Nelle viscere della terra, sotto gli abissi dell'oceano, tra gli spazi siderali e le steppe siberiane, la penna di Jules Verne riesce a farci vivere mille avventure. Questo volume raccoglie i più famosi e i più amati racconti celebrando uno dei grandi maestri della narrativa fantastica. All'interno: "Viaggio al centro della terra"; "Ventimila leghe sotto i mari"; "L'isola misteriosa"; "Michele Strogoff"; "Un inverno tra i ghiacci"; "L'espresso del futuro".
Verne wrote about space, air, and underwater travel before people invented navigable aircraft and practical submarines and devised any means of spacecraft. He ranks behind Dame Agatha Mary Clarissa Christie as the second most translated author of all time. People made his prominent films. People often refer to Verne alongside Herbert George Wells as the "father of science fiction."
A centoventicinque anni dalla sua dipartita, Mondadori raccoglie alcuni lavori del padre della moderna fantascienza assemblando una raccolta in cui, il viaggio, ha le atmosfere uniche e surreali del grande maestro Jules (o Giulio per questa edizione anche se italianizzato proprio non mi convince) Verne.
Attenzione questo romanzo è stato fornito da Mondadori.
Lo confesso, questo è il mio primo Oscar Draghi. Ne ho visti altri, ma questo è davvero il primo che riesco ad avere tra le mani. Partire con Verne è una cosa molto strana; pensandoci la mia prima lettura alle elementari (che ricordo) fu “Il giro del mondo in 80 giorni” e mi fa strano non averlo trovato in questa raccolta che ha come filo di connessione proprio il viaggio. In un’epoca in cui la narrazione doveva portare ai lettori le emozioni e il fascino dei luoghi più o meno lontani, Verne fu un maestro, fondendo le nozioni sui luoghi con la sua fantasia e portando il lettore in mondi realistici di un futuro che per allora poteva essere prossimo.
Per questo evento ho deciso di focalizzarmi però su Michele Strogoff. L’ho fatto perché la mia passione per gli Zar è infinita e non potevo esimermi dal leggere la visione di Verne sulle steppe e sulla corte russa. È stata una scelta azzardata e vi confesso che mi ha ripagato: l’autore non descrive unicamente l’avventura del viaggio del corriere dello Zar, ma si sofferma a parlare di ogni città toccata o vista dai personaggi, permettendo al lettore di esplorare luoghi lontanissimi, scoprendo non solo le sue bellezze ma anche le loro storie.
Il viaggio, non privo di emozioni per il protagonista, porta Michele a incontrare Nadia, una giovane donna in viaggio per potersi ricongiungere al padre; si aggiungono anche due giornalisti, uno francese e uno inglese, che si rivelano due macchiette comiche che animano molti momenti. Non c’è un attimo di respiro in questa storia che racconta di come un tempo i viaggi fossero dilatati nel tempo e pieni di così tanti imprevisti da risultare autentiche sfide che potevano costare la vita. Se già il viaggio risulta difficile, si deve aggiungere anche la complessità aggiunta con la rivolta dei Tartari: potete capire che questo libro non si ferma un attimo.
Si tratta di una storia classica e nonostante sia comunque datata come narrazione (alcuni punti descrittivi potrebbero rallentare la lettura). E’ anche stata trasposta in diversi film e serie televisive (ci sono anche due lungometraggi animati) e questo ve lo dico perché gli elementi contenuti lo rendono completo: avventura, spionaggio, amore, le bellezze della terra siberiana. Una lettura che non sempre si riconduce a questo autore, eppure non si può negare che sia degna del suo nome.
Il libro è come sempre ben curato, rappresenta appieno i racconti e lo stile di Verne. L’unica pecca a mio parere è che le illustrazioni al suo interno siano quelle classiche che un poco stonano con la modernità dell’esterno (ma questo è un mio gusto personale).
Per essere il mio primo Drago lo approvo a pieni voti e direi che non dovrebbe mai mancare sulla libreria di un appassionato di Verne… Semmai mi domando, ci sarà un volume due con anche altri lavori di questo grande autore? Beh la speranza è l’ultima a morire.
