Il Distruttore è un serial killer. La Bibbia di Kolbrin la sua firma. Uccide da trent'anni. Non ha mai commesso errori. L’FBI brancola nel buio. Una giovane ragazza italiana viene orribilmente uccisa in un appartamento ad Austin in Texas, dove si trova per frequentare un master. L’ultima lettera scritta alla nonna sarà il detonatore di eventi in Italia e negli Stati Uniti. Ivo Lenzi, un giovane avvocato, si troverà, suo malgrado, a combattere per salvarsi. L’unico modo per uscirne è scovare e affrontare l’assassino. Per farlo dovrà scendere uno a uno gli scalini che lo condurranno alle porte dell’Inferno.
Ogni volta che comincio la lettura di un nuovo thriller provo un misto di emozioni contrastanti; è la mia comfort zone, il mio “genere-casa”, ma questo comporta inevitabilmente due facce di una stessa medaglia: eccitazione mista adrenalina per una nuova lettura che spero mi travolga vs ansia di trovare una storia “già letta”. Ecco, travolgente penso sia la parola giusta… La Bibbia di Kolbrin già dal suo titolo ci rivela un’identità dalle sfumature misteriose, dall’ombra che prende i lineamenti della religione, dei dogmi impartiti dalla fede di ognuno, indipendentemente da quale essa sia, e, dal suo sottotitolo, L’Avvento del Distruttore, svela in un qualche modo la potenza del male. Credo che la scelta delle parole sia sempre opportuna, una buona presentazione offre al lettore un biglietto da visita capace di accompagnarlo dentro la storia, volente o no. L’autore ha creato un bel connubio di parole: Bibbia, Avvento e poi Distruttore che rivela un ossimoro potente capace di ipnotizzare. Sì, ti ritrovi dentro la storia ancor prima di iniziarla. Ho iniziato questa “discesa infernale” (ogni riferimento a fatti e o accadimenti, non è puramente casuale, ndr.) carica di aspettative e queste stesse non sono state disattese. Ci troviamo davanti ad una scrittura cinematografica (dobbiamo però andare oltre alcuni tratti prolissi che capiremo essere perfettamente necessari per la comprensione, ndr.) e questo comporta sì un ritmo incalzante e adrenalinico, ma anche una visuale nitida e senza alcuno sconto dell’animo oscuro delle persone e delle crudeltà fisiche che si sono subite. Si “vede” e si “tocca” il dolore (non vi nascondo alcune smorfie pronunciate dovute alla nausea che alcune descrizioni mi hanno procurato, ndr.). Un azzardo, che, se ben congegnato, personalmente apprezzo particolarmente, è quello di far già sapere al lettore chi è che compie l’atto, chi è il protagonista assoluto del male. L’andare quindi non ad indagare i fatti per trovarne il mandante ma la sua psiche, il perché, cosa lo ha spinto a tanto…chi è nel vero senso del termine. Ecco l’ho trovato totalizzante, un azzardo ben riuscito. E’ stata una lettura psicologicamente molto forte ma non riuscivo a smettere, ne volevo di più (siano ringraziate le quasi 700 pagine, ndr.). Ho apprezzato tantissimo anche la scelta narrativa di inserire argomenti teorici della criminologia, denota una consapevolezza ed una preparazione acuta e minuziosa (per gli amanti del genere queste pillole enfatizzano il tutto trasportando autenticamente il lettore nella mente del serial killer, ndr.) e, per una sensibilità personale, il profondo rapporto di una nipote con sua nonna (a livello narrativo potrebbe tranquillamente presentarsi con qualsiasi legame presente, permette un’empatia del lettore con la vittima in forte, in questo caso fortissima, contrapposizione con i sentimenti, tutt’altro che empatici, del killer, ndr.). Lo consiglio vivamente!
