti, per cui è chiaro che volevamo sapere come stesse trascorrendo la quarantena .
Alcuni si sono distinti per lo stile particolare, che me li ha fatti apprezzare comunque. Bellissima la poesia Gli uomini e le foglie di Marco Vichi, una rivisitazione di "Soldati" di Giuseppe Ungaretti.
Ma, soprattutto, ho adorato Covid revolution di Elisabetta Gnone, una sorta di cartone animato con gli animali che si riappropriano della terra e che devono a volte anche riadattarsi, arrangiarsi diversamente, come i piccioni, che nessuno nutre più in città.
42 reviews
April 12, 2020
Il libro per riappacificarsi con la lettura.
Alcuni autori li conosco e avevo letto ma la maggior parte sono stati una sorpresa. Purtroppo per leggere ascolto soprattutto audiolibri e così perdo un po' di scrittori italiani a cui riservo la lettura su Kindle o cartaceo...

Comunque consiglio il libro sia per lo scopo benefico del ricavato sia perché ognuno a modo suo ha raccontato la sua quarantena e mi ha rincuorato perché ho letto le stesse emozioni paure e speranze che vivo anche io.

Inoltre il libro si può comprare anche solo per incontrare nuovamente l'allieva Alice della Gazzola...che regalo inaspettato 😍 dopo che mi ero rassegnata ad una fine della serie.
Profile Image for Hermioneginny.
1,372 reviews
April 19, 2020
Motivi per comprare questo ebook:
- l'intero ricavato va all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, una delle città più colpite dal covid-19;
- è una raccolta di 26 scrittori, li conoscete tutti? Io no, è un'ottima occasione per allungare la wish-list;
- abbiamo tutti troppo tempo da far passare, e leggere è uno dei modi migliori;
- trovate racconti frivoli o arrabbiati, speranzosi o divertenti: gli stati d'animo che abbiamo provato stando rinchiusi dal 24 febbraio;
- c'è una nuova avventura di Alice Allevi <3 .

