Da Lorenzo Marone, un regalo ai un racconto inedito, con l’invito a sostenere attraverso una donazione l’ospedale Cotugno di Napoli per l’emergenza Coronavirus. Torna Luce Di Notte, la protagonista di "Magari domani resto". E con lei, don Vittorio e l’immancabile Cane Superiore, sullo sfondo di una Napoli più fascinosa e dolente che mai. Marone ci parla di Luce e noi ci ritroviamo in lei, nelle sue battaglie quotidiane, nei suoi quotidiani – e salvifici – angoli di bellezza. Con la voglia di dare un senso a questo tempo sospeso.
Nelle parole dell' L'idea non è mia, l'ha fatto per primo Antonio Manzini e, quando ho visto il suo esempio, è venuta anche a me la voglia di dare il mio contributo, come posso, come so, regalando un racconto ai miei affezionati lettori e chiedendo in cambio - nessun obbligo, la scelta è vostra - solo una donazione libera a favore dell'ospedale Cotugno di Napoli, che ha bisogno di risorse. Ho pensato subito a Luce, la protagonista di "Magari domani resto", perché siete in tanti ad amarla, perché in tanti mi chiedono un sequel, perché, soprattutto, per me Luce significa resilienza, e mai come oggi questo termine assume un significato importante. Mi auguro che la nostra piccola grande femmena del Sud vi rubi un sorriso e vi aiuti ad affrontare questi giorni con lo spirito battagliero che da sempre la guida, con la sua positività, tenacia e gentilezza d'animo.
Grazie a chi vorrà dare una mano, a chi manderà anche solo un pensiero, grazie a voi che mi riempite sempre d'affetto.
Lorenzo Marone è uno scrittore italiano. Laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato. Ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015), La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016), Magari domani resto (Feltrinelli, 2017), Un ragazzo normale, uscito sempre (Feltrinelli, 2018). A novembre del 2018 è uscita per Feltrinelli la raccolta Cara Napoli, che racchiude gli articoli pubblicati dal 2015 su La Repubblica Napoli e che è giunto alla seconda ristampa. Nel 2019 ha pubblicato, ancora per Feltrinelli, Tutto sarà perfetto.
In questo racconto, scritto dall’autore per aiutare l’ospedale Cotugno di Napoli, torna Luce Di Notte. Luce è la protagonista di un libro che ho apprezzato tanto, “Magari domani resto”. Si legge tutto d’un fiato in pochi minuti, sono solo poche ma significative pagine riguardo a degli episodi di vita in quarantena di Luce. Luce è un personaggio incredibile, forte e concreto. Voto finale: ⭐️⭐️⭐️⭐️/5️⃣
Breve racconto, trovo lo stile scorrevole e descrittivo al punto giusto. Il libro è un piccolo messaggio di speranza, un regalo dell'autore a chi ama leggere. Leggendolo assistiamo ad alcune piccole scene di quotidianità di una Napoli atipica, deserta e non pulsante di vita. La storia è ambientata nei Quartieri Spagnoli durante l'emergenza del COVID-19 e vede come protagonista Luce e coloro che ama (personaggi di “Magari domani resto”). Se volete una lettura veloce e non troppo impegnativa è perfetto.
"C’è gente capace di farlo, di riempirti la vita da lontano, e poi quelli che hai a un passo a volte si prendono tutta l’aria e ti rendono un palloncino sgonfio."
«Domani ti porto la spesa e ci salutiamo da lontano.» « M'è presa la voglia di abbracciarti.» Scoppio a ridere. «La voglia di abbracciarmi? Tu? Non sei mai stata brava ad abbracciare, mà...» «E i traumi a questo servo-no, no? Il dolore ci fa fare cose che credevamo di non saper fare. Mò sarei bravissima ad abbracciare te e tuo fratello.»
4,5 ⭐️ Un racconto inedito nel periodo della pandemia da Covid 19. Mi è rimasto nella mente questa citazione, che poi da senso al titolo del libro: "Possono uccidere tutte le rondini, non impediranno l'arrivo della primavera.”
E' impossibile dare un giudizio esaustivo a questi racconti brevi. La primavera torna sempre, pubblicato all'interno dell'iniziativa Solidarietà digitale, è stato scritto dall'autore seguendo l'opera di Antonio Manzini, che aveva pubblicato un racconto breve di Rocco Schiavone con l'obiettivo di raccogliere fondi per l'emergenza Coronavirus. Anche in questo caso, le donazioni andranno all'ospedale Cotugno di Napoli, impegnato nell'emergenza.
