Dall'Oriente alla ricerca del Re Bambino. Chiamati dalla profezia di Balaam, tre sapienti persiani giunsero a Betlemme. La saggezza di Zoroastro, i poteri segreti dei loro doni, le città del fuoco, il regno del prete Gianni e il misterioso libro della rivelazione. "Una stella li precedeva di notte, e illuminava il loro cammino raggiando non come luna, ma come sole. Tutte le vie sconosciute, i corsi d'acqua, le paludi e le montagne, dinanzi a questi tre re, si trasformarono in vie pianeggianti." Dall'Historia Trium Regum di Giovanni da Hildesheim "Ecco giungere dall'Oriente dei Magi" (Matteo 2,1). L'unica fonte canonica che parla di loro è il Vangelo di Matteo, nel quale la parola usata è magoi, termine che richiama i protagonisti della tradizione astrologico-esoterica mediorientale dell'epoca. Ma perchè queste poche parole di Vangelo hanno sempre suscitato così tanto interesse? Il cristiano moderno conosce i Magi quasi solo dalla scenografia della Natività e del Presepe narrata nei Vangeli apocrifi, e da tuta la splendida arte che quelle descrizioni hanno ispirato nei secoli: gli abiti di seta e di tessuti preziosi, i copricapi orientali, il seguito di servi e cammelli. Molti avventurieri del Medioevo partirono verso l'Oriente attratti dai tesori che si credeva i tre presunti re possedessero. Nonostante Matteo non lo avesse precisato, si riteneva che fossero tre, ma da molto tempo si parlava anche di un quarto mago, avvolto nel mistero, sulla cui identità abbondavano le ipotesi. Ancora oggi si favoleggia intorno ai luoghi di quella cerca: il Tempio del Fuoco, il Monte Vittoriale, inaccessibili caverne in cui sarebbero nascosti libri di alchimia provenienti dall'Egitto, o legati ai sacerdoti di Zarathustra... Questo libro ci guida in una lunga cavalcata sulle tracce dell'identità dei Magi, passando per i possedimenti della Regina di Saba e per il mitico regno del Prete Gianni, ultimo depositario dei segreti dei Magi, per giungere infine alla cattedrale di Colonia, dove ancora oggi, secondo la tradizione, sono conservate le loro spoglie mortali. Un itinerario affascinante alla ricerca della soluzione di un mistero giunto da "Oriente" con Gasparre, Melchiorre e Baldassarre: forse dei re, sicuramente dei maghi, capaci di leggere nel moto delle stelle la via per giungere al Figlio di Dio, alla Nuova Conoscenza. (trascritto da Sudrak al-Salik)
Nato a Torino nel 1955, è laureato in Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino. Ha lavorato a contratto con Università e Musei italiani e stranieri. Attualmente collabora con l'Università Popolare di Torino dove è titolare della cattedra di Antropologia Culturale.
Escludendo i capitoli iniziali e il finale, il testo si configura come rivolto agli addetti ai lavori, esibisce erudizione e indubbie competenze con scarsa attenzione alla divulgazione enumerando fonti , correnti religiose e filosofiche, luoghi antichi storici o immaginari ( per il cui inquadramento sarebbe stato molto utile un apparato cartografico, del tutto assente), e con un taglio rivolto più all'esegesi religiosa che a quella storica. Il tutto rende la lettura, per il fruitore di cultura media occidentale, troppo spesso faticosa e frustrante a causa dell'impossibilita'di seguire un filo narrativo lineare e coerente e di accedere a riferimenti culturali "altri" senza ricorrere a ricerche enciclopediche personali che interrompono e appesantiscono la lettura.