Se la trattativa fosse un reato, se lo Stato avesse ceduto, se la mafia avesse tratto benefici, allora le istituzioni sarebbero colpevoli. Ma non è così. Giovanni Fiandaca e Salvatore Lupo sostengono una tesi sorprendente: l'impianto accusatorio del pool di magistrati di Palermo non regge, i comportamenti di cui all'accusa non sono reato e Cosa Nostra non è stata salvata. Perché dunque si è scelto di celebrare questo processo? Perché gli italiani hanno bisogno di pensare che la mafia abbia vinto (e debba sempre vincere)? Uno sguardo nuovo su un processo ricco di ambiguità, di coni d'ombra, di nodi tecnici da sciogliere, nel quale si fondono e si confondono tre piani: giudiziario, storico-politico, etico.
Un piccolo saggio che affronta dal punto di vista storiografico e dal punto di vista giuridico la vicenda che e' passata alla storia come presunta (molto presunta) trattativa Stato-mafia di inizi anni '90. Pur non essendo recentissimo, si tratta di un lavoro non superato dagli eventi, molto probabilmente perche' gia' anni addietro chi voleva vedere poteva notare la speciosita' di alcune argomentazioni e la definizione di una vicenda men che chiara. Dal mio punto di vista la trattazione storiografica e' inappuntabile e utilissima per tirare le somme della questione, la parte giuridica e' piu' apprezzabile dai cultori della materia.
Il libro è diviso in due parti: la prima di taglio più storico, la secondo più giuridico. L’obbiettivo è far comprendere al lettore l’intricato e complesso percorso della cosiddetta “trattativa Stato-Mafia”. Il libro è ottimo per comprende in maniera dettagliata come si sono svolte le vicende che ruotano intorno a tale trattativa. Non è certamente un libro per “principianti” - benché il taglio dato permette una comprensione a tutti - nel senso che alcuni tecnicismi ed eventi dati per assodati potrebbero non essere colti subito. Lo ritengo, comunque, un ottimo libro per chi voglia avere un quadro più esaustivo di questa parte di storia italiana.
La serietà e la razionalità degli accademici contro la canea di un dibattito pubblico inquinato dai peggiori istinti animali, da teorie del complotto cervellotiche e farsesche. Libro purificante.