* L'amore per i libri nasce, come ogni sentimento vero, senza motivo apparente, nei momenti più imprevisti, magari quando sembra di affogare nel lavoro e di tempo non ce n'è. Spesso si coltiva di nascosto, nel tempo rubato a compiti essenziali, come accade per gli amori più intensi. Ritanna Armeni, Un'ora dopo l'altra
* Se devo essere sincere per me la vita è un po' questa da sempre. Scrivo da quasi vent'anni quindi passo la quasi totalità del mio tempo in casa, non temo la noia, né la solitudine, anche perché il mio cervello sempre in funzione non me lo consente: rimugino, rifletto, medito, cerco di capire cosa ho sbagliato nella vita e do risposte immaginarie a conversazioni avute tre anni prima. Questo quando non sto lavorando. Federica Bosco, Che fretta c'era maledetta quarantena
* La scrittura mi permetteva di fuggire dal presente. Non solo da quello angosciante del virus, ma dall'attimo presente come unico orizzonte temporale. Dall'essere qui e ora, come unica certezza. Giuseppe Festa, Oltre il confine
* Le zone dove l'emergenza è più grave sono la Lombardia, cuore produttivo e culturale del paese, e in generale tutto il Nord del paese, aree che mantengono forti rapporti commerciali con la Cina perché rappresentano il motore dell'economia nazionale. Antonella Frontani, Il vaso di Pandora
* La parola serendipità è passata a descrivere tutte le scoperte che facciamo per sbaglio o per caso, ma che ci dischiudono orizzonti nuovi, nuove idee. Enrico Galiano, Serendipità
* Davvero esisteva una vita prima di tutto questo? Davvero potevamo uscire, davvero eravamo liberi di fare tutto quello che volevamo? Davvero davanti a noi esistevano tutte le possibilità dell'infinito? Davvero tornerà la normalità?
* Ci sentivamo tutti invincibili e titolati a poter chiedere sempre di più; tutto era dovuto in questa epoca storica fortunata. Se c'è una lezione da imparare è proprio quella della nostra precarietà. Forse, dopo tutto questo, avremo imparato a lasciare andare la vita senza la pretesa di volerla controllare a tutti i costi. A prenderla con più leggerezza, a incazzarci di meno se le cose non vanno come previsto, ad abbandonarci al flusso della tempesta, anche la più violenta, senza temerlo. Alessia Gazzola, My sweet quarantine
* Non farò mai sentire in colpa mia figlia per quello che sta provando. Soprattutto, non farò in modo che provi sollievo dal sapere che là fuori c'è chi sta peggio di lei. Non voglio crescere una stronza. Giada Sundas, L'orribile karma di Saturno
* Noi non siamo affatto schiavi e non siamo prigionieri, i veri perseguitati sono come sempre i poveri di ogni parte del mondo. Noi siamo solo persone privilegiate che hanno perduto un po' di spensieratezza, benessere e libertà. Non mi fari mai dimenticare che sono nata nella parte giusta del mondo, che ho avuto istruzione e prosperità, ho avuto vacanze, comodità, libri. La gioia di scoprire, crescere, viaggiare. L'ultimo terribile pensiero che ti confesso è che all'inizio mi sono domandata: perché qui? Perché noi? La cosa triste non è tanto l'egoismo, ma l'implicito senso di superiorità che è alla base di queste domande. Doveva accadere in posti meno avanzati, meno ricchi, meno evoluti. Che vergogna. Silvia Truzzi, Caro microbi, ti scrivo (così mi proteggo un po')
Profile Image for Il Rospo Lettore.
197 reviews5 followers
August 19, 2021
Per "instant book" si intendono quei libri che nascono a ridosso di eventi storici (recenti, ovvio) che hanno colpito moltissimo l'opinione pubblica di un paese o del mondo intero. E cosa ha colpito di più la vita dell'intero globo negli ultimi due anni? Ovviamente: il terribile Covid-19. Stefano Mauri, presidente del gruppo editoriale GEMS, ebbe l'intuizione di costruire una "compilation" di scritti di autori diversissimi fra loro, alla cui sensibilità artistica e umana fu affidato un commento , un pensiero, una riflessione su quanto stava accadendo in quei mesi di quarantena e clausura di tutta l'Italia (poi dell'intero globo) in casa. Ne è uscito, a mio parere, un ottimo prodotto, nonostante (o forse proprio per questo) la diversità degli stili narrativi delle Autrici e degli Autori coinvolti. Molti sono gli espedienti utilizzati: dal racconto, alla cronaca ora per ora, all'uso dei propri personaggi (il racconto di Alice Basso con protagonista Vani Sarca è meraviglioso), ai commenti, alle descrizioni di lezioni scolastiche on-line, alla poesia. Si passa dall'ironia di Federica Bosco, Ilaria Tuti e Andrea Vitali sulla difficoltà di convivenza in casa o sulle paure del contagio o sull'isolamento forzato. Si va alla ricerca della serenità per farsi forza seguendo il ritmo delle stagioni e della natura (Cristina Caboni e Giuseppe Festa), alla speranza che ne possa scaturire un mondo migliore (alla luce dei fatti del 2021, però non sono più così ottimista) alle lettere ai bambini o allo stesso virus (Donato Carrisi e Silvia Truzzi). In ogni caso, anche se letto con colpevole ritardo (lo avevo lasciato qui in montagna l'estate scorsa, credendo/illudendomi di tornarci a Natale - e sappiamo come è finita tra la fine del 2020 e la metà del 2021...) resta un'opera ancora attuale e capacissima di regalare intense emozioni.
Profile Image for Chiara Peroni.
33 reviews3 followers
April 26, 2020
Racconti di piacevole lettura (qualcuno più, qualcuno meno) che danno voce a molti dei nostri pensieri, preoccupazioni, timori, piccole gioie e nuove scoperte che viviamo in questo periodo di isolamento e quarantena, con anche qualche momento di commozione.
Sicuramente premiato dall'intento benefico del progetto.
Profile Image for Alessandro.
1,562 reviews
April 7, 2021
Un’ora dopo l’altra. La cronistoria di una giornata, sicuramente autobiografica. Fa un certo senso leggere ad un anno di distanza cosa pensava la gente quando, davvero, fuori non si poteva uscire e si doveva realmente stare a casa per il primo coprifuoco continuo delle nostra vita. Potrebbe essere la giornata di uno di noi... ma anche non necessariamente. 6,5
Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Scritto in maniera eccellente, con un italiano corretto ma non colto, e con quale divagazione culturale che, probabilmente, fa parte dell’autrice. Che in pratica racconta solo come vive l’emergenza che ci fu da marzo a maggio. Bella la frase che dà il titolo al racconto, una volta contestualizzata, alla fine. 7
La quarantena di Vani Sarca. Non ho mai letto niente della Basso, ma lo farò. Il personaggio di Vani Sarca è antipatico alla massima potenza, ma racconta ciò che fa e gli capita con una rara ironia, degna del miglior Manzini. In pratica una Petra Delicado, ma che ispira simpatia e non una manata in faccia come il personaggio della Gimenez-Bartlett. 8
Tra Smart school e affetti lontani. Una giornata tipo di una professoressa delle superiori, come è l’autrice, quindi autobiografico. Carino nel complesso, con diversi momenti narrativi, ma anche diverse frasi fatte, che me lo rendono meno godibile di quanto avrebbe potuto essere. 6,5
Attraversare il buio. Come dice l’introduzione del libro, molti dei racconti non sono altro che il racconto di come l’autore vive o ha vissuto il lockdown della prima ondata. Anche Biondillo non fa differenza. Piuttosto amaro nella consapevolezza che all’inizio non avesse capito niente, come tutti. 6,5
Lettera a Florence Noiville. Quasi più poetico di altri, ma al contempo più tranchant, sarebbe il migliore di tutti se non cadesse sul finale, con un deludente qualunquismo deteriore sulla questione libica, con un esempio davvero idiota, sia per chi l’ha raccontato che per l’autrice che lo riporta. 6
