Quante volte si può sentenziare una persona?
Il ricordo di Ryan White incrocia il mio destino attorno ai miei dieci anni, all'uscita del videoclip commemorativo "Gone Too Soon", contenuto nell'album "Dangerous" di Michael Jackson.
Cercai questo libro quest'anno, senza neppure contarci troppo, convinta non ci fosse nulla di scritto.
Ancora non esiste una versione digitale scritta, però si può scegliere una narrazione iTunes datata 2013, dalla voce dell'attore Lukas Haas adulto e del tuffatore olimpico Greg Louganis. Narrazione aggiornata dell'originaria audiocassetta.
Questo memoriale per mano di terzi, racconta per buona parte con l'onestà dell'età di chi ha vissuto quel Calvario, di quanto costa vedere la tua città diventare sociopatica, con manifestazioni chiare e per nulla rare di psicopatia. Con stampa inevitabilmente fuori controllo al seguito.
La causa è unica e spietata: la paura.
Ryan nasce emofiliaco, cioè il suo sangue impiega troppo tempo a coagularsi, perciò alla più insignificante ferita è a rischio di morte.
Dopo una delle tante iniezioni di sangue con agente coagulante naturale "Fattore VIII" gli viene diagnosticata l'AIDS, siamo alla fine del 1984. A quel tempo si aveva il pessimo costume di non controllare il sangue donato.
Si sa, l'essere umano chiude il recinto quando i buoi sono già scappati.
In questa storia senza neppure un ciglio di sensatezza, c'è, allora come oggi, un faro all'interno di una famiglia genuinamente affettuosa, cioè sua madre Jeanne.
Non tutti hanno questo privilegio, peggio quando la vita t'investe con tutta la sua violenza.
Lei gli ha permesso di conservare il motore della voglia di vivere, che ha potuto far diventare quei tre mesi di vita pronosticati, cinque anni e mezzo.
Qual è questo motore? Sanissimo nonché necessario orgoglio.
Fatico a credere agli eroi, credo però che l'amore di una madre che sa cosa fa una madre sia determinante.
Mi si chiedesse di scegliere una tra le tante qualità di questo giovane uomo (i suoi diciott'anni valgono almeno cento, i quarantenni del 2020 possono nascondersi al suo cospetto), sarebbe la sua vocazione alla genitorialità. Addolora in modo insopportabile vedere quante amebe siamo costretti a chiamar genitori, mentre a lui la sorte ha risposto nel modo in cui ha risposto.
Consiglio di fermarsi a conoscere questa storia solo a partire dalla maggiore età. Serve un inglese stabile, ma molto di più la consapevolezza di non potersi permettere l'atteggiamento da ospite in visita a Pufflandia.