«Prince Ani Guibahi Laurent Barthélémy è un ragazzino, con un nome e una foto e una famiglia e una casa e un Paese e un’età. Non è vero che la sua storia è la storia di la sua storia è la sua unica storia, la sua storia è la sua storia unica. E, in mezzo a tutte le altre, è l’unica che qui possiamo raccontare. Che io devo raccontare. Anche per chi non la avrà mai, una storia propria, e non avrà mai un nome, un cognome, una foto.»Abidjan, Costa d’Avorio. Una mattina di gennaio, un ragazzino di quattordici anni esce di casa per andare a scuola, come ogni giorno. Quarantott’ore dopo, il suo corpo verrà ritrovato a Parigi, nel vano del carrello di atterraggio di un aereo. Senza vita.Quel ragazzo si chiamava Prince Ani Guibahi Laurent Barthélémy.In quei giorni anche Chiara Alessi si trova ad Abidjan, per un viaggio programmato tempo pensa che sia importante raccontare questa storia e va a trovare Marius, il padre di Prince.Inizia un dialogo che diventa un libro. Un libro in cui si parla del dolore, della dignità, della battaglia di un padre per poter riconoscere il figlio, di un volo a Parigi per poterlo vedere e di un ritorno a casa per i funerali.Chiara e Marius raccontano quello che ogni giorno leggiamo sui giornali ma che non abbiamo ancora capito. Desideri, speranze, follie di un mondo guasto, ingiusto, diviso tra chi può tutto e chi quasi nulla. Come se fossimo umanità separate. Umanità che invece si possono incontrare, tra Abidjan, Parigi e Milano, e che condividono una storia e una parte di destino.
"Sono tornata a Milano da pochi giorni. Mi sono portata a casa questa storia importante e la promessa di aiutare la famiglia Ani a ritrovare il corpo del figlio. Penso a loro in continuazione: a Marius, a quella donna accovacciata, muta e immobile. Sogno Prince."
L'8 gennaio 2020, nel carrello del volo AF702 atterrato a Parigi e proveniente da Abidjan, viene trovato il corpo senza vita di Prince, un ragazzo di 14 anni. L'accaduto rimbalza nelle cronache e Chiara Alessi, recatasi in Costa d'Avorio con il suo amico Andrea, decide di incontrare Marius, il papà di Prince. Tutto inizia da questo incontro. Chiara scopre che il "riconoscimento" del corpo di Prince non era altro che il riconoscimento di uno zaino; che i familiari non riuscivano ad avere i visti per andare a Parigi, che non riuscivano ad avere il corpo per dargli una degna sepoltura. In oltre i dubbi su come davvero fossero andate le cose. Alessi mobilita amici, istituzionim e associazioni per restituire il corpo del figlio a Marius.
Questo libro nasce da un incontro straordinario, quello tra Chiara Alessi e Marius Ani Oulakolè. E' un libro fatto di emozioni, di interrogativi, di passioni. Questo libro non è solo il racconto della storia di Prince ma è il racconto dei tanti che non ce l'hanno fatta; è il racconto di chi lotta ogni giorno per trovare un futuro per i propri figli; è il racconto di chi non resta indifferente. Ci sono tante cose in poche pagine; questo libro è come una inaspettata secchiata d'acqua gelata.
Ci sono occasioni in cui davanti a dolore e contraddizioni l’unica cosa che io senta di poter fare è tacere. Questa è una di quelle occasioni. Tuttavia è altrettanto forte in questo caso la necessità di dire a chiunque stia leggendo queste parole che questo libro va letto, va letto perché è uno dei pochi portavoce delle parole di chi non riusciamo a sentire. Davanti al dramma dell’immigrazione (o, da un altro punto di vista, dell’emigrazione) è più facile e indolore non dare un volto alle centinaia di migliaia di persone che cercano di oltrepassare l’ostacolo crudele del mare e della distanza, ma è un’illusione che ci possiamo permettere solo in virtù del nostro privilegio. Ognuna di queste persone ha un nome, un volto, una storia; questa è la storia di Prince.
Abidjan, Costa d'Avorio. Una mattina di gennaio, un ragazzino di quattordici anni esce di casa per andare a scuola, come ogni giorno. Quarantott’ore dopo, il suo corpo verrà ritrovato a Parigi, nel vano del carrello di atterraggio di un aereo. Senza vita. Quel ragazzo si chiamava Prince Ani Guibahi Laurent Barthélémy. In quei giorni anche Chiara Alessi si trova ad Abidjan, per un viaggio programmato tempo prima: pensa che sia importante raccontare questa storia e va a trovare Marius, il padre di Prince. Inizia un dialogo che diventa un libro.