Prendere una sbandata con i fiocchi per la preside del liceo della propria figlia e avviare una comoda, ma segreta, non-relazione a sfondo sessuale, potrebbe rivelarsi un tantino impegnativo, soprattutto se, a causa di un divorzio fuoco e fiamme, non si conosce affatto questa figlia dalla vita sociale pari a zero e si vive in una città di provincia. Ecco ciò che accade a Michele Bastiamante, editore di successo, e a Nera Valdraghi, preside di un liceo. La disinvoltura di Michele si scontrerà con il perbenismo di Nera in uno scambio tra il serio e il faceto che ridisegnerà la vita di entrambi.
La sua accompagnatrice scostò la porta, lui entrò e la prima immagine che ebbe della preside del liceo scientifico “Niccolò Copernico” fu il suo fondoschiena. Il suo magnifico fondoschiena, per essere precisi. La donna era china a novanta gradi in una posizione piuttosto precaria che le consentiva, però, di armeggiare con i fili del computer che pendevano tra il muro e la scrivania. «Ma porco giuda, Cavalli» imprecò, «si può sapere chi ha incasinato così i fili?» Michele tossì. Gli sembrò la cosa più elegante da fare per segnalare che non era Cavalli. La donna si tirò su di scatto, rivelando, come seconda immagine, una chioma rossa, lunga e tutt'altro che adatta al ruolo di dirigente scolastico. Perfettamente in pendant con il fondoschiena, però. Infine, girandosi, esibì il viso, un ovale bello e freddo, con due occhi metallici e chiarissimi che mettevano in ombra tutto il resto. Anche il fondoschiena, il che era tutto dire. «Michele Bastiamante?» domandò. Non sembrava per nulla imbarazzata dall'essere stata sorpresa a imprecare come un carrettiere. «Sono io.»
L'uomo maturo, sornione e incredibilmente affascinante? Ce l'abbiamo! La donna composta e un po' troppo legata alle apparenze? Ce l'abbiamo! Due figli, uno a testa, fuori dalla norma? Ci sono! Aggiungete una vicina di casa svitata, un albanese grezzo, ma bello come il sole, e gli ingredienti per una storia in perfetto "stile Quasi", ci sono tutti.
“Okay, solo due piccole considerazioni, si concesse. Ricapitolando: lui le aveva chiesto di andare a letto insieme, con regolarità, ma senza complicazioni. Come si facesse ad andare a letto con qualcuno con regolarità, ma senza complicazioni, era una cosa che Nera non riusciva a immaginare, ma forse era lei a essere poco evoluta.”
Inizia così il rapporto dei due protagonisti, con una proposta indecente da parte del protagonista maschile che mette in crisi la preside tutta d'un pezzo.
Quando mesi fa conobbi Michele Bastiamante fu amore a prima vista. Dalle primissime pagine compresi che avrebbe avuto un posticino d'onore fra gli uomini di carta. Lo stesso non posso dire di Nera Valdraghi; troppo rigida, troppo perfettina e poi, parliamoci chiaro, se una donna è longilinea e indossa quelle gonne a tubino e le stanno anche bene, come può stare simpatica a me che sembrerei una mortadella con la stessa gonna? per non parlare del cappottino color carta da zucchero. Insomma avrei preferito che cedesse alle avances di Angelica, la vicina svitata. Ma come al solito Rebecca mette tutto in ordine, con delicatezza e ironia, senza cedere agli stereotipi, i personaggi li mette a nudo, così come i loro sentimenti e il tono della storia cambia.
“Invece di calmarsi la cosa prendeva una piega sempre più estrema. E licenziosa. Michele sospettava dipendesse dal fatto che avevano mandato a monte il sesso liscio a favore di un’introspezione che aveva preso loro la mano; si stavano innamorando, c’era poco da girarci intorno, e il sentimento esaltava la fisicità. Le entrò dentro con sicurezza, ah, luogo magnifico, caldo e stretto. E tutt’intorno la sua donna, complessa e sottile, strana e bellissima.”
Un'altra storia di Rebecca che mi ha rubato il cuore.
Michele Bastiamante è un editore di cinquant'anni e vive a Milano. Con la prematura scomparsa della sua ex moglie è costretto a prendersi cura di sua figlia Eugenia. La ragazzina ha sedici anni,e'goffa , un po' sovrappeso , tracotante e molto antipatica. A scuola viene bullizzata continuamente e per questo motivo Michele viene convocato dalla preside del liceo ,Nera Valdraghi. Gli consiglierà di modificare un po' lo stile di vita della ragazzina in maniera tale che i compagni la lascino in pace.Rimane colpito dalla bellezza della preside e accetta i suoi consigli; il problema è che Michele non ha un buon rapporto con sua figla,sono pressoché estranei. Si farà aiutare da Angelica,la sua vicina di casa un po' svampita in apparenza... "Stamattina pensavo fossi scema verso mezzogiorno,ho corretto con ninfomane, ora credo che tu sia matta ,ma con una vena di genialità.." Mi sono divertita parecchio con le metafore boccaccesche di Angelica😂... "Voi uomini non sapete pianificare. Non è che quelle robe rosa che leggi ti hanno incasinato il cervello modello base?" Michele e Nera cominciano a frequentarsi, la loro è una relazione non relazione... La tematica principale della storia è il bullismo ma ci aggiungerei anche il difficile rapporto genitori -figli.Quello di Michele ed Eugenia in primis. Lui ha lascito la figlia nelle mani della sua defunta moglie che l'ha educata a suo piacimento,ma fa ammenda dei suoi errori e cerca di rimediare riuscendoci alla grande. Anche Nera ha i suoi non pochi problemi con la sua famiglia. Sua sorella e sua madre la denigrano continuamente,per loro conta l'apparenza sempre e comunque e cercano di convincerla a riprendersi il marito fedifrago. Mi è piaciuto molto Michele con la sua ironia,la sua pazienza nel non forzare Nera e assecondarla, la sua perseveranza. "Se solo ti vedessi con i miei occhi" Lui che è un mercante di parole,non ci gira intorno,non usa fronzoli,e' schietto e sincero. L'unica pecca ,a mio parere,è il finale . Avrei voluto sapere di più....inoltre avrei gradito conoscere un po' del passato di Angelica. In ogni caso lo stile della Quasi è unico,un lessico impeccabile contornato da sagace ironia.... ⭐⭐⭐⭐,5
4.5 stelle Come sempre Rebecca Quasi è stata superlativa!!! Non ho più parole per descrivere quanto io ami lo stile, l'ironia e la delicatezza di quest'autrice; amo come si senta sempre il senso di famiglia pur non avendo legami di sangue... Ho amato alla follia Michele, affascinante e sexy, nella sua normalità, basta con questi maschi alfa egocentrici!!! Nera mi ha fatto patire un po' con le sue paure, ma d'altronde non è facile vivere in un luogo di provincia, essendo una preside! Ma almeno hanno divertito con i loro sotterfugi 😅... Meno male Michele non ha mollato, lui aveva un piano 😂... Il personaggio di Angelica è stato straordinario, il collante tra Michele e la figlia... Nel bene e nel male tutti i personaggi sono straordinari... Ohibò super consigliato ❤️
Scrittura come al solito senza sbavature. Molto belli i personaggi secondari, la protagonista non è tra le mie preferite; in ogni caso un bel libro che consiglio
Michele Bastiamante editore di successo deve prendersi cura di sua figlia Eugenia, una sedicenne bullizzata perché in carne e non veste alla moda. Michele viene chiamato dalla preside del liceo Nera Valdraghi e subito ne rimane colpito, dopo un po’ iniziano una non relazione a sfondo sessuale di mercoledì...
