Un profilo di storia della filosofia sui due secoli che vanno dalle grandi scoperte scientifiche di Copernico, Keplero, Galileo e Newton alla piena maturità della cultura illuministica. Sono anni scanditi da figure destinate a segnare il corso del pensiero moderno: Cartesio, Hobbes, Locke, Spinoza, Leibniz, Vico, Rousseau, Hume e Kant.
Alcune parti, soprattutto quelle più ricche di particolari storici direi, sono molto soddisfacenti e anche il dialogo tra i pensatori (contemporanei tra loro e non) è riportato in maniera chiara, nonostante la sinteticità. Quando però questi ultimi diventano più complessi lo spazio non è più sufficiente a riportare i percorsi e le dinamiche dell'esercizio filosofico e per questo motivo è necessario integrare letture ulteriori allo studio, pena un quadro generale frammentato e malfermo.
Il testo è scritto decentemente a tratti ma non è sempre chiaro quando il discorso si fa più complesso - specie il capitolo su Kant che ho trovato quasi incomprensibile (Kant è già complesso di per sé ed il testo non aiuta).
Ma difficoltà a parte, il libro sostiene una metodologia che non approvo affatto: nei primi capitoli gli autori sostengono come non si possa includere Giordano Bruno tra i filosofi "moderni" in quanto, anche se contemporaneo agli altri e dunque facente parte della stessa epoca storica, considerato troppo "medievale". L'assurdo è che neanche gli autori di filosofia medievale lo inseriscono nei loro manuali in quanto troppo moderno. Non penso sia compito di un manuale decidere chi sia incluso o meno. Se un autore scrive durante un determinato periodo storico, incluso nel percorso che il libro vuole delineare (filosofia moderna), esso va inserito, non omesso. Ho trovato questa scelta terribile, specie per un manuale che include/inizia con la rivoluzione scientifica, con Copernico, Keplero e Galileo.