uffa davvero solo questo, dottie? confesso che dopo aver gongolato con il mio mondo è qui mi aspettavo di più. ségnatelo, lorin: mai dar retta a chi consiglia di iniziare dal meglio, significa doversi accontentare dopo. aspettarsi ogni volta il capolavoro e restare un po' delusa se ci si trova tra le mani qualche racconto godibile, ma non graffiante come si sperava.
certo c'è quella maledetta giarrettiera che si slaccia al momento giusto perché non ce la si dimentichi più. e il monologo di a tavola che manda in sollucchero ogni donna di mondo che abbia avuto in sorte, almeno una volta, uno stoccafisso per commensale. e poi il celebre tratteggio della nuova-generazione-spa, pubblicato nel 1923 sul saturday evening post, da cui i giornali sfacciatamente pescano ancora per parlar dei giovanilisti di professione nell'arte, nella letteratura, nella politica pure. e infine l'impagabile siparietto di mrs legion, nome che è tutto un programma se lei e le sue amiche vestono con l'uniformità delle ballerine di fila, e non si azzardano a presentarsi in pubblico finché non hanno cancellato ogni residua traccia di personalità.
ma a questo giro, spiace dirlo, c'è poco di più.
nel merito di questa edizione, va detto che: la resa linguistica della traduzione è mediamente piatta (pare incredibile trattandosi di DP, eppure) e si aggiunga che "qual'è" ripetuto con l'apostrofo non è un refuso.
e insomma, forse in originale facevi anche qui più faville, dot, ma così son state un paio d'ore di intrattenimento gradevole e uno zic di troppo ripetitivo. stop.
ti confesso però che il racconto eponimo mi ha indotto ripensare ai miei, di uomini che non ho sposato, e alle ragioni della loro non sposabilità in senso lato. c'è andata bene DP, altroché.
a. ai primi di ottobre una volta mi disse: «devo decidere se farti il regalo di compleanno o cambiare la sella alla vespa». pausa. «credo che comprerò la sella, in fondo la usi anche tu».
l. mi scriveva appassionate lettere firmandosi anche con il cognome. e mettendolo prima.
c. si piaceva tanto. tantissimo. è durata finché non ho realizzato che si piaceva più di quanto piacesse a me.
sempre a., nell'ultimo di vari ricorsi. si tagliò il pizzetto dopo un anno buono che non lo faceva, e non me ne accorsi per un'intera serata. naturalmente si trattò di un segnale, non di una mancanza sua. col senno di poi, la mancanza forse era stato il pizzetto.
e se non ho come te un mortimer che si è fatto fotografare in abito da cerimonia, annovero un g. che andò a un matrimonio con pezzi in prestito in modalità puzzle. quello però lo segnai alla voce meriti e punti extra. direttamente e senza passare dal via.