Il libro in se l’ho trovato carino anche se in alcune parti mi veniva voglia di saltare pagina cosa che non mi capita mai con un libro di Rebecca. Ad oggi è quello che mi è piaciuto un pochino meno. L’epilogo molto carino 😍 speriamo arrivi un libro su Eugenia. Per me ⭐️⭐️⭐️⭐️
Rebecca torna con una storia nata di mercoledì e proprio in quel giorno viene consumata settimana dopo settimana tra un distinto editore di nome Michele e la preside del liceo Nera, il liceo in questione è proprio quello frequentato dalla figlia di Michele Eugenia. Innanzitutto devo dire che sono così contenta che finalmente la protagonista di un libro abbia la mia età, essere del '76 non è mai stato così eccitante. Nera lo è solo di nome perché di fatto è rossa con l'immancabile cappotto color carta da zucchero a farla sembrare una vera e propria icona, dal primo colloquio con il padre di una delle sue studentesse si invaghisce di quell'uomo così elegante e così affascinante. Il tutto è reciproco e instaurare una non-relazione di solo sesso è il passo successivo. Michele è un padre improvvisato, costretto a ricoprire il suo ruolo dopo la morte dell'ex moglie e si ritrova una figlia adolescente alle prese con il bullismo e il rifiuto verso il mondo esterno, complice una dirimpettaia fashion blogger molto asfissiante e un grafico di origine albanese alquanto inquietante riuscirà a far acquistare alla figlia le giuste sicurezze e finalmente ad ottenere l'approvazione e l'affetto di quest'ultima. Nera è insicura con una famiglia insulsa alle spalle, un neo ex marito a dir poco rivoltante riuscirà a credere nell'amore e quell'uomo che l'ha vista veramente le darà quelle sicurezze di cui tanto aveva bisogno. I dialoghi, l'ironia di Rebecca sono sempre graffianti, stimolanti e non c'è mai un momento nel libro dove ci si possa annoiare, hai una marcia in più Rebecca, brava!
E anche stavolta Rebecca Quasi mi ha fatto un regalo magnifico. Un’altra perla della raffinata e sincera penna di questa scrittrice così unica e diversa dalle altre. La sua prosa è intrigante, sottile, carnale ma mai volgare, dolce ma mai stucchevole e mai scontata o prevedibile. In questo romanzo Michele è un padre assente che, a causa della prematura morte della sua ex moglie, deve farsi carico di sua figlia Eugenia, diventata ormai adolescente. Padre e figlia, praticamente estranei, si ritrovano a convivere nello stesso appartamento senza sapere come relazionarsi, senza conoscersi veramente, senza provare empatia né affetto e senza sapere come fare ad essere parte di una famiglia. Nera è la preside del liceo di Eugenia che convoca Michele in presidenza per un colloquio. Ed è proprio lì, a scuola, nell’ufficio della preside, che Michele Bastiamante incontrerà Nera Valdraghi “La grande meretrice di Babilonia”. Io non posso scrivere troppo perchè questo libro, come tutti gli altri dell’autrice, deve essere letto, assaporato e vissuto. Sì vissuto, perché con i romanzi della Quasi ho sempre la sensazione di vivere la storia, quasi come fossi affacciata alla finestra, una finestra sulla vita dei suoi personaggi. Mi sento insieme a loro, li percepisco, li ascolto, li guardo, rido con loro, mi arrabbio con loro, mi innamoro come loro e li sento vicini. Il lettore è del tutto affascinato dall’atmosfera intimistica che c’è in ogni scena descritta, dal colore e dalla vivace ironia dei dialoghi, dalla sussurrata sensualità delle scene d’amore e dalle dinamiche con cui tutti i personaggi finiscono poi per ruotare nella stessa orbita. La trama si sviluppa con naturalezza e tu ti ritrovi a leggere la storia di tutti, perché tutti i personaggi ne sono protagonisti. Bellissimo, scritto con grazia, con cura e, sicuramente, con amore da una scrittrice di talento che ammiro davvero tanto. Spero che le torni presto l’ispirazione e ci regali un’altra meraviglia.
