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Il dopo: Il virus che ci ha costretto a cambiare mappa mentale

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In un momento imprecisato del 2019 si è verificato un evento biologico di eccezionale rarità: un virus animale ha fatto un salto di specie arrivando nell’uomo. Dalla metropoli cinese di Wuhan, il SARS-CoV-2 si è diffuso rapidamente in oltre duecento paesi. È ciò che gli esperti chiamano «pandemia». Nell’attesa di soluzioni e strategie per la crisi sanitaria, economica e finanziaria in corso, Ilaria Capua, una delle voci più autorevoli della virologia internazionale, prova a buttare cuore e sguardo oltre questo tempo di mezzo e a mettere a fuoco sia le cause sia le opportunità che esso nasconde.
Secondo l’autrice, infatti, si può considerare la comparsa del SARS-CoV-2 uno stress test, in grado di misurare le fragilità del nostro sistema. Questo patogeno dalle dimensioni infinitesimali ha messo l’umanità intera di fronte al disequilibrio creato nel rapporto con la natura, alla riscoperta della propria dimensione terrena e della caducità che le è connaturata, all’arbitrarietà dell’organizzazione sociale che si è data, delle sue scale di valori, del concetto stesso di salute pubblica. In altre parole, ha preso tutto ciò che ritenevamo certo, indiscutibile, e ce l’ha mostrato per quello che è: una scelta, basata su una visione parziale delle cose.
Uno dei motti di Ilaria Capua è: «Every cloud has a silver lining», ogni nuvola ha una cornice d’argento. Se è vero anche una pandemia, mentre ci scuote dalle radici, ha qualcosa da insegnarci. Per esempio, che dobbiamo modificare il nostro atteggiamento nei confronti della natura e della biodiversità, ponendoci come guardiani anziché invasori. Che la tecnologia, se riusciamo a non esserne schiavi, può essere lo strumento straordinario che ci permette di difendere la socialità anche in tempi di distanziamento fisico. Che, se vogliamo una società informata, matura, la scienza non può essere messa all’angolo, ma deve tornare ad avere un ruolo centrale nella conoscenza.
Se non vogliamo farci travolgere, insomma, dobbiamo considerare i segnali che questo evento storico sta facendo emergere, riflettere sul dopo e ripensare il mondo. Perché è a questo che stiamo andando incontro: a un mondo nuovo.

144 pages, Kindle Edition

First published May 26, 2020

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Ilaria Capua

19 books8 followers

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Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Maria.
47 reviews20 followers
July 16, 2020
E’ un libro piccolino scritto con semplicità cercando di essere il più chiara possibile. La conoscenza, se comunicata in maniera corretta, non fa paura, tranquillizza. È questa la sensazione che mi lascia questo libro. Un piccolo pensiero ed un augurio, chiaro e cristallino, all’unità tra gli scienziati. Unendo le proprie competenze saranno in grado di vedere l’insieme che l’eccessiva , ma necessaria, specializzazione rischia di far perdere agli scienziati.

“Siamo così avvezzi a una medicina con i superpoteri, in grado di curare un numero incredibile di patologie, in tempi rapidi e con il minor numero possibile di effetti collaterali, che l’impossibilità di avere già pronta la soluzione per un evento al cento per cento naturale e imprevedibile ci ha lasciati sgomenti.”

Ebbene sì, la medicina non è una scienza esatta, è fatta di esseri umani che sbagliano, ma la ricerca è proprio questo, un elenco di strade sbagliate che ci portano a quella giusta da seguire.
Questo virus ci ha messo di fronte all’evidenza dei fatti, mentre eravamo accecati dalla nostra superbia ci ha fatto tornare coi piedi per terra nella maniera più brusca: non siamo immortali né onnipotenti, siamo fragili, proprio come l’equilibrio del nostro pianeta. La pandemia inoltre deve donarci la consapevolezza che non possiamo più ignorare i messaggi chela natura ci invia, non possiamo più sfruttare le risorse indiscriminatamente, o muoverci senza considerare l’impatto che questo avrà su tutta l’umanità.

Da qualche parte, in un momento imprecisato dell’anno scorso, due animali che non dovevano incontrarsi si sono ritrovati a stretto contatto tra loro, ciò ha permesso un salto di specie, e da un pipistrello attraverso, forse un pangolino, un virus con un doppio carpiato è passato all’uomo e ha iniziato a diffondersi. Dopodiché l’interconnessione umana ha fatto il resto.
Se fosse avvenuto in un villaggio sperduto ai confini di una foresta, in un mondo senza aerei e relazioni commerciali internazionali, probabilmente sarebbe rimasto là, o magari avrebbe impiegato qualche anno a palesarsi e avremmo avuto il tempo di trovare una soluzione...

