Una volante pattuglia le strade di Genova. Mentre un fiume di vestiti colorati, bandiere arcobaleno e cartelli sui diritti dell’amore scorre nel centro della città, Paolo Pastorino – quarantasei anni e la divisa da sempre – cerca con gli occhi sua figlia. Se lei lo vedesse lì, dall’altra parte della barricata, andrebbe su tutte le furie. Giada ha sedici anni e ha appena trovato il coraggio di dirgli che le piacciono le ragazze. Ma non che a scuola viene bullizzata. Con una madre troppo occupata nel lavoro e un padre che sta affrontando una crisi di coppia senza fine, Giada sembra in pace con se stessa solo in palestra, dove il maestro De Roma – un ex savateur dai trascorsi drammatici e un passato poco limpido – la prepara al suo primo combattimento. Tra duri allenamenti e racconti sui grandi campioni del ring, solo a lui questa esile ragazzina insieme durissima e fragile rivelerà il segreto più inconfessabile: cosa è successo nel bagno della scuola. E solo lui potrà cercare di aiutarla ricordandole che la vendetta non è mai la soluzione. Perché se lo sport è la migliore cura, riuscire ad accettare se stessi rappresenta la vera vittoria. Ma presto, per i due, arriverà, imprevedibile, il momento di separarsi. E Giada, ancora una volta, sarà costretta a fare i conti con il mondo degli adulti.
This book tells the story of Giada, a sixteen-year-old girl, struggling with the discovery that she is homosexual. Giada loves Erica, her classmate and best friend, who loves her back. Giada's parents, Paolo and Simona, find out that because her mother reads a text message on Giada's cell phone, and for them it's a shock. Paolo, a policeman, tries to understand, while Simona is more rigid and firm about her beliefs, also because she is making a career in an organization led by a rampant manager, known for his right-wing tendencies. Giada is in a moment of great fragility: she still does not know herself, she does not know her potential and her limits, she is making attempts in the family, at school, with friends, at home; but above all she is discovering how unpleasant it can be to be considered "different", when two bullies from her school target her for her homosexuality. However, Giada has a passion, the savate, a type of boxing that she practices at a competitive level and therefore she is certainly not afraid of these two, so much so that one day she reacts, beating and ridiculing them, unfortunately, in front of some professors' eyes. This incident will lead to disciplinary consequences and other problems for Giada, until her father comes up with the idea of introducing her to Ruggero De Roma, a savate teacher who had also been his coach when he was young and to whom he is still tied by a deep friendship. Ruggero is a mysterious character and the reader can feel that he has had a painful past: he teaches Giada how to take the blows and then turn them into strong attacks. And this applies not only to the ring, but also to life, passing through the rigor and discipline, both of the feelings and of the body. At first Giada struggles a lot to understand this character who does not pity her but instead lashes her, and then she undertakes to learn the lessons of Ruggero, resisting the very tiring training and absorbing every little teaching that can help her defend herself from the opponents. And also in this case the opponents can be those in the ring, but also the bullies, the parents, the professors and all those who do not like her independence and her unorthodoxy. In the midst of hard training, Ruggero tells Giada the stories of the great champions of the ring and little by little a relationship will be created between them that will lead Giada to confess only to Ruggero what happened one day in the school bathroom with the two bullies. And then Ruggero will teach her that revenge is not the solution and that the solution instead is to learn to accept oneself as it is. During the story, Giada goes from happy moments to moments of despair, laughter, tears, second thoughts, anger, a whole series of emotions that will reach the final epilogue. That it would not be fair to tell you… It is a book that has Giada and Ruggero as main protagonists, but where all the other characters are also very important to represent a type of people that each of us knows: Giada's father, who works into in a deployed environment, where or you are aligned or you have big problems; the mother, who works for a far-right entrepreneur and future politician, and who therefore feels torn between wanting to try to accept Giada and living every day in an environment that considers homosexuality an aberration; Erica, Giada's girlfriend, more self-confident and less tormented, because she grew up in a family that accepted her homosexuality; Ruggero, the mentor, strong, but also weak, for all the blows that life has inflicted on him. It is a book very rich in content, food for thought, emotions. And I realized only now that I did not say that it takes place in Genoa, a Genoa which was recently hit by the collapse of the Morandi bridge but which, like Giada, does not give up and tries to get up.
