Questo libro nasce da un dialogo di molti anni fa tra Roberto Masiero e Livio Vacchini. La domanda iniziale "Quali opere ti hanno fatto vedere con chiarezza i problemi dell'architettura, che poi hai provato a risolvere nelle tue stesse opere?". Vacchini ha così ripercorso la sua stessa autobiografia architettonica consegnandoci delle riflessioni con le quali possiamo continuare a misurarci non per trovare delle sintonie con Vacchini, ma per dare al progetto di architettura la dignità che nasce solo se la consideriamo "questione mentale" e sintesi tra una dimensione teoretica e una tecnico costruttiva. Livio Vacchini se ne è andato dieci anni fa. Le sue opere, che sfuggono a qualsiasi definizione o collocazione storico critica, continuano a porci delle domande che non riguardano solo il Contemporaneo dell'architettura, ma la sua stessa natura e la sua storia, una storia senza tempo. Prefazione di Roberto Masiero, postfazione di Maura Manzelle.
Questo libro nasce dalle conversazioni tra Livio Vacchini e Roberto Masiero sull'isola di Paros.
Attraverso la lettura di 12 capolavori della storia dell'architettura, Livio Vacchini decanta gli elementi di una teoria dell'architettura: il rapporto tra terra, vuoto e cielo (" L'architettura modifica la crosta terrestre e ferma l'infinità dell'orizzonte "), la sintesi degli elementi singoli nel tutto, l'essenzialità del pensiero e delle domande che trovano risposta nell'architettura, il concetto di portare il peso, la luce, le ombre.
Sono tante cose condensate in poche pagine (e poche fotografie). L'estrema sintesi del libro mi ha lasciato la sensazione di non aver veramente compreso a pieno le questioni teoriche sollevate dall'autore. In ogni caso, è un'ottima partenza per approfondire queste tematiche.