Che fretta c’era, maledetta quarantena... scritto simpaticamente, autobiografico come molti finora. L’autrice risulta simpatica, anche se con una leggera punta di odiosità. Ma poi è tutto uguale agli altri: paranoia completa per quanto succedeva. Ah... e ipocondria come se piovesse. Sarà che molti scrittori sono (davvero) così? 6,5
Andrà tutto bene, piccoline. La paura di un padre per la sorte delle figlie all’inizio e durante il momento più duro del lockdown. Raccontato bene, ma senza particolare emozione. I suoi romanzi sono un’altra cosa. 6,5
Credevamo di essere i padroni del mondo. Poetico e riflessivo, senza dubbio il migliore finora. Sembra sempre sul punto di diventare “mieloso” (non ho saputo resistere ad usare questa parola in un racconto che parla tanto di api... 😉), ma riesce sempre a non esserlo. Sì, credevamo di essere proprio i padroni del mondo, ed invece siamo solo una specie di stronzi che è caduta vittima di un virus che poteva tranquillamente evitare. Ma state tranquilli: ci autodistruggeremo in qualche altro modo. 8
Lettera sul futuro a due bambini. Come sempre Carrisi scrive bene, anche un racconto breve come questo ed emozionalmente sentito. Mi consola sapere che la pensa come me e la Carboni: “stiamo tragicamente scoprendo che su questo pianeta gli alieni eravamo noi, e che la sopravvivenza della vita magnifica e preziosa che ci circonda passa per la nostra distruzione. Forse ce la meriteremmo sul serio”. Ha ragione Carrisi: facciamo proprio schifo. 8,5
Ore 18.00. La cronistoria dei primi giorni di quarantena di una scrittrice, all’ora in cui tutti (tutti chi? Dove? Non da me...) uscivano a cantare l’inno ed altre canzoni. Molto ironica e leggera, con solo la pesantezza della situazione a fare da contraltare. Ma raccontata così, arrendersi progressivamente a quello che succedeva, senza farsi trascinare via, è piacevole. 8
Oltre il confine. Sarà perché parla di animali, sarà perché sprizza consapevolezza da tutti i pori, ma questo racconto, per me, é senza dubbio il migliore di quelli scritti finora. Non per lo stile, comunque ottimo, ma per i contenuti e per la consapevolezza che siamo niente, polvere di stelle su un pianeta di cui non siamo padroni, ma ospiti. 9
Il vaso di Pandora. Altro racconto molto bello, dolce, poetico. Non mi aspetterei di meno, d’altronde, da chi insegna alla scuola Holden dì Torino, quella creata da Baricco. Una splendida amicizia a fare da sfondo al tutto, una verità rivelata all’improvviso, che fugge come il resto dei mali del mondo e resta, come sempre, la speranza. 8,5
Serendipità. Galliano è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti in Italia. Io lo conoscevo solo per i libri. Certo, scrive molto bene, ma la parte forte del racconto, ovviamente, è la relazione Prof. - studenti e Prof - scuola, ben delineata nelle sue parole. 8,5
My sweet quarantine. Sarà che a me il personaggio di Alice Allevi interpretato dalla Mastronardi non piace, come non piace Guanciale come attore, quindi potrei avere un bias verso quello che scrive l’autrice, non lo nego, anche se rimango sul condizionale. Ma questo racconto è la classica lista scandita dei giorni passati chiusi in casa col proprio fidanzato, e bene o male questo racconti si somigliano tutti. 6,5
COVID revolution. Parlano gli animali, tra di loro. Un espediente che, dopo “La collina dei conigli”, “La fattoria degli animali” ed i romanzi della Lagerlof, di Martin Hocke e di Brian Jacques ha ben poco da dire. Ma sono storie molto carine, e la Gnone è l’unica ad aver affrontato la problematica del lockdown non dall’egoistico punto di vista umano, ma da quello, interno, degli animali. Lo fa in maniera semplicistica, scrivendo per i ragazzi, come fa sempre, ma i racconti rendono bene la bellezza di un mondo che era tornato alla natura quando l’uomo sembrava scomparso. 8
L’amore ai tempi del coronavirus. Sembra quasi di sentire parlare Gramellini quando conduce la sua ottima trasmissione su Rai3. Ma è un effetto del fatto che sia l’unico autore di cui conosca la voce. Sempre ironico al punto giusto con le sue storie che sembrano inventate, ma sono verissime, perché la casistica umana è quasi infinita. 8,5
Lettera all’Italia. Accorato appello di un’ intellettuale americano alla sua seconda patria. Ma si vede e si sente che la signora Lahiri è una privilegiata, che vive in Piazza San Cosimato a Trastevere a Roma, ed a Princeton negli States, e che conosce un’Italia che non è un’Italia vera. Ritroverà sempre la stessa cialtronesca patria, signora, stia tranquilla. 6
Lettera a Caterina Bonvicini... l’ennesima intellettuale e le sue paure e riflessioni sulla pandemia ed il lockdown. Niente di nuovo sotto il sole, ma raccontato molto bene. 7
Il termometro. La più famosa e premiata scrittrice spagnola fa un “j’accuse” all’umanità per quel che succede durante i lockdown. Benvenuta nel mondo reale, sorella. 6,5
L’orribile karma di Saturno. Eccellentemente ironico, decisamente divertente, il migliore del lotto di spanne, anche quando tenta di essere serio, persino riuscendoci. Non conoscevo l’autrice, che è stata una piacevole scoperta. 10
Caro microbo, ti scrivo. Discreta trovata, almeno all’inizio, di una lettera al virus... che però poi si traduce nell’ennesima descrizione di come si passano le giornate, di cosa abbiamo perso, cosa guadagnato, come eravamo, come saremo, ecc... in alcuni casi l’autrice è simpatica, in altri odiosissima. 7
Di terra e di mistero. Che la Tuti sappia scrivere bene mi pare assodato, ma fa sempre piacere rileggerla. Nessun racconto ha avuto questa profondità, sin dalle prime parole. Poi c’è anche la cronistoria della giornata, le sensazioni, le paure, i timori, le speranze... e tutto è scritto davvero bene. 9,5
E quando pensi che la Tuti sia stata il meglio, ecco che arriva Hans Tuzzi, e siamo su un altro livello, forse due. La metafora del virus spiegata con l’arte. Davvero delle gran belle parole per qualcuno che ha una cultura mostruosa (e si vede). 10
Gli uomini e le foglie. Breve poesia di Vichi, nello stile degli stilnovisti, con la stessa serie di rime. Io non ci riuscirei mai, però lo apprezzo, e parecchio. 9
Tuzzi, bravo, vero... ma l’ultimo racconto, quello di Vitali, è veramente il migliore. Splendida storia condita di personaggi anche dei suoi romanzi, onirica, fantasiosa, ricercata come i vocaboli utilizzati. In una parola, bellissima. Tutto qui. 10+
Profile Image for Antonio Rosato.
891 reviews54 followers
December 8, 2023
Visto che questo libro è una raccolta di racconti e spunti di riflessione di vari autori, eccovi il mio voto ad ogni lavoro (e per brevità ho indicato solo il nome dello scrittore):
- Ritanna Armeni 4
- Stefania Auci 5
- Alice Basso 5
- Barbara Bellomo 5
- Gianni Biondillo 3
- Caterina Bonvicini (e Florence Noiville) 4
- Federica Bosco 2
- Marco Buticchi 4
- Cristina Caboni 3
- Donato Carrisi 5
- Anna Dalton 5
- Giuseppe Festa 5 [Oltre il confine è il miglio racconto del libro]
- Antonella Frontani 5
- Enrico Galiano 5
- Alessia Gazzola 3
- Elisabetta Gnone 5
- Massimo Gramellini 3
- Jhumpa Lahiri 5
- Clara Sánchez 3
- Giada Sundas 3
- Silvia Truzzi 3
- Ilaria Tuti 3
- Hans Tuzzi 1
- Marco Vichi 1
- Andrea Vitali 2
[https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
Profile Image for Francesco.
Author 4 books86 followers
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April 13, 2020
Negli striscioni appesi fuori dalle case e negli arcobaleni realizzati dagli studenti di tutta Italia, ritorna una frase d’incoraggiamento – andrà tutto bene – un incitamento a resistere, a perseverare, una sorta di mantra per affrontare tempesta del contagio globale e il confinamento domestico con le mura domestiche che da rifugio, si tramutano in un confine invalicabile.

