A nostra insaputa, la tecnologia pensata per essere al servizio dell'uomo ha finito per renderci dipendenti da smartphone, social network, applicazioni e videogame. L'autrice affronta la relazione patologica che abbiamo con i nostri dispositivi e rovescia la prospettiva comune, denunciando la responsabilità dell'industria più potente e meno trasparente al i signori della Silicon Valley. Un libro per chi pensa al futuro e alle trasformazioni in corso. Per chi si pone domande di tipo pratico, ma anche etico sul perché a un certo punto ci siamo ritrovati tutti addicted ai nostri dispositivi.
C’è una popolare teoria cospirazionista secondo cui Facebook ascolta le nostre conversazioni attraverso il microfono del telefono, perché sovente quello di cui parliamo compare di lì a poco nel nostro feed. Ma non ascoltano nulla, come dimostrano le indagini digitali forensi. La realtà è più inquietante: non hanno bisogno di ascoltare, perché sanno tutto di te. [...] Esistono due modi per assumere il controllo del comportamento umano. Primo: si può migliorare l’intelligenza artificiale per prevedere con precisione cosa riesca a manipolare le azioni di qualcun altro. Secondo: si possono semplificare gli umani rendendoli più prevedibili e reattivi. Oggi la tecnologia sta facendo entrambe le cose: questo è scacco matto all’umanità