Brevissimo Racconto , Un inno alla vita che risorge sempre, un invito a restare uniti e a non perdere la speranza.
Il personaggio Luce di" Magari domani resto " esce dalla sua storia e vive con noi questi tempi Oscuri della pandemia donandoci la sua energia positiva. Un regalo Di Lorenzo in aiuto dell'ospedale Cotugno di Napoli
"Mi stropiccio gli occhi, io non ci sto a perdere la testa, io voglio stare in questa quarantena come nella vita, prendendomi quel po’ di bello che posso prendermi. È così che m’hanno ’mparato a campà, non so fare diversamente. Anche se la sera a volte gli occhi mi si arravogliano di paura..." 🥺
Nella Nota finale, Lorenzo Marone ci fa sapere che l'idea del racconto come regalo ai lettori, gli è venuta grazie alla novella inedita, "L’amore ai tempi del Covid-19" scritta da Antonio Manzini durante la pandemia, in pratica una mini indagine del nostro amato Rocco Schiavone 👍🏻 Da parte dello scrittore romano, era anche un modo per sostenere l’ospedale Spallanzani di Roma. Così per dare il suo contributo, Lorenzo Marone ci ha regalato "La primavera torna sempre", in cambio, solo una piccola donazione LIBERA a favore dell’ospedale Cotugno di Napoli 😊 La protagonista del racconto è Luce Di Notte, personaggio principale di "Magari domani resto" pubblicato da Marone nel 2017, con lei, troviamo don Vittorio, il suo vicino di appartamento e Cane Superiore 🙂🐾 Nella storia, vediamo come Luce affronta quei drammatici momenti, con il suo spirito battagliero che da sempre la guida, con la sua positività, tenacia e gentilezza d’animo 💕 Il racconto descrive bene la situazione generata dalla pandemia, quando si era in "lockdown", con le misure adottate per contrastare la diffusione del virus! Quando c'era il rispetto per gli "altri", quando si facevano piccoli gesti per aiutare noi stessi e chi si trovava in difficoltà 😊 Ormai quello spirito non c'è più... dov'è finita la gentilezza che girava durante la pandemia? Tutto finito. Ci vorrebbe un po' più di Luce 💓 🙏🏻 Comunque consiglio la lettura del piccolo racconto. Di Lorenzo Marone ho letto solo "Un ragazzo normale" (amato! 5⭐) ma leggerò altro, perché mi piace la sua scrittura e come descrive Napoli 👍🏻
"possono uccidere tutte le rondini,ma non impediranno l' arrivo della primavera" Così finisce questo racconto, con un messaggio di forza e speranza , quella che è servita nel periodo in cui è ambientata la storia. Napoli,la pandemia e Luce e Cane Superiore: Lorenzo Marone ce li racconta in una giornata tipo, fatta di chiacchere a distanza con il vicino di pianerottolo o dal terrazzo; fatta di piccoli gesti che assumono proporzioni che fanno commuovere persino la stessa Luce a cui viene la voglia di abbracciare la madre durante una videochiamata. A fare commuovere bastava poco: un saluto, una parola gentile, un piatto di pasta offerto per ringraziare, una spesa portata a chi non può proprio uscire, la promessa di fare la pizza di scarole insieme. È un racconto felice e triste allo stesso tempo, dove si tocca con mano la fatica di quei giorni, dove si respirava attraverso una mascherina o si viveva con una paura enorme, gestibile ed esorcizzabile proprio grazie all'immensa bontà d'animo delle persone. E a quella forza che non può fermare la primavera. 19 pagine che brillano di bellezza, che riportano sulla scena Luce, piacevoli da leggere anche riaprono ricordi che non mi piace troppo rivivere. Ma che è doveroso tenere a mente, nel bene (tanto) e nel male (altrettanto). Tra i tanti racconti a tema che ho letto ,questo è uno di quelli che mi è piaciuto di più, forse anche perché lo stile di Marone mi piace sempre tanto!Lo consiglio. 4 stelle il mio voto
Un bel racconto ambientato a Napoli e scritto da Marone durante il lockdown (è stato poi pubblicato nell'aprile 2020, in piena pandemia), che rappresenta il contributo dello scrittore alla causa della lotta al coronavirus: al termine del libro, infatti, per facilitare la raccolta fondi tra i lettori, si riporta l'IBAN dell'Ospedale Cotugno, impegnato in prima linea a curare i malati di Covid-19. E vivono l'isolamento da lockdown anche i protagonisti del racconto: Luce Di Notte (che i lettori di Marone hanno già conosciuta in Magari domani resto) e gli abitanti del quartiere dove Luce si muove, complice la necessità di dover fare la spesa per sé e per gli altri, nonostante le limitazioni del lockdown. Sono soli, ciascuno nella propria casa, i personaggi di questo libro, perché costretti dalla pandemia; ma in realtà, come spesso accade a Napoli, non sono mai davvero isolati, perché ognuno di loro, a suo modo, si prende cura di qualcun altro, parente o estraneo che sia. E' un po' triste leggere questo racconto, perché triste è il periodo in cui è stato scritto. Ma un messaggio positivo lo pervade dall'inizio alla fine: come la primavera che sempre, necessariamente, ritorna, anche la libertà e gli abbracci ritorneranno.