Proprio questa frase diventa il titolo di un progetto editoriale e di solidarietà nato su iniziativa del Gruppo editoriale Mauri Spagnol, Andrà tutto bene – Gli scrittori al tempo della quarantena, pubblicato in formato ebook da Garzanti (pp.220 €9,90). Se ciascuno è chiamato a fare la propria parte, tocca a ventisei autori di successo raccontare e interpretare i tempi che stiamo vivendo e il ricavato dell’iniziativa sarà interamente devoluto all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Fra gli scrittori presenti, spiccano tre voci siciliane di successo: Stefania Auci, Barbara Bellomo e Alessia Gazzola, un tris che ben rappresenta l’isola, parlando direttamente al cuore dei lettori.

Con Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo, Stefania Auci sceglie la via della non-fiction tirando una significativa linea che dal presente giunge sino al 16 marzo 1978, l’agguato in via Fani e il rapimento Moro. Il destino ha davvero un modo crudele di giocare con le date, scrive l’autrice, che in questo racconto di vita ci porta dentro le mura domestiche con i figli in cerca di uno spazio e il corpo che freme. La paura del contagio è tangibile, scatena le nostre fobie e la Auci combatte chiamando a raccolta felici ricordi che si oppongono a quella distanza imposta dalle autorità. Inevitabilmente, i palermitani guardano in cielo, fanno appello a Santa Rosalia – Eris in peste patrona – e così, mentre i mercati rionali tacciono, l’autrice de I leoni di Sicilia spalanca (con il proprio cuore) le porte di Palazzo Abatellis nel centro città e al Trionfo della morte, alla bellezza dell’affresco del XV secolo, contrappone idealmente la «resistenza umana» che coglie per le strade di Palermo, nel volto dei concittadini. Impauriti certo, eppure bramosi di vita.

