Ogni volta che prendo un libro di Sheckley e lo inizio, è come tornare a casa. Come quando torno da una vacanza, seppur questa sia stata piena di scoperte, di meraviglie di luoghi nuovi ed incantevoli, il ritorno a casa è sempre qualcosa di insostituibile. L'atmosfera che c'è quando si torna a casa è quella di pace, di quiete, mi sdraio sul letto è sono così... difficile da spiegare, poi passano un paio di giorni e tutto svanisce. Ecco questa sensazione è quella che provo leggendo Sheckley, quello che mette su carta è ciò che avrei voluto scrivere io, mi è così familiare, così vicino e non riesco a distogliere gli occhi dalle pagine che scorrono.
Siamo in un futuro sconosciuto, Barrent, il nostro protagonista, si trova in un luogo ed in una situazione strana, sconosciuta, poi scoprirà che... Tra fantascienza sociologica, politica, apocalittica, distopica, l'autore ci racconta come e dove la società si sta dirigendo, con l'estremizzazione della tecnologia, l'ossessione della sicurezza, la brama di potere. Scritto nel 1960, pare essere oggi, a 60 anni di distanza è così attuale. Inquietante come abbia saputo predire un futuro di decadenza sociale, di pensiero, dove gli esseri umani sono in balia della tecnologia, ormai inarrestabile. Ma il tutto è "condito" dal suo inimitabile humour, sua firma inconfondibile. Unica pecca, è troppo corto!
Un consiglio? Leggete Sheckley, fa bene al pensiero individuale, cioè quello libero da qualsivoglia restrizione e/o dogma :-D