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La dama di compagnia

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Un caso di avvelenamento, tramite arsenico, di un ricco e taccagno londinese sposato con una giovane bella e frivola vedova di guerra, Eva, amichevolmente legata ad un vecchio spasimante e detestata dalla parsimoniosa suocera. Anche se così diversi si amano profondamente e conducono la loro agiata vita in una villa di campagna non distante da Londra. L’andamento domestico è condotto da una efficiente amica di Eva, anch’essa vedova di guerra con giovane figlio a carico. Insolito giallo del tipo “inverter story”, dove la “suspance” non è determinata dalla scoperta del colpevole, la cui identità viene svelata nel corso del racconto, che è l’antefatto del processo con il quale il libro ha inizio, ma dal suo tormento interiore per il fatto di essere possibile causa dell’invio al patibolo dell’amica ingiustamente processata. Tormento che avrà il suo termine dopo l’emissione del verdetto.

243 pages, Mass Market Paperback

First published January 1, 1926

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About the author

Marie Belloc Lowndes

243 books70 followers
Marie Adelaide Elizabeth Rayner Lowndes, née Belloc (5 August 1868 – 14 November 1947), was a prolific English novelist.

Active from 1898 until her death, she had a literary reputation for combining exciting incident with psychological interest. Two of her works were adapted for the screen.

Born in Marylebone, London and raised in La Celle-Saint-Cloud, France, Mrs Belloc Lowndes was the only daughter of French barrister Louis Belloc and English feminist Bessie Parkes. Her younger brother was Hilaire Belloc, whom she wrote of in her last work, The Young Hilaire Belloc (published posthumously in 1956). Her paternal grandfather was the French painter Jean-Hilaire Belloc, and her maternal great-great-grandfather was Joseph Priestley. In 1896, she married Frederick Sawrey A. Lowndes (1868–1940). Her mother died in 1925, 53 years after her father.

She published a biography, H.R.H. The Prince of Wales: An Account of His Career, in 1898. From then on, she published novels, reminiscences, and plays at the rate of one per year until 1946. In the memoir, I, too, Have Lived in Arcadia (1942), she told the story of her mother's life, compiled largely from old family letters and her own memories of her early life in France. A second autobiography Where love and friendship dwelt, appeared posthumously in 1948.

She died 14 November 1947 at the home of her elder daughter, Countess Iddesleigh (wife of the third Earl) in Eversley Cross, Hampshire, and was interred in France, in La Celle-Saint-Cloud near Versailles, where she spent her youth.

(from Wikipedia)

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Carla.
Author 1 book19 followers
April 1, 2021
Giallo dei primi del secolo, ristampato.
Una inverted story, che parte da un processo per omicidio con arsenico per poi ripercorrere tutti gli avvenimenti e spiegarli man mano che si procede con la lettura.
Ho letto parecchi "bassotti" della Polillo perchè mi piacciono i gialli inglesi di inizio secolo, e questo non si fa mancare nulla, complimenti a chi lo ha scelto per ristamparlo e riportarlo in vita
Profile Image for Alessandro Gianesini.
Author 3 books10 followers
June 24, 2022
Un giallo intenso e avvincente

Questo libro è rimasto molti mesi nel "dimenticatioio", ma qualche giorno fa, indeciso su cosa leggere (o rileggere) ho trovato questo titolo stimolante: il fascino di un'Inghilterra agli inizi del '900, una trama semplice, ma intricata in maniera davvero sopraffina, personaggi un po' "canonici", ma al contempo a cui affezionarsi.
Gli ingredienti per una buona lettura ci sono tutti e, a mio modesto parere, è l'atmosfera stessa e anche l'uso (nella traduzione) di parole ormai desuete o con accezioni poco comuni al giorno d'oggi, rende questo testo un ottimo compagno per le accaldate giornate estive.
2 reviews
April 2, 2021
Non è il solito romanzo giallo dove devi scoprire l'assassino, ma sarai un osservatore esterno! Il finale poi mi ha lasciato un po' scioccata!
Profile Image for Daniela .
157 reviews5 followers
July 16, 2021
I gialli sono uno dei generi che preferisco fin da ragazza. Amo quel pizzico di tensione che lascia l'investigazione, il dover unire tutti gli indizi per arrivare alla soluzione del caso. Con "La dama di compagnia", scritto da Marie Adelaide Belloc Lowndes nei primi del '900 e riproposto da Gilgamesh Edizioni, ho scoperto un'autrice che non ha nulla da invidiare ad Agatha Christie.
Fin dalle prime pagine veniamo catapultati nel caso di omicidio perché l'opinione pubblica
"conosceva o credeva di conoscere tutta la trama di quel sinistro complotto, nato in parte dalla passione e in parte da uno sfrenato amore del denaro e dall’imperiosa necessità di possederne ad ogni costo; tratti salienti, questi, della nostra civiltà moderna."
Ci viene presentato il morto, Battista Raydon, descritto nell’atto di accusa del Procuratore Generale come un tipico inglese dell’alta borghesia.
Abbiamo poi l’amante della moglie, Giacomo Mintlaw. Costui era una figura veramente romantica.
E infine la graziosa, affascinante e scervellata Eva Raydon, descritta dalla suocera con queste parole: "Egoista, leggera, amante dei divertimenti e prodiga."
Testimone chiave sul banco degli imputati nel processo è Adele Strain, da un anno dama di compagnia in casa Raydon. Il suo resoconto di quanto successo nei giorni precedenti al delitto non fanno che indirizzare la colpa verso Amos Purcell, il ragazzo del giardiniere, che rimase ucciso in un infortunio stradale, circa sei settimane dopo i fatti. Tutto sembra apparentemente chiaro. Dopo avere ucciso il suo datore di lavoro, il rimorso lo ha portato al suicidio. Chiaro no?
Affianco al processo in sé e per sé, abbiamo in seguito il flashback della vita dei personaggi principali, che crea quella confusione di idee necessaria a instillare il dubbio su praticamente tutti i protagonisti.
Torniamo indietro di anni per capire che molti avrebbero avuto un movente per avvelenare il signor Raydon. Sta a noi tenere a mente tutti i fatti e fare uno più uno.
Un finale amaro, che non ci si aspetta ma che risulta in linea con la drammaticità della storia.
I personaggi sono descritti con gran cura, sia dal punto di vista fisico che emotivo e caratteriale.
Viene dato risalto anche all'epoca storica, gli anni '20, e all'ambiente che fa da sfondo: una magnifica villa inglese posta sulle rive del Tamigi.
Consiglio questo romanzo a tutti gli amanti del giallo classico ed elegante, vecchio stile. Non rimarrete delusi.
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