E’ la prima volta che l’autore si cimenta con una protagonista donna, per lo più omosessuale e adolescente, in quell’età dove tutto è cambiamento ed ogni cosa è una scalata ripidissima da affrontare. Giada vuole affermare il suo modo di amare, ma è una sfida contro forze potenti, come la barriera invisibile delle imposizioni sociali, come l’imprinting di un canone consolidato e tramandato per secoli. Giada trova nel savate una possibilità e vuole usarla per dimostrare quanto sia ancora lungo e difficile il cammino per accogliere il concetto di diversità. Gazzaniga scrive sempre di cose che conosce molto da vicino, infatti è spesso presente nelle scuole con iniziative interessanti e sicuramente queste sue frequentazioni lo hanno aiutato a restituire realismo al mondo degli adolescenti, a quelli che non conosciamo più e a quelli chi siamo stati. Questi contatti con giovani studenti e con i loro problemi, credo abbiano rafforzato la sua capacità di raccontarli. La storia ti trascina nel disagio di Giada, nella sua voglia di comportarsi normalmente, senza maschere e senza nascondere nulla. Mi è piaciuto molto il modo di raccontare il rapporto tra la figura di riferimento del maestro De Roma e l’allieva Giada in cerca di fiducia. Il maestro De Roma è un uomo che si fa carico di portare Giada a governare la sua rabbia verso il mondo. Un uomo che trova l’ultima possibilità di provare a fare qualcosa di buono. Lui e Giada sono taciturni, ma comunicano con qualche sorriso e con i colpi messi a segno, quando si dicono parole, sono tutte importanti e significative. La lotta raccontata non è solo fisica, ma è anche quella per affermare la propria personalità, la propria natura. Il racconto è ambientato a Genova, alcune scene si svolgono nella parte ferita della città, dove il ponte Morandi è nel momento di passaggio tra il crollo e l’abbattimento. Questa immagine diventa metafora con i personaggi del libro, infatti anche le loro vite sembrano essere sospese, in attesa di un crollo o di una ricostruzione. Ci sono tante parti interessanti recitate sempre da persone considerate “normali”, queste persone però hanno la peculiarità di esercitare un mestiere particolare. E’ il caso di Paolo che fa il poliziotto, o del maestro di savate, o della mamma di Giada che fa la portavoce di un potenziale nuovo politico. Durante la lettura, mi sono chiesto quanto deve essere difficile per una ragazza di sedici anni convivere con il suo essere omosessuale. L’autore riesce a dipingere sapientemente queste emozioni, questo dolore ingabbiato che non può uscire per non essere soggetto a scherno e stupidi giudizi. Un altro tema affrontato è quello della sofferenza dovuta alla depressione, motivo per il quale ricorrono i Linkin Park con le loro canzoni e con la fine tragica del suo frontman Chester Bennington. Gazzaniga ha scritto molto sull'ambito sportivo e apprezza enormemente gli eroi dello sport, infatti anche in questo romanzo si parla di grandi figure del passato, che con le loro gesta hanno cambiato il modo di pensare e di porsi di fronte a una minoranza o alle convenzioni sociali, quasi sempre sbagliate e bigotte. Sono gli esempi che segue Giada perché in questi, trova l’unico modo di rispondere colpo su colpo alle botte della vita. Mi è piaciuto molto l'incontro di due problemi, quello di Giada e quello del maestro di savate. Lei non sa che anche Di Roma ha un dolore profondo che lo ha svuotato dentro, una disperazione insanabile, soffre di depressione che è un tumore dell’anima, a volte la cura funziona, a volte no, ma il fatto che due problemi si possano alleviare incontrandosi, è qualcosa di inatteso e sorprendente. A volte arriva la vita di qualcun altro a salvare la nostra. Ci sono molti paralleli tra la vita di ogni giorno e il combattimento sportivo, dopotutto è quello che capita quotidianamente a tutti, di combattere contro qualcosa o qualcuno. Ma non ci sono mai esagerazioni, è tutto ponderato e non ci si annoia. Lo stile di scrittura riesce a enfatizzare le sensazioni senza andare mai sopra le righe, lasciando un’immagine evidente di ciò che vuole intendere. Anche se la parte più conservatrice è rappresentata da Paolo il poliziotto, mi è sembrato che sia proprio lui il primo a cercare di cambiarsi, quello che decide di andare incontro alla figlia. Un uomo che giorno dopo giorno, ha acquisito i veri insegnamenti in strada, pattugliando e scegliendo di volta in volta come confrontarsi con il collega di turno o come porsi con le persone da fermare, spesso preferendo tacere di fronte all'ottusità altrui. I genitori di Giada hanno paura del giudizio della gente, dei colleghi, dei conoscenti di quello che direbbero se venissero a sapere dell’omosessualità della figlia. Temono per la loro immagine e per il loro lavoro, ma scopriranno che non esiste una terapia contro l’omosessualità e soprattutto non esiste antidoto contro l’amore.