Bello, bello, bello. Altamente sensuale senza bisogno di scene di sesso, divertente e allo stesso tempo toccante per gli argomenti trattati. Insomma ora si ride ora si è invitati a riflettere su certe dinamiche familiari che spesso è più comodo nascondere come si farebbe con la polvere sotto lo zerbino: prima o poi vengono fuori in un modo o nell'altro. Il pregio vincente di Rebecca Quasi è il non lasciare mai nulla al caso, ogni scena è studiata con maniacale precisione per colpire dritta l'immaginazione del lettore. Ogni volta che leggo un passaggio saliente è come vedere un "fermo immagine" degno della miglior fiction della televisione. Uno dei più significativi esempi è il primo incontro tra Michele e Nera: da rileggere due o tre volte. Altro plauso la scelta non casuale dei nomi di alcuni personaggi che rende l'insieme ancora più godibile, dando adito a giochi di parole e battute che innescano più di una volta il sorriso del lettore. Come avrete capito in questo romanzo si assiste all'alternarsi di scene ilari e situazioni che toccano il cuore. Punto nodale della narrazione è il valore della famiglia, nel bene e nel male, quel senso di appartenenza che scalda ma può anche soffocare se i rapporti diventano complicati o addirittura lo sono sempre stati. Michele e Nera si conoscono in un momento delicato della vita di entrambi. Vedovo lui, appena separata lei, hanno due personalità profondamente diverse, dovute ai loro trascorsi familiari e matrimoniali. Se Michele è un affascinante editore dalla risposta sempre pronta e un acuto senso dell'umorismo, Nera è una donna disincantata e irrigidita dai legami familiari (più che giustificata). Saranno il sex appeal e l'ironica schiettezza di Michele a far breccia attraverso il guscio protettivo di Nera, non senza l'intervento di personaggi fondamentali che orbiteranno intorno ai due protagonisti, uno più necessario dell'altro. E qui un altro plauso per la caratterizzazione dei personaggi, ma dall'autrice non mi aspettavo niente di meno, personalità che bucano le pagine, che alimentano fin da subito sentimenti contrastanti ma che all'epilogo saranno entrati nel cuore di chiunque leggerà. No, non vi racconterò cosa succede, ma voglio complimentarmi ancora con l'autrice per la cura e la scelta nel tenore dei dialoghi che trovo la ciliegina sulla torta in un romanzo come questo, dove sguardi e scambi di battute rendono la narrazione un vero e proprio copione per una piacevole sit com o una fiction sdrammatizzata. Ho sorriso spesso ma mi sono anche commossa entrando in empatia con Nera e il suo schiacciante senso del dovere. Una donna nella quale in molte ci potremmo immedesimare per motivi diversi. Sarà anche per questo che Di mercoledì è stata una lettura davvero intensa e piacevole, capace di far sorridere e commuovere per un gesto o una frase mai banali ma carichi di significati che il lettore saprà certamente cogliere. Uno profondo sguardo alla resilienza delle donne, a quel grande difetto che abbiamo di mettere tutto e tutti davanti alla nostra felicità, fino a quando un Uomo rispettabile e ironico, ma soprattutto innamorato, non sovvertirà il nostro mondo facendoci sentire delle rispettabili "sgualdrine babilonesi".
I libri della Quasi mi piacciono perché le persone coinvolte sono persone comuni. Ognuno di noi potrebbe essere il protagonista di un suo libro. Sono esseri imperfetti con mille difetti, ma veri, reali. Anche con questo nuovo libro Rebecca non sbaglia, riuscendo a tenermi incollata pagina dopo pagina. Certo, dei nomi un po' più semplici? Solo nei suoi libri potresti trovare Nera, Leonida, Rodrigo… Da leggere
Una vera goduria quest'ultimo romanzo della Quasi che, con il suo stile ormai inconfondibile, ci regala un'altra storia fresca e intrigante.
Come nelle sue storie precedenti, anche in DI MERCOLEDÌ il punto forte è la caratterizzazione dei personaggi, protagonisti e non solo, che mettono in risalto una trama semplice, esempio di una vita quotidiana senza clamori. Una piccola città, una preside e un editor, un'adolescente problematica e una vicina, Angelica, falsa gatta morta. Tutti insieme danno vita ad una storia spassosissima, divertente, di una leggerezza che non sfocia mai nel banale.
La penna della Quasi si riconosce nella piacevole ironia con cui tratta temi anche importanti e attuali come il bullismo di cui è vittima Eugenia, nella descrizione poco romanzata del sesso e dell'amore.
È facile immedesimarsi in Nera e nella sua paura del giudizio altrui; è facile sbavare per un uomo come Michele, sexy ma umano; è facile affezionarsi ad Angelica e alla sua schiettezza ed è altrettanto facile tifare per Eugenia e il suo riscatto.
Romanzo assolutamente consigliato, che si legge tutto d'un fiato regalando buonumore e qualche risata. Adatto a chiunque voglia sognare restando con i piedi per terra.
«Che fai?» le chiese. «Apparecchio.» Era sensato. Dalla tuta grigia arrivava la fragranza del suo bagnoschiuma; Michele Bastiamante era, per certi aspetti, abitudinario, infatti acquistava da anni lo stesso sapone e ora ce l'aveva addosso Nera. «È dalle sette di stamattina che voglio baciarti.» Non attese né consenso, né replica, se la tirò contro, fece scivolare le mani sotto la sua felpa e senza perdere di vista quegli occhi liquefatti dalla penombra, le baciò la bocca prima con garbo, poi dando sfogo allo struggimento che aveva macinato per quattordici ore. «Sono preoccupato» mormorò senza smettere. «Ah sì?» «Sei ovunque e sempre.» «Per esempio?» «Sento la tua voce, ti immagino, ti penso...»
5 ⭐️ Una bellissima storia d’amore. Anche se un po’ semplice nel linguaggio e nella narrazione, ti fa stare aggrappato dall’inizio alla fine.
È difficile girare l’ultima pagina di un qualsiasi libro di Rebecca Quasi perché tutti ti rapiscono e quando finisci di leggerli è come se il “riscatto” del rapimento fosse stato pagato troppo in fretta. È successo anche con Di mercoledì e adesso mi mancano Michele, Nera, Eugenia, Angelica, Azim e Rodrigo!
Una storia irriverente, contraddistinta dallo stile anticonformista e schietto di questa scrittrice geniale. In questo libro di Rebecca Quasi, si toccano alcuni temi importanti, primo tra tutti il bullismo. Oso dire che il fulcro centrale della storia, ciò da cui tutto è cominciato, è proprio un atto di bullismo subito da Eugenia, la sedicenne figlia di Michele. Il secondo è il difficile rapporto tra un padre separato e una figlia adolescente complicata. Temi sussurrati e raccontanti con rispetto e comicità ma che vanno a bersaglio colpendo il lettore.
Michele, un uomo schivo, colto e affascinante, editore di grande successo si ritrova a ricostruire un rapporto dalle basi con una figlia persa nel tempo e ritrovata dopo la morte dell’ex moglie. Eugenia è una ragazza complicata, problematica, sovrappeso, sgraziata, da lui stesso inizialmente definita allegramente una “piccola damigiana”, e pure antipatica. Quello che non sa, e che scoprirà subito dopo, è che il comportamento di sua figlia ha un motivo serio e grave. Viene bullizzata dai compagni di scuola.
E proprio questo lo porterà al primo incontro con Nera, (anzi col suo fondoschiena!) preside del liceo frequentato da sua figlia. Nera, sexy da morire, capelli rossi e lunghissimi e due gambe chilometriche, lo convoca urgentemente nel suo ufficio, ammaliandolo all’istante.
“Quando vide arrivare una donna sulla sessantina e sotto il metro e cinquanta, rimase alquanto spiazzato. “venga” disse brusca la signora. Era la preside? Quell’acconto di donna dirigeva un liceo? Zoppicava anche leggermente, il che faceva ondeggiare in modo buffo, la nuvoletta di capelli bianchi che aveva in testa”.
