"Un bellissimo novembre" è la storia di Nino, un 16 siciliano, che si innamora perdutamente della zia 28enne Cettina. L'autore è molto bravo sia nel dipingere l'atmosfera anni '20 dell'entroterra siciliano, sia l'ossessione proibita del ragazzo verso una sua parente che, per quanto improbabile sia, ricambia l'attrazione. Particolarissimo lo zio Alfio, che possiede la casa di campagna dove tutti i parenti passano l'estate: egli colleziona delle onorificenze che arrivano tramite posta. Ho apprezzato parecchio la conversazione tra Alfio e Turi, uno dei suoi contadini, che gli portava un problema di pagamento, mentre lo zio si esaltava per le sue medagliette.
Il fine della storia è tragico, in pieno contrasto col titolo "bellissimo", una sorpresa non del tutto inaspettata ma incredibilmente drammatica.
In questo breve romanzo Patti ci racconta l'amore tra il sedicenne nino e la quasi trentenne zia Cettina. Un amore ossessivo, acerbo e totalizzante come solo lo possono essere gli amori adolescenziali. Sullo sfondo la Sicilia e in particolare Catania, città natale di Patti, e la sua campagna. Questa coi suoi muretti a secco, i suoi vigneti e i suoi campi di fichi d'India e Catania con le sue strade di pietra lavica e i suoi palazzi. il tutto immerso nel sole di quel "bellissimo novembre" di metà anni '20.
[…] ebbe voglia di mettersi a piangere per la disperazione, sentiva che senza di lei non avrebbe potuto più vivere.
In poco più di cento pagine Patti riesce a lasciarci uno struggente quadro, nell’autunno 1925, della rigogliosa campagna siciliana, vicino a Catania. E lì, fra i profumi della vendemmia, dei castagneti, dei funghi che crescono rigogliosi, fra gli schioppi delle fucilate della caccia alle calandre, si consuma l’amore adolescenziale di Nino per la giovane e avvenente zia Cettina. Lei , sposata con un uomo di molti anni più grande, lo accoglie amorevolmente, come una madre, e poi lo inizia ai piaceri del sesso, ma quando il suo interesse si rivolge altrove, per il fragile adolescente Nino è la fine di un sogno. Bello e delicato.
L'autri nun hanu a viriri quannu ti vardu iu, l'autri nun hanu a sentiri comu batti u cori. Si fussi sempri niuru nuddu si n'addunassi, ma di stu ciatu tou iu sulu m'impazzisciu. Sulu, sulu nuiautri, tra e manu, ciatu a ciatu, e tu cu mia e nuddu ci hav'a stari... L'autri nun hanu a viriri quannu ti vardu iu, l'autri nun hanu a sentiri comu batti u cori...
Romanzo breve o racconto lungo alla grazie zia. Ragazzino si ingroppa la zia. La zia è una mezza zozzona. Sicilia. Chissà perché queste storie accadono sempre in famiglie con la casa per la villeggiatura. Il signor Patti non ha nulla da obiettare che la vicenda sia incestuosa. I due protagonisti non rilevano mai il problema che lei sia sorella della mamma di lui. Creepy assai. E anche molta imbecillità.
La storia di una passione struggente e impossibile di un ragazzo per sua zia; il suo buttarsi con tutto l’ardore del mondo in dinamiche mondane che capisce e non capisce; il suo rimanerne irrimediabilmente bruciato. Libro molto bello - e doloroso - che parla della precarietà della gioventù e dei sentimenti assoluti che animano un giovane, Nino, per sua zia Cettina che probabilmente non è altro che una donna annoiata dalla vita è che non capisce che quello che per lei è un divertissement per lui è una realtà in cui calarsi anima e corpo. Gli esiti sono tragici.
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Lolita a parti inverse, che fa riflettere tantissimo sul fattore culturale per il quale tutti abbiamo esperienza di anziani che prima delle due guerre avevano perso la verginità a 16 o 14 anni con donne molto più grandi, ma che invece a parti opposte faceva orrore, al punto che la protagonista di Nabokov ci sembra - e naturalmente lo è - plagiata, ma il suo comportamento malizioso ed estremamente consapevole è esattamente quello del protagonista di Patti. Pazzesco l’uso della punteggiatura, bisogna saperlo fare, di stressarla. E Patti ci riesce.
La narrazione è in terza persona ma completamente incentrata sul giovane protagonista. La scrittura è fluida e chiara e trascina il lettore verso il finale, che esplode all'improvviso con un evento sorprendente. Il modo di scrivere esprime bene, a mio avviso, l'animo acerbo dell'adolescente.