Una storia nera che più nera non si può. Un serial killer spietato ed insospettabile. da trent'anni uccide le sue vittime con ferocia e crudeltà. Si muove in tutti gli Stati Uniti, sceglie le sue vittime, le studia, le segue e quando è pronto, colpisce. Prenderlo sembra impossibile. Lui è il Distruttore perché dove passa lui rimane solo distruzione, violenza brutale, orrore e la sua firma, quei messaggi criptici tratti dalla Bibbia di Kolbrin. Quando una giovane ragazza italiana in trasferta in Texas per seguire un master di criminologia sui serial killer cade vittima del Distruttore, si innesca una serie di eventi che avranno conseguenze irreparabili. Sarà l'inizio di una lunga caccia al killer che avrà esiti inaspettati e sconvolgenti. Claudio Colombi con "La Bibbia di Kolbrin. L'avvento del Distruttore" ci regala un thriller avvincente e sconvolgente. Una storia di orrore, violenza e morte dove nulla è lasciato alla fantasia del lettore. Ci troveremo di fronte a scene spaventose e da incubo e scopriremo che il Male ha spesso le sembianze della normalità e della insospettabilità. Da subito, infatti, sappiamo chi si cela dietro la misteriosa figura del Distruttore eppure questo nulla toglie al coinvolgimento del racconto. Scopriremo un uomo algido, freddo, astuto, incapace di provare empatia per chiunque. Animato da fantasie spaventose e capace solo di godere del dolore altrui. Il suo unico piacere è infliggere quanta più sofferenza e dolore possibili agli altri per soddisfare la sua "fame". Attorno a lui si muovono gli altri protagonisti che l'autore riesce a tratteggiare perfettamente in un racconto lungo 651 pagine ma che volano e che mantengono sempre alta la tensione. Una impalcatura narrativa notevole dove ad ogni personaggio è dedicato un capitolo e che regala un intreccio dal meccanismo perfetto. Ma il protagonista assoluto rimane lui: il killer. La sua storia, il suo passato, la sua mente, la sua malvagità. Un thriller con la T maiuscola che merita di essere letto e che non sarà facile, per me, da dimenticare. Solo un piccolo appunto: troppi refusi!!!
Avete presente uno di quei libri che iniziate, il vostro primo pensiero è “non riuscirò mai a finirlo”, poi leggete un altro po’ e non riuscite più a farne a meno? Ecco, è questo che mi è successo con questo libro. Lo vedevo lì, tutte quelle pagine e i vari personaggi nelle varie zone del mondo e credevo che non mi sarebbe piaciuto e che sarebbe stata una lettura pesante.
Si è rivelata tutt’altro e devo dire che sono stata piacevolmente sorpresa: dopo le prime cento pagine dove si introduceva in un certo senso la storia, si è entrati nel vivo del libro.
Ho amato come si riesca ad entrare nella mente di tutti i personaggi coinvolti: vittime, killer, avvocati, familiari delle vittime, agenti della polizia locale o dell’FBI.
Ad un certo punto ho iniziato a divorare le pagine, avevo bisogno di sapere come sarebbe finita la storia, facevo il tifo per vari personaggi e devo dire che forse sul finale avrei cambiato qualcosa, ma mi è piaciuto ugualmente perché ha rispecchiato a pieno tutti gli avvenimenti che ho incontrato durante la lettura.
Per cui, vi piace il genere noir? Vi piacerebbe leggere un bel libro che parli di un serial killer che lascia completamente pulite le proprie scende del crimine e lascia messaggi (apparentemente con o senza significato) per i suoi cari amici dell’FBI?
Io non sono amante del genere, questo è uno dei pochi libri che ho letto ma mi ha, appunto, sorpresa! Mi auguro di leggere altri libri belli così.
Lo stile dello scrittore inizialmente meno fluido e scorrevole, ma man mano più semplice da leggere e da capire… vi trascinerà con lui e morirete anche voi, di ansia però!
E vi farà arrabbiare, ma io amo quando i libri mi fanno arrabbiare perché vuol dire che mi hanno trasmesso qualcosa.
Ho iniziato questa lettura fiduciosa e in effetti l'ho apprezzato tanto - forse un po' meno il finale. Anche se a mente fredda, in effetti quel finale non è per niente banale e rispecchia perfettamente la psicologia del personaggio. La cosa che mi affascinava di più era che alcuni capitoli sono stati scritti dal punto di vista dell'assassino. Ed effettivamente ciò permette di entrare nella sua mente e capire le dinamiche che lo spingono ad uccidere. Le descrizioni degli omicidi sono, a mio parere da novellina di thriller, piuttosto crude e forti, ma costituiscono una minima parte del romanzo. Un'altra cosa che mi ha colpita positivamente è stato il colpo di scena verso la fine, in cui si scopre che c'è un altro assassino in città, fattore che ha permesso di mescolare un po' le carte in tavola e ha aggiunto ulteriore voglia di arrivare alla fine. Non ho sentito per niente le 650 pagine che anzi sono girate una dopo l'altra.