E così, inizia tutto.
Rebecca Quasi utilizza un linguaggio eccentrico, fermo ma semplice, e per questo comprensibile a tutti. Regala prepotenza alla storia di Michele e Nera così piena di sensualità. Di Mercoledì è’ un libro piacevole e scorrevole, descritto con elegante ironia. Un libro che inizi a leggere sorridendo (e quanto bene fa soprattutto in tempi come questo!!!) e quel sorriso te lo porti dietro fino alla fine. I personaggi sono sempre così diretti, curiosi, talvolta apparentemente snob, brevi, concisi nei dialoghi e divertenti. Le conversazioni intriganti.
Un racconto che esplode anche con l’arrivo dei personaggi secondari ma non meno importanti, ognuno con la propria storia raccontata: Angelica, la vicina che lavora da Zara, una svitata pazzesca che avrà la “mission” di trasformare Eugenia e diventerà con poche righe una figura fondamentale del racconto che vedrà l’evolversi del rapporto padre-figlia. E poi ci sono Azim, e il piccolo Rodrigo, adorabile! E Maya!
Una stesura con uno stile “d’altri tempi”, un po’ vintage futuristico, usando parole ormai fuori dal comune con un linguaggio che fa sorridere arricchito di termini molto ricercati. Si comprende un profondo studio di ricerca dei minimi dettagli. Anche solo la scelta dei nomi e cognomi diventa esilarante. I libri di Rebecca Quasi sprigionano energia positiva anche descrivendo situazioni complicate.
“Perché allora non può uscire con me?” “Bè…non è…Non si fa. Io sono la preside del liceo di sua figlia”. “Non voglio corromperla. Voglio solo provarci. E non ci sto provando perché è la preside del liceo di mia figlia, ci sto provando perché lei mi piace”. “Grazie, no” “Ha esitato. Buon segno.” “Ho cambiato idea. È ancora valida la sua proposta?” “Mh…In questo momento sto valutando la preside del classico…” “E’ un uomo.” “Bè direi che allora il posto è suo.”
Con tutti i sotterfugi possibili Nera e Michele vi faranno innamorare dei loro “mercoledì”. Tutte avremmo bisogno di un giorno della settimana da dedicare all’amore.
Questa autrice che io ammiro moltissimo vince nei suoi racconti perché racconta la semplicità in un modo così comico che non si può non amarla. continua su https://www.vanitiromancebook.com/boo...
RECENSITO DA KAT WOMAN PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI" Quando Michele Bastiamante entra nell’ufficio della preside del liceo frequentato da sua figlia Eugenia, non può certo immaginare di trovarsi di fronte a un’attraente rossa in gonna stretta e tacchi alti.
Quando Nera Valdraghi convoca il padre di una studentessa della sua scuola vittima di atti di bullismo, non si aspetta di incontrare un uomo affascinante e senza alcun filtro a separare quello che pensa da quello che dice.
Nessuno dei due, poi, può prevedere la scintilla d’intesa e attrazione che subito li lega, passando per un gioco di sguardi e complicità immediata (forse troppo). Il guaio è che, per viversi qualsiasi forma di relazione, o non-relazione, entrambi dovranno fare i conti con un ex marito ipocrita ed erotomane, familiari invadenti e provinciali, una figlia adolescente in piena crisi esistenziale e un bambino dal nome improbabile ma dalla personalità stellare. Senza contare una vicina di casa brillante ma insicura, aspirante fashion blogger dal linguaggio forbito, che da elemento disturbante diventerà presto parte integrante di una famiglia allargata, non senza la presenza di un albanese bellissimo e inquietante, che si dà il caso sia anche un genio in grafica informatica.
Con questa premessa spero di avervi confuso le idee al punto da convincervi a leggere il nuovo contemporary romance di Rebecca Quasi. Ma vi dirò di più.
Nera è l’emblema delle contraddizioni. Imbrigliata nel suo provincialismo, sempre preoccupata dell’opinione comune, vittima dei giudizi dei suoi stessi familiari, nel momento in cui incontra Michele decide di costruire una relazione esclusivamente sessuale con l’uomo che la attrae, lasciandosi completamente alle spalle il suo recente divorzio. Michele, d’altra parte, non ha alcun dubbio sull’attrazione che prova per lei e non esita a farsi avanti, scavalcando tutti i filtri e i finti ostacoli che impediscono a Nera di vivere la propria vita come vorrebbe.
Due personaggi accuratamente delineati e perfettamente complementari che rappresentano solo l’impalcatura centrale di una storia dalle molteplici sfaccettature, in cui emergono vicende sensibili, come il bullismo scolastico e la condizione dei figli di genitori separati. Vicende che l’autrice affronta con leggerezza, ma mai con superficialità, suggerendo la possibilità di conclusioni positive che necessariamente, però, passano attraverso momenti bui.
“La parola lega, lima, intreccia e salda. Lo fa di sua libera iniziativa, ma in particolare elargisce i propri favori a chi di essa è un innamorato fedele.”
Un romance che scorre fluido e piacevole, senza grandi colpi di scena né tratti sorprendenti che sconvolgono le aspettative di chi legge, eppure è la dolcezza e la spontaneità dei sentimenti che permeano le pagine, che catturano e invitano ad arrivare fino alla fine. Ciò che rende i romanzi di Rebecca Quasi unici sono senza dubbio i dialoghi: brillanti, ironici, dolci, perfettamente adeguati al contesto narrativo e ai personaggi. LA RECENSIONE CONTINUA NEL BLOG: https://libriesognalibri.wordpress.co...
Non c'è niente da dire: Rebecca Quasi rappresenta l' originalità nel mondo del contemporary romance. Il suo approccio è unico e speciale nel raccontare la normalità della vita. Non ho dato 5 stelle perché mi è mancato qualcosa di Nera e Michele nel finale. Chissà se l' autrice ha in mente di soddisfare - con una novella? - la mia morbosa curiosità sul come, dove e quando dei due protagonisti ... A parte questo piccolo "appunto" è sempre meraviglioso leggerla. ❤
È un grande onore per me raccontarvi le mie impressioni al termine della lettura in anteprima di “Mercoledì”, un romanzo fortemente atteso da tutte le affezionate lettrici della grandissima Rebecca Quasi.
Vi anticipo che le aspettative sono state largamente superate: l’onda d’urto prodotta dalle vicende di Nera Valdraghi e Michele Bastiamante vi lasceranno su di giri per un bel po’.
