Poeta aristocratico, cantore delle vittorie degli atleti e degli epigoni delle più antiche famiglie della Grecia antica, Pindaro celebrò con i suoi versi straordinari un mondo di ideali eroici e di valori classici e religiosi. Nei suoi epinici, o canti per la vittoria, il momento supremo del successo atletico viene innalzato a una sfera di valori assoluti ed eterni, in cui il vincitore assume i tratti degli dei degli eroi mitici.
“Cresce in breve la gioia degli uomini, Ed egualmente a terra precipita Se contrario volere la scuote. Creature d’un giorno, Che cosa è mai qualcuno, Che cosa è mai nessuno? Sogno di un’ombra l’uomo.”