Quattro stelle belle piene perché a parte un paio di eccezioni, ho apprezzato praticamente tutti i racconti, anche (e anzi soprattutto, quelli che mi hanno spaccato il cuore.
Il podio è stato aspramente conteso, ma se l'è aggiudicato Slittamento di Guido Bertorelli. Mixed feelings sul finale, ma mi sono goduta il trip (pun intended), tallonato da Conta fino a tre, che si è tenuto stretto il primo posto fino al sorpassone in scivolata. Il terzo posto è un testa a testa tra Fanghiglia (scritto da dio, finale assassino) e Crtl+z (intrigantissimo, mi ha tirato dentro in tre paragrafi, ma ho mixed feelings sul finale pure qua; sì, forse sono io che ho un problema con i finali); direi ex aequo perché non so davvero scegliere. Radio Ga-ga non l'ho capito, but still scritto benissimo; mi ha intrattenuto anche se non ci ho capito granché e si merita tutto il quarto posto. La leggenda di Macmet è carino, ma non mi ha detto tutto quello che volevo sapere. Malena ha una trama non male, ma il punto di vista mi ha impedito di appassionarmi davvero alla vicenda; il colpo di scena della rivelazione dell'identità della Sanguinaria non era davvero necessario, tutto sommato. di La risposta della bestia mi è piaciuta l'idea, ma la resa mi ha convinto poco, forse perché sono biased verso i verbi filtro per deformazione professionale e non sono riuscita a godermelo. Pellegrino Nove e Quello che gli uomini lasciano indietro, mi spiace, ma per me non funzionano. Magari ci sono lettori di fantascienza che vanno matti per le cose-cervellotiche-just-for-the-sake-of-it, ma io non ce la faccio. Il cervellotico me lo godo quando la trama e i personaggi mi portano da qualche parte, sennò non riesco a godermi il panorama e tantomeno il sottotesto.
Still, un ottimo secondo volume e una buona anticamera per dare un'occhiata più da vicino alla fantascienza nostrana.