Avete presente il film Il mio grosso, grasso matrimonio greco? Io adoro quel film. Ok, non è un capolavoro cinematografico... ma lo adoro! E sapete perché? Perché quella famiglia un po’ bizzarra e assurda mi ricorda la mia. Non è una questione di cultura, di etnia, di origini: il fatto è che in realtà un po’ tutte le famiglie sono bizzarre e assurde, anche se magari un po’ ridimensionate! Magari non si tratta dell’intera famiglia allargata, non si tratta di tutti i familiari ma sfido chiunque a non trovare un solo personaggio bizzarro all’interno della propria famiglia.
Ernest van der Kwast è olandese, è il più piccolo di tre fratelli ma è l’unico di loro ad essere nato a Bombay, in quell’India da cui proviene sua mamma Veena, la stessa che, arrivata in Olanda nel 1969, ha sposato un giovane olandese non perché ne fosse realmente innamorata ma perché dopo tutta quell’insistenza non ha potuto farne a meno: un’opera buona diciamo; d’altra parte, il segreto del signor van der Kwast per un matrimonio felice sta nel non sposare una donna indiana: eppure lui l’ha fatto e i due non hanno mai pensato di divorziare perché nella cultura indiana il divorzio non è minimamente contemplato!
Veena van der Kwast è il perno su cui tutta la storia ruota: una donna decisa, sempre pronta a contrattare e ad ottenere quel che vuole (pena una matterellata in testa o una pantofola volante - la prima viene sempre scansata, la seconda va sempre a segno -) il cui motto nella vita è «gratis è bene».
Eppure Veena non è il solo personaggio bizzarro nella famiglia dell’autore! Troviamo uno zio attore Bollywoodiano, le sorelle di Veena che condividono con lei il “volume di russamento”, senza dimenticare la famiglia olandese che non scherza neanche lei: la nonna Voorst (bisnonna dell’autore) che non ci sta più con la testa, il nonno Lussemburgo che ha lasciato la moglie per una donna più giovane e lo zio Herbert dall’animo poetico che ha mollato tutto per inseguire un sogno.
Una volta letto questo libro, la vostra famiglia vi sembrerà forse meno bizzarra o semplicemente vi sentirete meno soli condividendo la stessa sorte dell’autore, di sicuro, però, vi divertirete un sacco ad ogni pagina.