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La Storia I

En Italie, d'abord, où il provoque un véritable débat national, puis partout où il a été publié dans le monde, le livre d'Elsa Morante a immédiatement été reçu comme l'un des grands romans du siècle : un pendant de La Guerre et la Paix.
Le personnage principal en est une pauvre institutrice, à moitié juive, Iduzza, qui a un enfant après avoir été violée par un soldat allemand ivre. Iduzza et le petit Useppe vont survivre miraculeusement à travers les tributlations et la misère des plus effroyables temps de guerre, rencontre à chaque heure l'Histoire, mais aussi une infinité de personnages qui, comme eux, subissent sans rien comprendre.

536 pages, Pocket Book

Published September 23, 1980

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About the author

Elsa Morante

48 books722 followers
Elsa Morante began writing short stories which appeared in various publications and periodicals, including periodicals for children, in the 1930s. Her first book was a collection of some of the stories, Il Gioco Segreto, published in 1941. It was followed in 1942 by a children's book, La Bellissime avventure di Caterì dalla Trecciolina (rewritten in 1959 as Le straordinarie avventure di Caterina).
She married the novelist Alberto Moravia in 1941, and through him she met many of the leading Italian thinkers and writers of the day as Pier Paolo Pasolini, Dario Bellezza, Sandro Penna, Attilio Bertolucci, Umberto Saba and many others.

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1 star
7 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 56 reviews
Profile Image for Marianna.
174 reviews20 followers
August 15, 2021
La Storia è dei più deboli

“Uno scandalo che dura da centomila anni” questo è il sottotitolo della poderosa opera di Elsa Morante pubblicato, per suo volere, in formato economico, nel 1974 dopo tre anni di gestazione.

Sottotitolo provocatorio, contenuti e ideologie scomode -fin troppo - per i vari orientamenti politici dell’Italia degli anni di piombo. Il mondo intellettuale, all’epoca, si divise: ci fu chi, come Natalia Ginzburg salutò l’opera con grande entusiasmo e chi, come Pasolini, Calvino e tanti altri critici - tutti maschi, sottolineo - manifestarono un parere avverso. Chi non si espose, e il suo silenzio fu eloquente, fu il critico Fortini. Il libro vendette e continua tuttora a vendere migliaia di copie ogni anno, sancendo così la grandezza dell’opera e dell’autrice, nonostante la distanza con gli eventi narrati.

La scrittrice ha voluto raccontare la seconda guerra mondiale attraverso gli occhi di personaggi indimenticabili: Iduzza (Ida) Ramundo, ebrea e madre di Nino, avuto dal marito Alfio, e del piccolo Useppe (Giuseppe), figlio di uno stupro subito quando era fresca vedova, Davide Segre, giovane ebreo anarchico che sembra incarnare nei suoi monologhi l’alter ego della Morante.
Ci sono altri personaggi minori, tutti incontrati da Ida, ormai sfollata, nei vari rifugi romani: la numerosa famiglia detta “i mille”, rumorosa e disordinata, Carulì, ragazza madre di due gemelle, Giuseppe detto secondo, Quattro punte, amico di Nino dedito come lui al contrabbando, le signore Marrocco, fino ad arrivare agli animali, tutti ben caratterizzati, che dimostrano, come il piccolo Useppe, una sorta di saggia innocenza e inconsapevolezza. Il lettore conoscerà la gatta Rossella, innamorata del giovane Davide, che gli si struscia addosso appena lo vede, il cane Blitz e la cagna Bella. Quest’ultima sembra essere dotata di intelligenza umana tanto da fare da seconda madre al piccolo Useppe nelle sue scorribande fuori casa.

