Rita Levi-Montalcini nelle difficoltà non vedeva un ostacolo, ma un'opportunità per diventare migliore. Laureatasi in medicina contro il volere del padre, che immaginava per lei un futuro di moglie e madre, non si arrese nemmeno di fronte al Decreto sulla Razza emanato da Mussolini, che proibiva agli ebrei di dedicarsi alla ricerca, e continuò a lavorare clandestinamente. Grazie alla sua determinazione, i biologi impararono a guardare con fiducia al sorprendente campo d'indagine da lei inaugurato, che le valse il premio Nobel per la medicina. L'eredità scientifica e filantropica di questa donna creativa e tenace è ancora oggi viva e operante, quale testimonianza di una società contemporanea che crede nel progresso.