In Tra smart school e affetti lontani, la scrittrice catanese Barbara Bellomo centra l’attenzione sull’assenza, sia della persona amata, sia della figlia Costanza, l’uno a pochi chilometri, l’altra in Portogallo durante l’Erasmus. Bellomo mette da parte le ansie per l’uscita (rimandata) del suo nuovo libro, Il libro dei sette sigilli e ben racconta la straniante quotidianità delle lezioni in streaming con Zoom, condividendo le ansie dei propri studenti - «studiare insieme è un bel modo di ritrovarsi» - una nuova routine che per alcuni grava come un peso sull’anima. Quell’assenza fiacca la resistenza, il pensiero degli affetti si riverbera «nelle carezze mancate, negli abbracci andati perduti», ripromettendosi che «se ne usciremo sarà tutto diverso».


Infine, la messinese Alessia Gazzola sceglie la via della fiction, richiamando in azione la protagonista della serie L’allieva, Alice Allevi. In My Sweet Quarantine la seguiamo fra le mura domestiche dall’altra parte dell’oceano, a Washington DC, con il suo amato capo/collega Claudio Conforti. Un tono lieve d’evasione, un diario di reclusione cadenzato da siparietti amorosi, genuino humour, improbabili acquisti online e sacri timori per il peso forma, finché fatalmente anche in quel piccolo santuario domestico piomba l’inquietudine di non sapere che futuro ci attenda domani e poi domani; e allora, forse la mossa decisiva è davvero quella di accantonare la nostra smania di controllo, piantarla di dare tutto per scontato, traendo insegnamenti da questa inusitata precarietà, abbandonandoci al flusso della tempesta. Continuando a sperare che sì, infine, andrà tutto bene.

