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Il Preside

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Una scuola alla periferia romana si trasforma improvvisamente in uno scenario di guerra. Fuori: l’elicottero, le forze dell’ordine, i giornalisti. Dentro: due ostaggi, un fucile, e un uomo solo. È il preside. Ma come è arrivato a questo punto? Poco alla volta la sua vicenda si rivela: un fulmineo passato da poeta e scrittore, le lunghe uscite a caccia con l’amico di sempre, un grande amore naufragato. A interrogarlo dall’altra parte della barricata è il commissario, un uomo alto e magro dalla voce femminile e l’aria da sacerdote. Piano piano i due intessono un dialogo misterioso, qualcosa che sembra oscillare tra la realtà e il sogno, tra l’ineluttabilità del destino e la vaghezza delle visioni: Perché la scuola, fragile mondo in miniatura, non è soltanto una fabbrica del futuro ma molto di più: «un tempio sacro in cui avvicinarsi al mistero della vita prima che la maturità cancelli ogni verità».
«Un attimo, quanto dura un attimo? Un battito di ciglia, un’era geologica, un’estate al mare? Il tempo di dire: ecco ci sono, non ci sono più, e lì in mezzo metterci tutta la vita».

104 pages, Kindle Edition

First published May 12, 2020

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Marco Lodoli

57 books16 followers

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2 (4%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Come Musica.
2,121 reviews660 followers
May 21, 2020
Un uomo vicino all'età della pensione, preside in una scuola alla periferia di Roma, la stessa scuola in cui ha studiato da ragazzo e ha lavorato da adulto come insegnante.

Un uomo solo, senza figli, lasciato dalla moglie, da un momento all'altro con un biglietto, una ventina di anni prima di questo fatidico momento, quello della pensione: "Credevo che saremmo arrivati insieme fino alla fine, che lei avrebbe vigilato sulla mia trepidazione, perché non si trasformasse in qualcosa di pericoloso per me e per gli altri, tenendomi la mano nel buio della stanza matrimoniale, prima di dormire. E io le sarei stato grato per sempre, l’avrei amata come si ama un parapetto su un burrone, mi sarei sempre tenuto aggrappato alla sua vitalità, sapendo che sciolto da lei ero vertigine."

Una vita spesa nella scuola e per la scuola, per poi accorgersi che la vita è liquida, sfugge tra le mani e poi evapora: " Nessuna strategia può abbracciare la sostanza liquida dell’esistenza, che sfugge da ogni parte e si ritrova e si separa, ghiaccia ed evapora, piove piange e disseta."

La sua idea di scuola si scontra con la realtà, cozza con la burocrazia, si scontra con la mentalità della maggior parte degli insegnanti che sono ancora fermi a come "si faceva" scuola cinquant'anni fa. Il mondo cambia, la tecnologia avanza, la società si frammenta e tutto nella scuola resta irrimediabilmente fermo. Gli alunni visti come contenitori da riempire, da far inchinare davanti al dio "programma da completare": "Capisce quello che voglio dire, capisce cosa deve essere la scuola? Un tempio sfasciato ma sacro dove avvicinarsi al mistero della vita, giorno dopo giorno, prima che la maturità sgretoli definitivamente le sue colonne e cancelli ogni verità."

In questo romanzo, che conclude il ciclo delle dodici storie dedicate a Roma, iniziate nel 1989 con "I fannulloni", si denuncia una scuola che ha dismesso la sua funzione e il suo ruolo, per inchinarsi a funzioni e ruoli che non le competono. Un romanzo che oscilla tra il sogno e la realtà, che invita ad aprire gli occhi per correre ai ripari davanti alla parcellizzazione del sapere: "Io non sopporto il peso della scontentezza, non accetto che debba essere cosí per forza, che è quanto ci tocca come esseri viventi. Non sopporto le ore cupe della scuola, la tensione, la paura di non farcela, la frantumazione delle conoscenze, la fatica per entrare a far parte della fatica di un mondo adulto e triste, una sfera che non si può nemmeno lasciar rotolare liberamente a fondo valle, ma che bisogna spingere in alto, giorno dopo giorno, fino alla cima desolata della conclusione."

Riguardo al ciclo di queste dodice storie, l'autore scrive alla fine: "Sono piccole storie avventurose con tante prove da superare, favole contemporanee che incrociano il vento, violento o morbido, soffiato fin qui dall’altrove. [.] Zoppicanti preghiere fatte di apprensioni e speranze, di incontri e parole. Cosí i miei poveri vagano solitari per la città di Roma alla ricerca di qualcosa di piú grande di loro: e alla fine forse si tratta solo di un po’ d’amore, perché è l’amore che cancella gli stretti recinti dell’esistenza e apre alla smisurata generosità dello spirito."

