Sandra Faè è nata e vive a Milano, dove lavora per un’agenzia doganale, occupandosi di adempimenti fiscali. È sposata con Emanuele, che invece è nato a Istanbul e ha origini per tre quarti greche; non hanno figli, ma due meravigliosi nipotini. Lettrice forte, da sempre appassionata di scrittura, Sandra ha frequentato numerosi corsi di scrittura creativa, arrivando a pubblicare il primo romanzo Frollini a colazione (ma io volevo la brioche) (Ediz. ExCogita, 2010) e il successivo Cene tempestose (Ibuc, 2014). Approda in goWare con quello che considera il suo lavoro meglio riuscito, per il quale un particolare ringraziamento va a Chiara Beretta Mazzotta, insieme alla quale ha lavorato sulla prima stesura del manoscritto con grande soddisfazione reciproca. Viaggi, cinema, teatro e hobby creativi riempiono il poco tempo libero che le rimane. Ha quarantacinque anni, ma preferisce non si sappia in giro. Se volete conquistarla, potete offrirle una tartare di carne o di pesce, ma è meglio sapere che è una persona fedele, anche se forse potrebbe perdonare un tradimento.
“La ragazza che ascoltava De André” è Carlotta Bamberga, una goffa, timida, altruista e disperata trentenne milanese, che subisce l’ennesima delusione amorosa e che cerca di consolarsi ascoltando le opere di Faber e mangiando macarons.
Il colpevole della sua sofferenza è Umberto, un uomo incapace di vivere al 100% una relazione, che non desidera impegnarsi seriamente e che incrina ulteriormente la già precaria autostima della protagonista. In soccorso alla neo-single arrivano i punti fermi della sua vita: zia Sandra e Gisella, la bella madre in incognito, che fa credere a tutti di essere la sorella di Carlotta. Entrambe cercheranno, ognuna a modo suo, di aiutare la protagonista a superare la fine della relazione con Umberto, perdita che inizialmente sembra catastrofica, ma che col tempo si ridurrà ad una lieve nostalgia dello stato di “non-single”. La protagonista, spesso cinica e ironica, ci narrerà del suo presente intrecciandolo con aneddoti del passato, che lentamente ci riveleranno la vera essenza di questo personaggio fuori dagli schemi di cui non potremo fare a meno di innamorarci.
La vita di Carlotta senza Umberto è sostanzialmente caotica e frenetica, la vede divisa tra due lavori, centralinista presso la Xantia, una grossa azienda multinazionale di Milano, e “tutto fare” nella boutique di vestiti vintage diretta dalla madre, “Lo sbarazzo senza imbarazzo”, i vari impegni, lavorativi e non, vengono talvolta intercalati da qualche fresco Mojito, che rende qualsiasi giornata più piacevole. La stacanovista si sta ancora leccando le ferite per la love story appena terminata, quando un terribile lutto sconvolgerà davvero la sua esistenza e le permetterà di comprendere la felicità per le piccole cose, ma soprattutto cosa/chi sia realmente importante nella sua vita.
Romanzo al femminile, “La ragazza che ascoltava De André” è permeato di citazioni di testi del noto cantautore, che accompagnano le giornate di Carlotta e che trasferiscono le sue emozioni al lettore rendendo unica quest’opera. Sandra Faé, col suo stile conciso e diretto, riesce a trattare argomenti difficili, come la morte, in modo semplice e leggero lasciando un messaggio di speranza, che farà sicuramente riflettere il lettore.
Fresco e dissetante come un Mojito, questo romanzo si legge molto bene e con grande piacevolezza. Carlotta Bamberga, la protagonista, è una single con poca fiducia in se stessa, ma piena di risorse e di brio. Tra l'amore per De André e la sua strampalata famiglia, singolare ma che la riempie di affetto, riuscirà a trovare il suo equilibrio e, forse, anche l'amore, quello giusto. Una bella lettura che consiglio sinceramente.