Scar, terzo libro della trilogia distopica per ragazzi "Skin Books" iniziata con Ink, riprende esattamente dal finale del secondo libro. Ho letto Spark due anni fa, e bene o male ricordavo ancora bene gli eventi successi.
I primi due mi erano piaciuti abbastanza, per quanto pieni di difetti (dal world-building abbozzato, alla costruzione dei personaggi scialba, alle descrizioni quasi del tutto assenti) perché sono scorrevoli, leggeri, intrattengono e parlano di tematiche attuali ed interessanti: religione e fede, il diverso punto di vista di due comunità in lotta tra loro, vita dopo la morte, elaborazione del lutto e l'inseguimento dei propri obiettivi.
Devo dire che anche Scar ha queste premesse, ma in confronto ai primi due il suo sviluppo è stato ancora più superficiale. La scorrevolezza della scrittura è rimasta, infatti ho divorato questo libro in due giorni anche grazie ai capitoli molto brevi. Purtroppo, nonostante la trama sia più dinamica, l'autrice non è riuscita a svilupparla bene.
Leora, alla fine del secondo libro, si ritrova di nuovo a Saintstone, la sua città, patria dei marchiati (coloro che credono nella fede dei tatuaggi) al cospetto del sindaco Longsight, e ha assistito ad un miracolo: il sindaco è risorto dopo un attentato da parte di Sana, leader degli intonsi (coloro che hanno la pelle pulita da tatuaggi).
Da qui si succederanno alcuni eventi che fino all'80% del libro sembrano avere un senso e una spiegazione minima, ma nell'ultimo 20% il romanzo ha un distacco netto, un vero e proprio susseguirsi di scene senza senso, tra cui molti sogni della protagonista che io sto ancora cercando di capire.
In generale, i personaggi e la storia non hanno una crescita, sembra quasi che non sia cambiato nulla rispetto agli eventi del primo libro, tra l'altro alcune scelte incoerenti di Leora rimangono.
Il finale è frettoloso e buttato lì, quasi come se l'autrice si fosse stancata di scrivere, troppo aperto e senza le giuste spiegazioni. I rapporti tra i personaggi sono affrettati e si vedono davvero poco, l'unico che mi è piaciuto è stata l'amicizia tra Leora e Mel, e per quanto non mi piaccia il romance, avrei preferito vedere l'evoluzione del rapporto tra Leora e Oscar.
Ho capito il messaggio che vuole mandare l'autrice, ed è attuale ed importante: ognuno ha una propria fede, e bisogna accettarla e rispettarla, ogni fazione in guerra possiede una sua verità, e bisogna conoscerla per capire il conflitto. Ma un buon messaggio, senza una trama e dei personaggi costruiti in modo decente, vale la metà di quanto avrebbe potuto dare.
Quindi boccio questo terzo libro, nonostante sia comunque contento di averlo recuperato perché odio lasciare le serie in sospeso ed ero un po' curioso di sapere come si sarebbe concluso il tutto.