Questa non sarà una recensione, ma un'approfondimento sulle altre opere dell'autore. Tutti noi abbiamo letto almeno un libro di Jules Gabriel Verne (italianizzato Giulio Verne e considerato uno dei due padri del genere fantascientifico) da ‘Ventimila leghe sotto i mari’ fino a ‘Viaggio al centro della Terra’, eppure in pochi conoscono la sua completa bibliografia considerando che solo Viaggi straodinari è composta da ben sessantadue romanzi e diciassette racconti. I primi passi letterari di Giulio Verne iniziano con la composizione di commedie e tragedie teatrali di scarso successo. L’unica opera più conosciuta è Michele Strogoff. Successivamente, l’editore Pierre Jules Hetzel pubblicò la prima raccolta dei racconti Cinque settimane nel pallone ispirato all’impresa della costruzione di un pallone aerostatico del fotografo Nadar. Con questa opera si inaugurò il nuovo genere letterario science-fiction. Dalla Terra alla Luna è un romanzo di fantascienza che anticipa molto verosimilmente quello che avverrà un secolo dopo ed esprime la predisposizione di Verne verso la scienza, natura e l’uomo. Parigi nel XX secolo è ambientato nel 1960, dove l’autore tratteggia in maniera impressionante il mondo tecnologico, come noi lo conosciamo oggi, messo in contrapposizione al protagonista maschile dalla formazione classica e poeta di versi latini. Un interessante viaggio su un piroscafo amplia maggiormente la passione dell’esplorazione e della conoscenza e al rientro in Francia, Verne scrive Una città galleggiante. Dopo la pubblicazione di 20.000 leghe sotto i mari, segue quella de Il giro del mondo in 80 giorni: l’incredibile avventura fra un gentiluomo inglese e il suo sagace servo francese. Il libro è una scoperta di usi, costumi e paesaggi di buona parte del nostro mondo. L’inserimento nell’ambiente culturale parigino, il confronto con il mondo socialista e la frequentazione con gli anarchici del tempo, influirono sulle tematiche dei libri scritti successivamente, come le caratterizzazioni dei personaggi e le loro relazioni sociali. Il grande interesse per le imbarcazioni, il piacere di compiere viaggi fluviali o in mare, portano Verne a stimolare un vivo interesse per la raccolta di dati scientifici rivelatisi, successivamente, utili per un’opera geografica. Nel periodo del suo volontario isolamento, a cui seguì il periodo nero, l’autore scriveva con la sua tipica narrazione verniana inserendo, però, un fascino segreto nel divario fra realtà e fantasia. In breve tempo i toni usati diventarono acuti, cupi, pessimistici nei confronti sia della scienza che dell’essere umano. Tutto questo si riscontra nel libro postumo, pubblicato nel 1920, ‘La strabiliante avventura della missione Barsac’.
La raccolta ‘Gli straordinari viaggi’ di Giulio Verne comprende: L’espresso del futuro Un inverno fra i ghiacci Viaggio al centro della terra ventimila leghe sotto i mari L’isola misteriosa Michele Strogoff
Prescindendo dalla nota qualità visionaria dei romanzi di Verne, che hanno ispirato un intero genere letterario e cinematografico, una cosa che mi ha colpito e che non mi aspettavo di trovare è l'accuratezza scientifica. E non si tratta di nozioni sparse ma di pagine di biologia marina, geologia, geografia e storia che danno ai racconti un'aura di realismo incredibile. Questo dà anche un'idea della mole di studio che ha preceduto la stesura dell'opera.
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Buongiorno lettori, oggi vi parlerò di "Ventimila leghe sotto i mari" uno dei sei romanzi di Jules Verne contenuti in questa splendida edizione edita Mondadori Oscarvault! . Ci troviamo a fine 1800, quando dopo numerosi incidenti marittimi causati da un'entità misteriosa, si iniziarono ad ipotizzare le più svariate alternative ma alla fine, la più plausibile agli occhi di tutti fu quella esposta dal Professor Pierre Arronax, il quale affermò la possibilità di essere in presenza di un narvalo gigante. La navigazione in mare non era più sicura e quindi divenne essenziale eliminare questo mostro dall'oceano che stava causando ingenti danni, in modo tale da rendere nuovamente sicure tutte le tratte transoceaniche. A tal proposito venne organizzata una spedizione alla quale prorpio il Professor Arronax venne invitato a partecipare. Partì così per questo viaggio alla ricerca del mostro misterioro assieme al suo fidato servo, Conseil, a bordo della Abraham Lincoln, nave guidata dal Capitan Ferragut. Dopo numerosi giorni di navigazione, ancora non se ne vedeva nemmeno l'ombra ma proprio quando erano decisi a ritirarsi, la notte prima il mostro fece la sua comparsa e in seguito a numerosi scontri, a causa di una forte ondata, il Professor Arronax, Conseil e Ned Land, il fiociniere, vengono sbalzati giù dalla