Il libro delle meraviglie e altre fantasmagorie è composto da de romanzi (La figlia del Re degli Elfi e La maledizione della veggente), e da due raccolte di racconti (Il libro delle meraviglie e Demoni, uomini e dèi), noi di In punta di Carta ci occuperemo nello specifico del racconto dèi.
Prima però, conosciamo l'autore:
Edward John Moreton Drax Plunkett, XVIII barone Dunsany (Londra, 24 luglio 1878 – Dublino, 25 ottobre 1957), è stato uno scrittore e drammaturgo irlandese, famoso per le sue opere fantastiche pubblicate col nome di Lord Dunsany.
Ottenne la fama con i suoi racconti brevi, i suoi romanzi, le sue opere teatrali e le sue poesie. I suoi più importanti racconti brevi furono pubblicati in antologie tra il 1905 e il 1919: la prima di queste raccolte, The Gods of Pegāna, fu la prima e unica che pubblicò su pagamento.
La particolarità delle sue opere sta nell'ambientazione, un mondo immaginario con una propria storia, una propria geografia e i propri dei: questa particolarità, insieme a numerose altre peculiarità stilistiche e compositive di Dunsany, influenzerà profondamente l'opera di H. P. Lovecraft.
Citarvi tutti i suoi scritti sarebbe impossibile, infatti conta circa 31 antologie di racconti brevi, 14 romanzi, 9 opere teatrali, 8 titoli dedicati alla poesia, 8 saggi e 3 opere autobiografiche.
Poliedrico, versatile e dedito alla scrittura è considerato uno dei padri fondatori del genere fantasy, sicuramente uno scrittore difficile da imitare.
Il suo è un mondo immaginario, fatto di visioni quasi mistiche, che mischiano il paganesimo con uno stile narrativo moderno e rivoluzionario.
Della raccolta Demoni, uomini e dèi, pubblicata nel 1972 e divisa in quattro sezioni, "Dèi" è considerato come il racconto per eccellenza, il fiore all'occhiello degli scritti di Dunsany.
In Dèi assistiamo alla creazione degli dei per mano di mana-yood-sushai, e alla formazione dei mondi e di conseguenza degli esseri viventi per opera degli dei, che mentre il loro creatore riposa e senza disturbare la quiete di Pegana, si dilettano e di divertono a creare meraviglie per l'universo.
In Dèi, così come in altre sue opere, componente principale è il sogno, simbolo di produttività e creatività.
È infatti durante il sonno che l'uomo, diviene più produttivo, immaginando mondi fantastici e onirici ricchi di meraviglie, proprio come gli dei, che approfittando del sonno ristoratore di mana-yood-sushai, si adoperano e si sostituiscono al grande creatore.
Un creatore dormiente che al risveglio, darà vita a nuovi dei e a nuovi mondi, distruggendo quello che egli stesso ha fatto.
Un circolo vizioso che ricorda per certi versi le gesta dell'uomo, che crea bellezza per poi distruggerla con le sue stesse mani, che non rispetta la natura e che dimentica di essere grato per ciò che possiede.
Dunsany paragona infatti i capricci degli dei, gelosi gli uni degli altri, competitivi e ambiziosi proprio all'essere umano, essere inferiore destinato all'ignoranza e al fallimento, proprio per questa sua voglia di superiorità e imbattibilità.
Un racconto sicuramente di non facile comprensione proprio per lo stile frivolo e onirico dell'autore, ma comunque scorrevole, che incanta il lettore e che regala un meraviglioso viaggio all'interno dell'estro e del genio di un autore che ha segnato per sempre la storia della letteratura con le sue opere fantastiche e fantasiose!