La Storia, quella con la S maiuscola non è fatta dai grandi uomini, anzi qui gli uomini sono tutti destinati a fallire, ma è fatta dai più deboli: le donne e i bambini. “La Storia” , infatti, è un romanzo che sotto vari aspetti esalta la maternità e l’infanzia. La narrazione è generalmente lineare, se si esclude il flashback all’inizio che serve per introdurre la storia familiare di Iduzza. Il linguaggio usato è molto versatile, va da quello dialettale (parlato soprattutto da Nino) a quello più colto (che caratterizza il giovane Davide Segre) a quello infantile.
È un romanzo-fiume che, nonostante la lunghezza (circa seicento pagine) si legge con piacere e coinvolgimento emotivo. Veramente un grande romanzo, una epopea familiare, una storia di dolore e di profonda pietà.
L’autrice ha consegnato in quel lontano 1974 una delle opere più importanti della nostra letteratura, un capolavoro di vivacità narrativa e di ricchezza di tematiche fuse armonicamente tra loro. “La Storia” narra gli episodi più crudi dell’età contemporanea attraverso gli occhi di una donna semplice e timorosa, madre instancabile e quelli azzurri di suoi figlio Useppe, un bambino che catturerà il cuore del lettore.
Col suo modo tenero e ingenuo di approcciarsi alla realtà, il suo linguaggio misto di termini dialettali e inventati, conferisce spessore a tutta l’opera.

 "Dalle altre femmine, uno può salvarsi, può scoraggiare il loro "amore"; ma dalla madre chi ti salva? Essa ha il vizio della santità... non si sazia mai di espiare la colpa di averti fatto, e, finché è viva, non ti lascia vivere, col suo amore”.

Consiglio gli approfondimenti della storia critica all’indirizzo:

https://www.quodlibet.it/recensione/3377 e link annessi, alcuni rimandano anche ad interessanti interviste
Profile Image for Michela Chiarlo.
Author 1 book9 followers
December 20, 2019
Bellissimo e straziante. Scritto benissimo e di una tristezza sconfinata, che, intendiamoci, lo rende più bello, ma anche a tratti un po’ faticoso. Le descrizioni minuziose ci fanno conoscere i personaggi come cari amici e soffrire amaramente quando escono di scena.
Profile Image for Goliarda.
81 reviews
October 27, 2021
Aprite un qualsiasi testo di storia, andate nel capitolo dove sono trattati il nazifascismo e la seconda guerra mondiale e quasi sicuramente noterete due cose. La prima è che l'autore o gli autori saranno in maggioranza di sesso maschile e la seconda è che leggendo il testo potrete notare come le vicende narrate siano incentrate sempre e solo intorno a uomini ricchi e potenti.
Ma in fondo, è davvero questa la storia? Se volessimo osservare da vicino i fatti per come sono accaduti, dovremmo limitarci a una narrazione sterile di imprese e fallimenti di uomini che, oggi come allora, ci appaiono distanti e freddi? Non dovremmo invece chiederci come la popolazione comune, fatta di persone semplici e umili così simili a noi, abbia vissuto quei terribili anni? Non è forse questa la Storia Vera, che vale la pena di indagare e raccontare?
Che senso ha sapere che nel giorno 8 settembre 1943 è stato firmato l'armistizio tra l'Italia e gli Alleati, senza però avere una minima idea di quali conseguenze questo abbia provocato ai civili e all'esercito dislocato in tutta Europa?