LA BIBBIA ÐI Ҟ㊉LBRIN L'AVVENŦ㊉ ÐEL ÐISŦRUŦŦ㊉RE ⠀ Questo è un noir come l'autore stesso afferma e ci spiega la differenza sul suo profilo. Ciò che rende diverso un thriller da un noir è che nel secondo le cose non vanno per forza a finire bene, non vincono i bravi come ci si aspetta. Dal finale deduco e mi auguro ci sia un secondo capitolo perché sono rimasta spiazzata, ho bisogno di sapere altro sui protagonisti e sull'omicida seriale. ⠀ La trama è avvincente, si sa da subito chi è il serial killer che da anni miete vittime in vari stati americani e lo fa in maniera brutale, le torture sono così crude che ho dovuto saltare alcune descrizioni 😱 ⠀ Il killer uccide una ragazza italiana nella città in cui vive e dove si era ripromesso di non farlo mai, non è stato abbastanza attento e questo potrebbe costargli caro ma lui è intelligente e calcolatore, sempre! Su di lui indaga l'FBI che sfida da anni lasciando vicino alle sue vittime la sua firma: dei biglietti tratti da un antico libro eretico, la bibbia di Kolbrin. Lui è il Distruttore, è un araldo di Dio e nessuno può fermarlo. ⠀ La mia è un'opinione assolutamente positiva, 650 pagine di suspence e pochissime critiche da fare. ⠀ ✨8/10 complimenti Colombi merita un grande editore
Un thriller degno di nota, che spero riceverà presto il meritato successo. Impossibile non farsi trascinare e travolgere dalla scrittura di Colombi, in grado di presentarci personaggi, luoghi e situazioni dettagliate senza mai cadere nella banalità. Una lunga linea intrisa di male unisce i vari personaggi che si ritrovano loro malgrado protagonisti dell' avvento del Distruttore, colui che per più di trent'anni agisce senza destare sospetti. Una vera e propria bestia travestita da gentil uomo che ci terrà incollati sino alla fine con un epilogo degno di tutta l'opera.
Sinceramente all'inizio ero un po' intimorita dalle 650 pagine e non mi sarei mai aspettata di divorarle in così poco tempo. Il racconto inizia subito con un grande colpo di scena e ne seguono tantissimi altri fino all'ultima riga. Scopriamo sin da subito chi è il serial killer e lo conosceremo a fondo, una cosa che io ho apprezzato tantissimo! Sapere cosa pensa un assassino e seguirlo passo per passo è stata un'esperienza unica e meravigliosa! La scrittura è piena di dialoghi e risulta molto scorrevole. La curiosità mi spingeva a divorare una pagina dopo l'altra. Se siete in cerca di un thriller mozzafiato vi consiglio questo, anzi se amate il genere PRETENDO che lo leggiate! 😂💓
Trattasi di un noir ricco di personaggi tutti con una forte personalità, ben caratterizzati tra loro.
L'aspetto che ho amato di più in assoluto è conoscere sin da subito l'identità del serial killer, conoscere i suoi pensieri, la sua psicologia, le sue abitudini, la sua mente.
Non fatevi spaventare dalle mole perché non vi annoierete neanche un secondo.
Da leggere a stomaco vuoto perché gli omicidi descritti sono a dir poco crudi e raccapriccianti!
L'ho letto incuriosita dal fatto di un noir lungo più di 900 pagine, mi sono chiesta sarà in grado l'autore di tenere alta l'attenzione? Beh che dire, vai avanti con la voglia di leggere, mai, almeno per me, un momento di noia. Eccezionale
Un libro con un potenziale enorme ma che mi ha lasciato insoddisfatto. Per me libri ambientati nel mondo reale seppur inventati devono avere un epilogo possibile.
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