Come amo dire sempre ‘𝘕𝘰𝘯 𝘴𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘯𝘰𝘪 𝘢 𝘴𝘤𝘦𝘨𝘭𝘪𝘦𝘳𝘦 𝘪 𝘭𝘪𝘣𝘳𝘪, 𝘮𝘢 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘪 𝘭𝘪𝘣𝘳𝘪 𝘤𝘩𝘦, 𝘪𝘯 𝘶𝘯 𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘭𝘵𝘳𝘰, 𝘤𝘪 𝘴𝘤𝘦𝘭𝘨𝘰𝘯𝘰’. Così è stato per questa storia breve di 𝗟𝗼𝗿𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗼𝗻𝗲. Questo libricino è disponibile 𝙜𝙧𝙖𝙩𝙪𝙞𝙩𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 in formato ebook su 𝘈𝘮𝘢𝘻𝘰𝘯. L’autore ha fatto questa scelta regalando una storia ai lettori, lasciandoli liberi di fare una donazione all’𝘢𝘭𝘭’𝘰𝘴𝘱𝘦𝘥𝘢𝘭𝘦 𝘊𝘰𝘵𝘶𝘨𝘯𝘰 di 𝘕𝘢𝘱𝘰𝘭𝘪 per l’emergenza Coronavirus. Mi dispiace non esserne venuta a conoscenza prima. Tuttavia, è un libro che va letto. Per non dimenticarci mai del periodo che abbiamo vissuto, di chi eravamo, di quanto gli eventi passati ci abbiano cambiato, inevitabilmente tutti quanti, nel profondo. Dell’illusione che avevamo, cantando insieme sui balconi e condividendo l’#andratuttobene , che saremo diventati delle persone migliori, che il mondo sarebbe mutato in un posto migliore. Eppure, purtroppo, così non è stato. E allora fatevi una carezza al cuore e leggete 𝗟𝗮 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮𝘃𝗲𝗿𝗮 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 al fine di 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒.
Racconto breve ambientato durante la chiusura dovuta al Covid del 2000. Non è il primo racconto del genere che leggo e, come lo stesso scrittore ha indicato nella postfazione, si è ispirato a Manzini che aveva fatto un'operazione analoga con il suo Schiavone. In questo caso Marone ha scelto la protagonista di un suo altro romanzo "magari domani resto", che non ho ancora letto, e mi ha fatto venire voglia di leggerlo. L'intento del libro era quello di raccogliere fondi per l'ospedale Cotugno di Napoli, quindi non è unromanzo completo ma sono solo piccoli attimi di vita e considerazioni durante quei mesi di chiusura. E'interessante vedere il lock down nei Quartieri Spagnoli di Napoli, un formicaio così vivo e brulicante di voci, colori, sapori, che si ritrova ad essere spopolato perchè tutti devono rimanere in casa invece di vivere per i vicoli come avviene di solito. E'quasi impensabile pensare che anche lì ci sia stata la chiusura, eppure...eppure il profumo del ragù che proviene da una casa vicina non può essere fermato...e nemmeno il panaro, che da secoli avvicina l'alto e il basso dei budelli napoletani.