Profile Image for Ludovica Ponzo.
273 reviews7 followers
May 29, 2020
https://lalettricesullenuvole.blogspo...


Acquistato in piena quarantena, più per aiutare, con il ricavato delle vendite, l’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo, che per l’eccessiva voglia di leggere.

Ebbene sì, io lettrice compulsiva, scostumata ed onnivora (si vede che ho appena studiato con mio figlio come si nutrono gli animali?) lettrice soprattutto notturna, perché sembra che la notte sia l’unico momento in cui i miei figli non sentano il bisogno di chiamarmi (10 volte al minuto!), proprio io, almeno all’inizio di questa pandemia, non sono riuscita ad aprire nessun libro. Cioè, a dire il vero, li aprivo, li sfogliavo, iniziavo con la lettura e puntualmente al secondo capoverso la mente se ne andava liberamente per i fatti suoi. In ogni luogo e contesto. Ovunque, tranne da quello che leggevo.
Ho capito, così, che non c’era la predisposizione giusta. L’ esigenza sì, quella c’era, perché mai come in questi mesi il bisogno di evadere con la mente era un imperativo che mi sforzavo di ripetermi, ma evidentemente era più forte l’angoscia e la disperazione per i morti, l’incertezza per il futuro, la rabbia nei confronti degli irresponsabili che non solo hanno messo a repentaglio la loro vita, ma quella di tutti. Quando l’ho capito, ho smesso anche di provarci. Poi, come accade nelle migliori storie, la necessità di leggere ha vinto le mie ritrosie ed ho diretto la mia mente, proprio dove volevo andasse.

In questo libro ci sono tante storie, simili alla mia, che è quella che vi ho raccontato, di autori che non sono riusciti a scrivere mezza pagina, quelli che si sono rifugiati nella scrittura, quelli che non sono riusciti a sfruttare questo tempo di riflessione forzata per fare quello che più vogliono nella vita: scrivere in santa pace, senza che il correre quotidiano possa sviare la mente e le intenzioni.

Dico la verità. Ci sono molti degli autori che leggo con trasporto e regolarità, Basso, Galiano, Gnone, quelli che conosco poco, ma che mi piacciono, la Bosco, Gramellini ed è per questo che avevo pensato di leggerli subito, e magari fermarmi a loro, ma mi sono imposta di leggerli tutti, e pure con ordine!

È così che ho scoperto la scrittura di Carrisi, di Barbara Bellomo, Giuseppe Testa, ma quella che più mi ha colpito è stata Stefania Auci, talmente tanto da farmi acquistare subito il libro: mi ha conquistato in poche battute, quindi non oso immaginare cosa possa fare in un libro intero!

È un diario corale questo libro, gli autori danno, non solo una voce di se stessi, come fanno solitamente con i loro libri, ma una cronaca in diretta delle loro reazioni, diverse sì, ma anche comuni, ad un’inaspettata e violenta chiusura al mondo.

La chicca del libro? Sarò di parte, ma ritrovare, anche solo per poche pagine, la mia Vani Sarca alle prese con il lockdown, per lei unico stile di vita solito e consigliabile, è stata una bellissima e piacevole sorpresa!
Profile Image for Talia.
275 reviews21 followers
July 6, 2020
Leggendo quest'antologia ora, quando siamo ormai fuori dalla quarantena da alcune settimane, ho ripercorso attraverso le parole degli scrittori quel periodo, ho rivissuto tramite loro l'angoscia che mi attanagliava ogni volta che accendevo la televisione e ho pensato: "ehi, non è passato un secolo, solo un paio di mesi, ma quasi tutti sembrano avere scordato"! Già, osservando i comportamenti di tanti che si accalcano nei locali o nelle spiagge, senza rispettare più alcuna misura di sicurezza, mi dico che il virus (da noi fortunatamente in misura minore ma ancora in modo massiccio in altri paesi) sta continuando ad uccidere ma la maggior parte delle persone ha semplicemente deciso di ignorare la cosa o meglio di "dimenticarsene".
Non dico che si debba rimanere tappati in casa, è giusto cercare di svagarsi e di rilassarsi ma con la doverosa prudenza...è giusto non dimenticare e comportarsi di conseguenza, per la nostra salute e per rispetto dei tanti che hanno perso la vita in quei drammatici mesi.