Siamo umani, non possiamo rinunciare alle nostre conquiste ma dobbiamo cercare di rispettare l’equilibrio su cui si basa la nostra esistenza, quello della natura. Andiamo troppo veloce, anche se non possiamo più rallentare possiamo almeno evitare di disturbare quei luoghi che non ci competono, rispettare gli spazi della natura, la sua biodiversità e non interferire né far entrare in contatto sistemi diversi . Sarebbe un atto di estrema irresponsabilità, un giocare alla roulette russa con la natura. Non si potrà più essere cosi sconsiderati!
Per carità, le zoonosi esistono da che l’uomo ha iniziato ad allevare animali, ma adesso abbiamo la conoscenza dalla nostra, possiamo cercare di evitare quanto più possibile di favorire una situazione simile che di per sé è abbastanza rara, per fortuna.

La pandemia, quando arriva sconvolge il sistema sociale, economico e culturale della popolazione. Da sempre. E lascia il segno.
Anche la spagnola lasciò come eredità la consapevolezza del bisogno di un sistema sanitario nazionale, per la prima volta si capì che era molto meglio prevenire e curare anche i poveri per proteggere l’intera società dal tracollo, anche economico. E’ da lì che è iniziato tutto quel processo che ha portato gli stati ha sviluppare un sistema sanitario nazionale con dei protocolli precisi da attuare in caso di malattie altamente contagiose. Alcuni sono meglio di altri, e noi italiani per esempio, al netto di tutto, siamo molto fortunati.

Qualcosa di simile si spera accada anche adesso.

Per noi, e parlo in quanto membro di una società occidentale basata sull’individualismo, forse è arrivato il momento di un’ altra epocale presa di coscienza: la nostro comportamento non riguarda solo noi, non siamo e non possiamo essere responsabili solo di noi stessi, ma nel momento in cui viviamo nell’ unico mondo disponibile , le nostre singole azioni ricadono sulla società tutta. Così come un macellaio in un mercato di Wuhan che non rispetta le norme igienico-sanitarie e mette a contatto animali selvatici di diversa origine nello stesso posto può diventare responsabile della morte di migliaia di persone dall’altra parte del pianeta.
Dopo di che, un'altra cosa molto importante per proteggere i cittadini comuni dal panico e dal successivo calo della percezione del rischio è la comunicazione. Essa va gestita da chi è esperto nel campo, uno scienziato non sempre è in grado di farlo, ci sono toni, modi e parole precise da usare. E’ sbagliato, come è stato fatto in questo caso, usare allarmismi esagerati, o minimizzare troppo, ed è assurdo essere bombardati dalle notizie di tutti gli studi in via di pubblicazione, senza riguardo o competenza. Addirittura senza considerare la rivista di provenienza, che la dice lunga sull’autorevolezza della pubblicazione stessa.

Lo scienziato deve ammettere, e questo è molto difficile a volte, di non sapere, ed è difficile anche perché le persone non sono abituate a questo tipo di risposte. In una situazione del genere si cercano certezze, io stessa mi sono ritrovata a leggere considerazioni ottimistiche con sollievo, salvo poi scontrarmi con l’onesta dichiarazione di altri scienziati. Questo dibattito, che è necessario, ed è l’anima della scienza, deve però tornare a rimanere privato, non segreto, deve essere lasciato fuori dal resoconto giornalistico quotidiano, soprattutto se l’intento è quello sensazionalistico e non derivato da un analisi esperta e competente. La scienza funziona così da sempre, ma se noi facciamo da spettatori al dibattito il rischio è che decidiamo dii seguire una teoria sulla base di una simpatia personale, o seguendo chi dice quello che vogliamo sentirci dire. Il risultato è solo confusione e tifo da stadio.

Questo ammiro in Ilaria Capua anche quando la sento parlare in tv. E’ composta, chiara, educata e non esprime mai certezze. Perché non ne può avere, dà solo la sua opinione di “ex” virologa. E senza mai nessuna polemica.

“Le pandemie sono eventi catastrofici, ma sono anche degli aggiustatori, dei rimodellatori sociali: obliterando il passato, offrono lo spazio e la flessibilità per far entrare il nuovo.”
La conclusione del libretto è una tenera, appassionata dichiarazione d’amore alla scienza e termina con un link che mi ha commosso e che, sperando di non fare torto a nessuno, allego anche io.

https://www.youtube.com/watch?v=CauWb...
Profile Image for Chiara F..
613 reviews49 followers
July 29, 2020
Ho letto altri libri sulla pandemia in corso e di fatto questo non si discosta dai predecessori: non lesina sulle informazioni ormai di dominio pubblico legate alle origini e alla natura del virus, le sue modalità di diffusione e le azioni intraprese per arginarne la propagazione. Niente di nuovo. Una semplice azione di marketing, ben scritta e argomentata che comunque cavalca l’onda della notizia al momento più gettonata.

Purtroppo è nei suggerimenti da adottare nel post-Covid che la Capua si rivela più ingenua di quanto sembri, auspicando una rivalutazione del ruolo della donna all’interno della società. Scrivendo in pieno lockdown, è arrivata a pensare che questa situazione di stallo, bloccati in casa, sarebbe stata utile per rivalutare le mille attività femminili, le azioni in cui si prodigano le madri di famiglia in merito alla gestione della casa, dei figli e dei genitori, magari anziani, arrivando a supporre che i coniugi e la società in generale avrebbero potuto supportarle e sollevarle da qualche incarico. Pura illusione!

