Voglio dare a questo manga cinque stelle, ma con riserva.
Onestamente, mi ha lasciato un po' inquietato per l'alta mole di omotransfobia interiorizzata da entrambi i protagonisti. Nonostante ciò, credo che la ricerca nella emotività, nei dubbi e nei desideri dei protagonisti sia molto interessante. Non il tipico BL. Lo è nella dimensione che, attenzione, è PIENO di sesso non consenziente e CNC, il contenuto è alquanto sensibile e forse invecchiato un po' male. Ma nonostante questo è una lettura interessante. Normalmente i BL-yaoi hanno questo grande difetto di essere pornografia per donne eterosessuali scritta da donne eterosessuali. Il male gaze qui è sostituito da un female gaze che, nel caso di autrici giapponesi, si mischia a tutti i preconcetti tipici della società giapponese: gli uomini sono tutti efebici, androgini, magrissimi, potenzialmente interscambiabili con donne in qualsiasi pagina. L'omofobia interiorizzata traspare in ogni battuta o quasi, dove i protagonisti "soffrono" per il loro essere "contro natura", di non essere "normali", addirittura si mette in dubbio come e se un uomo gay possa amare. Queste cose, in realtà, sono presenti in titoli simili, e credo che l'ignoranza esistenziale che accompagna il parlare di una categoria di cui non si fa parte si esprima bene nel protagonista del manga, essendo un uomo "etero" che non capisce gli uomini gay. In questo caso l'ignoranza, che traspare con prepotenza, invece di diventare un difetto diventa un pregio che rende il personaggio più verosimile e più tridimensionale del personaggio medio di un BL. Il racconto è un drama di cui non vorresti far parte, come il vedere in terza persona le tragicommedie dei tuoi amici incapaci di avere una relazione sana. Se arrivi alla fine, proprio come con alcuni di quegli amici, troverai qualcosa di interessante in questa trafila di incidenti di percorso e di esplosioni. Perché l'odore di zolfo e polvere da sparo che galleggia nell'aria dopo i fuochi d'artifici ha un odore particolare, che può piacere e fare male. Direi che Il gioco del gatto e del topo ti lasci un po' stressato, ma ti affezioni ai personaggi e ad averlo finito un po' dici "deo gratias" e un po' dici "ah però, che roba".