Dopo questa premessa veniamo all'antologia: ovviamente non tutti i racconti mi sono piaciuti allo stesso modo (anche se stimo comunque tutti gli autori per aver deciso di aderire a questa meritoria iniziativa benefica), alcuni mi sono sembrati un pò banali, mentre altri invece mi hanno fatto dire "wow!"
La maggior parte degli scrittori ha scelto di raccontare la loro quarantena e fra questi mi fa piacere citare Anna Dalton (non conoscevo quest'autrice, è stata una bella rivelazione) e gli autori che sono anche insegnanti (insegno anch'io e mi sono ritrovata molto nei loro racconti sulla didattica a distanza); in particolar modo ho apprezzato quello di Enrico Galiano.
Ci sono poi autori che hanno scelto di scrivere una poesia o una sorta di saggio (Vichi e Tuzzi), offrendo una prospettiva diversa; altri hanno scelto di far vivere la quarantena ai loro personaggi (i racconti di Alice Basso e Alessia Gazzola sono fra i miei preferiti in assoluto) e poi c'è quel piccolo capolavoro, con protagonisti gli animali, scritto da Elisabetta Gnone: ecco, l'idea alla base di questo racconto è semplicemente meravigliosa e proprio "Covid revolution", per la sua originalità, è il racconto di quest'antologia che in assoluto preferisco.
Profile Image for Orma.
677 reviews15 followers
September 1, 2020
E' stato un autentico peso.
Non amo le raccolte di racconti, a maggior ragione se sono racconti scritti da mani diverse.
Si aggiunge il fatto che la "mia" pandemia è stata vissuta lavorando ai margini dell'epicentro; leggere dettagliati resoconti di chi pativa in casa da un lato mi ha rinverdito lo scoramento dei mesi di marzo e aprile, da un altro mi ha anche fatto un po' girare le scatole.
Ho apprezzato invece chi ha deciso di far agire i suoi personaggi più amati in questo scenario: sempre di quello si tratta, ma almeno il cervello si riposa un attimo.
Profile Image for Irene Merola.
87 reviews
January 25, 2022
Reale. L’ho letto in un momento in cui la pandemia è in una fase diversa, seppur (tristemente) ancora presente. E quindi mi fa effetto ricordare, mi dà speranza rendermi conto di dove siamo arrivati e mi rattrista come tutti i nostri pensieri positivi circa la durata dell’emergenza non siano stati confermati. Qualche racconto mi è piaciuto di più, qualcuno meno (come è normale che sia). Nobile la causa da cui sono stati mossi gli autori. Promosso.
Profile Image for Piera Rivera.
671 reviews12 followers
December 10, 2020
Bella raccolta...Intento lodevole. Ci ho messo un po' a prendere in mano questo libro, anche se era nella mia libreria da qualche mese, ne temevo il contenuto. Ho trovato invece molti dei miei pensieri durante il lockdown. Molti scrittori mi erano noti, altri mi hanno favorevolmente colpito con la loro prosa.
Profile Image for Elerwen.
311 reviews16 followers
April 15, 2020
Preso principalmente per beneficenza, sono stata piacevolmente sorpresa di ritrovare Vani Sarca e Alice Allevi.
Ho apprezzato parecchi racconti, altri invece non mi sono piaciuti.
Nel complesso lo consiglio, visto che è per una buona causa.
164 reviews1 follower
April 29, 2020
Non tutti i racconti sono carini, alcuni sono cupi e negativi, ma è stata una bella iniziativa e mi ha permesso di conoscere nuovi scrittori e magari decidere che non fanno x me 😅 Il mio preferito: Alice e Conforti a Washington di Alessia Gazzola 😍
Profile Image for Virginia.
948 reviews39 followers
April 14, 2020
Tutte le generazioni hanno dovuto affrontare momenti di difficoltà. La vita ti ricorda quanto è bella soprattutto nel dolore e nelle difficoltà.
Profile Image for Marilù Calsolaro.
26 reviews
December 26, 2025
Alcuni autori meravigliosi, altri un po' banali. Per questo alcune storie meritano assolutamente di essere lette, altre si potrebbero anche saltare...
Profile Image for Valentina.
277 reviews14 followers
May 9, 2020
Recensione completa sul blog:
https://sweetyreviews.blogspot.com/20...