L’idea di fare rete anche tra donne per sostenersi a vicenda, ribadita in chiusa d’opera, è apprezzabile ma francamente, dimostra il distacco dalla realtà dell’autrice che si conferma più competente nelle tematiche medico-scientifiche e meno nelle questioni politiche di genere, con una visione utopica della vita contemporanea: in questa pandemia, le donne, insieme ai bambini, sono risultate le ultime nell’ordine delle priorità statali e tuttora stanno pagandone le conseguenze. Senza se e senza ma. Prima ce ne renderemo conto e ne metteremo nero su bianco la denuncia, senza alimentare false speranze, e prima potremo sperare di ottenere il sostegno delle istituzioni... ma sarà sempre troppo tardi!
7 reviews1 follower
June 14, 2020
Un gran bel libro importante e necessario. Consiglio la lettura a chi ha paura.. Perché solo con la conoscenza scientifica possiamo affrontare in maniera consapevole questo periodo. Grazie Ilaria.
Profile Image for Andrea.
178 reviews100 followers
October 29, 2020
"Il dopo" è un libro che racconta la genesi di questa pandemia, di come si è originato il covid19 e di come è riuscito a diffondersi così rapidamente nel mondo. Riporta, molto brevemente, come avviene la raccolta dei dati, come si creano dei test sicuri ed espone la problematica del conteggio dei morti. Racconta dell'esperienza del lockdown, di cosa dovremmo imparare da esso e di come avremmo dovuto uscirne. Infine, affronta il futuro: come dovremo prepararci a livello globale nell'eventualità di una futura pandemia e come ogni singolo individuo dovrebbe porsi nei confronti della sua salute e del sistema sanitario.
E' un libro interessante, molto scorrevole e grazie ad esempi chiari riesce a spiegare molto bene i pochi complicati concetti che affronta.
Lettura carina per capire cosa avremmo potuto fare, cosa abbiamo fatto e cosa dovremo fare in futuro. E cosa dobbiamo imparare da questa pandemia.
Profile Image for Giordano Bruno.
250 reviews10 followers
October 7, 2021
Lucido e istruttivo

Lettura rapida e ancora molto attuale, anche se pubblicata ormai un anno fa, è il secondo libro di Ilaria Capua che leggo e anche questa volta mi ha convinto. Sempre chiara, lucida e puntuale, è riuscita a scrivere un breve libro sulla nostra situazione attuale e su come dobbiamo rivedere la nostra mentalità e le nostre abitudini antropocentriche se vogliamo sopravvivere come specie su questo pianeta. Una persona colta, intelligente e preparata che, manco a farlo apposta, l'Italia si è lasciata scappare perché troppo preoccupata ad accusarla di essere una trafficante di virus... poveri noi. Insomma, un piccolo libro da leggere poiché contiene tante informazioni utili e spiega, con una giusta e sana spruzzata di femminismo, come dobbiamo cominciare a vedere il mondo e la salute, nostra e del nostro mondo.
14 reviews
June 26, 2020
Un bel libro. Semplice e discorsivo, con esempi e frasi che arrivano e vanno oltre la complessità del covid19. Dovrebbero leggerlo nelle scuole. Tante idee e intuizioni utili Consigliatissimo per vedere meglio quello che è accaduto, che accade e che potrebbe ancora accadere.
Profile Image for Francesco.
334 reviews3 followers
December 15, 2020
5
sembra di scoltare le tv, si parla troppo di questo virus
Profile Image for Guido Rosato.
14 reviews
September 7, 2024
Scritto con pandemia in atto, stimola riflessioni sull'ambiente, sugli animali, su noi stessi, sulla one health in sostanza.
Profile Image for Luca Morandi.
530 reviews13 followers
Read
March 25, 2026
niente di che per chi ha letto già molto sull'argomento
Profile Image for Alice Calcagno.
57 reviews1 follower
January 23, 2022
La sensazione è che sia uno di quei libri scritti per cavalcare l'onda della pandemia, pochi contenuti, uno stile che vuole essere accattivante e giovane senza farcela
Profile Image for Matteo Cordero.
146 reviews3 followers
February 25, 2023
Il dopo: Il virus che ci ha costretto a cambiare mappa mentale (The aftermath: The virus that forced us to change the mental map) is a book written by Ilaria Capua one of the most important voices of international virology. Published solely in Italy during the most difficult years of the COVID-19 pandemic, the book presents a brief of the origins of the virus, trying to illustrate practical solutions about the pandemic and the future that will happen hopefully "after" the virus.
Even though I liked the epidemiologist Ilaria Capua, I found this very poor and short to understand the current situation, the pandemic and the viruses in general. During the pandemic and in particular the lockdown period, I was always interested in hearing Capua's opinion about the virus and her solutions at talk shows as I believe is truly one of the best specialists on this issue. However, personally, it not gave me any insights into this terrible event.
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