Un libro profondo, di grande sensibilità. Per la prima volta nei libri di questo autore (tutti letti) la protagonista è una donna. Gli argomenti trattati sono molto delicati: omosessualità, bullismo, depressione, cyberbullismo, suicidio. Pubblicato in periodo di pandemia. Forse per questo motivo, ho letto da qualche parte, non ha avuto un grande successo. Nella storia c’è anche Genova e il ponte Morandi. Bellissimo!
⭐️2.5/5⭐️ Ho pensato parecchio prima di scrivere una recensione perché il libro non tratta un tema, anzi temi, semplici. Procederò con ordine e partirò dal lato positivo, per me l’unico, che è presente nel libro: lo stile di scrittura. Lo stile di Gazzaniga mi è piaciuto molto e solo per quello meriterebbe almeno tre stelline, ma per quanto mi riguarda lo stile non basta. Il lato negativo: il modo in cui sono stati trattati gli argomenti Il libro parla di temi molto importanti, come la discriminazione lgbt, la depressione, il bullismo. Troppa carne al fuoco che non viene trattata al meglio anzi tutt’altro e questo mi ha delusa parecchio. Mi aspettavo di più invece mi sono ritrovata stereotipi e personaggi che mi hanno fatto chiudere una vena più di una volta. Erica soprattutto è uno di quei personaggi che nella realtà probabilmente avrei già mandato a quel paese. Ogni persona vive il proprio coming out come meglio crede, non tutti purtroppo hanno vita facile dopo essersi esposti e pressare chi ti sta accanto perché non sta reagendo come vuoi tu non va bene. Non tutti hanno la famiglia del Mulino Bianco e spesso non hanno il coraggio di esporsi e di mettersi contro la stessa famiglia. La madre di Giada è praticamente una piccola salviniana, che pur di mantenere la propria immagine, manderebbe in “cura” la stessa figlia perché essere lesbiche è una malattia.
Ho una sorella che è bisessuale ed io ho sofferto di depressione perciò voglio parlare un attimo con il cuore in mano: questo libro mi ha delusa perché poteva trattare meglio gli argomenti, come ad esempio la depressione o anche le molestie che subisce Giada a scuola. Ma soprattutto mi aspettavo molto di più riguardo la discriminazione che subisce Giada in quanto lesbica. Non sono affatto soddisfatta di come abbia parlato di queste tematiche ed è un vero peccato perché poteva essere un libro decisamente migliore.
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Un libro meraviglioso. Un viaggio nella vita di persone in cui ci si rispecchia, nel bene e nel male. Una storia che parla di diversità, ma anche di uguaglianza; di abuso, ma anche di rispetto; di morte, ma anche (e soprattutto) di vita. "Colpo su colpo" ti colpisce nel vero senso della parola, al cuore e allo stomaco, con la stessa forza con cui la protagonista impara a dare e ricevere calci nella vita. Letteralmente. Una storia in cui si intrecciano tante storie, ciascuna forte e potente come un combattimento sul ring. È un libro che si legge tutto d'un fiato e che regala un arcobaleno di emozioni diverse, dalla prima all'ultima riga.
Me lo ha regalato mio papà pensando mi sarebbe piaciuto e devo dire che ci ha azzeccato, non conoscevo lo scrittore e probabilmente non lo avrei neanche comprato leggendo dietro la trama, ma non mi sarei mai aspettata un libro così forte che ti prende in un turbine di emozioni, Gazzaniga riesce perfettamente a descrivere le difficoltà di una ragazzina del liceo che ha mille domande su sé stessa e gli altri. Ho anche pianto alla fine, avrei preferito almeno altri due capitoli finali perché ti lascia con qualche domanda in sospeso, ma per il resto davvero incredibile
Mi piace lo stile di Gazzaniga, lo seguo dall'esordio e sinceramente questa opera ultima mi ha colpita molto positivamente. Una vicenda dove si mescolano sentimenti, bullismo, sport, rapporto genitori e figli, omosessualità non dichiarata, drammi nascosti vissuti in una Genova ferita dal crollo del Ponte Morandi. Una lettura per adulti e ragazzi, una capacità di analisi che migliora di libro in libro.
Un libro uscito nel 2019 che però ha un forte sapore di primi anni 2000, suona come una fiction rai che tratta tantissimi temi importanti con leggerezza (nel senso di superficialità), spesso non col linguaggio giusto ("outing" invece di "coming out"? Ancora?) o la sensibilità che ci si aspetterebbe nel 2019. Si poteva fare di più e meglio, tenendo conto che non penso di essere il target per questo tipo di libri.