È con queste premesse che Elsa Morante racconta una delle pagine più importanti della storia del Novecento, mostrandoci gli eventi attraverso gli occhi, le sensazioni e i pensieri di personaggi comuni, come Ida, Nino, Useppe, Davide, ecc.
Le loro vicende quotidiane si intrecciano agli episodi più noti: la marcia su Roma, le leggi razziali, il rastrellamento del ghetto di Roma, la Resistenza, la liberazione.
Morante non si affida a uno stile melodrammatico, bensì utilizza l'ingenuità e la sincera meraviglia di Iduzza per mostrarci come si sopravvive quando non si ha più quasi niente da perdere. Ida accetta gli eventi, pure le disgrazie, senza contestarle e senza contrastarle, perché in ogni caso non potrebbe mai cambiarne le sorti, e così si limita ad adattarsi al nuovo ordine circostante sia per se stessa sia per la sicurezza di Useppe.
E in un certo senso, non è esattamente questo che facciamo ancora oggi? Come insieme di persone non possiamo modificare direttamente l'esito dei grandi eventi (i conflitti, la gestione delle crisi economiche, della pandemia, della crisi climatica), ma possiamo solo affidarci ai governanti, adattandoci allo stesso tempo ai suddetti eventi.
Probabilmente è questo l'aspetto più affascinante dell'opera: parla a noi e parla di noi.
Profile Image for Teresa Cosmai.
19 reviews2 followers
December 9, 2022
L'esistenza del piccolo nucleo familiare composto da Ida, Ninuzzo e Useppe si interseca con le pagine della Storia, che aleggia come un'ombra sui personaggi. Un libro lento, che accompagna il lettore nei sei anni di vita di un figlio nato da uno stupro. Un bambino per cui tutto è meraviglioso, "tutto è uno scherzo". Ninuzzo, da ragazzino arrogante, si trasforma in quello che Cesare Garboli definisce un moderno "Achille invulnerabile". Una lettura non semplice, ma capace di sprofondare il lettore tra le pieghe della Storia, senza trascurare alcune parentesi di leggerezza e di sottile umorismo che riaffiora talvolta dalla penna della Morante.
Profile Image for Maria de Sousa Machado.
13 reviews5 followers
June 2, 2021
I et II Une des plus belles oeuvres que j'ai lues dans ma vie. Je suis si heureuse de l'avoir commencé. Après, ce fut impossible de cesser de lire.
24 reviews1 follower
May 24, 2022
Gioia di vivere saltami addosso!
Profile Image for Daniela.
107 reviews44 followers
June 13, 2023
Riemergo dallo stordimento dopo aver finito la lettura de La Storia di Elsa Morante, che mi ha scosso l’anima. Non fosse altro per l’ambientazione (siamo a Roma in piena seconda guerra mondiale)… questo racconto è arricchito da una prosa ricca e dettagliata senza essere mai noiosa, piena di atmosfere contrastanti armoniosamente catturate dalla Ferrante. In questo libro abita l’orrore e la paura di quella guerra e la persecuzione degli ebrei, ma anche la struggente dolcezza, l’innocenza, l’egoismo e la generosità, la ribellione.

Ida è la protagonista, una quarantenne vedova che è invecchiata precocemente. Noncurante del suo aspetto fisico, timida e paurosa, si fa piccola piccola al mondo, essendo per parte di madre ebrea, vive i giorni dell’occupazione nel terrore. Il figlio adolescente è fin troppo esuberante, sfrontato e ribelle che rifiuta le convenzioni e lo studio. Un fatidico giorno Ida subisce uno stupro da un giovane soldato tedesco, che però porterà la gioia dell’arrivo di Useppe, come si deciderà di abbreviare il nome a Giuseppe, il secondogenito di Ida. Di questo bimbo dalla sensibilità rara, si resta incantanti, per la sua felicità di stare al mondo, per ogni piccola scoperta che diventa una settima meraviglia.