Lorenzo Marone è diventato negli ultimi anni uno dei miei autori preferiti. Questo non è un libro ma un piccolo racconto dove lui sfodera uno dei suoi personaggi più famosi, Luce dal libro: magari domani resto, per affrontare il dramma del lockdown di due anni fa, quando l Italia intera si fermò. Luce aiuta un po' tutti nel fare la spesa, nelle piccole cose che ci ricordano un periodo non proprio bello, di quando si rimase chiusi in.casa per mesi. E dove le persone che erano sole, erano.proprio quelle più bisognose, non solo della spesa, ma anche solo di una chiacchierata, di un sorriso. Carino, da leggere in pochi minuti Aspetto il prox romanzo.
⚠️ ATTENZIONE SPOILER ⚠️ "La primavera torna sempre" di Lorenzo Marone Pagg. 19 Breve racconto ambientato a Napoli durante il periodo del lockdown. La protagonista è Luce, che nel suo piccolo aiuta il vicinato durante questo periodo e ci porta nella sua quotidianità, facendo vivere anche a noi il trascorrere delle sue giornate. Bellissima la telefonata con la mamma, che le manca molto, anche se non vuole darlo a vedere. Poche pagine, ma veramente ricche!!! Marone e il suo stile sono impeccabili!!! Luce è un personaggio che non conoscevo, ma che sicuramente ritroverò con piacere negli altri romanzi.
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Breve racconto scritto durante la pandemia, ormai 5 anni fa. Mi ha fatto strano ritornare, sebbene per poche decine di minuti, a quell'atmosfera di incertezza e paura che si respirava durante il primo lockdown. Quando ancora non si sapeva chi fosse questo "nemico" sconosciuto da cui non ci si poteva proteggere se non auto-isolandosi. 5 anni dopo, ancora si sentono gli strascichi nella società. E' una pagina di storia che è rimasta intrappolata in queste "gocce d'ambra" che ne preservano l'aspetto e ne restituiscono le sensazioni, anche se forse "bisognava esserci", per poter capire fino in fondo questi racconti.
Una piccola lettura che mi lascia tanto. Perché mi porta con la mente indietro alla quarantena, a quel periodo in cui le emozioni erano davvero tante: paura, speranza, malinconia, solitudine, voglia di evasione. Indietro a quel difficile periodo in cui ogni azione quotidiana era spesso difficile da compiere o addirittura vietata e in quel momento tutto il mondo si è reso conto di quante cose davamo per scontate. Con un linguaggio semplice e un lieve accento napoletano, ho appena letto un messaggio di speranza che arriva inevitabilmente al cuore.
Racconto breve scritto con l’intento di dare speranza e aiutare l’ospedale Cotugno di Napoli durante l’emergenza covid-19. Purtroppo non ne siamo usciti migliori, ormai è evidente, ma trovo bellissime le parole di Don Vittorio: “Sono convinto che tutto questo che sta accadendo sia un modo per mostrarci la strada da prendere domani: la gentilezza”.
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Un grazioso racconto sull'importanza di non piangersi addosso ed essere gentili per resistere a tutte le avversità e su quanto sia utile non rimuginare a vuoto perché impedisce di vivere. La protagonista è Luce di "Magari domani resto" dove si può apprezzare in tutta la sua vivacità.
Racconto breve scritto dall'autore in occasione del lockdown di Marzo 2020 come contributo gratuito per aiutare le donazioni all'ospedale Cotugno di Napoli. Molto carino. Seppur breve, ci si lascia accompagnare dalla scrittura. Piacevole e con una bella morale, anche se un po' scontata.
Non riesco ad innamorarmi dello stile di questo scrittore...mi sembrano storie leggere, troppo leggere...che non mi lasciano traccia...il racconto è lo scatto di un giorno di lockdown che non aggiunge nulla al nostro...
Dopo la pandemia tutto e' tornato ad essere come prima, ma non completamente. È vero che in quel periodo ci volevamo un po' di più. Adesso siamo diventati solitari e nessuno cerca di avere rapporti di amicizia. Tristemente siamo più soli da allora.
Un racconto pieno di speranza e di verità. Per gran parte della quarantena mi sono sentita come la signora col tuppo. In attesa di un povero malcapitato per poter parlare un po'.