A tutti coloro che hanno trovato l'amore mentre ci lavoravano accanto
4,5 - Negli ultimi anni ho ripetuto di frequente un concetto, ovvero che sono rimasta talvolta delusa dal trend dei romance ambientati in ambito "finanziario", con protagonisti top manager che non avevano davvero nulla del loro ruolo, se non l'essere qualificati "manager" o "dirigenti arroganti/rampanti" a inizio libro (oltre all'essere dotati di valigetta, segretarie adoranti e... yes, la mercedes aziendale o l'elicottero con le grandi pale in volo sullo skyline metropolitano).
Da ciò la mia accresciuta diffidenza anche per il recente e più specifico genere #officeromance, diffidenza smentita però prontamente da questo delizioso PRETTY DEVIL.
In effetti, se c'è qualcosa che contraddistingue sempre i romanzi di Antonia Iolanda Cudil è il lavoro di studio e approfondimento che sta dietro a ogni suo romanzo: che si tratti di carpire i segreti di un cuoco o di un naso esperto dei profumi, quest'autrice riesce sempre a condire le sue trame con le giuste informazioni, dando una base solidale e reale, senza risultare mai pedante.
L'inizio di Pretty Devil può sembrare sulle prime un po' sconcertante, con una boss femmina che si permette comportamenti al limite del sexual harassment ai danni di un povero subordinato, ma... c'è un grosso MA, e infatti vi consiglio di proseguire e di addentrarvi nella storia di Abigail e Daniel, per comprendere tutte le dinamiche sottese, l'antefatto, la maturazione del loro rapporto, l'ambiente che ruota intorno a loro nell'ambiente della Allen & Drammond, una società di angel investors, ovvero di reperimento di capitali privati con cui investire e finanziare start-up e progetti di particolare interesse.
Non c'è una pagina in cui i nostri personaggi non risultino a tono e credibili, tra sfuriate, notti in bianco, tirate per studiare i dossier e grandiose emicranie, festeggiamenti, ubriacature e momenti di profondo sconforto, anche a livello familiare/personale.
Non ci si può non appassionare: le scene scorrono via con un taglio cinematografico, con dialoghi da grande commedia (in alcuni ho sorriso tanto, vedi quando appare il fratello di Daniel, Brandon) e ogni protagonista è reso con il giusto spessore, nel bene e nel male.
Mi sono piaciuti tutti e ho trovato azzeccati anche gli inserti in stile interviste/articoli giornalistici.
Ci si diverte, si sorride, si riflette.
Ok, Abby è una diavolessa, ma resta da ammirare, ed è l'emblema di tante ragazze che si fanno strada, sfatando pregiudizi e ostacoli sessisti, e mantenendo comunque una certa solidarietà femminile.
Perchè non basta gridare "non sono solo un corpo e un bel faccino": se il cervello lo hai, lo fai vedere e lo fai funzionare (e comunque senza vergognarti al contempo di essere nata con belle gambe e curve piacevoli).
In sintesi, un altro gran bel libro della Cudil che consiglio vivamente.