Nell’imperversare della guerra, tra la perdita della loro casa, la convivenza in una proprietà per sfollati, e altre vicissitudini, seguiamo il trascorrere lento di quei giorni, e i micro cambiamenti all’interno della famigliola, con qualche spiraglio di speranza, e qualche strano presentimento per il loro avvenire…
Non posso rivelare altro della storia, perché ad un futuro lettore potrebbe togliere quell’incanto di quella leggerezza che la Morante riesce a catturare qua e là nella storia, momenti di felicità pura da fermare nel tempo intorno a troppo dolore.
Profile Image for Elena.
809 reviews9 followers
April 13, 2022
Il mio feeling con Morante è destinato a non nascere e me ne farò una ragione (ho appena abbandonato un libro di de Baeuvoir, non mi faccio troppi problemi anche con mostr* sacr*). Ma torniamo a La Storia. Per tutta la lettura (lunga, troppo lunga) ho avuto la sensazione di essere catapultata dentro "La vita è bella" di Benigni. Tutto troppo semplicistico, Ida eccessivamente ingenua, si lascia vivere dalla Storia e dagli accadimenti intorno a lei. Useppe pare una creatura magica, più che un bambino reale, che a 5 anni se la scorrazza in giro per la città con una cagna a fargli da madre.
Ninnuzzo e Davide, unici personaggi che in parte mi hanno convinta, sono però a tratti edulcorati o resi quasi mitologici.
Insomma, troppa favola (per quanto triste e schietta), poco storia.
Profile Image for Toni.
2 reviews1 follower
December 6, 2019
Without question one of the most difficult books I have ever read. Like a movie by DeSica, this is the story of people who are powerless to the ravages of war and its aftermath, for whom no choice will effect any relief from their misery. War has relegated them to an inescapable fate. Beautifully written as haunting as it may be, I sensed as I was reading that this novel surely had influence upon Elena Ferrante’s later writing. Both in style and subject matter. Neither author shies away from writing about harsh realities. I’ve read many novels about WWII, few have captured the magnitude of human suffering as this one has.
8 reviews
September 28, 2023
Un libro straziante e meraviglioso. L'ho letto a tappe, con lunghe pause: prenderlo in mano e aprirlo è faticosissimo, ma quando si inizia poi non si vuole smettere più. Morante tratteggia un'infinità di personaggi, raccontando di ognuno, persino di una gatta, tutta una vita, e rende davvero bene il senso della sua Storia, "uno scandalo che dura da diecimila anni": i grandi eventi fatti di tante piccole vicende, conseguenze, scelte personali e obbligate, dolore e gioia, persone. Mi rimarrà tanto di questo libro, ma più di tutto la breve parte dove Useppe impara tante parole nuove con Nino: un'oasi di meraviglia e stupore in un mondo distrutto.
9 reviews
September 12, 2024
Ho letto La storia senza sapere nulla. Ho aperto. E ho trovato la prosa grandissima, immaginifica, noir, a tratti surreale di Elsa Morante. Per me metafora davvero della storia dei grandi oppressi del novecento: gli anarchici, gli ebrei, le donne, anzi, la donna come prima vittima che in prima persona può narrare uno scandalo che dura da centomila anni. Fatto di menzogne, delirio, follia, meschinità. Sopraffazione. Bisogna avere lo stomaco forte.
Profile Image for Valentina Shop.
26 reviews
December 8, 2021
No non ci siamo proprio, che delusione! "Capolavoro italiano del novecento" è definito ma la trama è lenta, la lettura faticosa e non ci ho trovato proprio nulla di speciale. Così osannato mi aveva creato grandi aspettative, che sono state ampiamente disattese. Ho arrancato fino alla 500esima pagina per scoprire la sorte del povero Useppe ma poi non ce l'ho proprio fatta a finirlo.
Profile Image for S..
34 reviews2 followers
January 7, 2022
Un romanzo che nonostante la lunghezza delle pagine (600) scorre facilmente. L'autrice è abile maestra di descrizioni accurate, di ritratti veri e minuziosi dei personaggi al punto tale che il lettore li vede direttamente e si sente presente nelle scene, come dentro un film. Molto bello il flashback iniziale che dona profondità allo svolgimemto del racconto, fatto di storie nelle storie.
Profile Image for Carmen.
76 reviews11 followers
October 15, 2023
Elsa Morante non delude mai, questo libro mi ha fatto piangere, riflettere, rimanere incollata alle pagine. Sono così felice di aver recuperato questa lettura che ha fatto tanto discutere. La Morante è una spanna in più rispetto a qualsiasi altro autore del Novecento italiano.
162 reviews
November 29, 2022
Libro consigliatissimo. La sguardo su una pagina lunga e dolorosa della storia vissuta attraverso gli occhi dei meno fortunati. Il fiume della storia straripante nelle vite della povera gente.
Profile Image for Emil.
115 reviews1 follower
Read
July 8, 2026
gt plongé au début mais dès que l’année 1943 commence je suis essoufflé. j’aurais aimé que le livre se concentre plus sur ida useppe et nino….
197 reviews1 follower
September 23, 2026
comme quoi on peut parler des femmes et des enfants dans un livre sur la guerre et mieux parler de la guerre que dans tous les objets culturels sur le sujet
Profile Image for Sara Fattori.
215 reviews2 followers
February 13, 2022
Ambientato a Roma durante la seconda guerra mondiale. Ida Ramundo è una maestra ebrea, vedova e madre di Nino che viene violentata da un soldato tedesco ubriaco. Dalla violenza nasce Useppe, un bambino allegro e vivace.
