Luigi Garlando dà vita a un romanzo pirotecnico dove, a colpi di endecasillabi e battaglie reali, un adolescente di oggi dovrà vedersela con il più illustre e scatenato dei maestri: Dante Alighieri.
A Firenze c’è una sontuosa villa cinquecentesca, la Gagliarda, residenza dei Guidobaldi e sede dell’impresa di famiglia. È lì che vive Vasco, quattordici anni, un bullo impenitente abituato a maltrattare professori, compagni e famigliari. A scuola Vasco fa pena, in compenso è imbattibile a Fortnite, progetta di diventare un gamer professionista e ha già migliaia di follower. Perché Vasco è così, sa di essere in credito con la vita e di avere diritto a tutto. Finché un giorno, a sorpresa, viene battuto da un avversario che si fa chiamare Dante e indossa il classico copricapo del Poeta. “Oh Guidobaldi, becca Montaperti! Or mi conoscerai, vil ghibellino. Ben ti convien tenere gli occhi aperti” chatta il misterioso giocatore. Ma chi è? E perché parla in versi? Appena può, Vasco torna in postazione e cerca la rivincita per umiliarlo come solo lui sa fare, senza sapere che la più esaltante e rivoluzionaria sfida della sua vita è appena cominciata.
Mi trovo un po’ in difficoltà a mettere insieme qualche pensiero su questo libro, ma ci provo, perché ne vale la pena e non se ne parla abbastanza. Spesso ho l'impressione che la mia vita da lettrice sia un po' spaccata in due: leggo spesso e volentieri libri per ragazzi, lo faccio per piacere personale ma anche per lavoro, e mi succede una cosa un po' strana. Ho una "bolla social" in cui si chiacchiera spesso di libri per ragazzi, ma stranamente, anche quando il target è il medesimo, ciò che leggo per lavoro non entra mai nemmeno per sbaglio in questa bolla social. Ovviamente questo non significa nulla, perché mi rendo conto che si tratta di un punto di osservazione così limitato, parziale e poco oggettivo che non credo nemmeno valga la pena di fermarsi a rifletterci sopra (o forse ne vale la pena, ma io personalmente non ho gli strumenti per trarre delle conclusioni sensate su queste riflessioni), ma insomma, ci tengo a provare a portare un po' delle mie letture "da lavoro" anche qui. E, al tempo stesso, trovo difficile farlo, perché quando leggo questi libri nell'ottica di doverli usare come base per altri progetti, cercando spunti e idee, appuntandomi passaggi, pensando già a che cosa posso costruire da un determinato elemento, un po' rischio di perdere il gusto della lettura. Leggo per poter fare poi altro, non perché voglio solo leggere. E quindi poi mi ritrovo senza gli strumenti che utilizzo di solito quando provo a scrivere un commento. Ecco, "Vai all'inferno, Dante!" ha avuto il pregio di catturarmi completamente. L'ho letto perché avevo bisogno di leggerlo, ma spesso mi sono ritrovata incapace di staccarmi dalle pagine, a macinare capitoli solo perché volevo andare avanti e scoprire cosa sarebbe successo. Non devo certo arrivare io, nel 2022, a dire che Luigi Garlando, quando si tratta di letteratura per l'infanzia (e per l'adolescenza) è una garanzia di freschezza e di tematiche importanti trattate con un'inventiva sempre efficacissima. Insomma, combinare insieme la crescita, il calcio, fortnite, la musica rap e pagine e pagine scritte solo con terzine dantesche non era affatto facile, ma Garlando ci riesce benissimo. Il risultato è un libro sorprendente, fatto di momenti surreali e divertenti (no, seriamente, l'impresa di famiglia del protagonista, specializzata in monumenti funebri supertecnologici è una delle cose più belle che io abbia mai trovato in un libro) e altri toccantissimi (le scene ambientate nel Bosco sono qualcosa di dolorosissimo). La cosa interessante di questo romanzo è che Vasco, il protagonista, è insopportabile. Sin dalle prime pagine si presenta nel peggior modo possibile: non è un ragazzino un po' ribelle con cui i lettori vogliano pero immedesimarsi, no. Fa subito una cosa orribile, capace di ribaltare la prospettiva e far vedere a tutti quanto abbia passato il limite, e ci vuole davvero molta pazienza per imparare a conoscerlo e ad apprezzarlo. Non è una cosa che si trova spesso in romanzi del genere, e forse in un certo senso è un po' un azzardo, ma è un azzardo perfettamente riuscito. Così come un azzardo è proprio il nocciolo del romanzo stesso: un viaggio dantesco al contrario, in cui la letteratura assume un ruolo centrale senza aver paura di spettinarsi l'alloro. Non c'è timore referenziale per Dante, qui: la letteratura diventa qualcosa con cui i ragazzi possono sporcarsi le mani, qualcosa da toccare, maneggiare e rimaneggiare. Qualcosa da usare, da prendere in giro, da sentire vicinissima, non rinchiusa in un compito di scuola. Ecco, questa è la forza del romanzo, secondo me: al di là della girandola di personaggi bellissimi, dei soprannomi folli, delle idee geniali, della scorrevolezza della scrittura. La forza del romanzo è proprio questo prendere Dante e metterlo a disposizione dei ragazzi. Bellissimo, davvero.
