In questo libro troviamo un Camilleri insolito, non è il famoso giallista che tutti abbiamo conosciuto ed amato, qui indossa i panni dello storico. Come lui stesso ci racconta, non ama questo ruolo, perché non si sente all'altezza, ( anche se nella realtà lo è) è necessario che lo faccia, bisogna tramandare ai posteri la notizia di un'ingiustizia,avvenuta durante i moti del 1848 in Sicilia. La Storia ufficiale sia da parte borbonica che italiana, per diversi motivi, hanno cercato di cancellare la vicenda ma non hanno fatto i conti con il popolo. Il quale tramite testimoni oculari, ha tramandato la verità nel corso degli anni. Arrivata da parte della nonna, alle orecchie del piccolo Andrea, da grande decide di dare pace a quei poveri sfortunati uomini. La menzione finale, con i loro nomi, non più numeri, sottratti dall'oblio coatto gli fa molto onore.