"Abitare poeticamente il mondo" è un piccolo capolavoro di Christian Bobin, scrittore e poeta francese scomparso nel 2022.
Cosa significa “abitare poeticamente” secondo Bobin?
Significa resistere alla tecnica, brutale, che ha invaso il nostro mondo.
Bobin rimane colpito quando vede una macchinario che sradica una pianta. Contempla, osserva: la macchina non ha nulla di umano, il conducente è “lo schiavo della macchina” che con furia brutale distrugge la pianta.
La tecnica si serve di una menzogna: che la vita debba essere facilitata. Ma amare, soffrire, lavorare, sono mai stati aspetti semplici della nostra esistenza?
Bobin ci restituisce allora la centralità dell'atto contemplativo: un atto di resistenza poiché guardare il mondo attraverso la lente della poesia riduce la tirannia della tecnica. La poesia minaccia la tecnica e diventa resistere (e forse, come forse direbbe @alexdavenia, ri-esistere) per tornare alla realtà, alla perfezione di una natura che è già completa e poetica in sé.
Abitare poeticamente il mondo è contemplarlo pacificamente, senza il desiderio di controllare o rubarne una parte, senza avidità.
Contemplare è dare tregua al mondo ferito e i contemplativi “possono essere poeti conosciuti come tali, ma può esserlo anche un imbianchino che fischietta come un merlo in una stanza vuota”.
In fondo, abitare poeticamente il mondo è abitarlo umanamente: è tornare alla meraviglia dei bambini per le piccole cose, fragili compagne di viaggio, nel nostro continuo transitare.
“Il mondo è pieno di visioni che attendono degli occhi. [...] Chi la vede questa piccola felce impigliata in un ramo spinoso? Il vento la conosce, il vento le parla.”
Alla tecnologia che “forza le porte” allora può forse rispondere la poesia, unica spiegazione che nulla spiega, la sola scienza che non maltratta il suo oggetto “perché non lo tratta come un oggetto”.
Bobin ci saluta con un messaggio di apertura e speranza:
“Torneremo alle cose vive e vere. Ma per questo, occorrerà che si raggiunga il punto di estrema stanchezza. Occorrerà che non si possa fare altrimenti. L'uomo di oggi non è più cattivo di quello di ieri, è soltanto più smarrito.”
❓Lo avete letto?