Avrei molto da dire a proposito di questo libro, ma eviterò di farlo, perché Goodreads è una piattaforma pubblica, e non voglio finire a discutere con personaggi strambi che sentono la necessità di difendere l'autore o l'opera. "Vai all'Inferno, Dante!" è stato assegnato da leggere come libro narrativa del ragazzino a cui faccio ripetizioni (seconda media). Ora, ho un'idea - ed è personale e non per forza condivisibile - che non sia necessario assegnare ai ragazzini stronzate abissali (come potrebbe essere, ad es., un libro come Percy Jackson) perché si appassionino alla lettura. Possono trovare le loro storie astruse e scritte male su netflix, non hanno bisogno di un libro che gli rubi 4-5 ore della loro vita e cerchi di inculcare loro una serie di lezioncine morali. Che peraltro, come nel caso del libro di cui stiamo parlando, non trovo condivisibili. Non trovo condivisibile parlare della morte di un bambino per leucemia nella cornice di un'analogia con Fortnight, come se il bambino fosse un guerriero che ha perso. La guerra ha vincitori e vinti, e soprattutto occupanti e assediati. La leucemia e i tumori direi di no. Non trovo condivisibile esaltare in un libro di ragazzini la ricchezza materiale e le potenzialità infinite di un patrimonio smisurato, e dipingere i ricchi come i buoni, quando sono dotati di una serie di pregi democristiani, soprattutto quando ci troviamo in un mondo fatto di diseguaglianze e ingiustizie create proprio dalla distribuzione inequa delle ricchezze. Tanto più che uno di questi ricchi governerebbe barche di ONG utilizzate per salvare migranti, ma mi piacerebbe sapere quanti sono i ricchi in Italia che, anche se non lo ammettono apertamente, parteggiano con Salvini e lo votano o, ancora peggio, parteggiano e votano chi è razzista e guadagna dalla regolamentazione dei confini ma ipocritamente e mettendosi in bocca valori di uguaglianza e giustizia. E insomma, io un libro del genere non lo avrei mai proposto a scuola. Avrei scelto un classico, anche più vicino a noi negli anni, che potesse appassionare e raccontare qualcosa di sconosciuto ai ragazzi, e non replicabile in maniera molto più proficua su una piattaforma di streaming. Ho proposto, per es., "Il buio oltre la siepe" o "La storia infinita", ma anche "Percy Jackson", perché talvolta si procede a tentoni.
Questo libro è fantastico! L'ho preso in prestito in libreria, ma è molto molto carino, tanto che secondo me vale la pena acquistarne una copia da tenere nella propria libreria personale; penso che lo acquisterò per regalarlo a mio fratello. Fa un sacco ridere, e penso sia perfetto per tutti. Sì, ci sono stati alcuni pezzi più noiosi, tipo le parti dove giocano a Fortnite o le partite di calcio. Però racchiude una buona dose di cultura e risate, ma non mancano altresì eventi più tragici.
"Fortnite insegna a essere prudenti, a salire un gradino per volta. A ben pensarci, non credo che l'amore sia poi tanto differente dalla guerra."
"Dell'amore so ancora molto poco, ma ho scoperto che può nascere dal nulla e nel nulla ritornare, quando meno te l'aspetti."