Un invito a dismettere la ricchezza effimera che potrebbe giungere dal sentirsi arrivati, per imparare dai poveri, perché: "I poveri sanno poco o niente di come si vive, procedono su un sentiero incerto, spesso lo inventano con il loro cammino, costeggiando l’abisso da un lato e dall’altro la nostalgia dell’infanzia, quando tutto sembrava possibile. Ma sopra i loro passi il cielo è azzurro, anche di notte."

Un romanzo che lancia un messaggio importante, soprattutto in un tempo come questo in cui la scuola da un lato si è trovata impreparata ad affrontare l'emergenza della Didattica a Distanza e dall'altro si è riscoperta vecchia, vetusta, non al passo con i tempi e, in preda all'emergenza, si è dovuta reinventare: "Perché la scuola, fragile mondo in miniatura, non è soltanto una fabbrica del futuro ma molto di piú: «un tempio sacro in cui avvicinarsi al mistero della vita prima che la maturità cancelli ogni verità»."
Profile Image for Federica Rampi.
718 reviews248 followers
June 30, 2020
Diventato preside per caso, dopo aver vinto per scommessa un concorso, a pochi giorni dal pensionamento, si barrica nell’istituto che dirige facendo suo malgrado ostaggi un’insegnante e un alunno ripetente che si erano trattenuti lì oltre l’orario.
Non vuole uscire né fare del male a nessuno (imbraccia un vecchio fucile che ha sparato un solo colpo in aria tanti anni prima) ma vuole paradossalmente proteggere quel luogo ormai burocratizzato e senz’anima , che a modo suo ama.
Il suo gesto disperato è un’accusa contro lo spirito anonimo e l’impersonalità del tempo contemporaneo che non ammette fragilità e non sa riconoscere la grandezza di ciascuno, tantomeno di chi insegna, di chi come lui la sera cerca consolazione e rifugio facendo versioni di greco e latino

A che serve sapere tanto se poi “tutto passa in un attimo e a volte anche un attimo è troppo, l’immaginazione accelera e lo brucia”...
Il preside, lasciato dal suo grande amore Carola, ha vissuto l’esistenza convinto che la felicità fosse accettare la vita nel suo insieme, obbedendo ai meccanismi di un ordine più grande, precostituito e, ora illluso e disilluso dal mondo, vive il suo giorno di ordinaria follia.

Fuori, ad aspettarlo, le forze di polizia, il circo mediatico e un commissario con il megafono in mano, col quale comincerà una trattativa che tra realtà ricordo ed immaginazione prende la forma di una confessione.

“Il tempo di dire: ecco ci sono, non ci sono piú, e lí in mezzo metterci tutta la vita”

La scrittura di Marco Lodoli è ancora una volta piena di bellezza e compassione
Profile Image for Seregnani.
809 reviews39 followers
March 27, 2025
«E adesso basta gridare, là fuori, e quest'elicottero che gira e gira, e queste luci fortissime, basta: avete messo in piedi un circo per niente, perché tutto fa spettacolo, anche un vecchio preside matto che non vuole tornarsene a casa a fare i compiti.
Uscirò, state sereni, in piedi o con i piedi davanti: con le mani alzate o con le mani incrociate sul petto. Almeno ora vi rendete conto di aver messo la persona sbagliata a guidare un mondo chiuso in una scuola, nella vita io devo imparare ancora tutto, non posso imporre carte e ordini che non comprendo, che mi fanno male. Ma datemi ancora un po di tempo per viaggiare nel mare scomposto dei ricordi, sono onde alte, bonaccia, relitti, sale sulle ferite, datemi il tempo che mi serve.»


4 ⭐️ I libri di Lodoli mi stanno prendendo davvero tanto! La sua scrittura è fulminea, quello che dice ti arriva subito. Questo preside voleva una scuola diversa, non voleva solo che i ragazzi andassero per prendere i voti ma che si preparassero alla vera vita al di fuori delle mura scolastiche.
Profile Image for Marco.
378 reviews3 followers
February 4, 2022
Non è un testo semplice perché la storia non è semplice anche se a prima vista potrebbe sembrarlo. Parla di tante cose messe assieme come un coro dissonante e con tratti onirici che ti portano su piani differenti. Altri commenti dicono che lo stile è agile, invece non l'ho altro sto così semplice.
Profile Image for Antonio Parrilla.
747 reviews29 followers
June 29, 2020
Vengono trattati argomenti importanti, sia personali (l'abbandono, il senso di inadeguatezza...) che generali (i problemi della didattica scolastica, l'imbarbarimento dei rapporti umani...) ma a me, purtroppo, il libro non è "arrivato".
Tre stelle.
2 reviews
Read
October 4, 2020
Bello per prendere una pausa e leggere qualcosa di quotidiano, concreto ma anche alternativo
3 reviews3 followers
August 17, 2020
IL PRESIDE di Marco Lodoli

(Cognonimia a parte: mi sia perdonata)... Già dalle prime righe Il nuovo romanzo di Marco Lodoli mi ha catturato e trasportato nel magico mondo tra poesia e realtà che caratterizza i suoi più grandi e significativi romanzi.
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