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Roberto Baggio: Avevo solo un pensiero

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Roberto Baggio non è una figura scontata: come il protagonista di un romanzo, è un groviglio di volontà e caso, un uomo incredibilmente determinato e allo stesso tempo in balìa degli eventi. Come se tutti i suoi sforzi servissero a opporsi al destino e allo stesso tempo a compierlo (uno dei tanti paradossi con cui probabilmente il buddismo lo ha aiutato a convivere). Stefano Piri ripercorre la vita e la carriera di Baggio a partire dalla sua magica apparizione a Vicenza, quando non ha ancora vent’anni e sembra un angelo spietato che inchioda gli avversari a terra. Quando ha solo un pensiero: prendere la palla e andare dritto in porta. Il viaggio del campione dentro il calcio professionistico è però anche il viaggio interiore di una persona che deve attrezzarsi moralmente ed emotivamente per un mondo molto più complesso di quello in cui è cresciuto. Baggio deve infatti affrontare l’improvvisa notorietà mondiale di Italia 90, le stagioni alla Juve, il Pallone d’Oro 1993 e la favola meravigliosa e interrotta di Usa 94. Qui arriviamo al cuore del mito del «Divin Codino», all’amore incondizionato degli italiani e alla nostalgia per gli anni Novanta. Ma Baggio è ancora di più: è l’ultimo fuoriclasse italiano del Novecento e il primo del nuovo millennio, l’ultimo che può permettersi una corporatura da mimo e il primo a diventare un’icona nella nuova celebrity culture sportiva globale, dove atleti come lui e Michael Jordan trascendono le squadre in cui giocano, i risultati e perfino la popolarità degli sport che li hanno resi grandi.

219 pages, Kindle Edition

Published February 27, 2020

33 people want to read

About the author

Stefano Piri

3 books1 follower

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Community Reviews

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Luca Masera.
300 reviews77 followers
February 27, 2021
Nell’estate del ’90, quella delle Notti Magiche, mi trovavo a Finale Ligure con i miei nonni, come tutte le estati da quando ero nato e tante altre a venire. Avevo 12 anni e le sole cose che mi interessavano erano trascorrere quanto più tempo possibile in spiaggia a giocare a pallone, andare alla boa con i miei amici a fare i tuffi “scemi” e passare le serate sul muretto con la mia compagnia, forse l’unica vera compagnia della mia vita.

In quei giorni tutti meravigliosamente uguali tra loro, qualunque cosa facessi avevo solo due punti fermi: Francesca, la ragazzina dei bagni Italia di cui ero follemente innamorato e lo rimasi per qualche estate (al punto da arrivare a regalarle qualche anno dopo il mio Game Boy con annessi 6/7 giochi in cambio di un orsacchiotto vestito da aviatore... errori di gioventù, anche se tutt’oggi conservo con piacere quel peluche a monito di tutti gli errori della mia giovinezza), e la Nazionale italiana con tutte le aspettative connesse al vincere un mondiale giocato in casa.

A ogni partita che vincevamo andando avanti in un cammino che sembrava inarrestabile, mio nonno mi raccontava di come nell’82 avessimo festeggiato la vittoria dei mondiali in spiaggia nei nostri bagni, gli Elios, insieme a tutta Finale Ligure. Io naturalmente non potevo ricordarmelo perché ero troppo piccolo o magari perché già allora ero troppo distratto da quello che succedeva nei bagni Italia. Chi lo sa.

Torniamo agli anni ’90 e al miracolo di aver visto dodicenne giocare Roberto Baggio con la nazionale, perché per un dodicenne i miracoli sono quelli, non altri! Tolta forse Francesca… Ecco, forse se allora avessi potuto scegliere tra il miracolo di vincere i mondiali e baciare sotto le stelle Francesca, oggi posso ammettere che avrei tradito l’Italia. Mi perdoneranno gli italiani.