nave, ritrovandosi completamente abbandonati in mare aperto. La loro fine sembrava vicina ma inaspettatamente vengono salvati proprio da quello che doveva essere il mostro marino e che invece si rivela essere un Nautilus, ovvero una specie di sottomarino guidato dal capitano Nemo, un uomo che ha rinnegato la vita sulla terra e si è rifugiato in mare, del quale ha imparato ha sfruttare con estremo ingegno ogni risorsa, permettendogli di sopravvivere solo con esso. Da quel momenti i tre si ritroveranno ad essere una sorta di prigionieri perchè nonostante vengano trattati come membri dell'equipaggio, non possono lasciare il Nautilus per la possibilità che ne svelino i segreti. Intraprenderanno quindi una sorta di viaggio del mondo sottomarino, in compagnia del capitano Nemo che mostrerà loro tutte le meraviglie inesplorate che si nascondono sotto la superficie dell'acqua. . "𝑽𝒊𝒂𝒈𝒈𝒆𝒓𝒆𝒕𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒑𝒂𝒆𝒔𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒎𝒆𝒓𝒂𝒗𝒊𝒈𝒍𝒊𝒆. 𝑳𝒂 𝒎𝒆𝒓𝒂𝒗𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂, 𝒍𝒐 𝒔𝒕𝒖𝒑𝒐𝒓𝒆, 𝒔𝒂𝒓𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒑𝒓𝒐𝒃𝒂𝒃𝒊𝒍𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒍𝒐 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒏𝒐𝒓𝒎𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒐𝒔𝒕𝒓𝒂 𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆. 𝑵𝒐𝒏 𝒗𝒊 𝒔𝒕𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆𝒓𝒆𝒕𝒆 𝒇𝒂𝒄𝒊𝒍𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒂𝒓𝒂̀ 𝒊𝒏𝒄𝒆𝒔𝒔𝒂𝒏𝒕𝒆𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒐𝒇𝒇𝒆𝒓𝒕𝒐 𝒂𝒊 𝒗𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊 𝒐𝒄𝒄𝒉𝒊." . Rispetto a "viaggio al centro della terra" mi è piaciuto un po’ meno ma è comunque riuscito a conquistarmi. Verne ha l'innata capacità di inventare mondi sconosciuti e descriverli talmente bene e dettagliatamente da farli sembrare reali. In questo libro ci si immerge completamente della lettura, e il lettore si sente esso stesso un membro dell'equipaggio. Un viaggio suggestivo alla scoperta del mondo marino in grado di stupire, stimolare e incuriosire il lettore. Un libro che va letto lentamente e con attenzione per goderne a pieno. L'unica nota negativa che ho trovato in questo libro è stata l'eccessiva presenza di informazioni relative ai pesci e alle coordinate che personalmente mi hanno appesantito la lettura. Le ho trovate davvero inutili ed è un peccato perchè senza di esse la lettura sarebbe stata sicuramente più scorrevole. Nonostante ciò però ho amato questa lettura, ne ho amato le ambientazioni, le descrizioni e i personaggi, in particolare il capitano Nemo, un uomo davvero singolare e misterioso che non si riesce a comprendere facilmente e che proprio per questo mi ha incuriosita moltissimo. La cosa che però mi ha stupita di più è l'estrema immaginazione e fantasia di Jules Verne perchè seppur questo romanzo appaia in un certo senso "normale" ai giorni nostri, bisogna pensare che in realtà è stato pubblicato nel 1870 e che quindi tutto ciò che viene descritto, in particolare la figura del Nautilus era estremamente innovativa, non a caso presenta molte similitudini con ciò che poi è diventato il sottomarino che tutti noi conosciamo, un vero e proprio mezzo utilizzato sia in guerra che per la ricerca scientifica. Detto questo quindi,non posso fare altro che consigliarvi di affrontare questa lettura!
Prima che la fantascienza diventasse tecnologia e distopia, Jules Verne la immaginava come un sogno di scoperta. Nei suoi romanzi, il futuro non è una condanna ma una promessa: sommergibili, viaggi al centro della Terra, traversate polari e missioni impossibili si alternano in un turbine di meraviglia e ingegno. Questa raccolta riunisce alcuni dei suoi capolavori più celebri, da Ventimila leghe sotto i mari a L’isola misteriosa, ricordandoci perché Verne è stato un visionario. Certo, le sue pagine possono sembrare lente agli occhi di chi vive nell’era del “tutto e subito”, ma è proprio lì il segreto: fermarsi e lasciarsi guidare da chi, più di un secolo fa, inventò l’immaginazione moderna.
Se non mi concentro troppo sul titolo, italianizzato in modo a mio avviso insensato, posso iniziare a dirvi che non ho ancora letto tutto questo malloppone. Sarebbe stata un’impresa meravigliosa e terribile. Di Jules Verne non conosco tantissimo. Come molti, sono rimasta ai grandi classici come Ventimila leghe sotto i mari, Il giro del mondo in ottanta giorni e Viaggio al centro della terra. Non sono mai andata oltre, fino ad oggi.
Classico del romanzo d'avventura, Jules Verne stupisce per l'originalità e la coerenza dei suoi racconti. "Michele Strogoff" lo tengo ancora in mezzo al cuore. (Ah, "l'espresso del futuro" è un imbroglio bello e buono).