Trattasi di una storia originalissima e vivace, ambientata in una cittadina di provincia del Nord, della quale si percepisce chiaramente l’ambiente chiuso e benpensante di coloro che nascondono abilmente la spazzatura sotto i tappeti e non esitano a coprire e giustificare le azioni dei propri giovani seppur nefande. Un contesto che la Preside Nera Valdraghi teme molto e tenta di controllare, sorvegliando i propri studenti e cercando di prevenire ogni episodio di bullismo.
Proprio a causa di un simile evento Michele Bastiamante, editore di successo e padre di Eugenia, viene convocato nell’ufficio della donna dove ha modo di apprezzarne il profilo a 90° e l’eloquio forbito. L’uomo vive in questa piccola cittadina da quando l’ex-moglie Stefania è morta a causa dell’investimento di un’auto, lasciandogli l’esclusiva gestione della figlia, un’adolescente grassa e spocchiosa e quindi vittima ideale per i bulli.
Michele è il classico esempio di padre che, in un colpo solo, deve passare dalla modalità “assente” a quella “full immersion” e che si vede costretto a tentare di costruire un rapporto con Eugenia, che per lui è un’estranea neanche troppo simpatica.
Sebbene nei suoi progetti a breve termine non ci fosse la volontà di costruire una relazione stabile con qualcuno, il colpo di fulmine verso la Dirigente del liceo, lo porta a iniziare una frequentazione con lei… ma sempre e solo il Mercoledì.
Nera, con un matrimonio fallito alle spalle e un figlio di 8 anni, e Michele costruiranno la loro relazione basandosi inizialmente sull’attrazione fisica ma il loro rapporto sarà sin da subito destinato a qualcosa di più grande. La corrente sensuale che scorre tra i due è tale, che il passaggio a un reciproco sentimento di dipendenza e attaccamento, sarà repentina.
Tutta la cornice dei comprimari che l’autrice ha ideato è sempre di più storia nella storia, partendo da Angelica, la vicina di Michele, una sfacciata commessa di Zara e fashion blogger che si rivelerà molto importante per Eugenia; un complessato bruco che faticherà a trasformarsi in farfalla; Azim Dramis il grafico albanese biondo e pettoruto che fungerà anche da guardia del corpo e poi la famiglia di Nera, con a capo Aurelia la sorella alter-ego senza scrupoli e mangiauomini (meglio ancora se fidanzati con Nera)
Potrei continuare ancora per molto ma rischierei di svelare troppo e togliere a voi, care lettrici, il piacere di scoprire questa magnifica storia, dove l’ironia dei dialoghi targati Rebecca Quasi, il linguaggio colloquiale ma abilmente studiato, la descrizione equilibrata di piccoli particolari che creano in un colpo solo un quadro bene definito; le personalità dei protagonisti, talmente normali da risultare straordinarie; la sensualità elegante delle scene d’amore contribuiscono a creare una straordinaria malia che non abbandona fino all’ultima riga.
Definirlo fantastico è riduttivo!
“Penserai che sono una cretina piena di paturnie.”
“Sono uno dei massimi esperti di seghe mentali. Sono un luminare. Tengo corsi all’estero.”
Michele Bastiamante, cinquant’anni molto ben portati, all’improvviso si trova a fare da padre a Eugenia, sedicenne goffa, sovrappeso, sciatta e supponente. Ha delegato (sbagliando) in tutto e per tutto la sua educazione alla ex moglie, nel momento in cui si è trasferito a Milano per lavoro, ormai tanti anni prima. Un po’ per pigrizia e un po’ per quieto vivere, da allora i suoi rapporti con Eugenia si sono diradati e ora sono due estranei; certo nei suoi confronti si sente molto responsabile, soprattutto dopo la recente morte della madre, così si reca puntuale al colloquio con la Preside del liceo che la figlia frequenta.
Nera Valdraghi, la Dirigente scolastica, è una donna molto bella e affascinante; ha una personalità scoppiettante e irriverente. Ed è spietatamente sincera e diretta: durante il colloquio con Michele, più di una volta mi è scappata la risata. Ha convocato Michele perché Eugenia viene bullizzata...
Il romanzo parte subito con toni ironici e frizzanti, con quell’umorismo che talvolta si fa irriverente e che è un tratto distintivo e a mio parere irrinunciabile di quest’autrice. Dovete leggere per capire, ma di sicuro Nera colpisce Michele, oltre che per la sua bellezza, per il suo eloquio sfrontato ed esplicito. Tanto che il padre non può che accettare i consigli della donna e per “svecchiare” un po’ Eugenia, assume la sua vicina di casa; Angelica ha vent’anni, anche lei zero peli sulla lingua e una cotta per Michele, che però rifiuta sempre le sue chiare avance. Nonostante l’aspetto da svampita, Angelica, che è un’aspirante blogger di moda, si dimostra fin da subito sveglia e sagace e il suo aiuto alla lunga è determinante: oserei dire che il loro diventa un affettuosamente contrastato rapporto di amicizia e affetto.
Ogni volta che Nera e Michele si rivedono, scoppiano scintille; arrivano finalmente a un accordo, che sanno essere temporaneo e che pretendono senza alcun coinvolgimento. Nera non vuole lasciarsi scappare l’occasione di concedersi qualche momento di rilassato piacere con quell’affascinante uomo; è in odore di divorzio da Stefano, marito fedifrago, ha un figlio che adora e una famiglia d’origine alquanto singolare e l’avventura che Michele le prospetta è l’occasione giusta per allentare un po’ la tensione dell’ultimo periodo… Uno dei pregi della scrittura di Rebecca Quasi è sicuramente l’incisività: non servono molte parole per dare vita a dialoghi appassionanti e graffianti; non ci sono fronzoli, si va dritti al punto e l’autrice lo fa con una precisione e un’ironia che ogni volta mi lasciano senza parole. Un secondo indiscutibile pregio è che i personaggi sono veri, reali: sembra di potersi rispecchiare in essi, nei loro problemi quotidiani, nel loro difficile rapporto con i figli, o con il partner, o con la vita in generale. Si ha l’impressione, grazie a questa scrittura immediata, di vivere le loro esperienze o quanto meno di vestire i loro panni anche nella quotidianità.