La raccolta "Andrà tutto bene: Gli scrittori al tempo della quarantena" si compone di 26 racconti scritti da altrettanti autori, penne molto famose che hanno già scritto per Garzanti. Tutti loro, come molti di noi lettori, sono convinti che le parole, i libri, le storie, uniscono, creano vincoli invisibili che spezzano ogni barriera. E mentre leggiamo non siamo mai soli, e soprattutto siamo forti. Perché andrà tutto bene.

Ogni storia è coinvolgente, riempie il cuore del lettore trattando lo stesso argomento (la quarantena) ma con lo stile unico dello scrittore che la racconta, con il suo punto di vista singolare.
Il primo racconto che ho voluto leggere è quello di Alessia Gazzola. Seppur mi dico che devo assolutamente prendere in mano la serie "L'allieva", ho conosciuto il suo modo di raccontarsi e parlare ad una conferenza con Tegamini al Salone del Libro. L'ho amata fin da subito! Il suo "My sweet quarantine" è un racconto molto divertente che riprende i protagonisti della serie "L'allieva", dove si riconosce fin da subito la dolcezza ed ingenuità di Alice ed il cinismo di Conforti.
Anna Dalton, con il suo "Ore 18.00" ci racconta cosa succede nel suo quartiere ogni sera alle 18.00 in punto e di come, al giorno d'oggi, non sempre conosciamo i nostri vicini di casa. "Serendipità" di Enrico Galiano, di cui leggerò sicuramente altro, è invece il racconto di un insegnante che dall'oggi al domani si è trovato senza il cuore pulsante del proprio lavoro: i suoi amati studenti.
Elisabetta Gnone l'ho conosciuta con la serie "Fairy Oak"e mi ha fatto piacere ritrovarla in questa raccolta. Il suo "Covid Revolution" parla della natura, di come pian piano va riprendendo il suo posto e di come, citandola, "la natura non è mai stata tanto in salute come da quando l’uomo si è ammalato".

Consiglio di cuore la raccolta "Andrà tutto bene: Gli scrittori al tempo della quarantena" sia per lo scopo benefico a cui è destinata sia per aver l'occasione di scoprire o riscoprire tanti autori italiani di grande successo e la loro visione sull'attuale stato di quarantena. Io ho colto l'occasione per conoscere autori di cui non avevo ancora letto i romanzi e che sicuramente recupererò presto, come Enrico Galiano, Anna Dalton e Stefania Auci, autrice de "I leoni di Sicilia".
11 reviews2 followers
April 30, 2020
Una bella iniziativa per sostenere uno degli ospedali più colpiti dall'emergenza COVID19, e già solo per questo merita l'acquisto.
Questa raccolta di racconti non è adatta per l'evasione: tutte le storie infatti sono ambientate in questo periodo di pandemia e quarantena, e ogni scrittore ne approfitta per proporre le proprie riflessioni e le proprie esperienze. Ho apprezzato particolarmente chi ha immaginato i personaggi dei propri romanzi affrontare questa situazione, come Alice Basso (di cui leggerei volentieri anche la lista della spesa).
740 reviews4 followers
May 18, 2023

Questo libro è una raccolta di racconti scritti da numerosi autori che si sono messi alla prova durante il lungo periodo di isolamento dovuto alla pandemia da Covid. Scritto per beneficenza, raccoglie pensieri, riflessioni, immagini, quotidianità degli scrittori nei primi periodi della convivenza con il virus, alternati a particolari punti di vista, preoccupazioni e momenti di speranza e felicità inattesa. Comune lo stato d’animo di paura, ansia e necessità di trovare un equilibrio per affrontare il futuro.
Non avevo molta voglia di leggere racconti che parlassero della pandemia perche è stato un periodo talmente buio e preoccupante che vorrei solo dimenticarlo, ma la lettura mi ha permesso di tirare un sospiro di sollievo in modo quasi catartico visto che il peggio sembra sia ormai passato.
I miei racconti preferiti sono stati quelli di Alice Basso e quello in cui gli animali si riprendono i loro spazi perché gli umani sono scomparsi.
Profile Image for Eleonora.
30 reviews3 followers
April 21, 2020
Racconti e riflessioni bellissime e dense di speranza e coraggio. In questo periodo di emergenza c'è proprio bisogno di testi scritti benissimo e con una grande varietà di stili e generi. Questo libro mi ha incantato e l'ho letto in poco più di una settimana. Iniziativa lodevole che cura l'anima. Consigliato a chi vuole sentirsi più sicuro e meno solo in questa situazione di grande emergenza.
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