Dopo un bombardamento che distrugge la loro casa, la famiglia si trasferisce in un ricovero per sfollati a Pietralata. Tra stenti, disperazione e umana solidarietà trascorrono gli anni della guerra. Nino si arruola prima nelle camicie nere, poi partecipa alla lotta partigiana. Conosce l'ebreo e anarchico umanitario Davide Segre con cui ritorna a casa.
Al termine della guerra, Davide tenta l'inserimento con il lavoro in fabbrica al Nord mentre Nino si dà al contrabbando e resta ucciso in uno scontro con la polizia. Solo la presenza Useppe consente a Ida di superare il dolore. Intanto Davide, fallito il suo tentativo, torna a Roma e diventa amico di Useppe e del cane Bella. Morirà ucciso dalla droga.
Intanto si manifesta l'epilessia, finora latente, di Useppe, di fronte alla quale Ida non può nulla. Una violenta crisi epilettica uccide il bambino. Ida non regge al dolore e perde la ragione. Ricoverata in manicomio muore nove anni più tardi.
Bellissimo il rapporto tra Nino e Useppe, il non fare domande di Nino circa il padre di Useppe e quello di Useppe circa la morte di Nino. Toccante anche il rapporto con i cani che sono gli unici veri compagni di Useppe.
Ho trovato lenta la parte successiva alla morte di Nino e quasi veloce la parte finale della morte di Useppe e soprattutto di Ida. Sicuramente un libro da leggere, straziante e ricco di riflessioni.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Davide Calì.
115 reviews2 followers
June 26, 2024
Ho un evidente problema con le aspettative e nel caso di questo romanzo, come è ovvio che sia, le aspettative erano altissime, un po’ per la storia che racconta, un po’ per la sua magnifica storia editoriale e un po’ anche per l’entusiasmo con cui ne ho sentito parlare, in ultima istanza da un podcast letterario ascoltato recentemente, motivo per cui ho deciso di leggere ‘La storia’ mettendo in pausa un altro testo di narrativa, completamente di altro genere e che sicuramente verrà dimenticato nel giro di una decina d’anni.
Eppure, nonostante un certo entusiasmo iniziale per lo stile, il linguaggio e gli eventi narrati, devo ammettere di essermi arenato su questo testo, presto stanco di un incalzare degli eventi tutt’altro che incalzante e di una tristezza di fondo, motivata sicuramente dalla materia complessa che vi viene trattata. Insomma, mi sono ritrovato diverse volte ad agognare la lettura di quell’altro libro di cui sopra, un tomo fantasy di un migliaio di pagine, forse anche per la voglia di evadere e sentir parlare meno di fame, morte e miseria.
La colpa è sicuramente mia e non del libro della Morante, ma devo ammettere che ho fatto fatica a finirlo. Il sempre più presente punto di vista di Useppe e il conseguente utilizzo della sua voce e del suo modo di parlare bambinesco è stato forse il colpo di grazia.
Do comunque quattro stelle per la storia narrata e per un incredibile monologo di Davide Segre nelle pagine finali.
Profile Image for Aldo Incubo.
6 reviews
January 24, 2024
Quasi a dispetto della monumentale architettura, sorretta da una vena incantatoria che è il vero fascino della Morante, il carattere più intimo de "La Storia" risiede forse in una nota minore. Accanto alle vicende della famiglia protagonista e dei loro comprimari, strattonati in lungo e in largo dal demone della violenza, si dipanano le vicende di tutta una serie di creature animali indimenticabili. Dalla gatta nel rifugio di sfollati al criceto nel cortile dell'ospedale, passando per i cani che accompagneranno la vita del piccolo Useppe, l'universo del libro è intessuto di una pietà che erompe dalla dimensione animale e va a contagiare gli uomini. Cosí non solo i bambini ma anche gli adulti, i guerriglieri partigiani, gli sfollati di guerra, tutta la folla di personaggi che attraversa il libro si confronta con l'innocenza delle creature che più di tutte avvertono il dolore senza capirne la ragione. Forse perché proprio in loro, come nelle cavie di Hiroshima, si esprime con maggiore esattezza lo scandalo eterno della Storia.
Profile Image for Ilaria.
85 reviews8 followers
January 26, 2023
La Storia che ne contiene molteplici, come molteplici sono gli usi che si fanno del termine - dalla formula di cui si servì Himmler per presentare la soluzione finale, ai grandi episodi che scandiscono, per l'Europa e il Mondo, gli anni Quaranta del Novecento, alla piccola storia di Ida e Useppe, agnus sacrificale degli anni di infamia. Ma Morante non abbandona il fanciullo romano e la sua Bella prima del tempo, nonostante, come dichiarato, i suoi ultimi giorni non fossero tanto differenti da quelli passati; e accompagna così, nell'agonia di un epilettico denutrito dal conflitto mondiale, il lettore verso la fine della narrazione, al termine della quale, sì, "la Storia continua", ma dopo cui non vi è sopravvivenza.
16 reviews
April 9, 2025
Tra me e questo libro è stato amore e odio. Morante è una scrittrice eccelsa, con una grande capacità di restituire intatta tutta la dignità delle più grandi tragedie umane.
A volte la sua capacità di sintesi mi lasciava di stucco: in poche parole riusciva a condensare l'immagine perfetta di un'emozione, immediatamente sentivi di comprendere il personaggio e CAPIVI quello che provava.
Parlare di capacità di sintesi in riferimento ad un romanzo molto lungo, ma soprattutto LENTO ma LENTO ma LENTO deve far ridere... a me più che altro faceva piangere (dalla disperazione).

