"Un'oscurità trasparente" racconta la personale "discesa agli inferi" di William Styron nella depressione, malattia tanto diffusa quanto misconosciuta. Felicemente in bilico tra la purissima eleganza del racconto e la bruciante urgenza dell'autobiografia, Styron indaga sul legame tra il "male oscuro" e la scrittura anche nelle vicende di altri autori come Virginia Woolf, Albert Camus e Primo Levi. Ma soprattutto ci dà il ritratto più intimo di un grande scrittore, contraltare dei suoi personaggi problematici e tormentati, da Peyton Loftis di "Un letto di tenebre" allo schiavo Nat Turner, fino a Sophie, la protagonista del suo romanzo più celebre. Al memoir, che ebbe un successo dirompente sia negli Stati Uniti, dove uscì nel 1990, sia in Italia, sono accostati i tre racconti di "Una mattina in Virginia", nei quali uno stesso narratore rievoca la propria giovinezza nel Sud degli Stati Uniti toccando i temi più congeniali a l'eredità del razzismo, la violenza dei legami familiari, la perdita dell'innocenza.
William Styron (1925–2006), born in Newport News, Virginia, was one of the greatest American writers of his generation. Styron published his first book, Lie Down in Darkness, at age twenty-six and went on to write such influential works as the controversial and Pulitzer Prize–winning The Confessions of Nat Turner and the international bestseller Sophie’s Choice.