Terzo motivo per cui amo i libri di quest’autrice, sono le sue protagoniste femminili: donne che vivono ben piantate nella realtà, che si destreggiano tra figli, lavoro, matrimonio, cioè ancora una volta la vita. Ma lo fanno con un coraggio e una leggerezza che fanno sembrare meno brutti anche i problemi; hanno grinta, ma quello che adoro in loro è che non si fanno “seghe mentali”: vogliono qualcosa? Lo prendono, pur attente a non ferire gli altri. Si buttano, vivono il momento con lucidità e un po’ di sfida. Il loro comportamento in camera da letto (ma anche sul divano, in cucina…) è invidiabile: sicuro, dritto al punto (che segnano sempre), pulito e senza paranoie; ma con quel pizzico di pudore che non guasta. Avrei voluto essere come Nera Valdraghi quel primo mercoledì alle 9… Seguono altri mercoledì, uguali al primo, eppure un po’ diversi: lentamente l’intimità aumenta, parlano perfino; si scambiano anche qualche confidenza, scappata fra i denti. Ho trovato divertentissimo il capitolo dedicato all’influenza di Michele: solo Rebecca Quasi avrebbe potuto descriverlo mettendoci ilarità, senso pratico e sensualità! E che dire di Angelica? Lo è di nome, ma non di fatto: ha una personalità invadente, la sensibilità di uno schiacciasassi, la diplomazia di un ariete, ma si è presa a cuore la situazione di Eugenia; la aiuta con i vestiti, la segue nella dieta, la consiglia (certo a modo suo) sui primi rapporti sociali. E in mezzo a tutto questo, ci prova ripetutamente con Michele: è interessante scoprire i modi poco ortodossi che mette in campo, ma ormai l’interesse dell’uomo è tutto per la Preside. È ormai palese a entrambi che il loro rapporto sta evolvendo e virando verso un innamoramento; questo da un lato spaventa Nera, ma dall’altro le è chiaro che con Michele può finalmente essere se stessa, fino in fondo e senza filtri; e questo la gratifica parecchio… Nera vive in una piccola città di provincia, ha una coppia di genitori particolari, per i quali l’apparenza è irrinunciabile; sente lo spauracchio delle maldicenze di chi vive in centri piccoli; insomma, non è facile non soccombere alle pressioni sociali che l’hanno guidata per tanto tempo. Vive quindi una difficile contrapposizione: la voglia di stare con Michele, di scoprirsi innamorata, di godere di questa occasione; ma anche la paura di ferire qualcuno, in primis suo figlio; il timore di passare per la grande meretrice babilonese; l’ansia di contravvenire alle pressioni della madre; lo sgomento di far trapelare che ha una storia con il padre di una sua allieva… È un intrico di contraddizioni che suscita grande tenerezza in Michele.
Non potete sapere con quale abilità l’autrice è riuscita a descrivere il passaggio, lento, ma inesorabile, dal rapporto strettamente fisico concordato all’inizio, all’innamoramento tra i due: la dolcezza, la loro stessa autoironia al riguardo, la pazienza di Michele nell’assecondare le fissazioni di Nera… Il tutto è narrato in un modo che arriva al cuore del lettore. Questi due personaggi sembrano essere fatti l’uno per l’altra, ma nuove insidie si profilano all’orizzonte e minano le sicurezze di Nera. La famiglia di Nera è disfunzionale: madre ipocrita e perbenista solo a parole; padre arrogante e superbo; sorella un po’ zoccola; togliete il “po’”: non sapete quanto ho detestato Aurelia! Non vi voglio rovinare il piacere di scoprirla leggendo il libro, ma sono certa che concorderete con me che con tali consanguinei non ci si stupisce poi tanto delle incongruenze di Nera; se poi ci aggiungete un (quasi) ex-marito come Stefano, c’è da chiedersi come possa essere così equilibrata… La pazienza di Michele non ha eguali: è un uomo sicuro di sé, affascinante, ironico, ma la qualità che più ho ammirato in lui è proprio la pazienza, il saper aspettare, il non mettere fretta. È pure saggio, perché capisce che non fare pressioni su una Nera combattuta tra “volere” e “potere” è la carta vincente per non compromettere questo loro rapporto nuovo, bellissimo, ma fragile. Questo non vuol dire che a volte non sia necessario dare una piccola spinta al destino… e il piano che architetta quando la situazione precipita, è degno di un grande stratega. È incredibile come certe autrici riescano ogni volta a sorprendermi con storie che mi entrano nell’anima. Rebecca Quasi è sicuramente una di queste: ogni volta che leggo un suo lavoro, rimango colpita per la bravura e l’ingegnosità che riesce a infondere nei suoi libri; i personaggi da lei creati anche questa volta sono di una soavità stupefacente: non parlo solo dei protagonisti, che pure sono favolosi, ma anche dei secondari. Eugenia, Angelica, persino Aurelia e Stefano sembrano bucare le pagine e incontrare il lettore a faccia a faccia, provocandogli emozioni vere e profonde.
La storia tra Nera e Michele dà l’occasione per affrontare un difficile e purtroppo diffuso tema sociale dei nostri giorni: il bullismo. Eugenia ne è vittima e nonostante la scuola, il padre e anche Angelica facciano di tutto per cambiare la situazione, nonostante il suo percorso per acquisire sicurezza in sé, forza e determinazione nell’affrontare i compagni dia ottimi risultati, le speranze di integrazione sono praticamente nulle e portano Michele a una scelta che avrà anche conseguenze sulla sua stessa vita. Eppure Eugenia può dirsi fortunata: grazie all’appoggio di un padre che scopre cammin facendo, al sostegno di una Barbie determinata a rivoltarle la vita come un calzino (per evitarle i brutti momenti che lei stessa ha vissuto), e all’amicizia di persone come Nera e Azim, riesce a trovare in sé la forza per affrontare a testa alta anche i momenti più umilianti, che comunque la feriscono a fondo. Ma chi non ha queste fortune? Chi si trova solo e abbandonato, o non ha i mezzi giusti per contrastare la prepotenza dei bulli? È difficile dare risposte, ma il lavoro da fare è ancora tanto e dev’essere capillare. In ogni caso, il cambiamento in Eugenia è netto e profondo; ne guadagna la sua autostima, ma anche il suo rapporto con il padre: si piacciono tanto ormai e il loro legame si approfondisce e arricchisce di nuove sfumature. L’epilogo è tutto dedicato proprio alla giovane, al suo riscatto e alla sua ritrovata voglia di vivere, come una qualunque adolescente dei nostri giorni. E da mamma di tre adolescenti, l’ho molto apprezzato...
Cuore, intelligenza, ironia, freschezza. Queste le caratteristiche del romanzo di Rebecca Quasi. La trama è ingannevole, parla di una storia d’amore banale, a tratti ‘proibita’, ma immergendoci nella lettura si capisce che non c’è niente di banale in questo romanzo, perché la capacità di raccontare una storia normale in maniera unica non è così comune.