"luogo comune su luogo comune" dovevano intitolarlo. Sembra un fiction di Rai 1. Personaggi rappresentati in modo piatto nonostante gli sforzi, inesattezze sulle MMA (ma quando mai nella mixed martial arts si combatte a mani nude?), l'incontro della protagonista descritto in modo dilettantesco e dialoghi imbarazzanti. Non salvo nulla.
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Bella trama, forse andava approfondito di più il legame con l'allenatore, al fine di capire meglio il legame di stima che la protagonista instaura con lui. Rimane comunque una bella storia, belli i capitoli scritti da diversi punti di vista che creano un effetto "surround" alle vicende.
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Colpo su colpo, il nuovo libro di Riccardo Gazzaniga Conosco questo bravissimo autore dai tempi di Facebook, e da quando ho letto “Non devi dirlo a nessuno”, non ho smesso di comprare i suoi romanzi. Il suo nuovo libro è colmo di passione e sentimenti che ti travolgono come un fiume in piena. Giada è una giovane ragazza di sedici anni, frequenta il corso di savate, una disciplina della boxe, con l’aggiunta di calci: un insieme di tecnica, resistenza e velocità. Ha un papà poliziotto e una mamma che lavora come social manager per una associazione, il cui capo aspira ad arrivare a ottenere importanza politica. Una famiglia come tante ma che nasconde il peso del silenzio, della mancanza di dialogo. Pian piano però i famigliari si allontanano tra loro: Giada pensa di essere innamorata della sua amica Erica e, una volta scoperta, viene giudicata male sia dai genitori che dai compagni di classe. Non viene accettata per quella che è, covando dentro di sé una rabbia repressa e l’impotenza di cambiare le cose. Paolo, il papà, è stanco di fare il suo lavoro, capendo che si sta perdendo la vita insieme alla sua famiglia. È quello che accetta di più l’orientamento sessuale di sua figlia ma, al tempo stesso, non riesce a esprimerlo. Vorrebbe abbracciare e parlare di più con Giada, ma si rende conto che ormai si è creato tanto spazio vuoto tra di loro. Il romanzo è quindi un’intera evoluzione di questi sentimenti, nascosti o espressi all’estremo, verso l’affermazione del proprio io interiore. E quando Giada inizierà ad allenarsi per un combattimento di savate nella categoria “K.o.”, riuscirà a trovare conforto nel maestro De vita, anche se nuovi equilibri andranno perduti. Infine abbiamo un personaggio che inizialmente è fuori dalla storia principale. Chi è questo Ruggero che fa sogni sul suo passato? Un personaggio contorto e misterioso che ha tanto sofferto. In che modo entrerà a contatto con questi protagonisti? Dovete assolutamente leggerlo per scoprirlo. Ogni personaggio è descritto alla perfezione, ma il mio preferito rimane il maestro De Vita. Chiuso in sè stesso, ma che ha vissuto tante esperienze forti e profonde. Dopo aver perso la moglie, si sente smarrito, senza la sua ancora di salvezza. All’apparenza burbero e schivo, ha in realtà un cuore d’oro. Un’ultima menzione va al ponte Morandi. Ricorderò per sempre la sensazione di smarrimento che avevo provato qualche anno fa, davanti alle immagini di quel disastro, trasmesso su tutti i telegiornali. Per i genovesi che hanno visto da vicino lo scheletro di un ponte crollato, ma che soprattutto si è portato via con se vite innocenti, è sicuramente ancora più straziante. Ebbene, essendo la storia ambientata proprio a Genova, il ponte Morandi pian piano e spettatore della storia che viene raccontata in “Colpo su colpo”, donando un velo di tristezza e malinconia, alimentando le sensazioni dei protagonisti. Un libro completo, scritto alla perfezione, con i personaggi definiti perfettamente caratterialmente. Ti entrerà nell’anima e ti accompagnerà per sempre!
Libro top, il libro giusto nel momento giusto. Un bel libro per tutti, per aprire un po' gli occhi, personaggi che restano, De Roma nel cuore. Gran voglia di andare a Genova. Avrei voluto un finale diverso. La mia frase: "Non fare mai qualcosa di cui potresti pentirti Giada. Se ci riesci, se sei abbastanza forte d ragionare, non farlo mai"
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Una buona scrittura ma non più di tre stelle per me perché troppi sono i temi trattati tutti insieme...sembra quasi che l'autore dica "via mettiamoci anche questo così tiriamo i sentimenti di tutti...". Eccessivo...