Per me quel ricordo è e sempre resterà metafora di quello che la vita sarebbe presto diventata, passando da gioie infinite (il gol in rovesciata in spiaggia che feci davanti a Francesca) a dolori incommensurabili (Francesca che si mette con Alberto…), il tutto attraverso malinconie infinite e inadeguatezze che nella mia testa da lì in poi sarebbero appartenute tanto a Baggio quanto a me.

Per me questo libro, non trovo descrizione migliore, è esattamente come quelle estati in spiaggia: un rollercoaster della vita di Baggio, sempre in movimento da una squadra all’altra, odiato da pochi e amato dai più, con la Nazionale come fil rouge doloroso e costante, piena di contraddizioni (può un buddista essere un fanatico della caccia?) e di misteri inesplicabili (ma perché se era il più forte, i suoi allenatori non lo facevano giocare?), un atto di fede costante che lo portava a rinascere ogni volta con una maglia diversa manco fosse quella reincarnazione – perdonatemi la grossolanità – di cui si parla nel buddismo.

Questo libro, meraviglioso, scritto con grazia e stile infiniti, pieno di senso e significato, ha avuto il merito di farmi tornare al 3 luglio del 1990: io e mio nonno siamo seduti in cucina, mia nonna è uscita con le sue amiche, e noi due stiamo piangendo (probabilmente senza farci vedere l’uno dall’altro) perché Maradona ci ha appena eliminati. Ma io, me ne rendo conto oggi, ero lo stesso felice perché in fondo avevo dodici anni e avevo visto nascere la stella di Baggio che poi sarebbe tornata a brillare quattro anni dopo a USA ’94 (altro indicibile dolore ma a 16 anni sai già come digerirlo…). E soprattutto perché l’estate era appena iniziata e per altri due mesi avrei visto Francesca ogni giorno, dimenticando piano piano il dolore di non aver vinto i Mondiali.

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Profile Image for Giuliana Dea.
Author 1 book5 followers
June 12, 2021
Roberto Baggio è stato uno dei miei amori, nato quando andavo alle superiori. È esattamente come viene descritto in questo libro, uno che travalica il tifo di club. E un calciatore che di sicuro aveva poco da spartire con il mondo del calcio della sua epoca, caratterialmente.
Sono parte di una generazione che può dire di averlo visto giocare e che si ricorda i suoi gol, e in un certo senso è una delle poche cose per cui sono grata a quegli strani anni 90.
Il libro ripercorre la sua storia calcistica dall'inizio, restituendo uno spaccato di quel tempo di cui standoci in mezzo era impossibile rendersi conto, ma è una fotografia spietata. Anche del demarcare un prima e un dopo Roberto Baggio.
È da leggere, se si amano il calcio e gli esseri umani che sono in grado di diventare simboli di un'epoca grazie al loro talento puro. E se ancora oggi si ricorda con angoscia quel pallone che supera la traversa a Pasadena. Perché è un libro catartico.
Profile Image for Massimo Carcano.
523 reviews6 followers
April 28, 2023
Leggere di Roberto Baggio è sempre un piacere soprattutto quando la narrazione scorre leggera come in questo caso. Il suo calcio sembra ormai il calcio di un altro tempo, il tempo nel quale c’era spazio anche per campioni fragili come lui. Adesso siamo all’esagerazione della preparazione atletica e chissà se il suo ginocchio avrebbe avuto spazio in mezzo al campo?!?
Profile Image for Monica.
9 reviews3 followers
April 22, 2021
Scritto molto bene, mi ha fatto rivivere delle emozioni da molto sepolte!
Profile Image for Daniele.
169 reviews
July 13, 2025
Molto ben scritto, il libro racconta per capitoli la vita sportiva di Roberto Baggio, con tante riflessioni sul Baggio uomo, sul mondo del calcio e sulla società dell'epoca.
Molto interessante.
Displaying 1 - 7 of 7 reviews

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