“VAI ALL’INFERNO, DANTE!” è un libro che, anni fa, hanno regalato a mio figlio (uno dei pochi che ha portato fino in fondo, ci tengo a precisarlo). Lui attualmente ha l’età del protagonista, Vasco, ovvero quattordici anni. In verità, nel romanzo, del quale Vasco è la voce narrante in prima persona, il lettore ha l’opportunità di incontrare il ragazzino quando ancora ha tredici anni e si presenta come un viziato spocchioso, egocentrico, egoista, tanto irritante quanto insopportabile ed insensibile (per non dire proprio s****zo). Nella prima metà del volume non fa altro che pontificare i suoi nobili natali, la ricchezza e la potenza della propria famiglia, dovuta ad un’impresa nata quasi per caso, ma che ne ha direttamente determinato la fortuna. Allo stesso modo, prende simbolicamente per mano e conduce in un tour dettagliato del proprio stile di vita e dell’opulenta dimora in cui vive, la Gagliarda, situata sui colli alle spalle dello splendido capoluogo Toscano. Ma Vasco, abituato ad essere immerso negli agi e circondato dai privilegi derivanti dalla propria condizione socioeconomica, non porta rispetto per lavoro e doveri: i suoi unici interessi sono il calcio e i videogiochi. In particolare, Fortnite è la lente attraverso cui, di continuo, interpreta la realtà che lo circonda. Il suo sogno è diventare un pro-gamer, a discapito di tutto e tutti: va malissimo a scuola e non se ne cura, tratta male professori e compagni, ruba nei negozi, sfida l’autorità. Insomma, il suo futuro sembra ormai indirizzato su una strada amorale finché, trovandosi in una situazione critica, viene inaspettatamente aiutato dal vero Dante Alighieri che, come Virgilio settecento anni prima, è stato inviato sulla Terra per salvare l’anima del povero Vasco, a colpi di endecasillabi strutturati metricamente come le sue celeberrime terzine. Luigi Garlando con una rivisitazione innovativa e spassosissima del dolce stil novo, narra una vicenda a sfondo educativo e (pertanto) piena di retorica, ma con un’ironia sagace ed alcune battute davvero divertenti. Intrigante, inoltre(agli occhi di un ragazzino, alla cui età questa lettura è dedicata), il fatto di aver riportato in vita il Sommo Poeta nella sua bella Firenze, di avergli fatto esprimere la propria lealtà patriottica attraverso il tifo sfegatato per la Fiorentina, di aver aggiornato le sue idee sulla “politica estera”, di essere un campione a Fortnite e di considerare il rap come una nuova versione del tanto celebrato stil novo.
Dante Alighieri è tra i poeti quello che mi sembra di più una persona vicina, un amico che ha sempre qualcosa da dirmi. Questa storia nasce dalla fantasia di un autore che lo considera come me e che lo fa rivivere e tornar a Firenze per aiutare un ragazzino ricco e arrabbiato a trovare la strada per le stelle. Ci sono tanti passi che mi sono piaciuti moltissimo e tutto l'amore per la Divina Commedia e per l'uomo Dante trasuda ovunque anche nelle parti che fanno un po' storcere il naso. Ci sono alcuni difetti, troppo peso dato alla ricchezza, qualche situazione semplicina e personaggi senza scala di grigi però sulla bilancia vale più portare la letteratura vicina a noi oggi per ricordarci che è una comunicazione che non si interrompe mai.
Ho letteralmente amato questo libro. La storia é coinvolgente e non si può fare a meno di affezionarsi ai personaggi, che prima odi e poi ami (soprattutto il protagonista).Un libro coinvolgente da leggere tutto d'un fiato che affronta tematiche difficili nel periodo dell'adolescenza con una leggerezza pazzesca, facendoti prima ridere e poi piangere.
Questo libro mi è piaciuto molto e mi ha emozionato tantissimo. Il collegamento vita-videogiochi è l’elemento che preferisco. È certamente il mio libro preferito.
Ieri ho finalmente terminato la lettura di questo libro di cui tanto si è parlato in occasione della sua uscita.
Vorrei riuscire a trovare le parole giuste per parlarne senza incorrere nella retorica.
Garlando è una garanzia, ma questo suo libro non l'ho amato.
Il linguaggio è semplice, ma forse alcune situazioni sono portate troppo per le lunghe.
Non sono riuscita a entrare in sintonia col protagonista, ci sarebbero stati tutti i presupposti per toccare tematiche importanti, ma è come se tutto restasse in superficie.
Sicuramente io sono una "boomer" ed è per questo che non ho saputo apprezzare tutto quel ricorrere a Fortinite, ma potrebbe essere un modo per incuriosire gli adolescenti che vivono le realtà virtuali come parte integrante della quotidianità.
Non lo inserirò nella biblioteca di classe i mieli alunni si lascerebbero scoraggiare dalla lunghezza. Forse è più adatto per la #scuolasecondariadisecondogrado.
