12 aprile 1929. È la volta buona. Capita di rado, ma quando è il momento l’appuntato Misfatti si fa trovare sempre pronto. Dipende dall’uzzolo della moglie, che stasera va per il verso giusto. E così, nel piatto del carabiniere cala una porzione abbondante di frittata di cipolle. Poi un’altra, e una fetta ancora, e della frittata resta solo l’odore. Che non è buona cosa, soprattutto perché ha impregnato la divisa, e chi ci va adesso a fare rapporto al maresciallo Ernesto Maccadò diffondendo folate di soffritto? Per dirgli cosa poi?, che durante la notte appena trascorsa è stato trovato il povero Salvatore Chitantolo mentre vagava per le contrade mezzo sanguinante e intontito, dicendo di aver visto un uomo in mutande correre via per di là? Sì, va be’, un’altra delle sue fantasie. In ogni caso la divisa ha bisogno di una ripulita. Ma proprio energica. Come quella di cui avrebbero bisogno certe malelingue, che non perderebbero l’occasione di infierire sullo sfortunato Salvatore ventilando l’idea di rinchiuderlo in un manicomio. Anche il Comune, guarda un po', sta progettando una grande operazione di pulizia, una «redenzione igienica» che doti Bellano delle stesse infrastrutture che vantano già altri paesi del lago, più progrediti nella civiltà e nel decoro. Ma, un momento, che ci faceva esattamente un uomo in mutande, in piena notte, per le vie del paese? E perché correva? In Un uomo in mutande il maresciallo Ernesto Maccadò si trova per le mani un caso che forse non lo è, o forse sì. Andrea Vitali gioca con il suo personaggio preferito, stuzzicando la sua curiosità e mettendo alla prova le sue doti di buon senso. Una specie di trappola alla quale chissà se il maresciallo saprà sfuggire. Unica certezza: il godimento del lettore.
Italian writer and doctor. Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano, sulla riva orientale del lago di Como, dove esercita la professione di medico di base. Ha pubblicato Il meccanico Landru (1992), A partire dai nomi (1994), L'ombra di Marinetti (1995, premio Piero Chiara), Aria del lago (2001) e, con Garzanti, Una finestra vistalago (2003, premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio letterario Bruno Gioffrè 2004), Un amore di zitella (2004), La signorina Tecla Manzi (2004, premio Dessì), La figlia del podestà (2005, premio Bancarella 2006), Il procuratore (2006, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990), Olive comprese (2006) e Il segreto di Ortelia (2007), La modista (2008, premio Ernest Hemingway) e Dopo lunga e penosa malattia (2008), Almeno il cappello (2009, premio Casanova; premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante; Premio Campiello selezione giuria dei letterati; finalista premio strega), Pianoforte vendesi (2009) e Mamma de sole (2010) . Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l'opera omnia.
Vitali riesce sempre a farmi sorridere ed a rilassarmi, i romanzi con Maccadò e ambientati nel ventennio in modo particolare. Già i nomi che affibbia ai suoi personaggi sono un divertimento, certo è un po’ ripetitivo, forse perché li ho letti tutti; ma non mi dispiace ritrovare il suo lago e i suoi protagonisti. Dà un’interpretazione macchiettista del periodo fascista ma se voglio storia mi leggo un saggio, Vitali mi rilassa e mi fa trascorrere delle ore piacevoli, e questo mi basta, a volte ne ho bisogno e lui c’è.
Non è certo un giallo, nemmeno da lontano. E' un romanzo leggero leggero, con tanti personaggi dai nomi astrusi e dai comportamenti ancora più astrusi che popolano una Bellano prebellica che di realistico non ha nulla. Piacevole per passare qualche ora immersi in un mondo che non solo non c'è più, ma che non c'è mai stato. Strappa comunque più di un sorriso. Carino.
Andrea Vitali ci riporta nella Bellano del 1929 coinvolgendoci in una vicenda che vede protagonisti: un uomo in mutande che corre in paese nella notte, una levatrice trovata svenuta nel suo letto con inequivocabili segni di un'aggressione, un paio di pantaloni trovati su una scalinata, un portafoglio dentro una cassetta delle lettere e un senatore del Regno con gravi problemi gastroenterici. Questa volta, per fortuna, non ci sono delitti e assassini da scoprire da parte del maresciallo Maccadò, il personaggio più iconico dei romanzi ambientati sul Lago di Como. Il piccolo mondo di un paesino e delle sue frazioni, però, si rivela, come sempre, strabordante di personaggi che compongono un'umanità straordinariamente ricca e divertente. Io davvero non so proprio come faccia l'Autore a inventarsi i nomi, cognomi e soprannomi dei personaggi che girano per il paese. Sono talmente vivi con i loro tic, sfoghi, desideri, arrabbiature e pulsioni, che ormai non sembra più di leggere un romanzo, ma di assistere alla reale vita di un paese nascosti dietro un vetro, come gli etologi. E in più il tutto è condito da una ironia eccezionale che rende la lettura ancora più godibile. Tre momenti sono da lacrime agli occhi: il consiglio comunale convocato per la creazione del nuovo acquedotto (per la "redenzione igienica" dei bellanesi), il decorso post operatorio del senatore e la cena alle fine del libro. Una lettura godibilissima e rilassante, per immergersi di nuovo nella tradizione italiana di beffe, corna, burle e gonzi, solco tracciato nella letteratura da Boccaccio e Ruzante fra gli altri, e nel cinema dalle commedie di Monicelli e Dino Risi. Grazie, Vitali, per questi momenti di sano e divertente relax.
Andrea Vitali è sempre molto divertente e le sue descrizioni della vita di Bellano raccontate attraverso gli occhi e la vita professionale del Maresciallo Ernesto Maccadò riescono a dipingere con dettaglio e umorismo una società e in parte un periodo storico. Non vere e proprie indagini, non veri e propri delitti ma "misteri" alla miss Marple con sullo sfondo la vita di provincia dell'Italia del ventennio.
Leggere un Vitali è il mio personale modo di iniziare l'estate. Amo molto la sua scrittura arguta, i suoi personaggi e l'ambiente lacustre. Se cercate libri che vi cambino la vita magari non è a questa porta che dovete bussare. Ma se cercate una storia gradevole, ben scritta e che vi faccia sorridere è decisamente il caso.
3.5 stelle. Ho apprezzato i riferimenti storici, più precisi rispetto a quelli che ho trovato in altri libri di Vitali, mentre la storia non mi ha particolarmente coinvolta. Sempre divertenti, invece, i dialoghi per la loro freschezza, immediatezza e smaliziata eloquenza.
3,5/4 Vitali racconta in modo spassoso, ironico, leggero. In questo libro c'è un mistero ma nessun reato, piuttosto una serie di vite che di intrecciano e creano situazioni tragicomiche. Consigliato a chi cerca qualcosa di divertente e leggero.
Leggero e scorrevole. Non uno dei suoi migliori racconti, un pò scontato, ma per una lettura senza pretese. Olive comprese mi ha fatto divertire molto, questo molto meno. Un 7 a questa lettura.
Le solite storie di paese! persone che non si fanno gli affari propri, persone con gli amanti! amori non corrisposti e persone che le piace alzare il gomito
A me fa tanto ridere, con la trama che parte lenta e poi si rincorre in capitoli brevi. e poi i personaggi...bello come sempre anche se olive comprese è il top
Romanzo spiritoso, divertente e simpatico. Vitali in questo libro con la sua ironia e i suoi personaggi ci fa sorridere portandoci nella sua cittadina di Bellano sul lago di Como.