“Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio, Sempre.”
Un romanzo imperdibile che scaverà dentro ogni lettore, ci spingerà a riflettere e non ci lascerà indifferenti.
Anna sta recitando una parte, ma non lo sa.
O forse non vuole saperlo, perché altrimenti dovrebbe chiedersi chi è, e cosa desidera dalla vita. Del resto, ha due meravigliosi bambini, un padre che la adora e un marito chirurgo estetico che è appena diventato primario di Villa Sant’Orsola, la clinica privata di famiglia.
Ha anche un amante, Javier, il papà spagnolo di una compagna di scuola del figlio: si incontrano due volte alla settimana in un appartamento che diventa subito uno splendido altrove, un luogo di abbandono.
E allora, cos’è che non funziona?
“Quando aveva smesso di amarlo? E perché? Al desiderio si era sostituita la consuetudine, all'ascolto il già detto, alla curiosità l'indifferenza. Certi amori muoiono un giorno dopo l'altro. Senza scampo. Anna non lo sapeva. Non sapeva neanche perché era finita a letto con un altro.”
I nodi, si sa, presto o tardi arrivano al pettine. Il suo matrimonio, il suo rapporto con i figli, la reputazione della clinica: uno dopo l’altro, tutti i pilastri della sua esistenza iniziano a vacillare.
Anna è costretta a fare ciò che non avrebbe mai immaginato: aprire gli occhi e attraversare il confine sottile che separa l’apparenza dalla realtà. Per scoprire che le ferite, anche se fanno male, a volte sono crepe dalle quali può entrare una nuova luce.
“Anna detestava le clienti della clinica Sant'Orsola. «Le imperfette», come le chiamava suo marito. C'era qualcosa di
malevolo in quel nomignolo. Guido, nonostante amasse il suo lavoro, in fondo deprecava chi ricorreva alla chirurgia. Il sentimento opposto animava Attilio: per lui tutte le donne erano imperfette, tutte erano in cerca di qualcosa che le completasse. E per il padre di Anna il discorso non si limitava alla bellezza: era un'inquietudine dell'anima che portava le donne a cercare di migliorarsi, come se la condizione del femminile fosse votata a una
ricerca perpetua, una spinta costante.”
Con straordinaria lucidità e una scrittura che non concede niente alla retorica, Le imperfette getta uno sguardo su quel groviglio interiore che ci portiamo dentro, dove le bugie che gli altri ci raccontano si mescolano agli inganni dei nostri stessi sensi.
«Sono sentimenti contraddittori eppure coesistenti. La vita non è bianca o nera, le persone non sono buone o cattive, le sensazioni non sono limpide, piuttosto imperfette.»
4,75/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️