Se avete un po' di amore per voi stessi, evitate di leggervi le ultime 150 pagine e conservate quel minimo stralcio di gioia di vivere che vi è rimasto.
31 reviews
August 9, 2025
Je suis partagée sur l’évaluation de ce livre.
C’est un livre très long, parce-que l’autrice se perd dans de nombreux détours et des descriptions parfois interminables. Cela rend la lecture assez ennuyeuse.
Il ne s’y passe finalement pas grand chose, et le personnage d’Ida n’est pas inspirant.
Mais quand on s’accroche à la lecture, on s’attache à Ninnuzzu, Blitz, et leur relation magnifique avec Useppe, et on pense que cela sera ça le sujet du livre.
Puis, Blitz meurt, puis Ninnuzu, et finalement, on se rend compte que c’est l’histoire d’un petit garçon magnifique mais constament seul et abandonné.
Et finalement c’est terrible ! Et j’en ai eu les larmes aux yeux.
Je ne me verrais pas recommander ce livre, et pourtant j’en ai pleuré.
This entire review has been hidden because of spoilers.
9 reviews
April 17, 2024
L'ho letto diversi anni fa, ma mi ha lasciato molto. La guerra vista dagli occhi della persona comune (con brevi ed illuminanti inserti che inquadrano il momento storico), aiuta a capire le dinamiche della guerra, a rendersi conto di cosa sia veramente per la quasi totalità delle persone, insegna a starne lontani. Nello stesso tempo però è una storia appassionante, commovente e perfino divertente a tratti. I personaggi sono vivi, pieni di umanità, con tanti difetti come le persone che incontriamo ogni giorno, ma con la possibilità di vivere insieme a loro per un po'.
Profile Image for LeBossu.
276 reviews1 follower
January 27, 2023
L’Histoire des petites gens.

« tous les biens et tous les maux : la faim qui fait tomber les dents, la laideur, l'exploitation, la richesse et la pauvreté, l'ignorance et la stupidité… pour Santina ce ne sont là ni justice ni injustice. Ce sont de simples nécessités inéluctables, dont la raison n'est pas donnée. Elle les accepte parce qu'elles se produisent, et elle les subit sans le moindre doute, comme une conséquence naturelle du fait d'être née. »
Profile Image for Erica Candelori.
75 reviews
February 5, 2023
Questi sono quei libri che ci piangi, ci ridi, ci stai in compagnia e in solitudine insieme. Che penna è, quella di Elsa Morante? Quale penna avrebbe saputo dare forma a tanto grande grumo di dolore - che è tutt’uno con la vicenda umana -, a tanta scandalosa miseria, con altrettanta tenerezza, delicatezza, come acqua che accarezzi il greto del fiume? Sono abbacinata da tanta maestria.
Non a caso, la penna di una donna. ♥️
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