L’autrice ci porta in una cittadina italiana, tra le mura di un liceo e ci fa conoscere due persone che nella vita hanno avuto relazioni fallimentari. Entrambi, Nera e Michele, escono da matrimoni falliti, lei appena divorziata dopo aver scoperto i numerosi tradimenti del marito, lui reduce da un divorzio di anni prima, ma recentemente vedovo e con una figlia di sedici anni che in pratica non ha mai conosciuto.
E la causa di tutto è proprio Eugenia, la figlia di Michele: vittima di bullismo, per la sua scarsa cura di sé e il comportamento altezzoso. Per risolvere il suo problema, Michele e Nera si conoscono e la prima cosa che Michele nota dell’affascinante preside è il suo fondoschiena e il suo linguaggio non proprio principesco, quando non in veste ufficiale.
L’attrazione è immediata, ma entrambi non sono pronti a una relazione duratura.
Ma non è solo la storia di due persone che devono perdonare se stessi, capire che il passato è passato e va lasciato là dov’è; è anche la storia di un padre che riscopre la figlia, di una figlia che riscopre se stessa, che cresce e si accetta, condita da una vicina di casa fashion blogger, Angelica, che nonostante la sua giovane età ci prova spudoratamente con Michele e dal sorprendente, apparentemente losco e affascinante Azim, grafico della casa editrice di Michele.
Ognuno di loro è geniale, ma allo stesso tempo fragile e normale. Ognuno di loro è un tassello di questa sorta di famiglia allargata, che include anche Rodrigo, figlio di Nera, e contribuisce al benessere degli altri, alla guarigione degli altri. In un certo modo, perdonatemi il paragone un po’ azzardato, mi ha ricordato i Malaussène di Pennac, anzi, per la precisione, la tribù Malaussène.
In un romanzo leggero che si legge in poche ore senza mai alzare lo sguardo dalle pagine, l’ironia, a tratti più simile al sarcasmo, il linguaggio moderno non esente da una giusta dose di parolacce, fa sì che tutto scorra come acqua, faccia sorridere e rimanga lieve, ma non toglie valore nemmeno per un attimo alla riflessione sul bullismo, sull’amore, sull’andare avanti e superare i propri limiti.
L’autrice conduce il lettore per mano e gioca con i personaggi. Li ama, li prende anche un po’ in giro, con questa narrazione che non rimane fissa su uno dei protagonisti ma cambia inquadratura, senza per questo confondere, e ci fa sorridere quando il narratore per un attimo si intromette e riporta tutto nella corretta prospettiva.
E come fa l’autrice con i personaggi, fanno i personaggi tra di loro.
E il dolore si sente, ma non entra nel patetismo, le scelte difficili si affrontano mentre chi legge un po’ teme, la passione si percepisce, ma non diventa mai troppo o fine a se stessa, tutto perché il quadro che ne esce sia perfettamente armonioso, lasci il segno senza annoiare, senza risultare pedante e strappando un sorriso tenero più di una volta.
È la rivincita delle persone normali, che fanno errori, che sono messe davanti a scelte, persone circondate a volte da famiglie distruttive, superficiali (mamma mia, la famiglia di Nera è… grrrr) in cui quelli che sembrano i più forti in realtà sono vuoti, facciate di rappresentanza che non hanno più un’anima e che si nutrono del dolore che riescono a infliggere. E anche quello va superato, smettere di pensare alle apparenze, a quello che diranno gli altri, che spesso e volentieri non è quello che vogliamo noi, ma soprattutto non è quello che è meglio per noi.
I personaggi di questo libro sono vividi e rimangono davvero nel cuore di chi legge, per una capacità innata di renderli veri in poche pennellate, in una battuta, e diventa molto molto difficile salutarli. Quindi venite a conoscerli e lasciatevi conquistare da una scrittura fluida, ironica e intelligente.
Nera Valdraghi è la preside di un liceo di provincia frequentato da Eugenia, la figlia di Michele Bastiamante, editore milanese di successo ma che questa figlia, orfana di madre improvvisamente, non conosce e a cui non è affezionato. L’incontro tra Nera e Michele avverrà proprio perché Eugenia, cresciuta da una madre egocentrica e asfissiante, è vittima di bullismo. Rebecca Quasi ci presenta così la storia di un amore normale, tra due persone che hanno già avuto una vita (anche Nera sta divorziando e ha un figlio) e che, attraverso un percorso strano e non voluto, avranno una seconda possibilità di amare. Nera e Michele sono dapprima due adulti che sulla base di un’attrazione fisica decidono di condividere una comoda, ma segreta, non-relazione a sfondo sessuale, ma poi diventano due parti diverse che si completano. Lei, schiacciata dal falso perbenismo di provincia, da un marito traditore seriale e da una famiglia che non l’ha mai voluta bene né apprezzata (perfino i capelli rossi sono oggetto di critica distruttiva mentre nella sorella “la dò a tutti” sono elemento di eccellenza) troverà nell’ironia e nella resilienza di Michele la forza per rinascere ed essere davvero se stessa. Ho apprezzato anche i POV di Michele, non il classico milanese ricco ma un uomo che, pur consapevole del suo fallimento di padre, cerca di costruire un rapporto con sua figlia e non di recuperare ciò che non è mai stato. Divertentissimi i dialoghi con la vicina di casa Angelica, una ragazza che, “Io faccio la commessa da Zara, ma non è la mia aspirazione”, nella sua strana e particolarissima eccentricità aiuterà la timida e introversa Eugenia nel suo arrivo verso un’adolescenza “normale”. Le scene di sesso non sono hot ma di una delicata sensualità che rispecchia l’evolversi della storia. “«Ho voglia di baciarti». «Resisti» «Sei consapevole, vero, che virare sull’accudimento metterà a repentaglio l’assetto squisitamente sportivo della nostra non relazione?» Ovvio che lo aveva considerato, si capiva da come non gli rispose, da come continuò a leggere e dal fatto che gli toccò distrattamente la mano. «E a me va bene» proseguì Michele, «nel caso tu te lo stia chiedendo». Il tema del bullismo adolescenziale è trattato al tempo stesso in modo approfondito e con sensibilità, segno che l’autrice ha analizzato con occhio partecipe questo terribile fenomeno che colpisce moltissimi giovani: la scelta di portare via dalla scuola Eugenia arriverà, infatti, solo alla fine, quando sarà evidente che la piccola città di provincia si nutre di quel fenomeno come di un virus autorigenerante.