Romanzo molto originale e che consiglio a tutti gli adolescenti per approcciarsi alla conoscenza di Dante, qualora le sue opere faticano ad essere comprese o piaciute. Il protagonista della vicenda è Vasco, un preadolescente orfano di madre, appartenente ad una famiglia molto ricca di Firenze che si è arricchita grazie alla realizzazione di tombe monumentali a tema. Il nonno è molto affezionato al ragazzo, lo vizia e lo soddisfa in ogni modo. Vasco, di contro, è un ragazzino supponente, irriconoscente, lavativo e approfitta del suo nome illustre per raggiungere i suoi scopi in ogni campo. Egli è particolarmente appassionato di Fortnite e passa parte delle sue giornate a giocare. Un giorno, però, a sfidarlo sarà uno strano giocatore, Dante Alighieri in persona.
Un libro che tutti i liceali dovrebbero leggere. A tratti ironico, ma molto profondo, il libro delinea il percorso di crescita interiore di un adolescente che tutto potrebbe essere definito tranne che un bravo ragazzo. Proprio per rendere il cuore di questo ragazzo "gentile" Dante Alighieri in persona diventerà modello e maestro del giovane Vasco Guidobaldi. Il potere della poesia e della saggezza di un educatore che calandosi nel XXI secolo farà breccia nella corazza di un ragazzo che non sa rispondere al dolore se non con l'odio. Lerrege questo libro è un'esperienza arricchente e sensazionale; un modo di riflettere sull'importnaza di dare significato alla propria giornata facendo di tutto per essere, non solo una brava persona, ma una "bella" persona.
non mi è piaciuto molto ma do tre stelle perché l’idea era carina, ma c’erano troppe partite a fortnite di cui non mi interessa nulla e all’inizio era veramente irritante era molto scorrevole essendo un libro prevalentemente per bambinx, ma comunque era abbastanza noioso. le parti più belle sono state le menzioni a chiesa e la ripresa delle terzine di paolo e francesca penso che se l’avessi letto qualche anno fa mi sarebbe piaciuto di più
Romanzo di formazione che in qualche modo avvicina i giovani (ma non solo) al bello della letteratura italiana, con il parallelo tra lo stil novo dantesco e il rap contemporaneo. Per quelli meno giovani, in certi passaggi un po' troppo tecnico sul videogame Fornite, ma si capisce che è necessario come metafora. Voto 3,5/5
Molto bello come libro, unisce due cose che io personalmente apprezzo molto: i video giochi e La letteratura. Storia coinvolgente, personaggi molto verosimili e un libro a tratti divertente e a tratti serio. Mi ha solo deluso il fatto che Vasco non si sia fidanzato con Bice, ma il messaggio del libro è comunque molto significativo
Una sola parola: geniale. Un’uso spaziale della lingua, alcune trovate stilistiche e di narrazione davvero originali, un’ironia di fondo unita ad una morale profonda. Protagonista ben dettagliato, personaggi caratteristici, scrittura scorrevole. Ed un paio di passaggi davvero commoventi. D’altra parte, qui parliamo di un genio…
Notevole. L'ho regalato a mia figlia tredicenne proprio per i 700 anni dalla morte di Dante, ma poi ho voluto leggerlo anche io. Scritto bene, geniale l'idea, belle le rime, allegro, pungente. Romanzo di formazione camuffato in modo da risultare brillante, mai noioso. E anche le battaglie a Fortnite...
Bellissimo romanzo. Leggendolo mi è sembrato che Dante sia veramente giunto sulla terra, settecento anni dopo, nella sua cara e amata Firenze, conoscendo cose nuove che non aveva mai visto prima. Mi è piaciuto molto il rapporto tra Dante e Vasco, e come egli abbia cambiato la vita di quest’ultimo. Consiglio vivamente questo libro.
Idea fantastica, spunto per molte riflessioni. Do 4 stelle perchè a volte i paragoni con fortnite erano un pò "pesanti". Probabilmente se avessi conoscuto le meccaniche del gioco sarebbe stato più scorrevole.
Libro da consigliare a ragazzi di prima o seconda media. Un po’ lungo si sofferma molto sulle partite si fortnite o di calcio, per questo ho saltato diverse pagine, ma tutto sommato può piacere. La figura di Dante che ritorna dal passato come mentore di un adolescente è carina
Mi è piaciuto tantissimo, Strastrastraconsigliato soprattutto per un pubblico di circa 12 anni. Mi ha un po' deluso il finale, ma questo libro mi è comunque piaciuto moltissimo
Libro per ragazzi delle medie: Dante torna per redimere un bulletto fiorentino. Carino all'inizio, ma verso la fine si perde un po'. Però lettura piacevole e scorrevole