Una raccolta di testi che sgorgano dal cuore – articoli di giornali, capitoli di libri – e che ruotano attorno al “mistero” pasquale, scritti in varie epoche della vita dal parroco di Bozzolo, recentemente indicato da Papa Francesco come “profeta” e testimone di una fede esemplare. Quella proposta da don Mazzolari è una “fede pasquale”, che vede nella Risurrezione il compimento della missione del Cristo Salvatore e che spalanca all'umanità prospettive di novità, di speranza, di futuro. Fra le pagine torna di frequente – dopo precedenti riflessioni del sacerdote-scrittore sulla via crucis, il calvario e il sepolcro – l’immagine della “primavera”, del rifiorire dell’intera umanità, redenta dal gesto d’amore, totale e incondizionato, del Crocifisso, che vince la morte e fa trionfare la vita piena.
Don Primo Mazzolari (Cremona, 13 gennaio 1890 – Bozzolo, 12 aprile 1959) è stato un presbitero, scrittore e partigiano italiano.
Conosciuto come il parroco di Bozzolo, fu una delle più significative figure del cattolicesimo italiano nella prima metà del Novecento. Il suo pensiero anticipò alcune delle istanze dottrinarie e pastorali del Concilio Vaticano II (in particolare relativamente alla "Chiesa dei poveri", alla libertà religiosa, al pluralismo, al "dialogo coi lontani", alla distinzione tra errore ed erranti), tanto da venire definito "carismatico e profetico".
Sul piano politico, infine, i suoi atteggiamenti e la sua predicazione espressero una decisa opposizione all'ideologia fascista e ad ogni forma di ingiustizia e di violenza (tra l'altro nascose e salvò, durante la guerra, numerosi ebrei e antifascisti, come, dopo di essa, anche alcune persone coinvolte nel fascismo ingiustamente perseguitate).
Primo Mazzolari è morto dopo un malore mentre predicava, ed è stato sepolto nella chiesa di San Pietro Apostolo a Bozzolo. La sua tomba è stata realizzata su un progetto di Giacomo Manzù.