Cinque stelle per una storia tutta italiana e che potrebbe essere la storia di ognuno di noi.
recensione "a cura del blog Sognare in punta di penna" by meg
Potremmo dire che non è una storia come tante, invece lo è : è riflesso della nostra contemporaneità, con vite che ci calzano a pennello e nelle quali ci rispecchiamo alla perfezione; non è solo una storia di baci ed effusioni a profusione, ma anche di argomenti scomodi e mal conosciuti, come il bullismo, delle mancanze, come la perdita di un genitore o il divorzio, delle ingiustizie, come la perfidia emanata da una persona cara o il tradimento. In questo delizioso involucro si concentrano tutte queste vite, e noi ne facciamo parte, che ci piaccia o no. Ci si innamora, a qualsiasi età, in qualsiasi maniera, involontariamente e senza programmi. Si affrontano le sfide, le angherie, a testa alta e con alle spalle una famiglia vera e pronta a tutto per salvaguardarci. Michele diviene finalmente il padre che ad Eugenia è mancato, Angelica la sorella maggiore e l’amica che la scuote e la protegge in modo viscerale; Nera prende in mano la sua vita, non soccombe più alla sua famiglia ed al suo ex marito, ma si ritrova ad avere un figlio che la “protegge” con modi bizzarri.
E finalmente ritrovo la Rebecca Quasi che amo, con le sue storie di provincia e i suoi personaggi arguti e ironici. Il merito della riuscita di questo libro secondo me va tutto a Michele, un personaggio davvero stupendo, senza peli sulla lingua e incapace di mentire, l’ho adorato. Do solo quattro stelline perché Nera non mi è stata molto simpatica in alcune situazioni, vedi il non mandare a quel paese l’ex marito e la sorella, avrebbe avuto bisogno di tirare fuori le palle un po’ prima.
Ritorno a parlare con vivo piacere dell'ultimo libro di Rebecca Quasi un romanzo contemporaneo. Michele Bastiamante è un uomo distinto e attraente. Vive a Milano ed è lì che svolge il lavoro di editore. Divorziato da tantissimi anni per motivi di grave incompatibilità, (anche se usare l'aggettivo incompatibilità è un eufemismo) dopo 14 anni ritorna nella cittadina di provincia dell'ex moglie per prendersi cura di Eugenia, la figlia orfana di madre di 16 anni. Figlia che conosce appena e con cui non ha un vero rapporto ma che ora sta cercando di costruire in qualche modo. Un giorno viene chiamato a scuola dalla preside: Nera Valdraghi. Una splendida rossa che fin da subito colpisce la libido di Michele, che lo informa che Eugenia è vittima di bullismo. Da qui inizia tutto.
Passare inosservati in quel momento, persi com'erano dentro i reciproci sguardi, sarebbe stato difficile. Una malia insidiosa li stava legando con subdola sapienza, tessendo una rete fitta e vischiosa.
La casualità farà il resto facendo incontrare i due spesso e volentieri. A ogni incontro l'attrazione si intensifica. Fin quanto potranno far finta di nulla? Poi non scordiamo che Nera è pur sempre la preside della figlia di Michele e questo sembra un ostacolo da tenere in considerazione. Ma quella forza che li attrae inesorabilmente è così potente che resistere diventerà sempre più difficile.
Nera gli piaceva e basta. Reagiva a lei con una velocità sorprendente. La pensava, la immaginava, la voleva.
Anche questa volta il nuovo libro della Quasi mi ha conquistata. Col suo stile unico ha creato i personaggi di questa storia che arrivano direttamente al cuore. Michele è un uomo che riconosce i suoi errori, non si nasconde dietro un filo d'erba cercando di giustificarsi, anzi il contrario. Ha un carattere pragmatico, ed è di una limpidezza tale che l'ho amato pazzamente da subito.
Era un uomo decisamente fuori del comune. Sincero fino al parossismo.
Nera è mamma del dolce Rodrigo di 6 anni, che soffre per la separazione dei genitori situazione che affligge parecchio la nostra preside. Cresciuta in una famiglia alquanto disfunzionale, in qualche modo l'hanno resa un po' una contraddizione di se stessa. Forte, propositiva e integerrima nello svolgere il suo lavoro come preside di scuola superiore. Fragile e quasi succube dei suoi familiari, ex marito compreso.
Stefano le aveva inoculato tutto il sudiciume possibile e la sfiducia le era stata iniettata per endovena fino all'assuefazione. Si appoggiò alla parete del corridoio e chiuse gli occhi.
Poi c'è Eugenia un adolescente cresciuta senza la presenza di un padre all'ombra di una madre soffocante. Vedere la sua trasformazione da bruco a farfalla mi ha molto intenerito. Poi di grande spicco c'è lei, Angelica, la vicina di casa fashion blogger di Eugenia e Michele che mi ha fatto schiantare dal ridere per tutto il libro. Un personaggio che ha dato grinta al libro senza oscurare gli altri protagonisti. E tanti altri personaggi che fanno da contorno e arricchiscono la storia per le loro particolarità che li differenzia.
Michele la vedeva in profondità e non era mai successo prima, ed era bello ed era potente. E faceva paura. Ma metteva coraggio.
Una storia d'amore che inizia da un corteggiamento blando quasi asettico per poi trasformarsi pian piano in qualcosa di imprevisto e potente che fa tracimare gli argini.
L'autrice affronta diversi temi come le conseguenze di un divorzio che ricadono sui figli. Il bullismo è il tema principale e viene affrontato in modo pratico e mette in luce alcuni dei motivi che causano quei comportamenti vessatori che creano disagi psicologici e l'esclusione sociale a chi lo subisce.
«Il bullo e la vittima sono le facce di una stessa medaglia, sono due sfigati, solo che uno è aggressivo e l'altro no. Uno è prepotente, arrogante, sa come ottenere attenzione e seguito; l'altro è paralizzato dalla paura, succube di qualcosa o qualcuno, non riesce a esprimere se stesso...»
Ma come sempre la serietà data queste tematiche viene alleggerita dalla penna straordinaria della Quasi. Questa autrice crea dei personaggi più unici che rari, che con i loro dialoghi esilaranti miscelano il serio e il faceto in modo magistrale. Mi auguro che Rebecca Quasi ci faccia leggere qualche storia che sia collegata a questo bellissimo libro. Personaggi che ne hanno le potenzialità non mancano di certo, da Angelica a Ginny, persino tra i più piccini come Rodrigo e la sua amichetta Maia. Insomma il materiale non manca di certo. ;) Se non avete ancora letto nulla di questa autrice allora è il momento di iniziare. Chi invece la conosce è già corsa ad acquistare "di mercoledì". Buona lettura a tutti, baci!